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    Predefinito I segreti dell'arsenale nucleare israeliano

    I segreti dell’arsenale nucleare israeliano

    Il tecnico atomico Mordechai Vanunu rivela la produzione segreta di armi
    Insight

    Fonte: Sunday Times - 05 ottobre 1986

    I segreti di uno stabilimento sotterraneo per la produzione di armi nucleari israeliane sono stati scoperti dal team Insight del The Sunday Times. Nascosta nei pressi del deserto del Negev, la fabbrica ha prodotto testate nucleari durante gli ultimi 20 anni. Adesso ha quasi sicuramente iniziato a produrre testate termonucleari con una produzione abbastanza grande da distruggere intere città.
    Le informazioni riguardo la capacità di produrre bombe arrivano dalla testimonianza di Mordechai Vanunu, un 31enne israeliano che ha lavorato come tecnico nucleare per 10 anni nell'Istituto 2 – un bunker sotterraneo segreto costruito per fornire le componenti vitali necessarie per la produzione di armi a Dimona, il centro di ricerca nucleare israeliano.
    La testimonianza di Vanunu ha sorpreso gli esperti di armi nucleari che erano stati contattati da Insight per verificare la sua attendibilità perché dimostra che Israele non solo ha una bomba atomica, cosa che veniva sospettata da tempo, ma che è diventata una delle maggiori potenze nucleari.
    La testimonianza di Vanunu e le foto, che sono state analizzate da esperti nucleari su entrambe le sponde dell’Atlantico, dimostrano che Israele ha sviluppato le tecniche sofisticate e altamente segrete necessarie a costruire un formidabile arsenale nucleare.
    Confermano che: Israele è al sesto posto tra le potenze nucleari dopo America, Unione Sovietica, Inghilterra, Francia e Cina con un arsenale molto più grande di quello di altri paesi, come India, Pakistan e Sudafrica, anch'essi sospettati di sviluppare armi nucleari. Israele ha posseduto uno stabilimento di produzione di armi nucleari per più di vent’anni, nascondendo i processi di estrazione del plutonio dai satelliti spia e dalle ispezioni indipendenti degli anni Sessanta seppellendolo vicino a edifici piccoli e poco usati.
    Lo stabilimento è equipaggiato con tecnologie di estrazione del plutonio francesi che hanno trasformato Dimona da centro di ricerca civile in una struttura per la produzione di armi. La produzione di plutonio si aggira attorno ai 40 chilogrammi all’anno, abbastanza per produrre 10 bombe. Negli ultimi sei anni ha aggiunto ulteriori equipaggiamenti per realizzare componenti per dispositivi termonucleari.
    Il reattore da 26 Megawatt, anch'esso costruito dai francesi, è stato ampliato e probabilmente adesso opera ad un regime di 150 Megawatt che permette di estrarre più plutonio. Un ingegnoso sistema di raffreddamento maschera l’emissione.
    Gli scienziati nucleari consultati dal Sunday Times sono stati convinti dalle prove di Vanunu. Hanno calcolato che da 100 a 200 armi nucleari dal differente potere distruttivo sono state assemblate, 10 volte tanto la potenza nucleare israeliana prevista.
    Gli scienziati includono anche Theodore Taylor, uno dei più grandi esperti mondiali di armi nucleari. Lui fu allievo di Robert Oppenheimer, il padre della bomba atomica e lavorò in America al progetto della prima bomba atomica. Successivamente diventò il capo della programmazione dei test nucleari del Pentagono.
    Il dottor Taylor ha studiato le foto scattate da Vanunu dentro Dimona ed una trascrizione della sua testimonianza a Washington DC la scorsa settimana. Lui dice: “Non c’è nessun dubbio che Israele, da almeno un decennio, sia uno stato dotato di armi nucleari. Il programma nucleare israeliano è considerevolmente più progredito di quanto indicato da qualsiasi precedente rapporto o ipotesi di cui sono a conoscenza”
    Aggiunge che la testimonianza di Vananu è ampiamente conforme con una capacità di produzione di 10 testate nucleari all’anno che sono significativamente più piccole, leggere e più efficienti dei primi tipi di armi sviluppate da Russia, America, Inghilterra, Francia e Cina.
    Un’altro scienziato che ha confermato come autentica la testimonianza scoperta da Insight è il dott. Frank Barnaby, un fisico nucleare che ha lavorato a Aldermaston, il centro di ricerca nucleare britannico nel Berkshire e che recentemente si è dimesso dalla direzione dell’Istituto Svedese per le Ricerche di Pace, che controlla la proliferazione nucleare.
    “Come fisico nucleare,” dice Barnaby, “mi è stato chiaro che i dettagli datimi erano scientificamente accurati e mostravano chiaramente che non vi ha solamente lavorato, ma che conosceva anche i dettagli delle tecniche di lavorazione. Ed inoltre i flussi dell’impianto che lui cita con precisione confermano la quantità di plutonio che viene estratta.”
    Vanunu dice che a dispetto delle misure di sicurezza lui è stato in grado di introdurre una macchina fotografica dentro l'Istituto 2 e di fare più di 60 fotografie. Insight lo ha interrogato a lungo per quattro settimane e ha invitato Barnaby ad intervistare Vanunu in un tentativo di trovare crepe scientifiche nella sua storia. “La sua testimonianza è totalmente convincente”, ha concluso Barnaby.
    La valutazione di Taylor e Barnaby è stata confermata da altri massimi scienziati nucleari ai quali sono state mostrate le foto e le prove dettagliate. Poiché lavorano in posizioni sensibili all’interno dell’industria energetica atomica inglese e nella produzione di armi nucleari hanno chiesto di rimanere anonimi.
    Israele ha rifiutato di commentare le prove, ma ha confermato che Vanunu ha lavorato per la Commissione Israeliana per l’Energia Atomica a Dimona. E' risultato in esubero nello scorso novembre con altri 180 lavoratori di Dimona durante un taglio dei costi deciso dallo stabilimento. Gli uomini della sicurezza hanno sviluppato preoccupazioni riguardo lo sviluppo di contatti politici di Vanunu con studenti arabi della West Bank durante un corso di dottorato part-time che lui ha frequentato all’università di Beersheba.
    Israele è una piccola nazione attorniata da stati arabi ostili. Molti dei quali hanno giurato parecchie volte di tentare di distruggere Israele e di gettare la sua gente nel mare. Sebbene le forze convenzionali israeliane siano state in grado di contenere gli attacchi arabi, si è sempre sospettato che gli israeliani per proteggersi volessero delle armi a cui ricorrere come ultima risorsa. Israele non avrebbe nessuna difficoltà a sganciare le sua bombe atomiche su uno qualsiasi dei suoi vicini arabi.
    Si è detto, ma non provato, che quando Israele correva il pericolo di perdere la guerra dello Yom Kippur del 1973 dopo l’iniziale attacco egiziano, il primo ministro di allora, Golda Meir, aveva ordinato di spostare gli ordigni nucleari presso le basi aeree.
    Lo scorso giovedì, una fonte del governo americano di allora, adesso in pensione, ha confermato l’incidente al Sunday Times.


    Note:
    A cura di PeaceLink - Homepage , traduzione di Chiara Panzera

  2. #2
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    Predefinito Rif: I segreti dell'arsenale nucleare israeliano

    Dentro Dimona, la fabbrica della bomba nucleare di Israele
    Insight
    Fonte: Sunday Times - 05 ottobre 1986
    Ogni giorno alle 7 di mattina una flotta di quaranta autobus Volvo, bianchi e blu,
    passa velocemente sull’autostrada deserta che attraversa il deserto del Negev.
    A 14 chilometri dalla città di Dimona gli autobus svoltano a destra in una strada laterale e si fermano dopo quasi un chilometro presso un posto di blocco militare. I soldati svolgono uno sbrigativo controllo dei lasciapassare e agli autobus viene quindi fatto segno di procedere. Tre chilometri più in là nel deserto si fermano di fronte a un altro segnale di arresto, con maggiori misure di sicurezza.
    Qui una recinzione elettrificata si estende tra la polverosa sterpaglia del deserto del Negev. Circonda lo stabilimento più segreto di tutto Israele. La sabbia all’interno del perimetro viene rastrellata da un trattore per segnalare le impronte degli intrusi ai controlli dei soldati e degli elicotteri. Postazioni di osservazione sono installate in cima alle colline circostanti. Delle batterie di missili hanno l’ordine di abbattare ogni velivolo che sorvoli lo spazio aereo, come un pilota israeliano scoprì suo malgrado nel 1967.
    Ufficialmente, Dimona è gestita dall’Autorità Israeliana per l’Energia Atomica per condurre esperimenti sull’energia nucleare. Il suo nome ufficiale è Kirya-le-Mehekar Gariny (KMG) - Centro di Ricerca Nucleare del Negev. Il mondo la conosce come Dimona, da tempo considerata la fabbrica della bomba atomica di Israele.
    Dimona è un’oasi di palme e cemento raggiungibile dall’autostrada tra Beersheba e Sodom. La strada è il posto più vicino alla base dove chiunque può arrivare senza un lasciapassare. La manciata di fotografi che hanno eluso i controlli e sono riusciti a rubare un confuso scatto da una macchina in corsa cedono le loro rare fotografie a un costo esorbitante.
    Gli autobus Volvo percorrono la strada tre volte al giorno per i turni delle 7.30, delle 15.30 e delle 23.30. Trasportano 2700 scienziati, tecnici e personale amministrativo. La segretezza richiede che molte persone non siano a conoscenza dei compiti svolti all’interno della struttura, neanche tra colleghi di lunga data. La punizione per le conversazioni libere è 15 anni di prigione.
    Una volta scesi dagli autobus, i lavoratori si disperdono tra diversi Istituti (Machon), che sono unità di produzione con ingresso indipendente.
    Ci sono dieci istituti in tutto. L'Istituto 1 è il reattore nucleare, una costruzione con una cupola grigia di 60 metri di diametro. L'Istituto 4 è dove il materiale radioattivo viene immerso nel catrame e compresso in bidoni da seppellire nel deserto. Ma solo a pochi - 150 lavoratori in tutto - è stato permesso di passare attraverso le porte del vero segreto di Dimona, l'Istituto 2.
    Visto da fuori, è una costruzione di cemento, grezza e senza finestre, alta due piani, con un magazzino apparentemente poco utilizzato e un blocco per gli uffici.
    Due dettagli mostrano qualcosa di diverso dal solito: le mura sono spesse abbastanza da resistere a un bombardamento e sul tetto c’è una torre per l’ascensore che non sembrerebbe necessaria per una costruzione così piccola.
    Per tre decenni questo innocuo pezzo di cemento ha nascosto i segreti di Israele da satelliti curiosi e ispettori nucleari stranieri. In superficie l’intero sito è esattamente quello che Israele sostiene: un reattore nucleare di ricerca. Agenzie di intelligence, scienziati e giornalisti hanno provato per molti anni a dimostrare che la realtà è differente. Ma tutti si sono arresi di fronte a una domanda chiave. Dov’è la tecnologia che permette di trasfomare la ricerca atomica per usi pacifici in una fabbrica di bombe? L'Istituto 2 fornisce la risposta. Le mura del piano terra nascondono ascensori di servizio che portano uomini e materiali a 6 livelli sotterranei, dove i componenti per le armi nucleari vengono prodotti e assemblati in parti per testate missilistiche.

    Mordechai Vanunu fu assegnato inizialmente all'Istituto 2 nel 1977. Ebreo marocchino di 31 anni, era nato il 13 di Ottobre del 1954 a Marrakesh, dove i suoi parenti avevano un piccolo negozio. Nel 1963, in mezzo ai crescenti sentimenti antisemiti, la famiglia era emigrata in Israele stabilendosi a Beersheba. Dopo tre anni di leva nell’esercito israeliano, avendo raggiunto il grado di sergente nell’unità dei genieri delle alture del Golan, Vanunu si iscrisse all’Università Ramat Aviv di Tel Aviv. Fu però bocciato a due esami del primo anno del corso di Fisica e ritornò a casa.
    Nell’estate del 1976 vide un annuncio per tecnici apprendisti a Dimona e incontrò per caso un amico che lavorava già al KMG. Vanunu prese un modulo per la domanda di assunzione dagli uffici del KMG a Beersheba, vicino alla stazione degli autobus sulla strada principale per Tel Aviv.
    Il suo primo colloquio fu con i responsabili della sicurezza. Gli venne chiesto se aveva dei precedenti penali, dipendenza da alcool o droghe e eventuali coinvolgimenti politici. La lettera di assunzione arrivò un mese più tardi.
    Ricevette il suo primo stipendio nel novembre 1976, per coincidenza lo stesso mese nel quale venne negato l’ingresso a Dimona a 13 senatori statunitensi in visita in Israele per un’inchiesta. Vanunu non fu subito assegnato al complesso nel deserto. Fu invece mandato a frequentare un corso intensivo di fisica, chimica, matematica e inglese. Nel gennaio del 1977 passò l’esame di ammissione insieme a 39 dei 45 candidati. Agli inizi di febbraio salì su uno degli autobus Volvo per Dimona.
    Furono mandati a una scuola sul posto dove il loro primo compito fu di firmare l’Israeli Official Secrets Act. Gli fu dato un lasciapassare, il numero 9657-8, superò una visita medica e fu quindi addestrato, sotto l’egida di un direttore chiamato Parahi, in fondamenti di fisica e chimica nucleare, con particolare riguardo a plutonio, uranio e radioattività.
    Ricevette in seguito un altro lasciapassare, il numero 320 per entrare nell'Istituto 2, e un armadietto, il numero 3. Ai nuovi arrivati vennero date 10 settimane per familiarizzare con l'Istituto 2. Alla fine di giugno celebrarono con una festa la fine del loro addestramento iniziale.
    A questo punto ci fu un intoppo. Vanunu fu richiamato per un mese come riservista dall’unità del Genio dell’esercito, a quanto pare per errore. Fu immediatamente congedato non appena scoprirono che lavoro faceva. Nel giro di sette giorni tornò all'Istituto 2 e, dopo aver superato un esame finale, fu assegnato al turno notturno, dalle 23.30 alle 8 di mattina.
    La commissione valutatrice era composta da tre persone, un ingegnere indipendente, un docente universitario di Dimona e uno specialista nella gestione di materiali radioattivi. Il 7 di agosto del 1977 si presentò per il suo primo giorno completo di lavoro come "menahil", ovvero ispettore del turno notturno. Era l’inizio di una carriera di nove anni come tecnico nucleare all’interno del labirinto dell'Istituto 2.

