D'Alema: «Il leader del Pd è Prodi» Il ministro degli Esteri ospite di "In mezz'ora": «Ma oggi il tema
è fare il partito, non chi lo guida»
ROMA - «Abbiamo avviato una grande operazione politica con fatica, credo sia una grande occasione». Massimo D'Alema coglie l'occasione della sua intervista durante la trasmissione di Lucia Annunziata «In mezz'ora» per parlare del partito democratico. E lo fa sgomberando il campo da equivoci o dubbi sulla persona che dovrà guidarlo, almeno nelle sue fasi iniziali. «Il leader c'è ed è Romano Prodi, ora bisogna costruire il partito. A un certo punto - dice il presidente dei Ds - un cambiamento di guida sarà naturale, ma ora il leader c'è». Per D’Alema, del resto è «naturale che la leadership coincida con la guida del governo», ma oggi «il tema è fare il partito democratico, non chi lo guida».
TELECOM - Il responsabile della Farnesina affronta altri temi caldi. Su Telecom dice di auspicare «che ci sia un'iniziativa italiana in grado di contendere a un gruppo straniero questo grande asset italiano». D'Alema aggiunge che il relativo disinteresse degli imprenditori italiani, al momento, «colpisce abbastanza».
AFGHANISTAN - Sulla questione Mastrogiacomo e le successive polemiche con Gino Strada, il presidente dei Ds afferma: «Ci siamo avvalsi dell'aiuto di Emergency, e cerchiamo di aiutarli in tutti i modi. Non è vero che dopo l'arresto di Rahmatullah Hanefi il governo si è lavato le mani», dice D'Alema, ricordando che queste sono accuse «senza senso». L'esecutivo è invece «intervenuto nelle forme appropriate» per incontrare Hanefi e verificarne le condizioni di salute. L'interprete di Daniele Mastrogiacomo - aggiunge D'Alema - «non è stato arrestato perché ha condotto le trattative con i talebani, ma su base di altre accuse» da parte dei responsabili della sicurezza afghana. «Se Gino Strada dice che queste accuse sono infondate, non ho motivo di dubitare», conclude D'Alema.
KARZAI - Il ministro polemizza a distanza con Gianfranco Fini. Per D'Alema, «è triste che un ex ministro degli Esteri» usi il caso di un nostro connazionale rapito in Afghanistan e «attacchi il governo Prodi» in realtà «per dar fastidio a Berlusconi». «Quelle di Fini» sul rapimento Mastrogiacomo e sul comportamento di Karzai, per il titolare della Farnesina «sono sciocchezze senza fondamento e uno come lui dovrebbe sapere che non si può lanciare questo genere di accuse senza avere una prova». Parlando dei rapporti con il governo di Kabul, D'Alema afferma che «se Karzai dice di voler aiutare il governo italiano che potrebbe entrare in crisi liberando dei prigionieri perchè il governo italiano aiuta lui è al massimo una considerazione politica che gli fa onore». Comunque, per D’Alema la vicenda Mastrogiacomo «è finita», in questo genere di trattative «è normale» che vengano fatti scambi di prigionieri, ma «io - ha aggiunto - invidio quei Paesi dove si fanno queste cose e poi si fa silenzio... E non si fanno interrogazioni parlamentari».
RUSSIA - D'Alema parla anche di quello che sta accadendo in Russia (le manifestazioni contro Putin, gli scontri con le forze dell'ordine e gli arresti): «Vladimir Putin è un partner affidabile. È stato eletto, ma si tratta di un potere molto forte, la cui capacità di controllo sui media è abbastanza preoccupante, diversa da standard democratici ai quali siamo abituati». Dopo il crollo dell'Urss «c'è un forte risorgente sentimento nazionalista, non privo anche di rischi autoritari».
15 aprile 2007
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