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Discussione: lavoro in lombardia

  1. #1
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    Predefinito lavoro in lombardia

    A rischio 133 alla Gasfire di Erba
    28-03-07 (15:21)
    Il Gruppo Candy ha deciso di chiudere entro l'anno lo stabilimento Gasfire di Erba e trasferire in Turchia la produzione di apparecchi di cottura. Infatti la Candy ha già nel paese il 99% della Doruk-Sti, acquistata il mese scorso e che con il marchio Suessler è tra i leader negli elettrodomestici proprio sul mercato turco. Naturalmente la notizia ha sconvolto i 133 addetti dello stabilimento di Erba, anche se l'azienda ha già assicurato ai sindacati disponibilità piena e immediata per la gestione non traumatica della vicenda. Però Nicola Alberta, coordinatore sindacale del gruppo Candy per la Fim Cisl, ha espresso viva preoccupazione per il processo di chiusura e trasferimento all'estero degli impianti Candy. Per questo sono state chieste alla proprietà assicurazioni sul futuro degli altri siti produttivi in Italia ed in particolare per quelli di Brugherio (sede storica della Candy, alle porte di Milano) e di Santa Maria Hoè, in provincia di Lecco. Mentre sta chiudendo in Italia (lo scorso anno era stato chiuso lo stabilimento di frigoriferi di Donora di Cortenuova, in provincia di Bergamo, trasferendo al produzione in Repubblica Ceca) la Candy continua a comprare aziende all'estero: nel 2005 ha rilevato la russa Vesta-Vyatka e nel 2006 la cinese Jinling.

    Cassa integrazione alla Polenghi
    23-03-07 (14:25)
    Dal primo aprile alla fine di giugno i lavoratori della Polenghi di Lodi verranno messi in cassa integrazione ordinaria per quattro giorni settimanali da lunedì a venerdì, mentre il venerdì l'intera produzione verrà sospesa. I lavoratori che lo vorranno potranno inoltre accedere alla mobilità. Sono queste le linee essenziali di un accordo raggiunto tra i sindacati e la Parmalat, proprietaria dello stabilimento, che ha consentito anche di far scomparire lo spettro degli esuberi. Per quanto riguarda i macchinari che sono rimasti inutilizzati, Parmalat avrebbe voluto portarli via ma la ferma opposizione sindacale ha consnetito di concordare lo smantellamento solo delle macchine che sicuramente non potrebbero essere riutilizzate in Italia e che invece verranno trasferite in uno stabilimento Parmalat in Sudafrica.

    Gaggia in crisi: rischi occupazionali
    22-03-07 (15:11)
    La Gaggia, storica casa di produzione di macchine per caffè che compie 60 anni proprio nel 2007, rischia la chiusura. L'azienda ha infatti comunicato ufficialmente la messa in mobilità di 104 dei 129 dipendenti delllo stabilimento di Robecco sul Naviglio. Alla base della decisione della proprietà - la Saeco di Gaggio Montano, in provincia di Bologna, controllata dal fondo di investimento francese Pai - un pesante calo delle vendite perché le vecchie macchine da caffè manuali, le famose moka, sono sempre più soppiantate da macchine automatiche, con cui si può programmare l'ora e quindi trovare il caffè pronto appena svegli. Le Gaggia sono state le artefici del successo mondiale del caffè espresso "all'italiana": risale infatti al 1938 il brevetto n.365726, depositato nel 1938, con cui Achille Gaggia ha fatto nascere la moderna macchina da caffè con crema senza l'utilizzo del vapore. Nel piano dell'azienda, a Robecco dovrebbero rimanere la divisione commerciale e amministrativa, nonché il magazzino e l'ufficio ricambi mentre la produzione verrà trasferita in parte in Romania e in parte a Gaggio Montano.

