accidenti, sembra di leggere quello che diciamo in centinaia di migliaia nel sud Sardinnya!!!![]()
da http://www.messaggeroveneto.quotidia...udg/udg13.html
La Gramatica pratica
da lenga furlana
Sono ansioso e quindi curioso di poter consultare, grazie all’iniziativa del nostro giornale, la Gramatica pratica da lenga furlana. Come si vede, l’ho descritta in maniera un po’ diversa, cioè l’ho scritta come mi hanno insegnato a parlare mia madre e mio padre. Ha un bel dire la vicepresidente e assessore alla cultura della nostra Regione, Alessandra Guerra, di «grafia normalizzata» e di «regole democratiche», ma, spero, non vorrà fare violenza su un carnico, imponendogli, al di là delle regole grammaticali, di scrivere in friulano. Non scriverò mai spète co vjôt, scriverò sempre spiéta chi jôt. Imporre ai carnici di scrivere secondo la grafia ufficiale significa fare violenza sulla loro cultura, sulla loro storia. È noto che esistono differenze, anche se non sostanziali, nelle parlate delle varie vallate carniche, nella valle del Bût si parla in modo differente rispetto alla val Degano, così come nella val Pesarina o nell’alta val Degano o nell’alta val Tagliamento, per non dimenticare la conca tolmezzina.
Ben venga la grammatica, poi ognuno la adatti alla propria parlata. Se così non fosse, una buona parte della nostra cultura sarebbe sacrificata sull’altare della grafia normalizzata, sull’altare degli standard di comprensione. Per comprenderci non serve la grafia unica, io ho bisogno di conoscere la grammatica per poi scrivere come parlo, sì proprio per scrivere, cosa che nessuno finora mi ha mai insegnato. Il buonsenso pratico sta proprio nell’adattare le regole a un modo di esprimersi diverso, così come il friulano vuole distinguersi dall’italiano, così il carnico vuole mantenere la sua caratteristica rispetto al friulano. Nell’altro.
Tita De Stalis
Ravascletto




Rispondi Citando
