http://www.repubblica.it/2007/04/sez...ta-cinesi.html
CRONACA Invia
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Quasi una guerriglia urbana nel popolare quartiere di via Sarpi
Tutto è nato dalla multa a una commerciante che scaricava merci fuori orario
Milano, rivolta a Chinatown
Scontri, feriti e auto distrutte
La protesta è degenerata. Solo intorno alle 14 le cariche sono cessate
Il console cinese: "Sono qui per proteggere gli interessi legali della zona"
Un'immagine degli scontri nella zona tra via Sarpi e via Niccolini
MILANO - Corteo con bandiere, cariche della polizia, feriti, auto distrutte. La rivolta di circa trecento cinesi è scoppiata nella piccola "Chinatown" di Milano nella zona di via Sarpi. I disordini sono scoppiati quando la polizia ha multato una commerciante cinese che aveva scaricato merci fuori orario. La protesta della donna, molto veemente, ha scatenato una reazione violenta da parte dei connazionali accorsi. Rapidamente, la protesta si è trasformata in una specie di guerriglia urbana con cariche e contrattacchi. La donna sarebbe stata fermata per controlli e in seguito rilasciata.
Un primo bilancio degli scontri è di 5 feriti tra i manifestanti cinesi mentre il vice sindaco Riccardo De Corato ha dichiarato che sono 14 i vigili rimasti feriti. Nove degli agenti feriti sono ricoverati al Fatebenefratelli, 3 in radiologia mentre 6 stanno terminando il rapporto per poi essere medicati. Inoltre 4 agenti della polizia di Stato risultano contusi.
La "battaglia" è proseguita per diverso tempo con i gruppi di cinesi in rivolta che si rifiutavano di lasciare la sede stradale. Due auto della polizia sono state distrutte e ribaltate. Danneggiate anche altre macchine in sosta. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto un agente colpire un ragazzo con il calcio della pistola. In via Niccolini, un centinaio di cinesi sono praticamente asseragliati e sventolano bandiere della Cina.
"Tutti i giorni mi fanno una multa" ha dichiarato Ling Xiu, una commerciante della zona, cercando di spiegare le ragioni della protesta. "Noi siamo qui per lavorare. Non siamo mafiosi, non uccidiamo nessuno, lavoriamo e basta pagando le tasse. Lei mi deve spiegare perché tutti i giorni i vigili mi fanno una multa. Glielo dico io perché, perché la polizia vuole il male dei cinesi. Infatti gli italiani possono lavorare, ma a noi lo impediscono. E adesso mi hanno chiuso il negozio, come faccio a dare da mangiare ai miei figli? A pagare l'affitto di casa?".
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Una donna italiana ha raccontato di essersi "ritrovata tra bottiglie che volavano, auto dei vigili distrutte, persone che rovesciavano una macchina parcheggiata. La reazione è stata davvero molto violenta". A parlare è Loredana Cerrato, dell'associazione Vivisarpi, residente in via Giusti. "Sono uscita di casa per andare incontro a mio figlio, che frequenta le medie e non lo vedevo ancora arrivare. In mezzo a via Niccolini - ha spiegato la donna - mi sono trovata in mezzo ai tafferugli, con autoambulanze che andavano e venivano. Appena ho recuperato mio figlio siamo corsi a casa. Ora siamo bloccati qui".
Intorno alle 14 le cariche sono cessate, ma la tensione resta alta. Per terra i segni degli scontri con bottiglie rotte e cestini divelti. Intorno alle 15, un centinaio di cinesi, soprattutto giovani, ha cercato di avviare un corteo di protesta con uno striscione e diverse bandiere rosse della Repubblica Popolare. Sullo stricione c'è scritto: "Violenze e abusi sulla comunità cinese". Il corteo non è autorizzato e alla sua testa si registrano brevi momenti di nervosismo con la polizia. La tensione è tornata a crescere quando una donna italiana ha apostrofato il corteo: "Ma cosa fate? Ma non
vedete che avete combinato? Ma non vedete che deve passare l'autobus?". Le frasi hanno riacceso dopo la tensione, dopo che la situazione si era al momento stabilizzata. La donna e' stata rincorsa da alcuni cinesi e si e' rifugiata nel portone aperto di un palazzo al civico 7, mentre qualcuno le lanciava addosso una bottiglietta di plastica piena d'acqua. Sono inoltre volate parole dure da parte di un giovane italiano contro un cinese che lo aveva scontrato camminando: "Se mi sfiori un'altra volta ti ammazzo", ha gridato l'italiano, facendo fuggire l'immigrato. Ora la situazione si è normalizzata di nuovo. La donna è rimasta chiusa nel palazzo. Davanti ci sono sei poliziotti in tenuta antisommossa. Nel frattempo il corteo si è trasformato in presidio, bloccando il traffico quasi in tutta la zona.
Sulla vicenda è intervenuto il console cinese Limin Zhang, arrivato nella zona degli scontri: "Questo episodio non è casuale. Sono due mesi che siamo sottoposti a una forte pressione - ha dichiarato ai giornalisti - "Aspettiamo la liberazione della donna - ha dichiarato - perché la situazione si calmi. Voglio sapere chi ha sbagliato, sono qui per capire, e per proteggere gli interessi legali dei commercianti cinesi che pagano le tasse e sono in regola". Il console ha sottolineato che le continue multe ai commercianti cinesi che trasportano le merci con carrelli e carrellini, i numerosi divieti di sosta fatti dalla polizia municipale, i posti di controllo lunga via Paolo Sarpi, l'arteria principale del quartiere, avrebbero esasperato gli animi. "Da due mesi - ha dichiarato - vige il nuovo divieto di usare i carrelli in strada. In tutta la citta' sapete voi in quale zona hanno vietato l'uso dei carrelli? Ci sono persino in Galleria Vittorio Emanuele, li ho fotografati, e in corso Buenos Aires".
Intanto il sindaco Letizia Moratti ha annunciato un incontro con la stampa alle 17 a palazzo Marino
(12 aprile 2007) Torna su
certo che per fare incazzare i cinesi,ce ne vuole.ma alla fine a furia di rompergli i coglioni reagiscono anche loro.mi chiedo se i vigili milanesi siano tanto zelanti nei confronti dei commercianti autoctoni o noon si tratti di un episidio di becero razzismo.
io sto con i cinesi




Un'immagine degli scontri nella zona tra via Sarpi e via Niccolini
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