Apriamo dunque la discussione dedicata ad un delicato argomento, già sfiorato qui .
I dubbi e i problemi sono tantissimi, per cui cercheremo di procedere per successivi aggiustamenti, sine ira et studio.
Innanzitutto, per una discussione del genere occorrerebbe una definizione preliminare del termine ‘paganesimo’, per capire se con esso si intendono le antiche religioni precristiane o anche i tentativi di ‘restaurazione’ che si sono succeduti nei secoli. Non è questa la sede per farlo, per cui lasceremo da parte l’innegabile spezzatura istituzionale e il passaggio di duemila anni di cristianesimo che rendono non recuperabile in toto il corpus dottrinario di tali culti. Ci limiteremo a segnalare l’ambiguità e le divergenze di interpretazione che vigono intorno a questo termine, utilizzando le virgolette.
La nebulosità del riferimento al ‘paganesimo’ spinge alcuni ad optare per il termine gentilitas, il quale, se da un lato appare meglio circoscritto, dall’altro ha un riferimento al dato ‘etnico’ che lo rende allo stato attuale delle cose assai problematico.
Ugualmente inadeguato risulta il termine ‘politeismo’ (la scelta, se il termine non avesse del tutto perduto il senso originario, potrebbe essere ‘ellenismo’, termine che gli stessi ultimi pagani utilizzavano per designare la loro posizione religiosa).
Ora, abbiamo convenuto sul fatto che non ci si può dire Neoplatonici (distinguendo questa definizione dal semplice essere studiosi del neoplatonismo) ‘fino in fondo’ senza essere ‘pagani’. Ma è sul senso di questo paganesimo che bisogna intendersi. Il neoplatonismo si trovava dinanzi ad un paganesimo istituzionale, con il quale era intimamente collegato, dal quale fluiva e verso il quale rifluiva, che oggi non esiste più.
Cosa sia e cosa possa essere il ‘paganesimo’ oggi è un problema molto grande. Esso, a differenza del neoplatonismo il cui corpus è in gran parte intatto, ci è pervenuto in uno stato altamente frammentario. Se ci si pone nell’ottica neoplatonica, le attuali forme di ‘paganesimo’ sono – nelle loro migliori realizzazioni - un corollario.
Qualcuno invece (non è il mio caso) potrebbe dirsi neoplatonico prendendo come riferimento le istituzioni pagane vive in illo tempore, dichiarando che il ‘paganesimo’, al giorno d’oggi, semplicemente non esiste più. E una posizione del genere sarebbe molto meno espugnabile rispetto a quella del ‘pagano’-non-neoplatonico…Si può essere pagani, in Occidente, senza essere neoplatonici? Non credo, o almeno non facilmente. Nel momento in cui ci si porta sul campo ‘teologico’, senza voler ricorrere ad altri culti ‘pagani’ esistenti in Oriente, solo platonismo e pitagorismo, rivisitati e compendiati in un poderoso sistema dagli ultimi filosofi pagani (quello che l’attuale storia della filosofia chiama ‘neoplatonismo’) possono ‘soccorrerci’. Questo per chi vuole portarsi oltre, per chi vuole andare al di là dell’insulto al ‘galileo’ e potersi confrontare con un teologo cristiano (anche modesto) senza vedersi smontato in cinque minuti.
Questo, come già detto, a voler restare nel campo dei principi, e non entrando in considerazioni riguardo a coloro che se ne fanno portatori. Abbiamo stigmatizzato il «‘pagano’ che aderisce solo ad atti devozionali restando, de facto, uno gnostico».
I problemi vanno quindi distinti.
Se con religione ‘pagana’ si intende la religione (nel senso più eccelso del termine) antica, la completa partecipazione alle vedute neoplatoniche implica l’adesione (seppur fortemente problematica) all’orizzonte del ‘paganesimo’ che fu, variamente inteso.
Qualora invece si passi a considerare il ‘paganesimo’ come l’espressione di singoli e gruppi operanti nei nostri giorni, intendendo con esso il tentativo più o meno riuscito di ricondursi alle antiche religioni precristiane, l’adesione per un neoplatonico a queste forme di ‘paganesimo’ diviene del tutto opinabile, per nulla vincolante, le distanze si accrescono e l’estraneità con essa.




Rispondi Citando

cosa intendi? che si può essere politeisti senza essere Gentili? se intendi questo, credo che questa sia una posizione problematica, poichè credere in una pluralità di Dèi senza fare riferimento a nessuna delle Tradizioni antiche pone molti problemi, e di primo achito mi sento di dire che implicherebbe due cose:
