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    Predefinito Via dall'irresponsabile Strada

    solo ora il sottosegretario Vernetti(DL) invoca strumenti istituzionali e segreti

    Roma. Sostenere il governo afghano di Hamid Karzai e rilanciare una politica comune europea per la gestione dei rapimenti nei vari fronti di guerra.
    Gianni Vernetti, sottosegretario agli Esteri, spiega al Foglio che l’unico modo per superare le “dichiarazioni inaccettabili” di Gino Strada è considerare l’impegno a lungo termine che l’Italia ha preso in Afghanistan e lavorare su questo, ricordandosi in futuro che “gli strumenti istituzionali, come i servizi segreti, dovrebbero essere favoriti”.
    Vernetti è molto duro nei confronti di Strada – “un irresponsabile” – ben più di quanto lo sia stato il governo che, in una nota di Palazzo Chigi, ha concesso al capo di Emergency quel che da giorni chiede a gran voce: il riconoscimento del “ruolo importante” nella gestione del caso Mastrogiacomo svolto dal suo mediatore, Rahmatullah Hanefi, arrestato dai servizi segreti afghani.
    Vernetti dice che il canale di Strada “è stato molto utile” per giungere alla liberazione del giornalista di Repubblica, ma che ora la gestione delle conseguenze di questa trattativa deve tornare nei binari istituzionali, dando credito “a Karzai che non guida certo un governo di assassini come molti vogliono far credere”.
    La Farnesina ora deve affrontare due problemi: uno esterno e uno interno.
    Il primo riguarda i rapporti con gli altri alleati. Dopo lo scambio con i talebani che ha portato alla liberazione di Mastrogiacomo, sono stati sequestrati tredici afghani e due francesi, la cui sorte – secondo il mullah Dadullah – non sarà molto diversa da quella dell’autista e dell’interprete del reporter di Repubblica, a meno che non siano liberati almeno tre capi talebani. Ieri il Monde chiedeva l’intervento regolatorio della comunità internazionale per evitare che la liberazione dell’ostaggio italiano si possa trasformare in un precedente tragico per tutti gli alleati in Afghanistan. Nei drammatici giorni della trattativa, quando già l’autista di Mastrogiacomo era stato decapitato, Germania e Olanda avevano criticato la strategia del governo italiano, sostenendo la linea della fermezza.
    Per superare il “momento di difficoltà con i nostri alleati” – come lo definisce Vernetti – è necessario definire una linea comune. E’ quello che ha detto nei giorni scorsi il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, il quale ha chiesto di stabilire in sede Nato le regole da seguire nei casi di rapimento, in modo da adottare, almeno a livello europeo, una strategia omogenea. Quest’aspetto – le regole – è collegato anche con il fronte interno. Per tutta la giornata di ieri molte voci del centrodestra – la più dura è stata quella di Roberto Calderoli della Lega –hanno chiesto l’impeachment per Romano Prodi e una spiegazione in Parlamento delle modalità delle trattative che hanno portato al caos con gli ostaggi in Afghanistan.
    Il premier ha risposto che “strumentalizzare simili tragedie serve soltanto ad alimentare nuove divisioni e a istigare a un odio che è nemico di quella pace per la quale stiamo lavorando”, sottolineando che ora la decisione di rilasciare il mediatore di Emergency spetta soltanto al governo afghano. In serata le parole del leader dell’opposizione, Silvio Berlusconi, hanno messo un freno alle richieste del centrodestra: prima di tutto viene il prestigio dell’Italia, ha detto il Cav., e la coesione, le “polemiche sterili” un’altra volta.
    Il governo ha accolto con soddisfazione le dichiarazioni di Berlusconi, in linea con quanto detto anche nella nota di Palazzo Chigi: “Nessuno, cancellando con le urla e le minacce di oggi i silenzi e i gesti del passato, può permettersi di dubitare della correttezza dell’azione del governo in questa come in tutte le altre delicate vicende internazionali”. Nel passato ci sono gli altri sequestri, gestiti dal precedente governo:
    D’Alema aveva detto, in un’intervista su Repubblica, che per verificare quel che è successo in questi anni di rapimenti e trattative soltanto “una bella inchiesta parlamentare, rimuovendo il segreto di stato” sarebbe servita. Ma, aveva aggiunto, “è uno sbocco che fa male a tutti”. Intanto, per capire che cosa è successo sul caso Mastrogiacomo, giovedì D’Alema riferirà al Copaco, l’organo di controllo dei servizi segreti.

