Iran/Usa- Secondo il network americano Abc, miliziani sunniti di Jundallah, i «soldati di Allah», partono dal Pakistan - dove gia infuriano i combattimenti nei «territori tribali» al confine - per andare a fare, con il sostegno degli Stati Uniti e l'appoggio degli 007 di Washington attentati in Iran.
La Cia balbetta mentre dall'amministrazione Bush non è ancora arrivata una smentita secca del lungo servizio giornalistico, preparato da Brian Ross e Christopher Isham, che la Abc ha trasmesso la scorsa settimana sul sostegno che gli Stati uniti offrono a Jundallah (Soldati di Allah), una organizzazione estremista sunnita che, partendo dalla regione pakistana ricca di gas del Beluchistan, compie attentati sanguinosi in territorio iraniano.
Un appoggio di cui, hanno riferito alla Abc fonti governative pakistane, hanno discusso il presidente pakistano Pervez Musharraf e il vice presidente Americano Dick Cheney durante il loro incontro a febbraio.
"Di solito non commentiamo le conversazioni tra il vicepresidente e i leader stranieri"si è limitata ad affermare la portavoce Usa Megan McGinn.
Il servizio della Abc ha confermato la linea americana che da un lato condanna il terrorismo e in nome della lotta contro di esso invade altri paesi, e dall'altro lo sostiene contro gli stati che considera nemici, come l'Iran. L'oscura organizzazione terroristica "Jundallah", che con attentati cerca di destabilizzare la regione iraniana del Baluchistan e le altre regioni iraniane abitate da baluchi, è finanziata dagli Usa, i suoi "aderenti" (si fa x dire) nell'ideologia e nel modo di combattere assomigliano molto ai talebani.
Il suo capo e fondatore (nel 2003), Abdel Makel Rigi, è infatti un ex talebano con un passato di narcotrafficante che si vanta di aver personalmente decapitato lo scorso anno alcuni degli otto militari iraniani fatti prigionieri dai suoi uomini. Due mesi fa una autobomba lanciata contro un autobus di pasdaran (guardie della rivoluzione) a Zahedan, capoluogo della provincia di Sistan-Baluchistan (una regione dove negli ultimi 25 anni quasi 4mila persone sono morte nella guerra condotta dall'Iran contro i narcotrafficanti), che ha ucciso 11militari e ferito altri 31, è stata rivendicata da Jundallah: i pasdaran si accingevano a dare il cambio ai loro commilitoni quando sono stati raggiunti da intense raffiche di mitra. Il gruppo terrorista sostiene inoltre di avere nelle sue mani altri soldati e ufficiali dell'esercito iraniano e minaccia di ucciderli.
Dopo la strage di Zahedan, il Centro studi strategici statunitense Stratfor aveva indicato che dietro quell'attentato e altre attività armate contro Teheran potrebbe esserci la mano di Washington, interessata a gettare benzina sul fuoco della rivolta etnica e religiosa in modo mettere sotto pressione il regime iraniano. Non sarebbe perciò un caso che l'anno scorso, soprattutto nelle zone orientali dell'Iran, si siano verificati attentati contro soldati e rappresentanti governativi.
I finanziamenti per i separatisti baluchi e di altre etnie verrebbero dal bilancio riservato della Cia e Fred Burton, un ex agente del dipartimento di stato, ha dichiarato che «gli ultimi attentati verificatisi in Iran hanno visto il coinvolgimento statunitense nell'approvvigionamento e la formazione delle minoranze etniche iraniane per destabilizzare il regime». Teheran denuncia che le armi usate nell'attentato di febbraio erano di costruzione britannica e Usa. Il capo del think tank neocon «Sicurezza globale» di Washington, John Pike, da parte sua ha commentato: «Le attività dei gruppi etnici si sono surriscaldate negli ultimi due anni.
Fonte: "Il Puro Islam" www.ilpuroislam.net




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