    Dimona fu costruita segretamente dalla Francia tra il 1957 e il 1964. Originariamente Israele dichiarò che si trattava di un impianto tessile. Quando, nel 1960, un aereo spia statunitense U2 la fotografò per la prima volta, l’appena eletto presidente John F. Kennedy costrinse il primo ministro israeliano, David Ben Gurion, ad accettare ispezioni periodiche da parte di scienziati statunitensi per controllare che lo scopo reale di Dimona restasse la ricerca nucleare civile. Queste visite diedero al successore di Kennedy, Lyndon B. Johnson, sufficienti certezze per poter affermare pubblicamente che Dimona era un reattore nucleare civile.
    Il presidente De Gaulle aggiunse la sua rassicurazione, confermando che la Francia aveva interrotto la fornitura di tecnologia che avrebbe potuto trasformare Dimona in un impianto “dal quale, un giorno, potessero emergere delle armi nucleari”.
    Ma le dichiarazioni ufficiali non sono mai state accettate come convincenti. Si è a lungo sospettato, ma mai pubblicamente confermato, che Israele abbia usato Dimona per produrre il materiale necessario a un’arma atomica. Sono però sempre falliti i numerosi tentativi di sollevare il velo di riservatezza che circonda Dimona. Invariabilmente basati su testimonianze di fonti non identificate, non spiegavano come Israele potesse ottenere il materiale fissile necessario per le armi nucleari.
    Le armi atomiche sono costruite con uranio 235 o con plutonio. La produzione di uranio 235 richiede però un mastodontico impianto a diffusione gassosa, oppure un grande numero di centrifughe a gas. Il plutonio, invece, può essere prodotto in un compatto impianto di separazione.

    Il plutonio è un sottoprodotto del processo nucleare, che in alcuni tipi di reattore, come quello di Dimona, può essere estratto dalle barre del combustibile nucleare dopo che queste hanno trascorso un certo periodo nel nocciolo del reattore. Nel progetto di armi sofisticate, appena 2,5 chilogrammi di plutonio sono sufficienti per costruire una bomba.
    La Francia ha sempre sostenuto di aver interrotto la fornitura a Israele di tecnologia per la separazione del plutonio, che si pensa essere un’esclusiva delle maggiori potenze nucleari: Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna, Francia e di recente Cina. Per cui molti esperti sono giunti alla conclusione che Israele, grazie alla competenza dei suoi scienziati, sia riuscito a estrarre solo minime quantità di plutonio mediante processi meno efficaci.
    Le ispezioni terminarono nel 1969 dopo che gli scienziati statunitensi si lamentarono per la mancanza di cooperazione da parte delle autorità israeliane. Ma non videro mai nessuna prova che potesse confermare che Dimona ospitava l’impianto di separazione del plutonio necessario a trasformare un comune progetto di ricerca in una fabbrica di bombe atomiche.
    La CIA e le Nazioni Unite hanno convenuto che al massimo Israele potrebbe aver accumulato abbastanza plutonio negli scorsi 22 anni per costruire forse 10 bombe atomiche come quella da 20 chilotoni lanciata nel 1945 su Nagasaki, ma certo non più di 20.
    La stima si basa sulla massima quantità di plutonio che può essere estratta senza l’aiuto di tecnologia avanzata per la separazione. Si pensa che l'eventuale programma di Israele per la costruzione di armi atomiche sia in ogni caso rudimentale. Simili sospetti sono stati avanzati anche per altre nazioni, come Argentina, Pakistan, India e Sud Africa.

    Ad ogni modo la testimonianza di Mordechai Vanunu, verificata da esperti nucleari di ambedue le sponde dell’Atlantico, mostra che uno dei segreti peggio nascosti del mondo è, difatti, una delle confidenze meglio nascoste del secolo. Lontano dall’essere un pigmeo nucleare, è evidente che Israele deve ora essere tenuto in considerazione come una potenza nucleare, al sesto posto nella graduatoria atomica, con un arsenale di almeno 100 armi nucleari e con i componenti e la capacità di costruire bombe atomiche, a neutroni e all’idrogeno.

    Quando i costruttori francesi spianarono per la prima volta la sterpaglia desertica nel 1957, cominciarono a scavare nella sabbia un cratere profondo 25 metri. In esso seppellirono l'Istituto 2, il bunker di cemento di 6 piani, che fu ricoperto dai due innocui piani in superficie. Le false mura furono costruite per nascondere agli occhi degli ispettori statunitensi gli ascensori di servizio per i piani sotterranei. Quando la struttura fu completata, gli ingegneri e i tecnici francesi installarono la tecnologia che De Gaulle sostenne di aver negato a Israele. I più anziani compagni di lavoro di Vanunu a Dimona ingenuamente raccontarono dei francesi che lavoravano insieme a loro.
    I sei piani sotterranei dell'Istituto 2 sono divisi in unità di produzione numerate. C’è anche una sala di dimostrazione dove le personalità in visita, limitate al primo ministro, al ministro della difesa e ai vertici militari, sono informate sull’operazione Hump. Questo è il nome in codice, dice Vanunu, che Israele ha dato al suo ultimo programma di progettazione della bomba.
    In questa stanza si trovano i modelli dei dispositivi atomici e una pianta dell'Istituto 2 appesa al muro. I lavoratori sono generalmente liberi di girare all’interno dell’impianto duranti i lunghi e noiosi turni. Vanunu regolarmente abbandonava le abituali partite di canasta con i suoi colleghi per andare a vedere cosa succedeva in giro.
    Ha lavorato, o è entrato, in 33 unità di produzione all’interno dell'Istituto 2. L’unità 10, al piano terra, riceve i camion che trasportano le 100 grandi barre e le 40 più piccole barre di combustibile nucleare del nocciolo del reattore. Una gru cala i contenitori contenenti le barre giù attraverso il livello 1, che è un piano di servizio, e il livello 2, che ospita la sala controllo dell’impianto, fino all’unità 11 del livello 3.
    Qui viene chimicamente rimosso il rivestimento in alluminio delle barre di uranio contenenti il plutonio. Una volta messo a nudo, l’uranio, che pesa 650 chilogrammi viene immerso in acido nitrico. Questo viene riscaldato a 109 gradi centigradi per 30 ore in modo da sciogliere l’uranio.
    A questo punto il contenuto di uranio è di 450 grammi per litro e viene trasferito attraverso delle tubature sottovuoto alle unità dalla 12 alla 22, il centro principale di trattamento.
    E’ così grande che occupa una immensa sala che si estende dal livello 4 fino al livello 2. Durante questo processo il liquido viene trattato in modo da rimuovere parte della radioattività e gli viene aggiunto una miscela di solvente e acqua. E’ a questo punto che il plutonio, mescolandosi con l’acqua, viene separato dall’uranio, che si miscela al solvente. Quando il miscuglio viene pompato fuori dal centro di produzione, contiene 300 milligrammi di plutonio per litro.
    Nell’unità 31 il liquido viene ulteriormente concentrato a 2 grammi per litro e mandato all’unità 33, dove viene pompato in taniche da 20 litri e riscaldato con vari prodotti chimici, tra cui perossido di idrogeno, per 4 ore. Dopo un periodo di raffreddamento di otto ore viene mescolato con altri prodotti chimici in modo che la polvere si unisca in grumi, che vengono poi scolati e asciugati, lasciando una "torta" di plutonio che viene poi riscaldata nell’unità 37.
    Il processo di cottura concentra il metallo in un bottone solido che pesa 130 grammi. Nove bottoni di plutonio venivano prodotti ogni settimana, 1,17 chilogrammi alla settimana per le 34 settimane all'anno di funzionamento dell'impianto (veniva spento complessivamente per 4 mesi per riparazioni e manutenzione).
    Il prodotto annuale netto di questo processo di separazione é di circa 40 chilogrammi di plutonio all'anno, all'incirca sei volte la previsione più ottimista della capacità di produzione di plutonio da parte di Israele.
    Inoltre, altre unità vennero aggiunte tra il 1980 e il 1982, costruite e installate dagli israeliani intorno all'impianto di separazione del plutonio e monitorate dalla medesima sala controllo.
    Una di loro, l'unità 93 del livello 4, produce Trizio. Ciò è di grande importanza, perché significa che Israele può potenzialmente produrre armi termonucleari molto più potenti delle bombe atomiche ordinarie.
    Barre di litio e alluminio, irradiate nel reattore, producono il trizio come sottoprodotto. Riscaldate nell'unità 93 a 625 gradi centigradi, le barre fondono e il trizio viene estratto.
    Nell'unità 95, costruita a fianco dell'impianto principale di trattamento che si estende per tre piani, all'interno di un pozzo di un ascensore inutilizzato, il Litio 6 viene separato dal litio disponibile commercialmente, producendo 180 grammi al giorno.
    L'unità 98 è un impianto di produzione di deuterio. Tutti questi componenti, plutonio, litio 6, trizio e deuterio, sono trasportati a un'altra sezione nel livello 4 nota col nome in codice MM2, Machon Metallurgia 2. E' qui che i materiali grezzi vengono lavorati per formare i componenti delle bombe nucleari.

    I processi appena descritti sono un riassunto semplificato delle descrizioni dettagliate, dei flussi, delle misure, delle temperature e degli altri dati scientifici che Vanunu, dalla sua posizione nella sala di controllo e dal suo lavoro nelle altre unità, è stato in grado di memorizzare in nove anni e di passare al gruppo Insight del Sunday Times, che a sua volta li ha verificati insieme a scienziati nucleari.
    Vanunu non ha mai detto di aver visto una bomba completa e non ha mai detto di conoscere con precisione la natura dei componenti prodotti. Ha detto che i componenti venivano portati via da Dimona a intervalli regolari in una flotta di camion e macchine a noleggio con scorta verso una località sconosciuta vicino Haifa.
    I nostri lunghi colloqui con Vanunu, durati quattro settimane, hanno prodotto la stima che Israele stava producendo 40 chilogrammi di plutonio all'anno, sufficienti per 10 bombe all'anno. Durante il periodo in cui Vanunu ha lavorato Israele ha quindi prodotto abbastanza plutonio per 100 bombe nucleari da almeno 20 chilotoni, equivalenti a quella sganciata su Nagasaki. Mediante progetti sofisticati richiedenti minori quantità di plutonio, potrebbe essere in possesso di 200 bombe nucleari.
    In più, la produzione del litio 6, del trizio e del deuterio evidenzia che Israele sta producendo i materiali grezzi necessari per realizzare componenti atti ad aumentare di dieci volte la potenza di 20 chilotoni delle armi atomiche di tipo più semplice.
    Due foto in particolare sembrano mostrare un emisfero di deuteruro di litio che potrebbe essere usato per la costruzione dell'arma più devastante di tutte, la bomba termonucleare, un'arma equivalente alla forza esplosiva di centinaia di migliaia di tonnellate di TNT. Nel gelido gergo dei costruttori di armi nucleari, Israele sarebbe passato dalla capacità di produrre armi "spiana-quartiere " a bombe nucleari "spiana-città".

    Una domanda rimane senza risposta nel resoconto di Mordechai Vanunu. La Francia ha costruito per Israele un reattore da 26 Megawatt che può produrre al massimo 7 chilogrammi di plutonio all'anno. Come poteva Vanunu riportare un valore annuale di 40 chili?
    Il suo riferimento a 100 barre di uranio grandi, e 40 piccole, e le relative quantità, in litri o in grammi, prodotte dal processo di separazione suggeriscono un reattore da 150 Megawatt, l'esatta potenza per produrre 40 chili di plutonio all'anno.
    Due eventi avvenuti verso la fine degli anni '60 spiegano la discrepanza nei calcoli.
    Primo, il servizio segreto di Israele, il Mossad, ideò alla fine del 1968, durante un'operazione nota come Affare Plumbat, l'acquisizione illegale di 200 tonnellate di "yellow-cake", il materiale grezzo dal quale si possono estrarre 123 tonnellate di combustibile nucleare. Nessuno ha mai saputo spiegare come mai Israele avesse bisogno di così tanto combustibile. Un reattore da 26 Megawatt richiede soltanto 20 tonnellate di combustibile all'anno. La Francia aveva fornito il combustibile iniziale, l'industria dei fosfati di Israele forniva altre 10 tonnellate all'anno e il combustibile usato veniva riciclato per costruire nuove barre. In questo modo Dimona aveva uranio a sufficienza per alimentare un reattore da 26 MW.
    Alcuni mesi dopo Israele provocò deliberatamente gli scienziati statunitensi che ispezionavano periodicamente Dimona, stressandoli al punto che decisero tutti insieme di ritirarsi. Da allora nessuna agenzia esterna è stata dentro Dimona, lasciando quindi gli israeliani liberi di ingrandire il loro impianto da 26 Megawatt trasformandolo in uno da 150 Megawatt. Scienziati atomici britannici hanno confermato che il potenziamento del reattore francese di Dimona di un fattore cinque sarebbe stato possibile senza dover ricostruire il reattore.
    Ciò viene confermato da notizie provenienti dalla Francia. Fonti citate in un recente libro sulla cooperazione nucleare franco-israeliana affermano che il reattore costruito nel Negev era molto più grosso di quanto ammesso.
    Il livello e la sofisticazione della capacità di produzione di armi nucleari da parte di Israele, messa in evidenza da Insight, mostra come Israele sia ora una potenza nucleare. La sua sopravvivenza di fronte a una sconfitta in una guerra convenzionale sembra assicurata, perché nessuna nazione araba potrebbe contrapporsi alla sua potenza nucleare. La Cina possiede approssimativamente 300 testate nucleari, la Francia 500 e la Gran Bretagna 700. Sia gli Stati Uniti che l'URSS sono in un'altra categoria, con le loro 27.000 testate ognuno. La proiezione dell'arsenale di Israele tra le 100 e le 200 armi potrebbe sembrare minima in confronto agli altri, ma è sufficiente a rendere Israele la sesta potenza sul pianeta.
    Dieci giorni fa il primo ministro uscente, Shimon Peres, ha preso parte a un incontro periodico con i direttori dei giornali israeliani. All'ordine del giorno c'era l'imminente pubblicazione dell'indagine di Insight sul Sunday Times.
    Sebbene nessun editore rivelerà mai i dettagli di questo incontro, è plausibile che Peres, avendo preannunciato agli editori questo rapporto, abbia ricordato loro gli obblighi dell'Official Secrets Act. Ha ammesso che Insight ha avuto accesso a una fonte interna.