    su il Foglio del 10 aprile

    saluti

    ps: incredibile che un sottosegretario di Stato paragoni la “irresponsabilità” del dott. Strada – credo che costui non rappresenti l’Italia – con quella del Governo.
    Ed è ancor più incredibile che il capo di questo governo giudichi mosse solo dall’odio le critiche che gli sono piovute addosso.
    Bugiardo e piagnone.
    E sottolineo che né lui e neppure il suo ministro degli Esteri e il sottosegretario qui sopra abbiano chiaramente puntato il dito contro i veri assassini dei “compari” del giornalista di Repubblica.
    I talebani liberi amici e parenti dei talebani liberati.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito In morte di Adjmal

    Come in un giallo mal scritto, siamo tutti alla ricerca del maggiordomo, ora che c’è un corpo decapitato, il secondo di questa orribile storia.
    Per alcuni la colpa è di Prodi, o perché ha trattato o perché non ha trattato fino in fondo.
    Per altri è di Karzai, che ha trattato finché ha dovuto e poi s’è rifiutato.
    Per altri ancora è di Bush, che in Afghanistan c’è andato, o di Berlusconi che l’ha seguito.
    Nessuno, ma proprio nessuno, dà la colpa all’assassino, il tagliagole di professione, il signor Dadullah.
    E’ questo l’aspetto più sorprendente della vicenda.
    La responsabilità soggettiva dell’omicida è scomparsa, oscurata da una fitta trama di presunte responsabilità oggettive.
    Logica vorrebbe che dopo il sequestro, il ricatto, l’inganno, la malafede e la lama, l’intera comunità nazionale si unisse almeno in un giudizio: la banda di talebani con cui abbiamo avuto a che fare è un gruppo di selvaggi assassini che valutano zero la vita umana e che, se solo potessero, estenderebbero la loro legge del taglione dall’Helmand all’intero Afghanistan e domani all’intero mondo musulmano, ripristinando quel regime in cui incubò la strage delle Due Torri.
    La loro inumana determinazione dovrebbe rafforzare la nostra umana determinazione, e spiegarci con il solo fotogramma di una decapitazione perché stiamo là e perché ci restiamo. Non si ascolta niente di tutto questo. Anzi.
    Dadullah e il movimento talebano sono considerati, nella migliore delle ipotesi, una variabile indipendente della situazione afghana e più in generale dell’islam. Una perturbazione atmosferica contro la quale nulla si può, se non limitare i danni correndo al riparo appena possibile.
    Nella peggiore delle ipotesi, sono compagni che sbagliano; anzi, dei credenti che sbagliano, gente dai principi morali e religiosi forti, costretti all’assassinio dalla provocazione occidentale, obbligati a reagire per difendere il loro dio e la loro cultura.
    Gente con cui simpatizzare, o quantomeno da comprendere quando esagera con l’accetta.
    Poche ore prima che tagliassero la testa al povero Adjmal, Gino Strada rivolgeva questa nobile lettera al nobile capo talebano: “Dadullah, mi rivolgo a te, in spirito di pace e a nome di Emergency. Emergency e io personalmente facciamo appello alla tua umanità e ai tuoi profondi sentimenti religiosi nel chiederti di risparmiare la vita di Adjmal Naqshbandi. La sua liberazione sarebbe un importante segnale di umanità e compassione”.
    Ne dedurrà ora Strada che l’uccisione è un segnale di disumanità?
    Lo dirà? O ne farà colpa a Prodi e Karzai? E come fa a non vedere che è proprio “il profondo sentimento religioso”, per come lo intende Dadullah, ciò che può avergli consentito la bestemmia di ergersi a Dio e di togliere la vita a un altro uomo?
    Anche Mastrogiacomo si era rivolto a Dadullah invocando l’Altissimo: “In nome del Dio di cui abbiamo tanto discusso, mi appello alla vostra sensibilità di musulmani e vi chiedo di lasciare in vita il mio amico Adjmal”.
    Di che Dio aveva discusso con i talebani?
    Ho l’impressione che non si trattasse dello stesso essere onnipotente e misericordioso; e certamente il Dio che muove quelle mani assassine non è il Dio delle centinaia di milioni di musulmani che non ammazzerebbero una mosca, e che per questo verrebbero allegramente ammazzati da Dadullah.

