Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Abraxas
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    Predefinito L'Alta Corte chiede: ma che è l'induismo?

    Inserisco il seguente articolo, che ha attratto non poco la mia curiosità
    ____
    L'Alta Corte chiede: ma che è l'induismo?
    di Nirmala Carvalho
    L'Alta Corte di Allahabad ha chiesto di definire con precisione chi sono gli indù. La questione è: considerare gli indù come componenti di un'unica religione oppure come un'unione di diversi gruppi religiosi nati e cresciuti in India dal tempo dei tempi?

    Allahabad (AsiaNews) - Il termine "indù", con il quale si indica la maggior parte degli indiani, a chi si riferisce esattamente? Questa è la domanda alla quale l'Alta Corte di Allahabad chiede di dare risposta. La questione è stata sollevata da un certo Phool Chand Yadav di Kushinagar a proposito della situazione in una scuola.

    Il giudice S N Srivastava - che ha accolto la petizione il 16 marzo - ha espresso la sua considerazione dicendo: "Ci si deve chiedere quale definizione dare alla religione. Se pensare agli indù come componenti di un'unica religione oppure come un'unione di diversi gruppi religiosi nati e cresciuti in India dal tempo dei tempi. Tutte le religioni nate e praticate in India possono essere raggruppate all'interno dell'induismo? Se la risposta è sì, in base a quali criteri il governo ha definito religioni minoritarie i sikhs, i buddisti e i giainisti?" Secondo Srivastava la risposta è da rintracciare nei censimenti fatti nel periodo del dominio britannico, dal 1851 al 1941.
    l portavoce della conferenza episcopale cattolica, p. Babu Joseph, ha riferito ad AsiaNews: "L'intervento dell'Alta Corte di Allahabad per dare una definizione specifica di induismo è piuttosto interessante dal momento che esiste già una definizione basata sulla classificazione delle diverse religioni indiane fatta dalla Costituzione. L'idea di raggruppare tutte le religioni nate in India all'interno dell'induismo verrà accolta con resistenza dai vari ambiti religiosi in quanto tende a eliminare le differenze legittime tra le fedi. Ciò che serve è onorare lo spirito della Costituzione che invita il Paese a proteggere e promuovere le religioni minoritarie che hanno bisogno di una considerazione speciale".

    John Dayal, segretario generale dell'All India Christian Council e presidente dell'All India Catholic Union, ha detto ad AsiaNews di essere molto felice delle affermazioni del giudice e spera che queste spingano la magistratura di Allahabad, il governo indiano ed eventualmente la Corte Suprema dell'India a prendere il toro per le corna e dare una definizione di induismo.
    Così dice Dayal: "A lungo il governo e le corti si sono nascoste dietro una questione teologica priva di sostanza senza dare una definizione di induismo. Questo ha permesso ai proponenti di Hindutva e ad altri autonomisti di elaborare una definizione di induismo opprimente, totalizzante, che rende difficile a qualsiasi altra religione sopravvivere o contare qualcosa. La diretta conseguenza è stato il rifiuto dei diritti costituzionale ai Dalit - un gruppo che non appartiene a nessuna casta - cristiani e musulmani perché è stata fatta una distinzione tra religioni nate in India che includono anche i sirkh e i buddisti e religioni non nate in India come il cristianesimo e l'islam. Se il buddismo è induismo, allora tutto ciò che ha a che fare con la Cina, il Giappone, la Thailandia, lo Sri lanka e il Myanmar è indù. Allora perché lamentarsi delle conversioni tra le loro religioni?

    I dizionari definiscono l'induismo come una religione politeista, ma tale visione tende a semplificare un sistema più complesso che comprende credenze che abbracciano il monoteismo, il politeismo, il panteismo, il monismo e anche l'ateismo. Una sentenza dell'Alta Corte sull'induismo del 1994 l'ha definito uno stile di vita. La differenza tra la nostra concezione di mondo laico e ciò che vuol dire in oriente risiede nel fatto che in India laicità si indica con il termine 'Sarva Dharma Samabhaav': un approccio con il quale tollerare e capire l'uguaglianza di tutte le religioni. Questa è la vera spiegazione di cosa è l'induismo. Se riuscissimo a dare una buona definizione di induismo potremmo definire giuridicamente il significato di conversione, ri-conversione ecc. Come ci si può convertire da uno stile di vita?"

  2. #2
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    Classica follia borghese/illuminista: catalogare ogni cosa esistente nell'universo, ogni aspetto della vita umana. A chi importa se la definizione sarà menomata? L'importante è che ci sia, dato che nulla può sfuggire alla ragione minore di queste persone.

