Un recente articolo dell'esilarante "letrusco" contro la politica della Sinistra a Perugia.

La politica perugina e le canzoni di Gianni Morandi.

Oggi parlo di politica. Finalmente qualcuno ci da ragione. Occorre cambiare. Se a Perugia le cose vanno male, c’è bisogno di qualche volto nuovo, sia tra gli amministratori che tra i dirigenti del municipio. Invece, di fronte alla voragine dei conti del comune e alla montagna di tasse che dovremo pagare, chi comanda a Palazzo dei Priori, ha continuato a fare “orecchie da mercante” e ha proseguito, come niente fosse. Insomma gli stessi amministratori e dirigenti che hanno provocato il buco, sono quelli che si affannano in questi giorni a tapparlo, naturalmente con i nostri soldi. Dare le dimissioni è ormai un concetto “straniero”, abolito dal vocabolario italiano. Ma anche far dimettere chi ha sbagliato è diventata “mission impossibile”. I loro film e serial preferiti sono “Tutti insieme appassionatamente”, “la carovana dei marpioni”, “un posto al sole”. Amano follemente Morandi e davanti alla “poltrona” le cantano, tutte le mattine, a squarciagola, “in ginocchio da te”, “Se perdo anche te”, “se non avessi più te (meglio morire)”, censurando rigorosamente “non son degno di te (non ti merito più)”. Non fa al caso loro e potrebbe dare adito a cattive interpretazioni. Timidamente Rifondazione, mugugnando sotto i banchi alcuni esponenti diessini, dello Sdi e della Margherita ed apertamente la sinistra Ds, hanno invece posto il problema. Ci vuole il rimpasto di Giunta e un nuovo Direttore generale per dire alla gente la cosa più semplice del mondo: “Qualcuno ha commesso degli errori e lo mandiamo a casa. Mettiamo qualche altra persona che reputiamo più competente, in modo che non succeda più”. Si risponderà: “Ma questi lo dicono perché vogliono mettersi loro a sedere su quelle poltrone”. Può darsi, ma non può essere una scusa per non fare niente. Anche perché i cittadini un segnale lo chiedono. Anzi vanno più in là dei partiti. Alcuni giorni fa, un anziano alle poste, in fila per pagare uno dei soliti balzelli, diceva ad alta voce : “ Che? l’rimpasto? Un solo? E che ce fè. Per gì bene tocca rimpastalli tutti”.

Letrusco.p@libero.it