    L’errore è il leasing della trattativa a Strada
    Questa ambiguità, questa sottintesa idea che i talebani sono “credenti che sbagliano”, pii vietcong, che con loro abbiamo in comune fede in Dio e rispetto dell’Uomo, e che è solo l’imperialismo americano a metterci gli uni contro gli altri, è all’origine del modo ambiguo con cui l’Italia sta in Afghanistan. Non riconosce più il nemico e l’amico, e bisogna dire che Strada ha fatto molto per confonderli. Continuo a pensare che, per la ragion di stato, prima ancora che per la ragione umanitaria, il governo italiano abbia fatto bene ad adoperarsi per salvare la vita di un italiano. Nessun paese degno di questo nome abbandona i connazionali all’estero, e ognuno lo fa nei modi che può. Alla luce dell’esito finale risulta altrettanto evidente che la strada scelta, il leasing della trattativa a Strada, non è stata la migliore. Ed è sicuramente certo che, se valutata sullo stesso metro della ragion di stato, il governo afghano ha subito una pesante sconfitta: per un italiano salvato, due afghani morti. Nei confronti di quel governo e di quel paese l’Italia ha ora un debito d’onore in più: l’obbligo di aiutarli a liberarsi dei tagliagole che uccidono in nome di Dio.
    Questa è l’unica lezione che dovremmo trarre.

    Antonio Polito su il Foglio del 10 aprile

    saluti

  3. #3
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    Predefinito

    Emergency e il suo popolo nella bufera

    ANSA

    ROMA - Imprenditori, scrittori, attori, giornalisti. Sono in tanti, fra sostenitori e amici di Emergency, l' associazione umanitaria fondata nel 1994 dal chirurgo milanese Gino Strada e che vede oggi un nutrito gruppo di supporter tra esponenti del mondo della cultura dello spettacolo, della politica, dell'economia, che vanno da semplici simpatizzanti a veri e proprio contribuenti. Primi fra tutti Massimo Moratti e la moglie Milly. Ma anche il trio Jovanotti - Pelù - Ligabue, che per l'associazione umanitaria registrò la canzone donandone poi i proventi, 'Il mio nome e' mai piu". Era dedicata all'intervento in Kosovo, ma è sempre d'attualità. E oggi il giornalista Gianni Minà ha difeso così il presidente e fondatore di Emergency dalle polemiche che lo hanno investito dopo la liberazione dell'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo: "Fa schifo l'ingenerosità dei politici, sia di una parte che dell'altra, verso Gino Strada". "La verità - dice Mina ', che nel 2002 appoggio' la campagna di Emergency per temere l' Italia fuori dalla guerra all' Iraq - é che nessuno tranne Strada era in grado di tirare fuori Mastrogiacomo, non ce l'avrebbero mai fatta a riportarlo a casa. In ogni caso le reazioni accusatorie e polemiche sono una vergogna".