    A rischio la Pfizer di Nerviano
    20-03-07 (152)
    Quattrocento posti sono a rischio a Nerviano dove la multinazionale farmaceutica Pfizer ha annunciato l'intenzione di vendere lo stabilimento nel comune dell'hinterland milanese. Contemporaneamente la Nerviano Medical Sciences (Nms) ha annunciato l'apertura di un procedimento di mobilità per 50 dipendenti. Piove quindi sul bagnato nella realtà di Nerviano che è storicamente un polo scientifico che sorge su un'area a destinazione produttiva e di ricerca, quindi il Sindaco Enrico Cozzi è disposto a tutto pur di salvaguardare sia l'occupazione sia la vocazione dell'area. L'intento di Cozzi è quello di bloccare qualsiasi speculazione sull'area ex Pharmacia e quindi la difesa dello stabilimento Pfizer e del centro di ricerca di Nms diventa una battaglia fondamentale per l'intero comune.

    La Nylstar non cambia idea: 167 senza posto
    15-02-07 (112)
    Confermata la dismissione della fabbrica di Cesano. Il 31 marzo la Nylstar cesserà l'attività, mettendo la parola a fine a quello che fu il poplo chimico di Cesano in Brianza. A casa resteranno in 167. I comuni interessati alla chiusura valutano di fare causa alla società per non aver rispettato una convenzione del 1995, che prevedeva aiuti in cambio della rinascita del polo industriale. Ma il vertice tra le parti interessate in Assolombarda il prossimo 20 febbraio appare inutile.

    Ecco le aziende in difficoltà
    22-02-07 (11:48)
    All'indomani della firma del protocollo d'intesa tra Comune e sindacati, la panoramica sulla situazione occupazionale di alcune aziende in città è allarmante. La Wind a Sesto San Giovanni, alle prese con l'esternalizzazione del call center, sta mettendo a rischio il posto per 270 lavoratori. Presidio a Milano indetto per il 26 febbraio. L'azienda di pelletteria I Santi, marchio presente a Milano dagli anni '40, ha licenziato 9 dipendenti. La Bondi, proprietà della Bistefani, chiuderà l'attività mandando in cassaintegrazione 100 dipendenti. Passagggio in una nuova sede per la Centrale del Latte, che si traduce in posto precario per 90 lavoratori. Alla Ideal Standard, che produce accessori per il bagno, sono a rischio in 40. Anche grandi catene commerciali come Rinascente e Upim stanno ristrutturando le filiali e i lavoratori sono in agitazione.

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  2. #2
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    Siamo sulla stessa barca. Anche qui in Riviera diverse aziende multinazionali intendono chiudere gli stabilimenti e delocalizzare la produzione.
    Ormai il processo di de-industrializzazione è irreversibile. Per ogni azienda che apre, due chiudono.
    Lo Stato da un lato e la globalizzazione dall'altro ci stanno distruggendo.
    Forse ha ragione Mitteleuropeo quando dice che l'Europa potrebbe essere l'unica ancora di salvezza in quanto spazio economico e sociale ragionevolmente ampio e integrato. Ma allo stato attuale è un "gigante" di marmo.

  3. #3
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    Caro Zena, la globalizzazione ce l'hanno anche inglesi, francesi e tedeschi. Ma noi abbiamo lo shtato.

    da http://fedlab2fiscalrobbery.splinder.com/

    L'idaglia è una repubblica basata sulla rapina fiscale ai danni del nord

    Secondo alcuni, fino all'80% della ricchezza prodotta nel nord dalle piccole industrie finisce nella voragine della rapina fiscale, delle clientele, di un sistema politico che mantiene se stesso e la propria base di consenso elettorale tramite uno spaventoso e sistematico apparato di drenaggio fiscale ai danni dei ceti produttivi e delle piccole e medie industrie.

    Similmente ad un cancro, il sistema clientelare idagliano non può cessare di crescere perché ogni suo nuovo adepto ha bisogno di allargare la propria base di consenso per conservare se stesso al potere, e lo fa estendendo privilegi e assistenzialismo ad una cerchia sempre più ampia di beneficiari che vengono inglobati nel cancro e trasformati a loro volta in cellule neoplastiche. Il sistema, così facendo, provoca la morte di quanto resta del tessuto sano della società e dell'economia del nord, posta di fronte ad un sistema militar-criminale di esazione fiscale, che erode progressivamente la capacità dei ceti produttivi di restare tali, e delle aziende di restare competitive sul mercato.