    Note:
    Traduzione a cura di Francesco Iannuzzelli - PeaceLink


    Dentro Dimona, la fabbrica della bomba nucleare di Israele

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    Predefinito Rif: I segreti dell'arsenale nucleare israeliano

    Come gli esperti sono stati convinti
    La testimonianza dell'ex tecnico israeliano Vanunu sulla produzione di armi nucleari a Dimona
    Insight
    Fonte: Sunday Times - 05 ottobre 1986
    E’ cominciato come una probabile bufala che si è rapidamente sviluppata fino a convincere alcuni dei migliori esperti di armi nucleari del mondo. La profondità dei dettagli divulgati da Mordechai Vanunu e le 60 e più fotografie a colori che lui ha scattato con una macchina fotografica introdotta di nascosto all’interno di Dimona forniscono, stando a quanto dicono, la prima prova diretta che Israele abbia la bomba.
    Cinque settimane fa un vivace giornalista colombiano è arrivato alla nostra sede di Madrid portando alcune istantanee a colori che, lui affermava, erano le bombe al neutrone israeliane. Un reporter è andato ad intervistare Oscar Guerrero in Spagna. La sua storia non era molto convincente. Riferiva di aver aiutato un importante scienziato israeliano di Dimona a disertare e che, inseguiti dal Mossad, erano scappati da Israele, liberandosi dei loro inseguitori e trovando una casa sicura a Sidney in Australia.
    Era troppo campato in aria, le bombe nelle foto erano ovviamente dei modelli e Guerrero stesso era una figura molto poco credibile. Ma uno o due scatti erano indubbiamente di Dimona. Alcuni dettagli strutturali dimostravano che le foto erano state fatte nel sito nel deserto. Un menbro del team Insight del Sunday Times con conoscenze di fisica ha accompagnato Guerrero in Australia. Alla peggio eravamo incappati in una intrigante bufala. A Sidney, comunque, cominciò ad emergere una storia seria. Il nervoso e in un primo tempo riluttante "importante scienziato israeliano" corresse subito il bizzarro racconto di Guerrero. Non era uno scienziato e non se ne era andato di nascosto da Israele. Difatti era venuto in contatto con Guerrero a Sidney quando il vanaglorioso sedicente giornalista stava dipingendo una chiesa dalla quale ad un certo punto è caduto per 80 piedi.
    Ma aveva lavorato a Dimona, disse Vanunu. Le “bombe”, disse spontaneamente, erano modelli che aveva trovato in una stanza nei sotterranei. Mostrò altre foto e documenti.
    In Israele, Insight iniziò a verificare la sua storia. I suoi docenti all’università di Beersheba, gli ex compagni di università ed altri conoscenti riconobbero la sua foto e confermarono che aveva lavorato a Dimona. Aveva lasciato Dimona lo scorso novembre. Due anni prima aveva iniziato a Beersheda un corso di laurea part-time in filosofia e geografia e si era ritrovato coinvolto in politiche studentesche, specialmente il problema degli arabi della West Bank, ed era stato indagato dagli agenti della sicurezza di Dimona per le sue tendenze di sinistra. Risultò quindi come personale in esubero assieme ad altri 180 lavoratori. In seguito andò a Sidney, via Bangkok, con l’intenzione di andare a trovare suo fratello in America. I rullini da sviluppare erano rimasti nella sua borsa fino a quando non incontrò Guerrero che lo convinse a svilupparli.
    Vanunu volò a Londra dove venne interrogato da esperti nucleari incaricati di verificare gli aspetti tecnici. Vanunu fu interrogato per due giorni da Frank Barnaby, un fisico nucleare che lavorò al centro di installazione di armi nucleari di Aldermaston prima di diventare direttore dell’Istituto Svedese per le Ricerche di Pace, che controlla la proliferazione delle armi nucleari.
    Barnaby, ora in pensione, ha incrociato i risultati degli interrogatori effettuati assieme ad altri tre esperti, inclusi un fisico nucleare ed un chimico nucleare.
    “In quanto fisico nucleare, mi era chiaro che i dettagli che mi diede erano scientificamente accurati e facevano chiaramente intendere che lui non solo vi aveva lavorato, ma conosceva anche i dettagli delle tecnologie utilizzate”, dice Barnaby. “Anche i flussi prodotti, che lui cita con precisione, confermano le quantità di plutonio che venivano estratte. La sua testimonianza è totalmente convincente”, conclude Barnaby.
    Nel frattempo un simile interrogatoro scientifico di migliaia di parole venne preso, assieme alle foto, dagli stessi scienziati dell’industria atomica britannica che avevamo contattato all’inizio della nostra indagine, che si erano dichiarati disponibili a collaborare solo con garanzia dell’anonimato.
    Riassumendo le loro opinioni, uno degli esperti ha detto: “Avevo il presentimento che la fonte fosse vera, ma adesso ne sono più convinto che mai.” Ho poi aggiunto che le fotografie erano interamente conformi a quelle di un impianto per la separazione del plutonio.
    Di Vanunu ha detto: “Avevo inserito quest’uomo nella categoria dei giovani tecnici. Tutte le cose che ha detto succedono in un impianto nucleare. Sembrava che lui conoscesse i dettagli del processo e che lui stesso vi lavorasse. Ma ci sono delle mancanze nelle sue conoscenze a cui lui onestamente dice di non sapere come rispondere. Se qualcuno avesse tentato di imbrogliarvi non penso che si sarebbe dimenticato di tali misteri.”
    A questo punto Insight portò un riassunto dei dettagli tecnici, la storia di Vanunu, copia del suo passaporto, le fotografie e le relazioni scientifiche all’ambasciata israeliana a Londra. La risposta fu: "Non è la prima volta che storie di questo genere sono apparse sulla stampa. Non hanno fondamenti nella realtà ed ogni commento da parte nostra è superfluo." Abbiamo quindi invitato le autorità di Tel Aviv ad aiutarci a svelare se si trattasse di una bufala. Dopo due ore la risposta fu "no-comment".
    Due settimane fa Oscar Guerrero riapparve a Londra. Telefonò al Sunday Times chiedendo 300.000 dollari altrimenti avrebbe venduto la storia ad un altro giornale. Non venne all’appuntamento con noi e telefonò di nuovo per dire che lo avrebbe portato al Sunday Mirror. La settimana scorsa la storia è debitamente apparsa facendo fare a Guerrero la figura del bugiardo e dell’imbroglione e mostrando la storia come una bufala colossale.
    Il servizio del Mirror era corredato anche da una foto di Vanunu fatta in Australia dall’inviato di Insight e "presa in prestito" da Guerrero. Quando Vanunu la vide lo scorso lunedì cominciò ad agitarsi.
    Aveva cominciato a temere per la sua sicurezza e, preoccupato che agenti israeliani fossero sulle sue tracce, sparì lasciando la sua testimonianza dettagliata e le sue fotografie.
    Così il team di Insight volò a Washington e mostrò le foto di Vanunu e la sua lunga e dettagliata testimonianza al dott. Theodore Taylor, uno dei maggiori esperti nucleari del mondo.
    Dopo 36 ore di studio e decisione disse: “Tenendo conto che le fotografie sono state fatte a Dimona, i modelli delle componenti interne di un’arma nucleare sono veri e il riconoscimento di Vanunu della natura e dello scopo dei vari dispositivi e dei materiali corrispondenti ai "modelli" sono in genere corretti.
    “Le informazioni ottenute dalle dichiarazioni di Vanunu e dalle fotografie presentatemi sono interamente in accordo con la capacità di Israele di produrre almeno da cinque a dieci armi nucleari all’anno, armi che sono significativamente più piccole, più leggere e più efficienti dei primi tipi di armi nucleari sviluppate negli Stati Uniti, Unione Sovietica, Inghilterra, Francia e Cina.”
    Alcune fotografie in particolare hanno fatto reagire Taylor, indipendentemente condivise da Barnaby. Esse mostrano modelli in scala di componenti di bombe e in un caso un componente fatto in litio. Entrambi presumono che i dispositivi raffigurati nelle foto non rappresentano solo una semplice bomba atomica, ma una bomba termonucleare. Ci sono vari tipi di queste bombe, da un’arma atomica potenziata alla bomba all’idrogeno.
    Nel frattempo gli inviati di Insight portarono lo stesso plico di informazioni agli scienziati che si occupano della fabbricazione delle testate nucleari britanniche. Si mostrarono scettici su tre punti. Trovarono che le informazioni tecniche di Vanunu erano incontestabili, ma dissero che si sarebbero aspettati maggiori mancanze nella conoscenza acquisita da un mero tecnico. In secondo luogo credevano che il reattore da 26 Megawatt avrebbe dovuto essere completamente ricostruito o rifatto per produrre così tanto plutonio. Terzo credevano che i suoi movimenti sarebbero stati controllati dalla stanza di controllo della sicurezza e che non sarebbe mai stato lasciato solo a scattare fotografie: non c’è nessuna persona in alcuna foto.
    Più tardi il Sunday Times ha verificato con altri fonti di esperti e ha scoperto che tanto scetticismo può essere smorzato. Gli specialisti dei reattori hanno confermato la fattibilità dell’incremento della potenza del reattore fino a 150 Megawatt senza grandi cambi strutturali.
    Anche i tecnici britannici che lavorano nelle sale di controllo negli impianti nucleari sono spesso lasciati soli perché hanno bisogno di investigare sugli allarmi e sul le irregolarità che vengono segnate sui loro pannelli di controllo e necessitano quindi di libertà di movimento. Per quanto riguarda l’assenza di persone dalle foto, Vanunu ha una semplice risposta: “ Non andavo certo a scattare foto davanti ai miei colleghi.”


    Note:
    A cura di PeaceLink - Homepage , traduzione di Chiara Panzera

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    Predefinito Rif: I segreti dell'arsenale nucleare israeliano

    Israel and weapons of mass destruction Israele e le armi di distruzione di massa
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    Weapons of Armi di
    mass destruction distruzione di massa


    Israel is widely believed to possess weapons of mass destruction , and to be one of four nuclear-armed countries not recognized as a Nuclear Weapons State by the Nuclear Non-Proliferation Treaty (NPT). [ 1 ] The US Congress Office of Technology Assessment has recorded Israel as a country generally reported as having undeclared chemical warfare capabilities, and an offensive biological warfare program. [ 2 ] Officially Israel neither confirms nor denies possessing nuclear weapons. Israele, si crede di possedere armi di distruzione di massa, e di essere uno dei quattro paesi nucleari armati non viene riconosciuto come uno Stato dotato di armi nucleari da parte non proliferazione nucleare (TNP). [1] Il Congresso degli Stati Uniti Office of Technology Assessment ha registrati Israele come un paese generalmente indicate come capacità di guerra non dichiarata chimica, e un programma offensivo di guerra biologica. [2] Ufficialmente Israele né conferma né smentisce in possesso di armi nucleari.

