Mi veniva in mente, tra una pausa e l'altra di noiosi e pressanti studi economici sui maledetti parametri di Maastricht, di dare spazio a una piccola questione, che da semantica può diventare, per me, sostanziale.
Il nostro movimento politico si chiama comunismo nazionalitario.
Ora senza scendere nei dettagli della discussione sul senso della nazione ( parola che francamente non mi spaventa affatto e non mi richiama necessariamente alla mente il nazionalismo pericoloso e etnico) , volevo solo fare un'osservazione:
non trovate che in fondo, viste le nostre posizione, sia più ideoneae pregnante la parola comunità rispetto alla parola nazione ?
Vedo nel concetto di comunità qualcosa di esplicitamente più aperto e vivente nel presente , cioé non legato alla spasmodica ricerca maniacale delle origine etniche dei popoli. Mi sembra un concetto molto più costruttivo e meno ricercato. Non sto affatto negando il valore delle nazioni ( come entità riconoscibili dall'esistenza di lingua, di tradizioni e di storia comune) che permane importante, ma penso che il concetto di comunità sia la giusta dimensione che ricerchiamo tra l'universale e il particolare, sia il filtro umano tra la considerazione della propria dimensione universale e quella collettiva più identificabile. Inoltre il comunismo delle comunità dovrebbe avere come proposta proprio la creazione di spazi comunitari vicini agli individui dotati di autodeterminazione e di partecipazione democratica diretta alle scelte della vita quotidiana. Le comunità si dovrebbero poi organizzare in federazioni più ampie e coese che potrebbero essere le nazioni, ma non necessariamente quelle intese nel senso di comunanza di lingua cultura o persino etnia.
Quando penso a una rinascita dei popoli italiani, d'altronde, immagino esattamente comunità piccole federate in reti di comunità solidali all'interno di una stessa patria, dove il fatto di essere una nazionalità distinta storicamente da un'altra non ha necessariamente un'influenza fondamentale.
Per questa ragione il termine comunismo delle comunità o comunismo comunitario mi sembra decisamente più significativo e pregnante di comunismo nazionalitario.
Non è un consiglio di cambiamento di un'etichetta, ma solo uno spunto di riflessione ( anche i nomi hanno una loro importanza decisiva...e questo oggi in pochi lo capiscono ).




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