    Il risultato è
    • crescente numero di aziende che chiudono
    • crescente disoccupazione
    • crescente numero di affiliati al sistema clientelare-assistenziale
    • sgretolamento della capacità di produrre lavoro e ricchezza

    In ultima analisi: morte certa del sistema.

    Vogliamo aspettare l'epilogo naturale, o proviamo ad alzare le chiappe dalla sedia?

    Via dal sistema idaglia al più presto. Obiezione e resistenza fiscale organizzata.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Siamo sulla stessa barca. Anche qui in Riviera diverse aziende multinazionali intendono chiudere gli stabilimenti e delocalizzare la produzione.
    Ormai il processo di de-industrializzazione è irreversibile. Per ogni azienda che apre, due chiudono.
    Lo Stato da un lato e la globalizzazione dall'altro ci stanno distruggendo.
    Forse ha ragione Mitteleuropeo quando dice che l'Europa potrebbe essere l'unica ancora di salvezza in quanto spazio economico e sociale ragionevolmente ampio e integrato. Ma allo stato attuale è un "gigante" di marmo.
    Se si continua così, secondo me ci sono solo due scenari possibili:

    1) si prende la decisione di competere nei mercati globali: questo è possibile solo abbattendo questo stato, mettendo sulla strada una marea di lavoratori pubblici e abbattendo drasticamente le imposte alle imprese, quindi con grandi sacrifici sociali, altrimenti non ci sono chances... nessun governo legittimo potrà essere in grado di fare questo, dunque o si farà attraverso una guerra di secessione del nord (e mi sembra improbabile dato il tipo di gente che abbiamo, dato il tipo di classe dirigente), o si farà attraverso una dittatura a livello nazionale (che sarebbe gradita, senza dubbio, a gran parte del paese anche se nessuno lo dice)

    2) ci si rassegna a perdere nella competizione globale: in questo caso ci trasformiamo senza dubbio in un paese di tipo sudamericano del terzo mondo, come è attualmente anche il sud italia, con lo stato che diventa l'unico soggetto in grado di dare una occupazione sia pur minima e inutile alle persone, con un livello di delinquenza alla pari di queste realtà...scenario possibile.
    Oggi a fronte dei continui licenziamenti nel settore privato, le amministrazioni statali, comunali ecc..(spesso di sinistra, come a Monza) scelgono di regolarizzare i precari...
    Mi spiacerà perchè i miei nonni e mio padre non si meritavano che la loro terra finisse in questo modo...no, proprio no. Ma chi non vuole salvare sè stesso (come si dice oggi a proposito del sud) non può essere salvato, e questa è la Padania.

  5. #5
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    Se si continua così, secondo me ci sono solo due scenari possibili:

    1) si prende la decisione di competere nei mercati globali: questo è possibile solo abbattendo questo stato, mettendo sulla strada una marea di lavoratori pubblici e abbattendo drasticamente le imposte alle imprese, quindi con grandi sacrifici sociali, altrimenti non ci sono chances... nessun governo legittimo potrà essere in grado di fare questo, dunque o si farà attraverso una guerra di secessione del nord (e mi sembra improbabile dato il tipo di gente che abbiamo, dato il tipo di classe dirigente), o si farà attraverso una dittatura a livello nazionale (che sarebbe gradita, senza dubbio, a gran parte del paese anche se nessuno lo dice)

    2) ci si rassegna a perdere nella competizione globale: in questo caso ci trasformiamo senza dubbio in un paese di tipo sudamericano del terzo mondo, come è attualmente anche il sud italia, con lo stato che diventa l'unico soggetto in grado di dare una occupazione sia pur minima e inutile alle persone, con un livello di delinquenza alla pari di queste realtà...scenario possibile.
    Oggi a fronte dei continui licenziamenti nel settore privato, le amministrazioni statali, comunali ecc..(spesso di sinistra, come a Monza) scelgono di regolarizzare i precari...
    Mi spiacerà perchè i miei nonni e mio padre non si meritavano che la loro terra finisse in questo modo...no, proprio no. Ma chi non vuole salvare sè stesso (come si dice oggi a proposito del sud) non può essere salvato, e questa è la Padania.
    mio padre è in pensione con 5000 euro al mese. Io non avrò una pensione. Scusami ma non mi sento di compiangere una generazione di gente miope che si è sempre fatta i cavoli propri alla grande chiudendo entrambi gli occhi e spesso piangendosi addosso. Preoccupiamoci noi della nostra terra, e più ancora delle nostre terga.