    Contents Sommario [hide]
    1 Nuclear weapons 1 armi nucleari
    2 Chemical weapons 2 Armi chimiche
    3 Biological weapons 3 armi biologiche
    4 References 4 Riferimenti


    [ edit ] Nuclear weapons [Modifica] Le armi nucleari
    Main article: Nuclear weapons and Israel Per approfondire, vedi le armi nucleari e Israele
    Although no official statistics exist, it has been estimated that Israel possesses up to 400 thermonuclear weapons , believed to be of Teller-Ulam design , including strategic warheads in the megaton -range. [ 3 ] [ 4 ] [ 5 ] Delivery mechanisms include Jericho intercontinental ballistic missiles , with a range of 11,500 km. [ 6 ] Additionally, Israel is believed to have an offshore nuclear second-strike capability, using submarine launched nuclear-capable cruise missiles. [ 7 ] The Israeli government maintains a policy of deliberate ambiguity on whether it has nuclear weapons, saying only that it would not be the first to "introduce nuclear weapons in the Middle East ." [ 8 ] Former International Atomic Energy Agency Director General Mohamed ElBaradei regarded Israel as a state possessing nuclear weapons. [ 9 ] Anche se non esistono statistiche ufficiali, è stato stimato che Israele possiede fino a 400 armi termonucleari, che si ritiene essere di Teller-Ulam di progettazione, comprese le testate strategiche in megatoni-range. [3] [4] [5] i meccanismi di consegna sono di Gerico missili balistici intercontinentali, con una gamma di 11.500 km. [6] Inoltre, Israele si crede di avere un offshore nucleare di seconda capacità di attacco, sottomarino nucleare lanciato con missili da crociera in grado. [7] Il governo israeliano mantiene una politica di deliberata ambiguità se si dispone di armi nucleari, dicendo solo che non sarebbe il primo a "introdurre armi nucleari in Medio Oriente." [8] Ex International Atomic Energy Agency direttore generale Mohamed ElBaradei considerato Israele come uno stato in possesso di armi nucleari. [9 ]

    Israel has not signed the Nuclear Non-Proliferation Treaty . Israele non ha firmato la non proliferazione nucleare. However, on July 13, 2008, Israel took part in a regional conference of the Union for the Mediterranean which pledged to pursue a Middle East Zone free of weapons of mass destruction. [ 10 ] Tuttavia, il 13 luglio 2008, Israele ha preso parte a una conferenza regionale della Unione per il Mediterraneo, che si sono impegnati a perseguire un Medio Oriente zona libera da armi di distruzione di massa. [10]

    [ edit ] Chemical weapons [Modifica] Le armi chimiche
    Israel has signed but not ratified the Chemical Weapons Convention (CWC). Israele ha firmato ma non ratificato la convenzione sulle armi chimiche (CWC). There are speculations that a chemical weapons program might be located at the Israel Institute for Biological Research ( IIBR ) in Ness Ziona [3] . [ citation needed ] Ci sono speculazioni che un programma di armi chimiche possono essere trovate presso i Israel Institute for Biological Research (IIBR) in Ness Ziona [3]. [Citazione necessaria]

    190 liters of dimethyl methylphosphonate , a CWC schedule 2 chemical used in the synthesis of Sarin nerve gas, was discovered in the cargo of El Al Flight 1862 after it crashed in 1992 en route to Tel Aviv . 190 litri di metilfosfonato di dimetile, un calendario CWC 2 chimici utilizzati nella sintesi di gas nervino Sarin, è stato scoperto nel carico di Volo El Al 1862 dopo essere caduto nel 1992 sulla strada per Tel Aviv. Israel insisted the material was non-toxic, was to have been used to test filters that protect against chemical weapons, and that it had been clearly listed on the cargo manifest in accordance with international regulations. Israele ha insistito il materiale è atossico, avrebbe dovuto essere usato per testare i filtri che proteggono contro le armi chimiche, e che era stata chiaramente elencati nel manifesto di carico in conformità con le normative internazionali. The shipment was from a US chemical plant to the IIBR under a US Department of Commerce license. [ 11 ] La spedizione è stata da un impianto chimico statunitense al IIBR nell'ambito di un Dipartimento di licenza di commercio. [11]

    In 1993, the US Congress Office of Technology Assessment WMD proliferation assessment recorded Israel as a country generally reported as having undeclared offensive chemical warfare capabilities. [ 2 ] Former US deputy assistant secretary of defense responsible for chemical and biological defense, Bill Richardson , said in 1998 "I have no doubt that Israel has worked on both chemical and biological offensive things for a long time ... There's no doubt they've had stuff for years." [ 12 ] Nel 1993, il Congresso degli Stati Uniti Office of Technology Assessment di valutazione della proliferazione delle WMD registrati Israele come un paese in genere segnalata per aver dichiarato guerra offensiva capacità di chimica. [2] L'ex vice assistente segretario alla Difesa responsabile per l'industria chimica e difesa biologica, Bill Richardson, ha detto in 1998 "Non ho alcun dubbio che Israele ha lavorato sul piano chimico e biologico cose offensive per molto tempo ... Non c'è dubbio che hanno avuto cose da anni." [12]

    [ edit ] Biological weapons [Modifica] Le armi biologiche
    Israel is not a signatory to the Biological Weapons Convention (BWC). Israele non è uno dei firmatari della Convenzione sulle armi biologiche (BWC). It is assumed that the Israel Institute for Biological Research in Ness Ziona develops vaccines and antidotes for chemical and biological warfare . [ 13 ] While Israel is not known to be producing biological weapons currently, there remains speculation that Israel's ability to start production and dissemination, if necessary, remains active. [ 14 ] Si presume che l'Istituto Israele per ricerca biologica in Ness Ziona sviluppa vaccini e antidoti per la chimica e la guerra biologica. [13] Anche se Israele non è conosciuto per essere la produzione di armi biologiche al momento, resta la speculazione che la capacità di Israele di avviare la produzione e la diffusione, se necessario, rimane attiva. [14]

    [ edit ] References [Modifica] Riferimenti
    ^ "Background Information, 2005 Review Conference of the Parties to the Treaty on the Non-Proliferation of Nuclear Weapons" . ^ "Background Information, 2005 conferenza di revisione delle parti del trattato di non-proliferazione delle armi nucleari". United Nations . Background information . Nazioni Unite. Http://www.un.org/events/npt2005/background.html. Retrieved 2006-07-02 . Estratto 2006/07/02.
    ^ a b Proliferation of Weapons of Mass Destruction: Assessing the Risks , US Congress Office of Technology Assessment , August 1993, OTA-ISC-559 , http://www.princeton.edu/~ota/disk1/1993/9341/9341.PDF , retrieved 2008-12-09 ^ Uno b proliferazione delle armi di distruzione di massa: la valutazione dei rischi, del Congresso statunitense, Office of Technology Assessment, agosto 1993, OTA-ISC-559, Princeton University - Welcome ~ ota/disk1/1993/9341/9341 . PDF, recuperate 2008/12/09
    ^ [1] ^ [1]
    ^ Brower, Kenneth S., “A Propensity for Conflict: Potential Scenarios and Outcomes of War in the Middle East,” Jane's Intelligence Review, Special Report no. ^ Brower, Kenneth S., "una propensione per Conflict: possibili scenari e gli esiti di guerra in Medio Oriente," Jane's Intelligence Review, Special Report no. 14, (February 1997), 14-15. 14, (febbraio 1997), 14-15.
    ^ "Nuclear Weapons: Who Has What at a Glance" . ^ "Armi nucleari: chi ha cosa at a Glance". Arms Control Association . Nuclear Weapons: Who Has What at a Glance | Arms Control Association . Arms Control Association. Http://www.armscontrol.org/factsheet...whohaswhat.asp. Retrieved 2007-05-30 . Estratto 2007/05/30.
    ^ [2] ^ [2]
    ^ Alon Ben-David (1 October 2009). "Israel seeks sixth Dolphin in light of Iranian 'threat'" . Jane's Defence Weekly . Israel seeks sixth Dolphin in light of Iranian 'threat' . ^ Alon Ben-David (1 ° ottobre 2009). "Israele cerca sesto Dolphin alla luce della minaccia iraniana ''". Jane's Defence Weekly. Http://www.janes.com/news/defence/jd...1001_1_n.shtml. Retrieved 2009-11-03 . Estratto 2009/11/03.
    ^ Dawoud, Khaled (1999-12-02). "Redefining the bomb" . ^ Dawoud, Khaled (1999/12/02). "Ridefinire la bomba". Al-Ahram Weekly . Al-Ahram Weekly | Interview | Redefining the bomb . Al-Ahram Weekly. Http://weekly.ahram.org.eg/1999/458/intervw.htm. Retrieved 2006-07-02 . Estratto 2006/07/02.
    ^ Mohamed ElBaradei (27 July 2004). "Transcript of the Director General's Interview with Al-Ahram News" . International Atomic Energy Agency . Transcript: Director General's Al-Ahram Interview - 27 July 2004 . ^ Mohamed ElBaradei (27 luglio 2004). "Trascrizione dell'intervista del direttore generale di Al-Ahram News". International Atomic Energy Agency. Http://www.iaea.org/NewsCenter/Trans...m27072004.html. Retrieved 2007-06-03 . Estratto 2007/06/03.
    ^ "43 nations to seek Middle East free of WMDs" . San Francisco Chronicle . ^ "43 nazioni per cercare Medio Oriente libero delle ADM". San Francisco Chronicle. 2008-07-13 . Item Not Found — SFGate . 2008/07/13. Http://www.sfgate.com/cgi-bin/articl...i111033D26.DTL. Retrieved 2008-07-13 . Estratto 2008/07/13.
    ^ "Israel says El Al crash chemical 'non-toxic'" . BBC . ^ "Israele dice di non chimiche crash El Al 'tossico'". BBC. 1998-10-02 . BBC News | Europe | Israel says El Al crash chemical 'non-toxic' . 1998/10/02. Http://web.archive.org/web/200308180...ope/185199.stm. Retrieved 2006-07-02 . Estratto 2006/07/02.
    ^ Jeff Stein (1998-12-02). "Debunking the "ethno-bomb"" . Salon.com . Salon Newsreal | Debunking the "ethno-bomb" . ^ Jeff Stein (1998/12/02). "Sfatare i" etno-"bomba". Salon.com. Http://www.salon.com/news/1998/12/02news.html. Retrieved 2006-07-11 . Estratto 2006/07/11.
    ^ "Nes Ziyyona" . GlobalSecurity.org . ^ "Nes Ziyyona". GlobalSecurity.org. April 28, 2005 . Nes Ziyyona - Israel Special Weapons Facilities . 28 aprile 2005. Http://www.globalsecurity.org/wmd/world/israel/cbw.htm. Retrieved 2007-02-11 . Estratto 2007/02/11. " Israel is believed to have the capacity to produce chemical warfare agents, and probably has stocks of bombs, rockets, and artillery shells. Public reports that a mustard and nerve gas production facility was established in 1982 in the Dimona restricted area are apparently erroneous. Israel is also probably poised to rapidly produce biological weapons, though there are no public reports of currently active production effort or associated locations.…Israel's primary chemical and biological warfare facility is at Nes Ziyyona [Noss Ziona], near Tel Aviv. The Israeli Institute for Bio-Technology is believed to be the home of both offensive and defensive research. " "Israele si crede di avere la capacità di produrre agenti di guerra chimica, e probabilmente ha scorte di bombe, razzi e proiettili d'artiglieria. Relazioni pubbliche che un impianto di gas mostarda e nervose la produzione è stata fondata nel 1982 nella zona di Dimona ristretta sono apparentemente errati. Israele è anche probabilmente pronta a rapidamente produrre armi biologiche, anche se non ci sono relazioni pubbliche di produzione attualmente sforzo attivo o sedi associate. ... chimica primaria di Israele e degli impianti di guerra biologica è a Nes Ziyyona [Noss Ziona], nei pressi di Tel Aviv. israeliano The Institute per la Bio-tecnologia si crede per essere la casa di ricerca, sia offensiva e difensiva ".
    ^ Normark, Magnus; Anders Lindblad, Anders Norqvist, Björn Sandström, and Louise Waldenström (December 2005). "Israel and WMD: Incentives and Capabilities" (PDF). FOI . ^ Normark, Magnus, Anders Lindblad, Anders Norqvist, Björn Sandström, e Louise Waldenström (dicembre 2005). "Israele e WMD: Incentivi e Capabilities" (PDF). FOI. pp. pp. pg. pg. 38 . http://www.foi.se/upload/pdf/israel-and-wmd-1734.pdf . 38. Http://www.foi.se/upload/pdf/israel-and-wmd-1734.pdf. Retrieved 2007-02-11 . Estratto 2007/02/11. " Israel does not stockpile or produce BW in large-scale today. However, we assess that Israel has a breakout capability for biological weapons and also CW, ie the knowledge needed to implement theoretical knowledge into the practical management of production and deployment of CBW. The knowledge base would be the one that was built during the 1950s and 1960s where today's advanced research can be used to upgrade potential BW and CW agents and their behaviour in the environment. We have not found any conclusive evidence that show that Israel's offensive programs still remain active today. " "Israele non stock o produrre BW in larga scala di oggi. Tuttavia, si valuta che Israele ha una capacità di breakout per armi biologiche e CW, vale a dire le conoscenze necessarie per implementare le conoscenze teoriche nella gestione pratica della produzione e distribuzione di CBW. la base di conoscenze sarebbe quello che è stato costruito durante il 1950 e 1960 dove la ricerca avanzata di oggi può essere utilizzato per aggiornare i potenziali agenti BW e CW e il loro comportamento nell'ambiente. Non abbiamo trovato alcuna prova conclusiva che dimostrano che i programmi offensiva israeliana è ancora rimangono oggi attiva. "


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    Predefinito Rif: I segreti dell'arsenale nucleare israeliano

    Israele programma di armi nucleari
    Last changed 10 December 1997 Ultima modifica del 10 dicembre 1997


    --------------------------------------------------------------------------------

    Israel is believed to possess the largest and most sophisticated arsenal outside of the five declared nuclear powers. Israele, si crede di possedere l'arsenale più grande e più sofisticato al di fuori delle cinque potenze nucleari dichiarate. Israel has never admitted possessing nuclear weapons, but abundant information is available showing that the capability exists. Israele non ha mai ammesso in possesso di armi nucleari, ma gran quantità di informazioni disponibili dimostrano che la possibilità esiste.

    A short essay on the history of Israel's nuclear weapons program Un breve saggio sulla storia di Israele programma nucleare
    April 1997 revelations about Israeli-South African nuclear collaboration Aprile 1997 rivelazioni sulla collaborazione israelo-sudafricana nucleare
    The center of Israel's weapons program is the Negev Nuclear Research Center near the desert town of Dimona (the center is usually identified simply as "Dimona"). Il centro di armi di Israele programma è il Negev Nuclear Research Center, vicino alla città di Dimona, nel deserto (il centro di solito è identificato semplicemente come "Dimona"). A nuclear reactor and plutonium production facility was built by France at this facility in the late 1950s and early 60s. Un reattore nucleare e degli impianti di produzione di plutonio è stato costruito dalla Francia in questo impianto alla fine del 1950 e primi anni '60. All of the production and fabrication of special nuclear materials (plutonium, lithium-6 deuteride, and enriched and unenriched uranium) occurs at Dimona although the design and assembly of nuclear weapons occurs elsewhere. Tutta la produzione e fabbricazione di speciali materiali nucleari (plutonio, litio-6 deuteruro, e arricchito e uranio non arricchito) si verifica a Dimona, anche se la progettazione e l'assemblaggio di armi nucleari si è verificato altrove.

