Ue, Prodi: a volte necessario procedere a due velocità
mercoledì, 2 maggio 2007 5.45



di Francesca Piscioneri
LISBONA (Reuters) - Su alcune scelte l'Europa deve procedere a due velocità, pur mantenendo sempre la porta aperta ai Paesi più lenti.
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervenendo stamani al Parlamento portoghese a Lisbona.
Prodi ha anche sottolineato che l'Italia non accetterà compromessi al ribasso sulla nuova formulazione del trattato di Costituzione europea e che per avere istituzioni europee più efficaci bisognerà estendere sempre più il voto a maggioranza qualificata.
"Non dobbiamo necessariamente procedere tutti insieme, alla stessa velocità. Mi augurerei che fosse così, ma mi rendo conto che non è sempre possibile", ha detto Prodi in un discorso sull'Europa a due mesi dal passaggio al Portogallo della presidenza Ue per un semestre.
"Già oggi alcune scelte politiche più significative dell'Europa, come l'euro e la creazione dello spazio Schengen sono state realizzate soltanto da alcuni stati membri, non contro qualcuno, non escludendo gli altri. Tenendo la porta aperta [...]. Io auspico che anche in futuro prevalga sempre questo approccio costruttivo e che abbia la meglio su ogni tentazione di veto", ha aggiunto il presidente del Consiglio.
In un dibattito con i parlamentari portoghesi ha poi precisato che il superamento del diritto di veto "eviterà la formazione di direttorii che di solito viene esaltata dal diritto di veto".
Prodi, richiamando la necessità di una politica energetica comune che consenta all'Europa di avere una posizione più forte anche rispetto alla Russia, ha detto: "Con una politica comune non ci sarebbe nessun problema, mentre, se siamo divisi, la Russia qualche discriminazione può farla. Andiamo avanti insieme, se no costituiamo un nucleo minimo che ci faccia difendere i nostri interessi".
Quanto al nuovo trattato costituzionale, Prodi ha spiegato: "Voglio dirlo con chiarezza: il mio Paese non è disposto ad accettare tutto, a sottoscrivere qualsiasi compromesso. Per noi le ragioni dei cittadini che hanno già ratificato il trattato del 2004 devono valere almeno quanto quelle dei cittadini dei Paesi che non lo hanno fatto. Per questo l'Italia non è disposta a ricorrere ai minimi comuni denominatori ad ogni costo".
In una conferenza stampa al termine dell'incontro con il primo ministro portoghese, Josè Socrates, Prodi ha detto che la Germania, terminando il proprio semestre di presidenza Ue, consegnerà al Portogallo "il mandato per la conferenza intergovernativa che sblocchi l'impasse che dura da troppo tempo. Abbiamo bisogno di un semestre creativo e concreto".
Prodi ha poi offerto il proprio sostegno al Portogallo.
Il presidente del Consiglio ribadisce l'augurio che i cittadini europei arrivino alle elezioni del 2009 con regole nuove e spiega che l'Italia farà "ogni sforzo per arrivare a una soluzione condivisa e sono certo che ci riusciremo, anche grazie alla saggezza della presidenza portoghese".
A questo fine, ha spiegato Prodi, "occorrerà anche che i leader politici europei dicano chiaramente alle proprie opinioni pubbliche che la scelta è essere dentro o fuori dall'Europa".
Dunque, ha detto Prodi in un passaggio a braccio, è necessario "abbandonare le ragioni della cautela e ascoltare le ragioni di chi ha ratificato il Trattato".
Rispondendo poi ad una domanda su come l'esito del voto presidenziale in Francia potrà influenzare la ratifica di un nuovo testo costituzionale, Prodi si è detto sicuro che "quali che siano i risultati e le dichiarazioni sul futuro dell'Europa, la Francia non potrà non assumere di nuovo un ruolo di stimolo e di progresso per l'Europa".
Prodi si è poi soffermato sulla necessità di avere istituzioni europee più efficaci: "E per ottenere più risultati occorre eliminare i diritti di veto".
"Se vogliamo che l'Unione cresca sempre più e diventi sempre più forte, dobbiamo estendere sempre più il voto a maggioranza qualificata".
Prodi concluderà la visita in Portogallo con un colloquio con il presidente della Repubblica, Anibal Covaco Silva.
REUTERS
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