  6. #6
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    Innovazione o morte.
    La Germania pur avendo un costo del lavoro + alto del nostro,resiste sui mercati internazionali ed è competitiva,l'Italietta invece è costretta a fare una battaglia ai cinesi e ai turchi sui prezzi.
    Una battaglia che perderà sicuramente.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    mio padre è in pensione con 5000 euro al mese. Io non avrò una pensione. Scusami ma non mi sento di compiangere una generazione di gente miope che si è sempre fatta i cavoli propri alla grande chiudendo entrambi gli occhi e spesso piangendosi addosso. Preoccupiamoci noi della nostra terra, e più ancora delle nostre terga.
    Beh semi, mio nonno non è mai stato lavoratore dipendente e non ha mai percepito una pnsione statale (è morto lavorando)...mio padre è stato lavoratore dipendente per breve periodo, e non percepirà nessuna pensione statale...al massimo una pensione privata che si è pagato da solo e che sarà anche più bassa di quella percepita da un qualsiasi impiegato...ma loro, se si trovassero a dover lavorare in itaglia in questo momento, emigrerebbero senza pensarci un secondo...era un'altra generazione, in tutti i sensi.

  8. #8
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    Possibile che nessuno capisca che il problema è il cancro latino?
    Via dall'Itaglia e dal suo casino.
    Bisogna andarsene e alla svelta!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    [B]
    A rischio la Pfizer di Nerviano
    20-03-07 (152)
    Quattrocento posti sono a rischio a Nerviano dove la multinazionale farmaceutica Pfizer ha annunciato l'intenzione di vendere lo stabilimento nel comune dell'hinterland milanese. Contemporaneamente la Nerviano Medical Sciences (Nms) ha annunciato l'apertura di un procedimento di mobilità per 50 dipendenti. Piove quindi sul bagnato nella realtà di Nerviano che è storicamente un polo scientifico che sorge su un'area a destinazione produttiva e di ricerca, quindi il Sindaco Enrico Cozzi è disposto a tutto pur di salvaguardare sia l'occupazione sia la vocazione dell'area. L'intento di Cozzi è quello di bloccare qualsiasi speculazione sull'area ex Pharmacia e quindi la difesa dello stabilimento Pfizer e del centro di ricerca di Nms diventa una battaglia fondamentale per l'intero comune.
    Ti credo che la Pfizer vuole tagliare: dopo che si è accorta che la ricerca in Itaglia tra raccomandazioni,parassiti e grandi rubate senza concludere un cazzo,avrà deciso di chiudere baracca e burattini.

  10. #10
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    Gaggia in crisi: rischi occupazionali
    22-03-07 (15:11)
    La Gaggia, storica casa di produzione di macchine per caffè che compie 60 anni proprio nel 2007, rischia la chiusura. L'azienda ha infatti comunicato ufficialmente la messa in mobilità di 104 dei 129 dipendenti delllo stabilimento di Robecco sul Naviglio. Alla base della decisione della proprietà - la Saeco di Gaggio Montano, in provincia di Bologna, controllata dal fondo di investimento francese Pai - un pesante calo delle vendite perché le vecchie macchine da caffè manuali, le famose moka, sono sempre più soppiantate da macchine automatiche, con cui si può programmare l'ora e quindi trovare il caffè pronto appena svegli. Le Gaggia sono state le artefici del successo mondiale del caffè espresso "all'italiana": risale infatti al 1938 il brevetto n.365726, depositato nel 1938, con cui Achille Gaggia ha fatto nascere la moderna macchina da caffè con crema senza l'utilizzo del vapore. Nel piano dell'azienda, a Robecco dovrebbero rimanere la divisione commerciale e amministrativa, nonché il magazzino e l'ufficio ricambi mentre la produzione verrà trasferita in parte in Romania e in parte a Gaggio Montano.
    LOL.
    E la Gaggia cosa pensava?Di campare di rendita per 300 anni su un brevetto del 1938?
    Itagliani.

 

 
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