    October 1997 news stories about workers health and safety at Dimona Ottobre 1997 notizie su salute e sicurezza dei lavoratori a Dimona

    Click on images for close-ups Cliccare sulle immagini per close-up
    This is an image of the Dimona facility taken by a US Corona spy satellite in 1971 (Mission 1115-2, 29 September 1971, Frame: 52, 53). Questa è un'immagine della struttura di Dimona scattate da un satellite spia statunitense Corona nel 1971 (Mission 1115-2, 29 settembre 1971, Frame: 52, 53). It is physically impossible to take a similar image within the atmosphere as Israel jealously protects the airspace above Dimona. È fisicamente impossibile prendere un'immagine simile nei pressi di Israele protegge gelosamente lo spazio aereo sopra Dimona. In the 1960s an Israeli Airforce Mirage was shot down when it accidentally ventured too close to Dimona. Nel 1960 un israeliano Airforce Mirage è stato abbattuto quando accidentalmente avventurati troppo vicino a Dimona.
    A closeup of the same Corona frames. Un primo piano dello stesso frame Corona.
    Side-by-side comparison of a Corona image and the much lower resolution SPOT commercial imaging satellite. Side-by-side di un confronto tra l'immagine e la Corona molto più bassa risoluzione SPOT satellite commerciale imaging. The SPOT image lables the Dimona nuclear reactor dome and Machon 2 which houses the plutonium separation plant. L'immagine SPOT Lables la cupola del reattore nucleare di Dimona e Machon 2 che ospita l'impianto di separazione del plutonio.
    Satellite images courtesy John Pike at the Federation of American Scientists, see the FAS Intelligence Resource Program page. The SPOT Image was acquired and exploited by Peter Zimmerman. Immagini per gentile concessione Satellite John Pike al Federation of American Scientists, vedere la FAS Intelligence Resource Program pagina. L'immagine SPOT è stato acquisito e sfruttate da Peter Zimmerman.


    The Dimona Reactor Dome (courtesy Mordechai Vanunu) (34 K) Il reattore di Dimona Dome (courtesy Mordechai Vanunu) (34 K)

    Mordechai Vanunu (17 K) Mordechai Vanunu (17 K)

    The most specific and detailed information to be made public about its nuclear program came from a former mid-level nuclear technician named Mordechai Vanunu. Le informazioni più specifiche e dettagliate per essere reso pubblico sul suo programma nucleare è venuto da un livello medio-ex tecnico nucleare Mordechai Vanunu nome. Vanunu had worked at the Machon 2 facility, where plutonium is produced and bomb components fabricated, for 9 years before his increasing involvement in left wing pro-Palestinian politics led to his dismissal in 1986. Vanunu ha lavorato presso il Machon 2 impianto, dove si produce plutonio e componenti fabbricati bomba, per 9 anni prima che il suo crescente coinvolgimento nel pro-sinistra politica palestinese ha portato al suo licenziamento nel 1986. Due to lax internal security, prior to his departure he managed to take about 60 photographs covering nearly every part of Machon 2. A causa di una debole sicurezza interna, prima della sua partenza è riuscito a prendere circa 60 fotografie che coprono quasi ogni parte del Machon 2.

    Mordechai Vanunu (35 K) Mordechai Vanunu (35 K)

    After travelling around the world for several months in Bohemian style, he converted to Christianity in Australia. Dopo aver viaggiato in tutto il mondo per diversi mesi in stile bohemien, si convertì al cristianesimo in Australia. The religious group he associated with has an activist anti-nuclear bent and he soon decided to make public his knowledge of Israel's nuclear weapons capability. Il gruppo religioso ha associato ha un attivista anti-nucleare, piegato e ben presto ha deciso di rendere pubblica la sua conoscenza di Israele capacità di armi nucleari. He made contact with the London Sunday Times which flew him to London and began preparing an exclusive news story. Entrò in contatto con la London Domenica Times che lo ha volato a Londra e cominciò a preparare una storia di notizie in esclusiva. Unfortunately for Vanunu, the Israeli government had found out about his activities and the Mossad arranged to kidnap him and bring him back to Israel for trial. Purtroppo per Vanunu, il governo israeliano aveva scoperto sulla sua attività e il Mossad disposti a rapirlo e portarlo in Israele per il processo.

    Mordechai Vanunu revealing details of his capture (39 K) Mordechai Vanunu rivelare i dettagli della sua cattura (39 K)

    For an even bigger image (57 K) click here. Per un'immagine ancora più grande (57 K) clicca qui.

    He was successfully lured into a trap by a female Israeli agent named Cheryl Bentov operating under the name of "Cindy". Era successo attirato in una trappola da un agente donna israeliana di nome Cheryl operativo Bentov sotto il nome di "Cindy". His sudden disappearance before the publication of the Sunday Times story was mysterious at the time. La sua improvvisa scomparsa prima della pubblicazione del racconto Domenica Times era misterioso in quel momento. The story was finally published several days later on 5 October 1986. La storia è stato finalmente pubblicato diversi giorni dopo il 5 ottobre 1986. A few motnhs later Vanunu's status as a prisoner of the Israeli government was confirmed when it was revealed that he would stand trial. A motnhs più tardi lo status di Vanunu come prigioniero del governo israeliano è stato confermato quando fu rivelato che avrebbe affrontare il processo. Despite being essentially incommunicado, Vanunu managed to reveal details of his capture in dramatic fashion when he wrote the information on the palm of his hand, and held it up for news photographers as he was being whisked away from the courthouse. Pur essendo sostanzialmente in isolamento, Vanunu è riuscito a rivelare i dettagli della sua cattura in modo drammatico quando ha scritto le informazioni sul palmo della mano, e lo tenne per fotografi di eventi come gli veniva catapultato fuori dal tribunale.

    As described by Vanunu, the Dimona complex has nine buildings ("Machons", Hebrew for "facility") including to the reactor building. Come descritto da Vanunu, il complesso di Dimona ha nove edifici ( "Machons", ebraico per "impianto"), compresa la costruzione del reattore. The plant employs 2700 people. L'impianto impiega 2700 persone.

    Control room of the Machon 2 plutonium separation plant (courtesy Mordechai Vanunu) (31 K) Sala di controllo del Machon 2 impianti di separazione del plutonio (per gentile concessione Mordechai Vanunu) (31 K)

    Machon 1 is the reactor building with its 60 foot silver dome. Machon 1 è l'edificio del reattore, con la sua cupola d'argento 60 piedi.
    Machon 2 is where Vanunu worked, along 150 other people. Machon 2 è dove Vanunu ha lavorato, insieme ad altre persone 150. From outside, Machon 2 is a nondescript two story windowless building 80 feet wide and 200 feet long. Da fuori, Machon 2 è un anonimo edificio di due piani di finestre 80 metri di larghezza e 200 piedi di lunghezza. The above-ground structure houses an air filtration plant, some offices, storage space, and a worker's canteen. Sopra le case delle strutture a terra un impianto di filtrazione dell'aria, alcuni uffici, lo spazio di archiviazione, e la mensa di un lavoratore. Also in the structure is the entrance to limited access elevators that transport people to the six underground levels, extending eightly feet below the surface. Anche nella struttura è l'ingresso agli ascensori accesso limitato che la gente di trasporto per i sei livelli della metropolitana, che si estende eightly piedi sotto la superficie. This hidden area houses an automated Purex plutonium separation plant, plutonium fabrication and reclamation shops, and fabrication shops for bomb components made out of lithium deuteride and beryllium. Questo case nascoste zona un impianto di separazione del plutonio Purex automatizzato, fabbricazione di plutonio e negozi di bonifica, e negozi di fabbricazione di componenti bomba fatta di deuteruro litio e berillio. The separation plant is housed in a production hall (called "The Tunnel" that occupies the first four levels. Level 5 is the fabrication area for plutonium, lithium deuteride, and beryllium. The Tunnel normally operates one 34 week long "production campaign" each year, being closed for servicing and refurbishment the rest of the year. L'impianto di separazione è ospitato in una sala di produzione (chiamati "The Tunnel", che occupa i primi quattro livelli. Level 5 è l'area di fabbricazione per il plutonio, deuteruro litio e berillio. The Tunnel funziona normalmente uno lungo 34 settimane "campagna di produzione" ogni anni, è chiuso per manutenzione e ristrutturazione il resto dell'anno.
    Machon 3 is a chemical plant that produces lithium-6 deuteride and also processes natural uranium and fabricates reactor fuel rods. Machon 3 è un impianto chimico che produce litio-6 deuteruro e anche i processi di uranio naturale e fabbrica barre di combustibile del reattore.
    Machon 4 is a waste treatment plant for the radioactive effluent from the plutonium extraction process in Machon 2 . Machon 4 è un impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi per la effluenti dal processo di estrazione del plutonio in Machon 2. This plant presumably converts the waste products for convenient disposal, and may also separate the uranium for reuse. Questa pianta converte presumibilmente i prodotti di rifiuti destinati allo smaltimento conveniente, e possono anche separare l'uranio per il riutilizzo.
    Machon 5 coats the uranium fuel rodes with aluminum. Machon 5 cappotti le rotelle del combustibile di uranio con l'alluminio.
    Machon 6 is the physical plant for Dimona, providing power and other services. Machon 6 è l'impianto di fisica per Dimona, che fornisce potenza e altri servizi.
    Machon 8 (there is no Machon 7) contains a laboratory for testing and process development. Machon 8 (non c'è Machon 7), contiene un laboratorio per i test e lo sviluppo del processo. This building houses Unit 840, which operates gas centrifuges for enriching uranium. Questo edificio ospita 840 unità, che opera centrifughe a gas per l'arricchimento dell'uranio.
    Machon 9 houses a laser isotope enrichment plant, also for enriching uranium. Machon 9 case un impianto di arricchimento isotopico laser, anche per l'arricchimento dell'uranio.
    Machon 10 produces depleted uranium metal for anti-armor ammunition use. Machon 10 produce metallo di uranio impoverito per l'uso di munizioni anti-armatura.
    Bomb components made of plutonium, lithium-6 deuteride, and beryllium are fabricated in level 5 of Machon 2. Componenti bomba fatta di plutonio, il litio-6 deuteruro, berillio e sono fabbricati a livello 5 della Machon 2. They are transported by convoys of unmarked cars to the warhead assembly facility, operated by Rafael north of Haifa. Essi sono trasportati dai convogli di vetture non marcati per l'impianto di assemblaggio testata, gestite da Rafael a nord di Haifa.

    The principal uncertainty in evaluating Israel's weapon production capability is the actual power level of the Dimona reactor. L'incertezza nella valutazione delle principali funzionalità di produzione di armi di Israele è l'effettivo livello di potenza del reattore di Dimona. It has long been believed that Israel has upgraded the reactor repeatedly to increase its plutonium production. È stato a lungo creduto che Israele ha aggiornato il reattore più volte per aumentare la propria produzione di plutonio. Vanunu claimed that Israel possessed 100-200 nuclear weapons (implying some 400-800 kg of plutonium) and can produce 40 kg of plutonium a year. Vanunu sostiene che Israele possiede armi nucleari 100-200 (il che implica alcuni 400-800 kg di plutonio) e in grado di produrre 40 kg di plutonio all'anno. This production figure indicates an average operating power of 150 MW thermal. Questa cifra produzione indica una potenza media di funzionamento di 150 MW termici. Analysts generally discount figures this high, and the consensus is that it was initially operated at 40 MW and was upgraded to 70 MW sometime before 1977. Gli analisti in generale sconto cifre superiori, e il consenso è che inizialmente si era operato a 40 MW ed è stato aggiornato a 70 MW qualche tempo prima del 1977. A 1996 study by the Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) produced a somewhat lower range of estimates, concluding that Israel has produced 330-580 kg of plutonium through 1995, enough for a stockpile of 80-150 efficient weapons (the extreme estimate range was 190 to 880 kg). Uno studio del 1996 del Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) ha prodotto una serie un po 'più basso delle stime, giungendo alla conclusione che Israele ha prodotto 330-580 kg di plutonio al 1995, sufficiente per una riserva di 80-150 armi efficienti (la stima estrema gamma era 190-880 kg).

    Vanunu provided information indicating that the uranium fuel is subjected to burnups of 400 MW-days/tonne, a figure similar to that used by the US early in its weapons production program. Vanunu ha fornito informazioni che indicano che il combustibile uranio è sottoposto a burnups di 400 MW-days/tonne, una figura simile a quella utilizzata dai primi degli Stati Uniti nel suo programma di armi di produzione. This results in a high grade plutonium with a Pu-240 content of 2%. Ciò comporta un alto grado di plutonio con un Pu-240 il contenuto del 2%. According to Vanunu 140 fuel rods are irradiated for periods of about three months before discharge for plutonium extraction. Secondo Vanunu 140 barre di combustibile irraggiato sono per periodi di circa tre mesi prima dello scarico per l'estrazione di plutonio. At 70 MW the Dimona reactor would consume some 48 tonnes of fuel a year and produce about 18 kg of plutonium. A 70 MW, il reattore di Dimona, che consumano circa 48 tonnellate di combustibile all'anno e produce circa 18 kg di plutonio.

