BAGDAD - Si terrà il 3 e 4 maggio a Sharm el Sheikh, in Egitto, la conferenza internazionale per l'Iraq. L'incontro per la sicurezza e la stabilizzazione nel paese vedrà la partecipazione, a livello di ministri degli Esteri, delle nazioni vicine e delle grandi potenze. Lo ha annunciato oggi il capo della diplomazia irachena Hoshyar Zebari, confermando anche la partecipazione dell'Italia. In una telefonata all'ambasciatore italiano in Iraq Eugenio Melani Zebari ha formalizzato l'invito al ministro degli Esteri Massimo D'Alema.
"Ci siamo trovati d'accordo nel tenere la conferenza internazionale coi paesi vicini e i membri permanenti del consiglio di Sicurezza dell'Onu a Sharm el Sheikh", ha dichiarato il ministro nel corso di una conferenza stampa a Bagdad. Già ieri Zebari aveva anticipato che la conferenza si sarebbe svolta ai primi di maggio al di fuori dei confini iracheni, per motivi di sicurezza.
Nella telefonata all'ambasciatore Melani, il ministro degli Esteri iracheno ha confermato che il formato scelto per la Conferenza di Sharm el Sheikh è quello dei Paesi confinanti (Siria, Iran, Turchia, Kuwait, Giordania) più Egitto e Bahrein, i Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza e del G8.
Intorno allo stesso tavolo siederanno, tra gli altri, i rappresentanti di Stati Uniti, Iran e Siria. E potrebbe essere l'occasione per un riavvicinamento tra la maggiore superpotenza e paesi considerati attualmente sostenitori del terrorismo. Lo stesso segretario di Stato americano Condoleezza Rice nei giorni scorsi ha detto di ritenere probabile un suo incontro con la controparte iraniana. A fianco di quella politica si terrà anche una conferenza economica centrata sul cosiddetto Compact, il piano per la ricostruzione del paese promosso dall'Onu.
Intanto, non si ferma la violenza nel Paese. E' di 12 morti il bilancio dell'esplosione, avvenuta ieri mattina a Ramadi, nel triangolo sunnita iracheno, di un camion bomba carico di cloro. Un soldato americano è rimasto ucciso ieri nella zona est di Bagdad nell'esplosione di un ordigno nascosto sulla strada che ha investito il mezzo sul quale stava effettuando un pattugliamento, e un altro militare statunitense è morto per una bomba in un quartiere occidentale della capitale.
I cadaveri di 13 persone - 11 nella capitale -, uccise nelle violenze settarie fra estremisti sciiti e sunniti, sono stati ritrovati nelle ultime 24 ore dalla polizia. I corpi erano tutti nelle stesse condizioni: mani legate dietro la schiena, occhi bendati, segni di tortura prima del colpo di grazia, inflitto in quasi tutti i casi alla nuca.
E mentre prosegue per il secondo giorno consecutivo l'offensiva da terra delle forze irachene, questa mattina all'alba sono stati lanciati raid aerei delle forze americane contro le postazioni usate dalle milizie sciite nel centro della località di Diwaniyah, a sud di Bagdad.
http://www.repubblica.it/2007/03/sez...onferenza.html
Ci saranno tutti, Sciiti, Siria ed Iran.... Tutti, come è logico che sia in questo tipo di appuntamenti... Le Conferenze di pace non vanno confuse con il Congresso di Vienna...
In Afghanistan la prossima conferenza di pace dovrà necessariamente vedere al tavolo le tribù dei Talebani..


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