Chiesa in prestito ai luterani E fra i cattolici finisce a botte
di Stefano Filippi - martedì 17 aprile 2007, 07:00
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nostro inviato a Verona
Dentro, nella cattedrale, il vescovo imponeva le mani ai nuovi diaconi; fuori, sul sagrato, le mani si alzavano e volavano botte tra fedeli cattolici, apostolici, romani e pure un po' rissosi.
Il detonatore è stato il volantinaggio, l'ennesimo, del gruppo tradizionalista Sacrum Imperium, che da mesi «combatte» (il frasario bellico è il loro preferito) «una durissima battaglia in difesa del santo co-patrono della diocesi» contro il vescovo di Verona «contornato dalla cricca progressista al potere in diocesi e da altri cattocomunisti di lungo corso». Dovunque vada monsignore, là si appostano i crociati della tradizione per accusarlo di essere un traditore e persecutore. Ma fino a domenica pomeriggio non era mai successo niente.
Il «casus belli» è la cessione ai luterani di una chiesa sconsacrata. Era la casa in cui nacque San Pietro Martire, prete, allievo di San Domenico, inquisitore degli eretici, ucciso nel 1252 dai catari presso Seveso (è sepolto a Sant’Eustorgio a Milano), proclamato santo da Innocenzo IV in meno di 12 mesi e patrono della città scaligera assieme a San Zeno.
Strano destino, quello di Pietro da Verona: è il primo martire dell’Ordine dei Domenicani e il santo più veloce nella storia della Chiesa; ma due tentativi di intitolargli delle chiese sono falliti e il tempio lungo l'Adige che porta il suo nome, riscattato dal popolo e donato alla Curia, fu sconsacrato; la vicina parrocchia di Santo Stefano (la proprietaria) vi ha ospitato mostre, concerti, riunioni, depositi di biciclette e da gennaio, due giorni la settimana, lo mette a disposizione dei riti protestanti.
«È uno scandalo che la chiesa sia stata consegnata agli eretici luterani, eredi spirituali del pugnale cataro che spense il martire», inveisce Maurizio G. Ruggiero, coordinatore di Sacrum Imperium e della «strategia tradizionalista». Domenica alle 17 Flavio Roberto Carraro, vescovo dimissionario avendo compiuto 75 anni il 3 febbraio, doveva ordinare i nuovi diaconi. Mezz'ora prima della cerimonia è scattato il solito volantinaggio. Qui le versioni divergono. Dice Ruggiero: «Uno dei militanti è stato provocato da una persona vestita in abito scuro e cravatta (si apprenderà poi che era un prete!) spalleggiata da alcuni laici: male parole, tentativi di scippare i volantini dalle mani dei fedeli fino a strapparli con la violenza allo stesso Danieli. Si è arrivati così a un alterco e allo scontro fisico, i due sono rotolati per terra, altri attaccavano briga».
fonte http://www.ilgiornale.it
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Sto ancora sorridendo




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