    Vanunu also claimed that Israel possessed fusion boosted weapons, and has developed hydrogen bomb technology. Vanunu ha inoltre affermato che Israele possedeva la fusione potenziato le armi, e ha sviluppato una tecnologia bomba all'idrogeno. He provided information about both lithium-6 and tritium production. Ha fornito informazioni su entrambe le litio-6 e la produzione del trizio. He stated that initially tritium was produced by a facility in Machon 2 called Unit 92 by separating it from the heavy water moderator where it is produced in small amounts as a by-product. Egli ha dichiarato che inizialmente il trizio è stato prodotto da un impianto a Machon 2 chiamata Unità 92 separando dal moderatore di acqua pesante in cui sono prodotti in piccole quantità, come un sottoprodotto. In 1984 production was expanded when a new facility called Unit 93 was opened to extract tritium from enriched lithium that had been irradiated in the reactor. Nel 1984 la produzione è stata ampliata, quando una nuova struttura denominata Unità 93 è stato aperto per estrarre il trizio dal litio arricchito, che erano stati irradiati nel reattore. The large scale production of tritium by Israel has been confirmed by South Africa, which received a shipments of tritium totalling 30 g during 1977-79. La produzione su larga scala di trizio da parte di Israele è stata confermata dal Sud Africa, che ha ricevuto una spedizioni di trizio per un totale di 30 g durante il 1977-79. This clearly indicates tritium production on a scale sufficient for a weapon boosting program. Questo indica chiaramente la produzione del trizio su una scala sufficiente per un'arma incrementare programma. It is difficult to find any other rationale for such a large tritium production capability except some sort of thermonuclear weapon application. È difficile trovare una giustificazione per gli altri un tale grande capacità di produzione del trizio, tranne qualche tipo di applicazione d'arma termonucleare.

    Mock-up of an Israeli Bomb (courtesy Mordechai Vanunu) (46 K) Mock-up di una bomba israeliana (courtesy Mordechai Vanunu) (46 K)

    It is quite difficult to develop gas fusion boosting technology like that used in US weapons and weapons tests are probably essential. E 'molto difficile sviluppare la tecnologia della fusione a gas rafforzamento analogo a quello utilizzato nelle armi degli Stati Uniti e le prove di armi sono probabilmente essenziali. Although radiation implosion weapons could be developed without testing, they would tend to be large and heavy and would perhaps be incompatible with Israel's available delivery systems. Anche se le armi implosione delle radiazioni potrebbe essere sviluppato senza prove, che tenderebbero ad essere grande e pesante e forse sarebbe incompatibile con i sistemi di Israele di consegna disponibili. It is quite possible then that a Sloika/Alarm Clock type system has been developed using lithium-6 deuteride fuel surrounding the plutonium core (in fact a weapon mock-up photographed by Vanunu appears to be this type of weapon). È del tutto possibile allora che un Sloika / Alarm Clock tipo di sistema è stato sviluppato utilizzando litio-6 carburante deuteruro che circonda il nucleo di plutonio (in realtà un'arma mock-up fotografata da Vanunu sembra essere questo tipo di arma). Tritium could be used to spike the fusion fuel and boost the yield, just as the Soviets did with the 400 Kt "Joe-4". Trizio potrebbero essere utilizzati per spike il combustibile di fusione e di aumentare il rendimento, così come i sovietici fatto con il 400 Kt "Joe-4".

    Bomb components made of plutonium, lithium-6 deuteride, and beryllium are fabricated in level 5 of Machon 2. Componenti bomba fatta di plutonio, il litio-6 deuteruro, berillio e sono fabbricati a livello 5 della Machon 2. They are transported by convoys of unmarked cars to the warhead assembly facility, operated by Rafael north of Haifa. Essi sono trasportati dai convogli di vetture non marcati per l'impianto di assemblaggio testata, gestite da Rafael a nord di Haifa.

    Hersh reports (without any stated source) that Israel has developed an extensive array of tactical nuclear weapons: efficient compact boosted fission bombs, neutron bombs (allegedly numbering in the hundreds by the mid-eighties), nuclear artillery shells, and nuclear mines. Relazioni Hersh (senza alcuna fonte ha dichiarato), che Israele ha sviluppato una vasta gamma di armi nucleari tattiche: efficiente compatto bombe a fissione potenziato, bombe a neutroni (presumibilmente la numerazione in centinaia dalla metà degli anni Ottanta), proiettili d'artiglieria nucleari, e le mine nucleari. With an arsenal that is quite possibly in excess of 100 weapons it is likely that some of the nuclear materials would be applied tactical weapons. Con un arsenale che è molto probabilmente superiore a 100 armi è probabile che alcuni dei materiali nucleari sarebbero applicate armi tattiche. Boosted bombs are doubtful, as are neutron bombs, due to problems with development in the absence of a significant testing program. Bombe Boosted sono dubbi, così come le bombe a neutroni, a causa di problemi con lo sviluppo in assenza di un significativo programma di test. Neutron bombs also require very large amounts of tritium (20-30 g per weapon) which would impact the production of plutonium quite seriously (each gram of tritium displaces 80 grams of plutonium production). Bombe a neutroni anche necessita di enormi quantità di trizio (20-30 g per ogni arma) che l'impatto della produzione di plutonio sul serio (ogni grammo di trizio spiazza 80 grammi di produzione di plutonio). Artillery shells are also doubtful due to their wastefulness in plutonium. Proiettili di artiglieria sono anche in dubbio a causa del loro spreco in plutonio. Tactical weapons are probably aircraft or missile delivered, or are pre-emplaced mines. Le armi tattiche sono probabilmente gli aeromobili o missili forniti, o sono pre-mine piazzate.

    Burrows and Windrem claim (without indicating a source) that Israel has produced 300 warheads, including those that have since been dismantled. Burrows e sostengono Windrem (senza indicare una fonte), che Israele ha prodotto 300 testate, compresi quelli che da allora sono state smantellate. They place the current arsenal at about 200 weapons. Hanno posto l'arsenale attuali a circa 200 armi.

    Several reports have surfaced claiming that Israel has some uranium enrichment capability at Dimona. Diversi rapporti sono emersi sostenendo che Israele ha una certa capacità di arricchimento dell'uranio a Dimona. Vanunu asserted that gas centrifuges were operating in Machon 8, and that a laser enrichment plant was being operated in Machon 9 (Israel holds a 1973 patent on laser isotopic enrichment). Vanunu ha affermato che centrifughe a gas erano operanti in Machon 8, e che un impianto di arricchimento al laser era stato operato in Machon 9 (Israele detiene un brevetto 1973 laser arricchimento isotopico). According to Vanunu the production-scale plant has been operating since 1979-80. Secondo Vanunu la produzione impianto su scala è operativo dal 1979-80. The scale of a centrifuge operation would necessarily be limited due to space constraints, and might be focused toward enriching depleted reactor fuel to more efficiently use Israel's uranium supply. La scala di un'operazione di centrifuga sarebbe necessariamente limitato a causa dei vincoli di spazio, e potrebbe essere focalizzata ad arricchire combustibile nucleare esaurito in modo più efficiente l'uso di approvvigionamento di uranio di Israele. A laser enrichment system, if developed to operational status, could be quite compact however and might be producing weapon grade material in substantial quantities. Un sistema di arricchimento al laser, se sviluppata per situazione operativa, potrebbe essere comunque abbastanza compatto e può essere che producono materiale di qualità arma in notevoli quantità. If highly enriched uranium is being produced in substantial quantities, then Israel's nuclear arsenal could be much larger than estimated solely from plutonium production. Se l'uranio altamente arricchito è prodotto in quantità consistenti, quindi arsenale nucleare di Israele potrebbe essere molto più grande rispetto a quanto stimato unicamente con la produzione di plutonio.

    Reports that Zalman Shapiro, the American owner of the nuclear fuel processing company NUMEC, supplied enriched uranium to Israel in the 1960s seems to have been authoritatively refuted by Hersh. Relazioni che Zalman Shapiro, il proprietario americano del combustibile nucleare di trasformazione aziendale NUMEC, fornito di uranio arricchito a Israele nel 1960 sembra essere stato autorevolmente confutata da Hersh.

    Israel produces uranium domestically as a by-product of phosphate mining near the Dead Sea but this amounts to only 10 tons a year, and is grossly insufficient for its needs. Israele produce uranio sul mercato interno come un sottoprodotto delle attività di estrazione di fosfati nei pressi del Mar Morto, ma ciò equivale a solo 10 tonnellate l'anno, ed è gravemente insufficiente per le sue esigenze. Israel has addressed this shortfall by reprocessing the low burnup spent fuel to recover uranium (which most nations do not do). Israele ha affrontato tale carenza dal ritrattamento del combustibile esaurito burnup bassa per recuperare l'uranio (che maggior parte delle nazioni non fanno). It is also known to have purchased at least 200 tons of natural uranium on the world market under an alias. E 'noto anche per aver acquistato almeno 200 tonnellate di uranio naturale sul mercato mondiale con un alias. A major source though was some 600 tons of uranium provided by South Africa in a quid pro quo for Israel's assistance on its weapons program. Una fonte importante, però, era circa 600 tonnellate di uranio fornite dal Sud Africa in un quid pro quo per l'assistenza di Israele sul suo programma di armi. Combined with uranium recycling, and the possible use of enrichment to stretch the uranium supply, these quantities may be sufficient to account for Dimona's fuel supply to the present date (1997). In combinazione con il riciclaggio di uranio, e l'eventuale uso di arricchimento per allungare la fornitura di uranio, questi quantitativi può essere sufficiente a Dimona conto per l'approvvigionamento di combustibile alla data attuale (1997).

    Israel can undoubtedly deploy nuclear weapons using its capable air force. Israele può indubbiamente dispiegare armi nucleari usando la sua forza aerea capace. The aircraft and crews dedicated to nuclear weapons delivery are located at the Tel Nof airbase. L'aereo e gli equipaggi dedicato alla consegna di armi nucleari si trovano presso la base aerea di Tel Nof. Originally the F-4 Phantom II acquired in 1969 was probably the designated carrier, today it would be the F-16. Originariamente il F-4 Phantom II, acquisita nel 1969 è stato probabilmente il vettore designato, oggi sarebbe l'F-16. The F-16 has an unrefueled radius of action of 1250 km, extending out to western Iran, the shores of the Black Sea, Riyadh, or the Libyan border. L'F-16 ha un raggio unrefueled d'azione di 1250 km, si estende per l'Iran occidentale, le coste del Mar Nero, Riyadh, o al confine libico. With refueling it can travel much farther of course, and an unrefueled one-way mission could take it as far as Moscow. Con il rifornimento di carburante può viaggiare molto più in là, naturalmente, e uno unrefueled missione modo potrebbe assumere come fino a Mosca.

    Israel also possesses medium-range ballistic missiles: the Jericho-1 (Ya-1 "Luz") with a 500 kg payload, and a range of 480-650 km (operational since 1973); and the Jericho 2 (either Ya-2 or Ya-3) with a 1000 kg payload and a range of over 1500 km (operational since 1990). Israele possiede anche medio-missili balistici: il Jericho-1 (Ya-1 "Luz") con un carico utile di 500 kg, e una serie di 480-650 km (operativa dal 1973) e il 2 Jericho (sia Ya-2 o Ya-3) con un carico utile di 1000 kg e una gamma di oltre 1500 km (operativa dal 1990). Under development is the Jericho-2B with a range of 2,500 km. In fase di sviluppo è la Gerico-2B con una gamma di 2.500 km. These missiles were almost certainly developed specifically as nuclear delivery systems (although chemical warheads cannot be ruled out). Questi missili sono stati quasi certamente sviluppato specificamente i sistemi di trasporto nucleare (anche se testate chimiche non può essere esclusa). About 50 Jericho-1s and 50 Jericho-2s are believed to have been deployed. Circa 50 Gerico-1 e 50 Gerico-2S si ritiene siano stati distribuiti. Israel also has a 100 or more US supplied Lance tactical missiles, with a range of 115 km (72 miles). Israele ha anche un 100 o più degli Stati Uniti Lance fornito missili tattici, con una gamma di 115 km (72 miglia). Although these were supplied with conventional warheads, they could have been outfitted with nuclear or chemical ones. Anche se questi sono stati forniti con testate convenzionali, avrebbero potuto essere dotato di quelle nucleari o chimiche.

    Jericho 1 Jericho 1
    This is believed to be named Luz and designated YA-1 by Israel. Questo si ritiene di non essere citati Luz e ha designato YA-1 da parte di Israele. It is based on the French missile MD-600 built by Dassault and was developed during the 1960s. Esso è basato sul missile francese MD-600 costruito da Dassault ed è stato sviluppato nel corso del 1960.

    Specifications Specifiche
    Length: 10 m Lunghezza: 10 m
    Width 1.0 m Larghezza di 1,0 m
    Launch weight 4500 kg Lancio del peso 4500 kg
    Propulsion: Two stage solid propellant Propulsione: a propellente solido a due fasi
    Range: 500 km Range: 500 km
    Payload: 500 kg Payload: 500 kg


    Jericho 2 Jericho 2
    Jericho-2 development is indigenous, and started soon after the Jericho-1 was deployed. Jericho-2 è lo sviluppo indigeno, e sono iniziati subito dopo la Gerico-1 è stato distribuito. Test launches began in 1986 and the first two had ranges of 465 km (1986) and 820 km (1987). Lanci di prova è iniziata nel 1986 e le prime due avevano gamme di 465 km (1986) e 820 km (1987). The Jericho-2 shares the first two stages of the civilian Shavit (Comet) space launch vehicle, which has launched Israel's four satellites, the Offeq-1, 2, and 3 reconnaissance satellites, and the Amos communications satellite. La Gerico-2 parti le prime due fasi del civile Shavit (Comet) veicoli di lancio nello spazio, che Israele ha lanciato quattro satelliti, il Offeq-1, 2 e 3 satelliti da ricognizione, e le comunicazioni via satellite Amos.