  3. #3
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    Millenomi ha proposto come al solito un tema di discussione molto acuto. In effetti dal punto di vista della storia delle religioni il termine generico Hindu non ha nessun valore, poichè sotto questo nome vengono inclusi moltissimi sistemi filosofici e religiosi che spesso hanno ben poco in comune. Nonostante ciò risulta necessario rintracciare un elemento unificante in questo crogiolo di religioni. Per fare ciò è necessario identificare una macrocategoria all'interno dei sistemi religiosi Indiani differenziabile nella propria origine e unicità. Questa può essere rintracciata nella comune credenza e venerazione a quel grande albero maestro della filosofia e della religione indiana rappresentato dai veda. Proporrei quindi di rintracciare con il generico termine coniato dagli occidentali di induista, l'appartenente ad uno dei numerosi sistemi religiosi indiani, ma solo se abbia come fondamento e base comune il riconoscimento del sapere vedico, inteso in senso ampio. Chiunque non abbia il proprio fondamento religioso nell'autorità dei veda e aggiungerei al sistema tradizionale dei Varna, non può e non deve essere definito Hindu. Nonostante ciò penso sia più corretto in tutti i sensi parlare di varnasrama dharma riferendosi alla dottrina tradizionale vedica originaria. Quindi nel nucleo essenziale di questi credi vi sono il riconoscimento del sistema dei varna, e i Veda che rappresentano la componente essenziale dell' arianesimo. Vorrei inoltre sottolineare come sia stato generalizzato e confuso all' inverosimile anche questo termine, (ariano) che ormai designa caratteristiche biologiche della razza, ma originariamente designava gli uomini che riconoscevano i valori spirituali dell' esistenza e i valori del sanatama dharma come il sistema dei varna. Mentre con anarya, venivano designate quelle persone che rifiutano la spiritualità come valore fondante dell' esistenza con tutto quello che comporta.

  4. #4
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    Per Millenomi- Ti ho risposto precedentemente su quali a mio giudizio siano le due costanti fondamentali per identificare una macrocategoria all' interno della genericità imperversante della parola induismo che quasi mi schifa. Superficialità tipicamente occidentale che stà infettando anche l' india tramite personaggi squallidi e ignoranti come il John Dayal da te citato, che creano tramite una propaganda anti tradizionale i presupposti del collasso dell'induismo ortodosso. Questi elementi cercano di fare dimenticare le basi della propria tradizione religiosa Indiana, che ti ho esposto nel mesaggio precedente, per eliminare l' essenza e l' unicità del dharma Vedico, mossi da "altri" volenterosi di mettere l' India in corsa definitivamente per il nuovo New World Order. Definire l' induismo uno stile è sintomo di una degenerazione spirituale profonda e di ignoranza dilagante. Il Buddhismo può essere considerato un ramo del sapere vedico poichè i suoi fondamenti filosofici si trovano e nascono in esso e nella sua religiosità, na può essere un sistema religioso vedico o Hindu, per la mia definizione, poichè non riconosce il sistema dei Varna e dei Veda, pur non entrando in conflitto con esso. Penso che l' unica strada da seguire per non fare confusione nella genericità di questo termine sia quella suggerita da me, chiaramente supportata da diversi studiosi.

  5. #5
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    Penso che in generale il termine induismo si riferisca a tutto l'insieme di quei culti e di quelle credenze che si sono sviluppate in India e che accettano, o meglio, che non rifiutano esplicitamente il carattere divino e fondante dei Veda. Una definizione del genere comprenderebbe tutte le religioni 'dharmiche' del subcontinente con l'esclusione di buddismo e giainismo. Problematico poi il caso di quelle scuole ascetiche che rifiutano o insultano magari i Veda, ma che comunque hanno un carattere chiaramente induista (non so se si possono annoverare gli Aghora tra questi, ad esempio...).

    Cmq concordo con Vurdak, che in generale la volonta' di classificare esattamente ogni espressione religiosa dovrebbe essere estranea al Sanatana Dharma, che ha sempre spinto all'inclusione.

  6. #6
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    riporto le prime frasi di Induismo, di Pio Filippani Ronconi

    Induismo o, più correttamente, hinduismo è un termine di comodo adottato dalla nostra scienza per denotare l'insieme di religioni praticate nel sub continente indiano, escludendo quelle storicamente introdotte quali l'islam, il cristianesimo e il mazdeismo[omissis] nonchè le religioni sui generis, seppur di origine puramente indiana, come il buddismo e il jainismo[omissis]

    concordo un pò, con tutti, specie con Kalkin quando stabilisce i due punti fermi su cui dovrebbe basarsi tale appartenenza:

    1)i Veda
    2)i varna (quantomeno a riconoscerne la validità teorica anche se magari non credere nella possibilità di reintrodurli)

    complimenti a millenomi per l'ottimo argomento proposto

  7. #7
    Abraxas
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    Pax Pleroma,

    Scusate se intervengo con notevole ritardo, su di un argomento da me proposto.

    Non posso esimermi dal mettere in relazione tale azione normativa, con le recenti tensioni religiose che si stanno vivendo in India.
    Potrebbe essere questa una delle chiavi di lettura ?
    Come ad esempio lo scollamento che sta vivendo l'India urbanizzata, con l'India ancora agricola ?
    E la penetrazione di religioni come buddismo, islamismo fra i senza casta ?

    Leggevo qualche settimana fa, che sempre l'Alta Corte ( ma potrei sbagliarmi ) ha decretato come il buddismo non sia altro che una derivazione dell'Induismo; e questo per disinnescare dei conflitti interreligiosi.

    Cordialmente

  8. #8
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    In effetti il Buddhismo deriva dall'Induismo riconoscendone i precetti fondamentali (I Veda) e rifiutandoli.
    Per quanto succede in India, le classe sociali basse (Vaisya, Sudra e fuoricasta) stanno prendendo il sopravvento a livello sociale grazie all'inserimento del comunismo e di certe teorie liberiste e moderniste.
    L'islamismo mi pare che fino a qualche tempo fa non se la passasse molto bene, forse ha un certo revival ultimamente.

 

 

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