    L'avventura di Gino Strada, si può dire sia cominciata simbolicamente sul palco del Maurizio Costanzo show, in seconda serata su Canale 5. Era una delle prime sere di giugno del 1994. Il chirurgo parlò in modo appassionato della barbarie delle mine antiuomo. Costanzo fiutò il filone umanitario e per il 22 giugno organizzò una puntata speciale sull'argomento. A poco a poco intorno a Strada, nel corso degli anni, si è riunito una sorta di partito trasversale della solidarietà formato da attori, banchieri, calciatori, petrolieri, politici, giornalisti, no global e centinaia di semplici militanti, simpatizzanti e contribuenti. La base, all'inizio, era quella milanese, riunita intorno al gruppo 'Smemoranda' di Gino e Michele. E poi via via Aldo, Giovanni, Giacomo, Gabriele Salvatores, Paolo Rossi, Lella Costa, Enrico Bertolino (sono quasi tutti interisti). E tra i firmatari degli appelli lanciati negli anni da Strada figurano di volta in volta, Roberto Benigni, Giorgio Bocca, Enzo Biagi, Fiorella Mannoia, Dario Fo, Don Ciotti, Frnacesco Totti, Carlo e Inge Feltrinelli, Ascanio Celestini, Elle Kappa, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Quest'ultimo proprio oggi ha espresso il proprio sostegno a Emergency e alla richiesta di Gino Strada per la liberazione di Rahmatullah Hanefi, il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency. Nel 2002 si era creato un 'superpartito trasversale', per appoggiare la campagna di Emergency per tenere fuori l'Italia dalla guerra all'Iraq, formato da Sergio Cofferati a Giulietto Chiesa, da padre Alex Zanotelli a Gianni Minà, a Vauro e fino a Tiziano Terzani. Quest'ultimo partecipando all'ultima manifestazione prima di morire, in Campidoglio, spiegava: "Non ho mai fatto nulla di politico. Ma mi hanno detto: "C'é Gino!". E allora eccomi qua". E proprio a Terzani che è stato dedicato il terzo Centro chirurgico inaugurato nel 2004 da Emergency in Afghanistan, nella cittadina di Lashkar-gah (circa 25mila abitanti). E il primo aprile scorso a Roma a riempire Piazza Navona, davanti alla folla di sostenitori dell'organizzazione di Gino Strada, c'erano persone di spettacolo - come Dario Fo e Franca Rame, mentre Beppe Grillo che si era collegato via telefono - giornalisti "impegnati" come l'ex direttore dell'Unità Furio Colombo, e politici collocati per lo più a sinistra, come Cento, Russo Spena e il verde Bonelli.

    Ma che bella Compagnia...

  4. #4
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    in tutta questa storia ne viene fuori malissimo anche Berlusca perchè dà certezza ai propri elettori che sostendo il governo sia un pavido ed allora non sanno che farsene di un capo tremebondo e lo puniranno appena possibiole oppure ha stabilito accordi sottobanco con l'Ulivo al governo ed allora è da connsiderarsi in conflitto d'interessi e traditore del Cdx e dovrà essere punito alle prime elezioni che saranno di qui a poco.

  5. #5
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    Predefinito Perchè

    Ho chiesto: perchè nessuno indica decisamente col dito puntato gli assassini del team del giornalista liberato?
    Eppure è semplice e lampante. I talebani.

    Perchè il farlo darebbe RAGIONE agli USA.

    chiaro?

    saluti

  6. #6
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    e si sa che i comunisti non possono sbagliare,quindi inutile aspettarsi che qualcuno di loro dica che avevamo ragione e che i talebani sono solo dei tagliagole,perchè x loro conta solo poter dare addosso agli USA e al Cav

  7. #7
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    Io ho il massimo rispetto per Gino Strada, una persona che dedica la sua vita ad aiutare gli altri.

    Ma non mi piace il Gino Strada che fa il politico, che dice che Karzai o il mullah Omar sono la stessa cosa. Perchè non lo sono. E se è vero che un bimbo mutilato da una bomba non ha la vita migliore sapendo che quella bomba era lì per salvarlo o viceversa per opprimerlo, essendo di sinistra ed avendo valori ben chiari non posso permettere che si dica che chi opprime le persone in modo razzista, sessista, integralista rifacendosi ad una religione qualsiasi (oggi quasi sempre mussulmana) vale quanto un'altro che, con tutti i suoi limiti, non vieta musica e giochi, e non impone il medioevo della ragione.