    Shavit space launch vehicle, Offeq-2 launch on 3 April 1990 (13 K) Veicolo di lancio spaziale Shavit, Offeq-2 di lancio il 3 aprile 1990 (13 K)


    Specifications Specifiche
    Length: 12 m Lunghezza: 12 m
    Width 1.2 m Larghezza di 1,2 m
    Launch weight 6500 kg Lancio del peso 6500 kg
    Propulsion: Two stage solid propellant Propulsione: a propellente solido a due fasi
    Range: 1500 km Range: 1500 km
    Payload: 1000 kg Carico utile: 1000 kg


    The Jericho 1 and 2 are deployed near Kfar Zachariah and Sderot Micha in the Judean foothills, about 23 km east of Jerusalem (and about 40 km southeast of Tel Aviv). Jericho 1 e 2 sono dispiegati nei pressi di Kfar Zaccaria e Sderot Micha ai piedi delle colline della Giudea, circa 23 km a est di Gerusalemme (e di circa 40 km a sud est di Tel Aviv). Located a few kilometers to the northwest is Tel Nof air base. Situato a pochi chilometri a nord-ovest è la base aerea di Tel Nof. Images of the missile complex made by commercial satellites have been published in recent years, and September 1997 Jane's Intelligence Review published a 3-D analysis of high resolution pictures taken by the Indian IRS-C satellite. Le immagini del complesso missilistico effettuato da satelliti commerciali sono stati pubblicati in questi ultimi anni, e nel settembre 1997 Jane's Intelligence Review ha pubblicato una 3-D di analisi delle immagini ad alta risoluzione presa dal satellite indiano IRS-C.

    The complex is compact - smaller than 6 km x 4 km. Il complesso è compatto - più piccolo di 6 km x 4 km. The missiles are mobile, being deployed on transporter-erector-launchers (TELs), and are based in bunkers tunneled into the side of the limestone hills. I missili sono mobili, corso di attivazione trasportatore lanciatori-erettore (TELS), e si basano in bunker tunnel nel fianco delle colline calcaree. There are no signs of missile silos. Non ci sono segni di silos dei missili. TELs require firm, accurately leveled ground in order to launch, and maximum missile accuracy requires pre-surveyed launch points. TELS richiedono impresa, accuratamente livellato a terra al fine di lancio, e la precisione dei missili richiede la massima pre-sondaggio punti di lancio. Consequently there are a number of prepared launch pads (paved culs-de-sac) connected to these bunkers by paved roads. Di conseguenza non vi sono una serie di rampe di lancio preparati (vicoli lastricata-de-sac) collegato a questi bunker da strade asfaltate. Images of an actual Jericho 2 TEL indicate that it is about 16 m long, 4 m wide, and 3 m high. Immagini di un vero e proprio Jericho 2 TEL indicare che si tratta di circa 16 m di lunghezza, 4 m di larghezza e 3 m di altezza. It is accompanied by three support vehicles (probably a power supply vehicle, a firing control vehicle, and a communications vehicle). E 'accompagnato da tre veicoli di supporto (probabilmente un veicolo di alimentazione, un veicolo di controllo di tiro, e un veicolo di comunicazione). The Zachariah missile base was enlarged between 1989 and 1993 during the Jericho-2 deployment. La base missilistica Zaccaria fu ampliata tra il 1989 e il 1993 durante la Gerico-2 distribuzione. A few kilometers north of Tel Nof is the Be'er Yaakov factory where the Jericho missiles and the Shavit are believed to have been manufactured. A pochi chilometri a nord di Tel Nof è la fabbrica di Be'er Yaakov in cui i missili Gerico e il Shavit si ritiene siano stati fabbricati.

    From its deployment location in central Israel the Jericho-1 missile can reach such targets as Damascus, Aleppo, and Cairo. Dalla sua posizione di distribuzione nel centro di Israele, il missile Jericho-1 possono raggiungere obiettivi come Damasco, Aleppo, e Il Cairo. The Jericho-2 can reach any part of Syria or Iraq, and as far as Teheran, and Benghazi, Libya. La Gerico-2 può raggiungere qualsiasi parte della Siria o l'Iraq, e per quanto riguarda Teheran, e Bengasi, in Libia. The Jericho-2B will be able to reach any part of Libya or Iran, and as far as southern Russia. La Gerico-2B sarà in grado di raggiungere qualsiasi parte della Libia e Iran, e per quanto riguarda la Russia meridionale. The short range of the Lance limits it mainly to battlefield use, although the Syrian capital of Damascus is in range from much of northern Israel. Il corto raggio delle Lance limiti principalmente per l'uso di battaglia, anche se la capitale siriana di Damasco è nel raggio d'azione da gran parte del nord di Israele. According to Jane's World Air Forces , Israel has three Jericho-equipped missile squadrons. Secondo Jane's World Air Forces, Israele ha tre Jericho attrezzate squadroni missile.

    Also located at the site are a group of 21 bunkers thought to contain nuclear gravity bombs. Trova anche sul sito sono un gruppo di 21 bunker pensato per contenere la gravità bombe nucleari. Five of the larger ones are about 15 m wide and 20 m long, and rise 6 m above ground. Cinque di quelli di maggiori dimensioni sono di circa 15 m di larghezza e 20 m di lunghezza, e di aumento del 6 m dal suolo.

    Israel has taken active steps to prevent nations that are officially at war with it from acquiring nuclear capabilities. Israele ha preso iniziative concrete per evitare che le nazioni che sono ufficialmente in guerra con essa da acquisire capacità nucleari. The bombing of the Osiraq reactor in Iraq in 1981 is the most famous case, but an earlier sabotage of the reactor core in France prior to shipment is probably attributable to Mossad. Il bombardamento del reattore di Osiraq in Iraq nel 1981, è il caso più famoso, ma un sabotaggio prima del nocciolo del reattore in Francia prima della spedizione è probabilmente imputabile al Mossad.

    Israel's official policy is that it will not be the first nation to introduce nuclear weapons into the Middle East. Politica ufficiale di Israele è che non sarà il primo paese a introdurre armi nucleari in Medio Oriente. In contrast to the coy hinting of some undeclared weapon's states, Israel thus actively denies possessing nuclear weapons. In contrasto con la ritrosa accennando degli Stati un'arma sommerso, Israele nega così attivamente in possesso di armi nucleari. Its obvious capability in this regard has thus established de facto deterrence, while minimizing (but not eliminating) domestic and international controversy. La sua capacità evidente a questo proposito è così stabilito de facto deterrenza, riducendo al minimo (ma non eliminando) polemiche nazionali e internazionali.

    http://nuclearweaponarchive.org/Israel/index.html
    Ultima modifica di Unghern Kahn; 09-03-10 alle 12:39

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    Predefinito Rif: I segreti dell'arsenale nucleare israeliano

    President Obama's efforts to curb the spread of nuclear weapons threaten to expose and derail a 40-year-old secret U.S. agreement to shield Israel's nuclear weapons from international scrutiny, former and current U.S. and Israeli officials and nuclear specialists say.

    The issue will likely come to a head when Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu meets with Mr. Obama on May 18 in Washington. Mr. Netanyahu is expected to seek assurances from Mr. Obama that he will uphold the U.S. commitment and will not trade Israeli nuclear concessions for Iranian ones.

    Assistant Secretary of State Rose Gottemoeller, speaking Tuesday at a U.N. meeting on the nuclear Non-Proliferation Treaty (NPT), said Israel should join the treaty, which would require Israel to declare and relinquish its nuclear arsenal.

    "Universal adherence to the NPT itself, including by India, Israel, Pakistan and North Korea, ... remains a fundamental objective of the United States," Ms. Gottemoeller told the meeting, according to Reuters.

    RELATED MATERIAL:
    • Sidebar: America has protected Israeli nuke program for 40 years
    • Click here to see the National Security Archives at George Washington University.
    • Click here to download the May 4 statement by Iran's Deputy Foreign Minister at the Third Session of the Preparatory Committee of 2010 NPT Review Conference.
    • Click here to download a PDF of a memo that has been declassified by the Nixon library.

    She declined to say, however, whether the Obama administration would press Israel to join the treaty.

    A senior White House official said the administration considered the nuclear programs of Israel and Iran to be unrelated "apples and oranges."

    Asked by The Washington Times whether the administration would press Israel to join the NPT, the official said, "We support universal adherence to the NPT. [It] remains a long-term goal."

    The official spoke on the condition of anonymity because of the sensitivity of the issue.

    Avner Cohen, author of "Israel and the Bomb" and the leading expert outside the Israeli government on the history of Israel's nuclear program, said Mr. Obama's "upcoming meeting with Netanyahu, due to the impending discussions with Iran, will be a platform for Israel to ask for reassurances that old understandings on the nuclear issue are still valid."

    For the past 40 years, Israel and the U.S. have kept quiet about an Israeli nuclear arsenal that is now estimated at 80 to 200 weapons. Israel has promised not to test nuclear weapons while the U.S. has not pressed Israel to sign the nuclear NPT, which permits only five countries - the U.S., France, Britain, China and Russia - to have nuclear arms.

    The U.S. also has opposed most regional calls for a "nuclear-free Middle East." The accord was forged at a summit between Israeli Prime Minister Golda Meir and President Nixon on Sept. 25, 1969, according to recently released documents, but remains so secret that there is no explicit record of it. Mr. Cohen has referred to the deal as "don't ask, don't tell," because it commits both the U.S. and Israel never to acknowledge in public Israels nuclear arsenal.

    When asked what the Obama administration's position was on the 1969 understanding, the senior White House official offered no comment.

    Over the years, demands for Israel to come clean have multiplied.

    The Iran factor

    Iranian leaders have long complained about being subjected to a double standard that allows non-NPT members India and Pakistan, as well as Israel, to maintain and even increase their nuclear arsenals but sanctions Tehran, an NPT member, for not cooperating fully with the International Atomic Energy Agency (IAEA), the U.N. nuclear watchdog.

    On Monday, Iranian Deputy Foreign MinisterMohammad Ali Hosseini told a U.N. meeting preparing for a major review of the NPT next year that nuclear cooperation by the U.S., France and Britain with Israel is "in total disregard with the obligations under the treaty and commitments undertaken in 1995 and 2000, and a source of real concern for the international community, especially the parties to the treaty in the Middle East."

    The Obama administration is seeking talks with Iran on its nuclear program and has dropped a precondition for negotiations that Iran first suspend its uranium enrichment program.

    "What the Israelis sense, rightly, is that Obama wants to do something new on Iran and this may very well involve doing something new about Israel's program," said Henry Sokolski, executive director of the Nuclear Nonproliferation Policy Education Center, a Washington think tank.
    Bruce Riedel, a former senior director for the Middle East and South Asia on the White House National Security Council, said, "If you're really serious about a deal with Iran, Israel has to come out of the closet. A policy based on fiction and double standards is bound to fail sooner or later. What's remarkable is that it's lasted so long." Mr. Riedel headed the Obama administration's review of strategy toward Afghanistan and Pakistan but does not hold a permanent administration position and has returned to private life as a scholar at the Brookings Institution.

    The open secret

    Elliott Abrams, deputy national security adviser for the George W. Bush administration, said that administration resisted international efforts to pressure Israel on the nuclear front.

    "We did not want to accept any operational language that would put Israel at a disadvantage and raise the question of whether Israel was a nuclear power," he said. "That was not a discussion that we thought was helpful. We allowed very general statements about the goal of a nuclear-free Middle East as long that language was hortatory."

    Israel began its nuclear program shortly after the state was founded in 1948 and produced its first weapons, according to Mr. Cohen's book, on the eve of the 1967 Six-Day War. Israeli defense doctrine considers the nuclear arsenal to be a strategic deterrent against extinction. But its nuclear monopoly is increasingly jeopardized by Iranian advances and the possibility that Iran's program could trigger a nuclear arms race in the region.

    Israel's arsenal has also been an open secret for decades, despite the fact that Israeli law forbids Israeli journalists from referring to the state's nuclear weapons unless they quote non-Israeli sources.

    In 1986, the Israeli nuclear scientist, Mordecai Vanunu disclosed in the Sunday Times of London photographs and the first insider account of Dimona, the location of Israels primary nuclear facility. Israel responded by convicting him of treason. He was released in 2004 after spending 18 years in prison but has continued to talk about the program on occasion. The government has barred Mr. Vanunu from leaving Israel.

    'Nuclear-free' zone

    References to a "nuclear-free Middle East," meanwhile, have cropped up increasingly in international resolutions and conferences. For example, the 1991 U.N. Security Council Resolution 687, which sanctioned Saddam Hussein's Iraq, noted "the objective of achieving balanced and comprehensive control of armaments in the region." More recently, a March 2006 IAEA resolution, in referring Iran to the Security Council, noted "that a solution to the Iranian issue would contribute to global nonproliferation efforts and to realizing the objective of a Middle East free of weapons of mass destruction."

    U.S. allies Egypt and Saudi Arabia also have pressed the U.S. to link Israel's weapons to Iran's as part of a plan to implement a nuclear-free Middle East.

