Addio al fattore «C» adesso Prodi porta iella
di FAUSTO CARIOTI
Non c'è niente da ridere, l'argomento è serissimo. La fortuna irradiata da Romano Prodi, quel fattore «C» che sembrava accompagnare dalla nascita il professore bolognese, non c'è più. Da tempo gli influssi benefici emanati dal leader dell'Ulivo sono oggetto di profonde riflessioni filosofiche e politologiche a sinistra. Basta leggere quello che ne ha scritto una delle poche vere teste pensanti della gauche , Edmondo Berselli, direttore di una rivista seria come il Mulino. L'articolo, apparso su Repubblica nell'ottobre del 2004, s'intitolava «Il mago Romano e il "fattore C"», e rappresenta a tutt'oggi il più approfondito studio fenomenologico sulle terga del premier. Berselli fu il primo a chiamarlo con il suo nome: «È il Culo di Prodi. Categoria mitologica che verrà usata per esteso solo questa volta, per rispetto ai lettori e per non sfidare sorti e superstizioni. Come tutti i fenomeni meravigliosi,... continua...





