
Originariamente Scritto da
Squalo
Usa, una società alienata - 19-4-07
di Luca Galassi da
www.peacereporter.net
Lo storico Howard Zinn* commenta la strage in Virginia
Addolorato sì, ma non sorpreso. Howard Zinn, uno dei più grandi storici degli Stati Uniti, ha accolto con profonda tristezza la notizia del massacro di Blacksburg, ma non si è stupito di fronte all'accaduto
Perchè, signor Zinn?
Negli Stati Uniti c'è una cultura della violenza perpetuata dalla televisione, dal cinema, dal militarismo di questo Paese. Questo Paese è coinvolto in un enorme violenza in Medio Oriente e possiede truppe basi militari in tutto il mondo. La filosofia di questa amministrazione è di usare la violenza per risolvere i problemi del mondo. Il nostro governo è drogato di violenza. La usa frequentemente e con effetti devastanti e alimenta una cultura che considera la violenza normale e la perpetua nei videogames, in tv, nei film. Allo stesso momento esistono leggi che consentono alle persone di portare armi. Non solo armi da caccia, ma soprattutto armi automatiche, che possono uccidere numerose persone in un brevissimo periodo di tempo. Tutti questi fattori rendono inevitabile il ripetersi di episodi come la strage di Blacksburg, cioè la presenza di persone che girano negli Stati Uniti con un'arma automatica uccidendo chiunque vedano. Sfortunatamente, questa non è una cosa sorprendente.
Quanto è accaduto forse non è solo un riflesso del militarismo e della violenza, ma anche il risultato di leggi che rendono assai facile procurarsi un'arma.
Lei cancellerebbe il Secondo emendamento della Costituzione americana?
Non c'è bisogno di cancellare il Secondo emendamento. Al tempo dell'elaborazione della Costituzione non esistevano armi automatiche. Ma non esistevano nemmeno i governi, con la loro dose di violenza. La Costituzione viene costantemente interpretata e reinterpretata, e oggi il secondo emendamento significa ciò che Bush e questo governo vogliono che significhi. Ripeto: al tempo questa norma consentiva l'autodifesa in un Paese che usciva da una guerra civile. Secondo me non esiste un problema costituzionale. Il problema è politico, è la necessità di garantirsi i voti dei membri della National Rifle Association, che ha un potere enorme sui media, possiede compagnie aeree e via dicendo. La questione è semplicemente questa: il desiderio opportunistico di Bush di guadagnare questi voti e il rifiuto di imporre un divieto alla vendita di armi.
Lei pensa che se ci fosse un tale divieto i morti diminuirebbero, oppure ritiene sia necessario un generale cambiamento culturale per attenuare la violenza della società americana?
Penso siano necessarie entrambe le cose. Ci vuole un bando alla vendita e bisogna cambiare ciò che viene insegnato ai bambini a scuola, cambiare ciò che vedono in televisione. Quest'ultima, invece di mostrare eroi che uccidono i cosiddetti cattivi dovrebbero invece mostrare eroi che rifiutano l'uso della violenza, di eroi che possono agire e vincere senza necessariamente essere violenti. La cultura delle armi contribuisce a rendere la società violenta, ma una grossa responsabilità va imputata anche a una società che produce insoddisfazione, infelicità, alienazione tra gli adolescenti. Non ci sono grandi opportunità per molti giovani, al di fuori dell'arruolamento. E questo è motivo di profonda alienazione nelle nuove generazioni americane.
da
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*Biografia di Howard Zinn, tratta da Peacelink
Nato nel 1922, viene da una famiglia operaia di Brooklyn e, prima di diventare estremo oppositore della guerra, prende parte come aviatore alla seconda guerra mondiale. Laureato in storia e scienze politiche alla Columbia University, inizia l'attività di storico nel 1956.Il suo impegno nei movimenti sociali, per i diritti civili e contro la guerra gli crea non pochi problemi. Nel 1962 Zinn è alla Boston University, dove diventa una delle voci più autorevoli contro la guerra in Vietnam. Oggi Howard Zinn è considerato il più importante storico progressista statunitense e una voce autorevole del pacifismo mondiale. Zinn ha pubblicato numerosi saggi e storiografie che sono stati tradotti in varie lingue: Non in nostro nome, gli Stati Uniti e la guerra (il Saggiatore, 2003); Disobbedienza e democrazia (il Saggiatore 2003); Dissento. Storie di artisti in tempo di guerra (Nuovi Mondi Media, 2005). Storia del popolo americano, dal 1492 ad oggi, che negli Stati Uniti ha venduto più di un milione di copie, è pubblicato in Italia da il Saggiatore e sarà nelle librerie tra pochi giorni. Zinn ha anche scritto la prefazione di Green Parrots, traduzione inglese di Pappagalli Verdi, di Gino Strada, pubblicato e distribuito negli Stati Uniti dalla casa editrice Charta, di Milano.
Fonte:
http://www.megachip.info/modules.php...cle&artid=3861