    EXCLUSIVE: Secret U.S.-Israel nuclear accord in jeopardy - Washington Times

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    Predefinito Rif: I segreti dell'arsenale nucleare israeliano

    All'ombra del nucleare
    A cura di Laura Scafati
    Popobawa.it - Il portale del mistero - Paranormale, Esoterismo, Parapsicologia - Popoblog, Fatti Misfatti Verità Nascoste

    Una guerra annunciata da tempo si sta profilando all’orizzonte.
    I media hanno assunto ancora una volta il loro ruolo tradizionale- soffiando sul fuoco- ma nessuno sembra avere intenzione di mettere in luce le trame nascoste del Potere.
    In tutto questo baillame di notizie divulgate con l’unico scopo di presentarci l’Iran come uno spauracchio pericoloso da annientare in tutti i sensi, i media hanno dimenticato che, già nel marzo 2003, lo spazio aereo iraniano fu violato dagli americani, che bombardarono molte raffinerie per poi imputare il tutto ad una rotta sbagliata di missili da crociera.
    Niente di più falso dal momento che la raffineria di petrolio di Abadan era l’obiettivo principale senza contare che apparve subito una scelta ben precisa per testare la difesa aerea iraniana.
    Che la scelta iraniana di potenziare il proprio programma nucleare potrebbe essere una legittima conseguenza agli attacchi subiti ed usata come arma a difesa del proprio territorio non viene nemmeno tenuta in conto.
    Oppure le ragioni dell’accelerazione del piano nucleare potrebbero essere viste nel contesto delle varie trame aperte in Asia Centrale relative alla guerra degli oleodotti, che si è aperta nel Caucaso e nelle Repubbliche asiatiche e non è ancora terminata.

    Non è un mistero, infatti, che tra gli obiettivi dichiarati dal “ Silk Road Strategy Act” statunitense c’era proprio quello di tagliare fuori dai corridori energetici sia la Russia come l’Iran e il progetto di costruzione di basi militari statunitensi in Afganistan, Uzbekistan e Pakistan, corrisponde pienamente a tali disegni strategici.
    Le motivazioni iraniane possono essere molteplici, ma una cosa è certa: il copione si sta ripetendo con l’unica differenza che, questa volta, non è l’Iraq di Saddam ad essere un potenziale nemico, ma un Paese che potrebbe presentare delle brutte sorprese per chiunque ne tenti l’invasione.
    A questo punto c’è da chiedersi quali siano le prove in mano all’Amministrazione Bush atte a dimostrare che l’Iran rappresenti davvero un nemico pericolosissimo per i propri vicini e per il mondo intero.
    Fino a questo momento – almeno per quanto mi risulta- non esiste nulla che possa fornire la certezza che questa Nazione sia in possesso delle centrifughe necessarie per arricchire l’uranio e renderlo materiale adatto alla costruzioni di armi mentre il capo della IAEA Mohammed El Baradei ha ripetutamente dichiarato che il suo team di ispettori non ha trovato niente per corroborare le asserzioni degli USA o quelle di Israele.

    E allora perché tanto accanimento da parte di una nazione come gli Stati Uniti, che sta sviluppando un nuovo regime di armi nucleari da utilizzare a bassa potenza per distruggere bunker sotterranei e che considera l’uso di tali armi come parte integrante della propria strategia per la sicurezza globale?
    Perché tanta voglia di censurare mentre è chiaro a tutti che i progetti americani in corso tendono a cancellare la distinzione tra guerra nucleare e guerra convenzionale dal momento che hanno provocato delle vere e proprie distruzioni di massa attraverso l’uso massiccio dei proiettili a uranio impoverito?
    E’ bene ricordare che gli USA stanno rinnovando radicalmente il proprio arsenale strategico con testate nucleari nuove, più efficaci e pericolose.
    Nel folle bilancio militare del Pentagono la spesa per tali armi ha superato di gran lunga la spesa annuale media dei decenni della Guerra fredda.

    Ed allora? Cosa c’è sotto a tanta voglia di Guerra?
    Forse una possibile risposta potrebbe essere l’applicazione del Project for a New American Century ( progetto per un nuovo secolo americano) che sosteneva l’idea di integrare le risorse iraniane nel sistema globale e allo stesso tempo di eliminare gli avversari politici di Israele nella regione.
    Un progetto di novanta pagine - ideato dal PNAC - un’associazione creata nel 1997 che ha avuto come unico scopo quello di sviluppare un piano per sottomettere l’intero pianeta- che è stato pubblicato nel 2000 e poi reso visibile attraverso il sito Welcome to the Project for the New American Century.
    Guarda caso il testo del rapporto fu redatto da: Dick Cheney, Donald Rumsfeld, Paoul Wolfowitz, Jeb Bush e Lewis Libby; nomi che abbiamo tristemente imparato a conoscere negli ultimi anni.
    E’ palese che l’amministrazione Bush sia seriamente impantanata in Iraq ed ancora lontana dal raggiungimento degli obiettivi strategici prefissati.
    La tabella di marcia del Nuovo Secolo americano deve fare i conti con la resistenza di popoli e di Stati all’egemonia globale USA.

    D’altro canto, le fortissime pressioni israeliane per mettere in moto le operazioni contro l’Iran sono fortissime.
    L’Iran è diventato un obiettivo prestigioso il cui raggiungimento porterebbe un fortissimo rialzo alla politica egemonica di Bush e all’apertura verso le tante agognate fonti petrolifere.
    La situazione è talmente bollente da far temere sul serio un attacco americano a cui potrebbe aggiungersi Israele.
    Un attacco dalle conseguenze disastrose nel caso l’Iran dovesse rispondere con la forza perché ci sarebbe da temere l’evolversi di una guerra nucleare
    Possibile mai che i “Signori” della guerra non abbiano preventivato tale catastrofe? Senza contare che – in caso di guerra- i mercati potrebbero scendere in picchiata e i rifornimenti di petrolio potrebbero venire interrotti a tempo indefinito.
    Si può addirittura ipotizzare che un possibile attacco potrebbe fornire agli Sciiti iracheni la scusa per formare un’alleanza con la resistenza sostenuta dai Sanniti e dare luogo ad una vera e propria occupazione quasi invincibile del territorio iracheno a cui si potrebbero aggiungere delle vere e proprie Jihad sponsorizzate dai Mullah contro gli interessi commerciali americani e dei loro alleati.

    Scenari apocalittici a cui spero di non assistere mai anche se il pericolo di un nuovo Olocausto esiste; è voluto e diretto da coloro che hanno fatto dell’egemonia mondiale il loro principale scopo.
    L’Iran è indubbiamente un Paese che presenta mille problematiche, ma che gli Stati Uniti stiano agendo in malafede è dimostrato dal fatto che tacciono da sempre sul nucleare israeliano mentre usano quello iraniano per scatenare un’occupazione forzata.
    Israele, divenuta la quinta potenza nucleare mondiale dal momento che possiede: armi chimiche e biologiche; un arsenale atomico molto sofisticato ed una strategia aggressiva da farla apparire come una reale minaccia alla pace e alla stabilità in Medio Oriente non desta nessun tipo di preoccupazione.

    Bella prova d’incoerenza da parte della Nazione più potente del Mondo!
    Ci saranno di sicuro delle motivazioni, che partono dal fatto che fin dall’inizio del programma nucleare israeliano, nel 1940, sotto la direzione di Ernst Bergmann ( “il padre della bomba israeliana” che nel 1952 creò la Commissione Israeliana dell’Energia Atomica) gli USA ne sono stati pesantemente coinvolti al punto da addestrare scienziati nucleari israeliani e fornendo tecnologia nucleare incluso un piccolo reattore per la “ ricerca” nel 1995 nell’ambito del programma “ Atomi per la pace”.

    Qualcuno addirittura ipotizzò che una Società americana “ Nuclear Material and Equipment Corporation ( NUMEC)” avesse deviato centinaia di libbre di uranio arricchito a Israele dalla metà degli anni 50 alla metà degli anni 60. Nonostante varie inchieste della CIA e dell’FBI e molte udienze del Congresso, nessuno è stato perseguito e tutto è stato messo a tacere ( fonte: New York Times)
    Intanto, Israele ha continuato ad intensificare il suo programma nel più completo disinteresse mondiale, che ha aiutato la sua politica di “ oscuramento” fino a quando non sono esplose le rivelazioni di Mordechai Vanunu - un tecnico nucleare che lavorava nel complesso di Dimona- pubblicate, nel 1986, dal londinese Sunday Times con le foto di tutti gli impianti nucleari israeliani.
    Rivelazioni, che portarono alla scoperta che questo Paese possedeva ben 200 bombe termonucleari miniaturizzate e produceva 1.2 chili di plutonio a settimana.
    Poi, come sempre avviene in questi casi, Vanunu fu rapito a Roma da agenti del Mossad e portato in Israele dove fu processato per tradimento da una Corte di sicurezza segreta e condannato a scontare 18 anni di prigione nel più completo isolamento.
    Del caso si occupò in varie occasioni Amnesty International mentre i media mondiali hanno continuato a ignorare qualsiasi notizia relativa allo Stato di Israele in campo nucleare.

    Non nascondo che una tale politica di disinteresse mi ha destato dei seri sospetti, che sono divenuti certezza dopo aver visionato tutte le varie fasi, che hanno accompagnato tale espansione nucleare.
    Per dirla nella maniera più semplice possibile: gli Stati Uniti sono stati complici silenziosi di quanto si stava preparando nel silenzio dei laboratori e in alcuni casi hanno creato una vera e propria cortina fumogena per occultare la Verità quasi a riprova che l’unico nemico temuto sia proprio lo Stato d’Israele di cui l’America sembra essere divenuta quasi uno Stato satellite.
    E’ significativo, a tale proposito, ricordare un promemoria del governo USA dell’ottobre 1969, che faceva intendere che il possesso da parte di Israele di impianti per la fabbricazioni di armi nucleari non costituiva un problema per il governo americano. Addirittura si raccomandava agli ispettori degli impianti israeliani di non causare controversie e non manifestare disaccordo con la volontà degli ospiti.
    Con il passare degli anni, Israele è divenuta una potenza nucleare ed un Paese trasformato in una discarica avvelenata dalle scorie e tutto questo senza che gli Stati Uniti abbiano mai mosso nessun tipo di accusa o censura….Strano davvero!

    Confesso di provare, oltre alle normali perplessità, un vero terrore al solo pensiero che Israele e gli Stati Uniti siano uniti nella lotta al nucleare iraniano!
    E mi ha letteralmente lasciato interdetta quanto affermato, il 19 gennaio, dal presidente Jacques Chirac, che parlando di fronte al corpo militare di stanza nella base per sottomarini atomici di l’Ile Longue in Bretagna, ha sostenuto che la Francia , sottoposta alla minaccia di un attacco ai propri interessi vitali da parte di uno Stato sostenitore del terrorismo, potrebbe reagire in modo convenzionale oppure mediante l’uso di armi atomiche. E tutto questo dopo che il trio europeo costituito da: Gran Bretagna, Germania e Francia non era risuscito a convincere le autorità iraniane ad abbandonare il loro propositi atomici malgrado le ripetute minacce americane ed israeliane di lanciare attacchi contro le loro installazioni nucleari.
    A quanto pare, la Francia si è coalizzata con gli Stati Uniti ed Israele.
    Inoltre, è di poche ore la notizia che l’ Unione europea, Stati Uniti, Russia e Cina si sono accordati per deferire l’Iran all’Onu attraverso il Consiglio dell’Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica)
    Un alto responsabile americano fa notare che Russia e Cina - inizialmente riluttanti - si sono unite alla posizione di Stati Uniti, Francia, Germania e Gran Bretagna: “E' il messaggio più forte che avremmo potuto sperare” ha commentato il responsabile Usa.
    Intanto, l’Iran - per non essere da meno - ha minacciato che sospenderà ogni ispezione dell'Onu nelle sue centrali atomiche e riprenderà il programma di arricchimento dell'uranio se sarà deferito al Consiglio di sicurezza dell'Onu come deciso dai cinque membri permanenti del Consiglio.

    I venti di guerra soffiano sempre più forti!
    Che i rapporti tra Iran, Stati Uniti ed Israele non siano buoni è cosa nota, ma è giusto ricordare i ripetuti tentativi delle varie amministrazioni repubblicane (e degli israeliani) di utilizzazione dell’Iran per i loro giochi di destabilizzazione in Medio Oriente.
    Nonostante la crisi degli ostaggi che costò la rielezione a Carter nel 1980 e nonostante l’Iran degli ayatollah definisse gli USA “Il Grande Satana”, sono note sia operazioni triangolari come l’Iran-Contras sia il doppio gioco degli USA per scatenare l’Iran contro l’Iraq e viceversa nella devastante guerra che ha dissanguato i due paesi tra il 1980 e il 1988.
    Come è doveroso ricordare che la dottrina di Bush sancisce il diritto dell’unica superpotenza di intervenire militarmente a proprio insindacabile giudizio ovunque, quando lo ritenga opportuno e con qualunque mezzo.
    Mi viene spontaneo parafrasare un vecchio detto” tra i due litiganti, il terzo gode” solo che, in questo caso, il terzo saremmo Noi e se venissimo catapultati in una guerra nucleare non credo ci sarebbe tanto da godere!
    Per questo motivo dobbiamo prestare attenzione a tutto quanto ci viene propinato come “ oro colato” senza mai dimenticare che “ nulla è mai come appare”.
    La situazione attuale è pericolosissima per il futuro del mondo e non sarebbe male che le nostre Voci si alzassero in coro in modo pacifico per scandire il nostro dissenso prima che i giochi siano tragicamente portati a termine.


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    Predefinito Rif: I segreti dell'arsenale nucleare israeliano

    Una serie di video interessanti sul programma nucleare israeliano:


    http://video.it.msn.com/watch/video/...leare/6hq2rjgh
    Ultima modifica di Unghern Kahn; 09-03-10 alle 13:47

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    Predefinito Rif: I segreti dell'arsenale nucleare israeliano

    Israele possiede 150 ordigni nucleari - parla l'ex presidente Usa Jimmy Carter:


    Jimmy Carter: ''Israele possiede 150 bombe nucleari'' // Current

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    Predefinito Rif: I segreti dell'arsenale nucleare israeliano

    Il video dell'intervista a Mordechai Vanunu, il fisico nucleare israeliano rapito dal mossad che rivelò al mondo i segreti del reattore di Dimona:



    Intervista Video a Mordechai Vanunu - Video interview with Mordechai Vanunu

 

 
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