Chiedono il pizzo al cantiere edile: arrestati
Presi dai carabinieri con la mazzetta in mano. L’accusa è di estorsione
Silla Pighetti, consigliere comunale leghista a Scarlino, e Giorgio Crea, il celebre «sindaco di Marina», presi con la mazzetta
GROSSETO. La notizia è clamorosa, e ieri pomeriggio ha cominciato a viaggiare di telefonino in telefonino alla velocità della luce: Marina di Grosseto, d’improvviso, s’è trasformata nella Milano dei primi anni ‘90, quella di Tangentopoli e degli agguati che il pool di Mani Pulite tendeva ai furbacchioni.
Come l’ormai leggendario Mario Chiesa, infatti, due notissimi personaggi grossetani sarebbero stati pizzicati e arrestati con le mani nella marmellata. Anzi, con la mazzetta fra le mani, appena ricevuta da un imprenditore edile al quale i due avrebbero chiesto il "pizzo".
Gli arrestati hanno nomi ultraconosciuti: si tratta infatti di Silla Pighetti, geometra e consigliere comunale della Lega Nord a Scarlino; e Giovanni Crea, meglio noto come "Mario", o più ancora come "il sindaco di Marina" per il ruolo carismatico che, da ex barbiere, ha sempre svolto all’interno delle vicende grandi e piccole della comunità della frazione.
L’accusa a carico di Pighetti e Crea ha dell’incredibile, e ovviamente i due avranno tempo di dimostrare la loro eventuale estraneità alla faccenda. In ogni caso i carabinieri li hanno arrestati per estorsione: avrebbero insomma preteso soldi da un costruttore, in cambio di "protezione" e tranquillità nel futuro del cantiere.
La vicenda avrebbe avuto inizio poco più di una settimana fa. Pighetti e Crea, ancora non è chiaro a che titolo, si sarebbero presentati in un cantiere di via del Tombolo, a Marina, dove è in costruzione una villetta bifamiliare. Qui avrebbero chiesto al costruttore diecimila euro in contanti, da pagare per evitare "intoppi" e brutte sorprese burocratiche. Il costruttore, a quanto sembra, avrebbe finto di stare al gioco, consegnando addirittura una prima tranche di 5mila euro ai due. Dopodiché si sarebbe precipitato dai carabinieri a denunciare la faccenda.
Così, d’accordo con i militari, sarebbe scattata la trappola. Il costruttore avrebbe dato appuntamento a Crea e Pighetti per il pomeriggio di ieri, di nuovo nel cantiere, per la consegna della seconda tranche. I due si sono ripresentati puntuali, e puntuali sono scattate per entrambi le manette. L’appuntamento, infatti, era un trappola coordinata con i carabinieri, che avrebbero proceduto all’arresto dopo aver trovato la cospicua mazzetta, fresca di consegna, nella disponibilità dei due.
Una vicenda clamorosa, insomma, che riporta indietro nel tempo, agli anni di Tangentopoli. E ovviamente una vicenda ancora tutta da chiarire. Sta di fatto che ieri tra Grosseto e Scarlino non si parlava d’altro. Anche perché, come politico leghista, Pighetti è da tempo attivissimo nel polemizzare contro tutto e contro tutti.




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