    Detto questo, per favore, finitela di fare le anime belle, perchè al 99% di voi dell'Afghanistan non importa nulla.
    Degli afghani men che meno.
    I talebani sono stati scelti, armati, allenati e riconosciuti solo ed unicamente dagli USA e dalla dittatura pakistana che vale i talebani, ma che essendo più conciliante, a voi va benissimo.
    Ma nelle università di Islamabad gli studenti liberi, liberali, vengono trucidati, se donne violentate, le loro associazioni bruciate... in Arabia invece è pure peggio.
    Ma quando il Pakistan ha sviluppato il suo sistema nucleare (offensivo) nessuno qua ha detto una parola, anzi... era l'India cattiva e comunista che andava messa a posto...

    Il mondo fa schifo perchè la stragrande maggioranza degli esseri umani fa schifo.
    Fa così schifo da passare le sue giornate nei salotti televisivi tra mignotte e cerebrolesi a insultare gente come Gino Strada.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Aeroplanino Visualizza Messaggio
    Io ho il massimo rispetto per Gino Strada, una persona che dedica la sua vita ad aiutare gli altri.

    Ma non mi piace il Gino Strada che fa il politico, che dice che Karzai o il mullah Omar sono la stessa cosa. Perchè non lo sono. E se è vero che un bimbo mutilato da una bomba non ha la vita migliore sapendo che quella bomba era lì per salvarlo o viceversa per opprimerlo, essendo di sinistra ed avendo valori ben chiari non posso permettere che si dica che chi opprime le persone in modo razzista, sessista, integralista rifacendosi ad una religione qualsiasi (oggi quasi sempre mussulmana) vale quanto un'altro che, con tutti i suoi limiti, non vieta musica e giochi, e non impone il medioevo della ragione.

    Detto questo, per favore, finitela di fare le anime belle, perchè al 99% di voi dell'Afghanistan non importa nulla.
    Degli afghani men che meno.
    I talebani sono stati scelti, armati, allenati e riconosciuti solo ed unicamente dagli USA e dalla dittatura pakistana che vale i talebani, ma che essendo più conciliante, a voi va benissimo.
    Ma nelle università di Islamabad gli studenti liberi, liberali, vengono trucidati, se donne violentate, le loro associazioni bruciate... in Arabia invece è pure peggio.
    Ma quando il Pakistan ha sviluppato il suo sistema nucleare (offensivo) nessuno qua ha detto una parola, anzi... era l'India cattiva e comunista che andava messa a posto...

    Il mondo fa schifo perchè la stragrande maggioranza degli esseri umani fa schifo.
    Fa così schifo da passare le sue giornate nei salotti televisivi tra mignotte e cerebrolesi a insultare gente come Gino Strada.
    -------------------------
    Ricordi Teresa di Calcutta?
    Vissuta da povera e morta povera.
    Mai fatto politica.
    Mai scambiato assassini con giornalisti impiccioni.
    Mai litigato con con governi.
    Ha dedicato la sua vita per aiutare gli altri.
    Eppure il mondo fa schifo lo stesso ed ora un po' di più.

    Perchè, egregio "coglione", se è vero che le bombe uccidono è pur vero che i coltellacci talebani tagliano le gole.
    Per cosa? Solo per soldi e per bestialità religiosa.
    E se è vero che i talebani sono gli assassini degli ostaggi non rilasciati è altrettanto vero che lo Strada è stato loro complice.
    E se i talebani sono nient'altro che assassini Bush ha ragione.
    Come l'ha avuta l'americano Roosevelt bombardando italiani, tedeschi e giapponesi. Ricordi?
    E quando tu "dichiari" che agli altri non gliene frega niente dei pachistani sottintendi che invece a te piange il cuore per quella povera gente.
    Buffone!
    A me piange il cuore al pensiero che quella povera gente sia dominata brutalmente dai banditi al potere, che se protesti ti sgozzano e amen.
    Come noi, i tedeschi e i giapponesi abbiamo sopportato morte e fame per guadagnarci la democrazia, se i pachistani la vogliono devono combattere e se serve morire.

    e adesso và al diavolo

 

 

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