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  1. #1
    megaelleno
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    Predefinito Il Neoplatonismo nel suo rapporto con il ‘paganesimo’

    Apriamo dunque la discussione dedicata ad un delicato argomento, già sfiorato qui .

    I dubbi e i problemi sono tantissimi, per cui cercheremo di procedere per successivi aggiustamenti, sine ira et studio.

    Innanzitutto, per una discussione del genere occorrerebbe una definizione preliminare del termine ‘paganesimo’, per capire se con esso si intendono le antiche religioni precristiane o anche i tentativi di ‘restaurazione’ che si sono succeduti nei secoli. Non è questa la sede per farlo, per cui lasceremo da parte l’innegabile spezzatura istituzionale e il passaggio di duemila anni di cristianesimo che rendono non recuperabile in toto il corpus dottrinario di tali culti. Ci limiteremo a segnalare l’ambiguità e le divergenze di interpretazione che vigono intorno a questo termine, utilizzando le virgolette.
    La nebulosità del riferimento al ‘paganesimo’ spinge alcuni ad optare per il termine gentilitas, il quale, se da un lato appare meglio circoscritto, dall’altro ha un riferimento al dato ‘etnico’ che lo rende allo stato attuale delle cose assai problematico.
    Ugualmente inadeguato risulta il termine ‘politeismo’ (la scelta, se il termine non avesse del tutto perduto il senso originario, potrebbe essere ‘ellenismo’, termine che gli stessi ultimi pagani utilizzavano per designare la loro posizione religiosa).

    Ora, abbiamo convenuto sul fatto che non ci si può dire Neoplatonici (distinguendo questa definizione dal semplice essere studiosi del neoplatonismo) ‘fino in fondo’ senza essere ‘pagani’. Ma è sul senso di questo paganesimo che bisogna intendersi. Il neoplatonismo si trovava dinanzi ad un paganesimo istituzionale, con il quale era intimamente collegato, dal quale fluiva e verso il quale rifluiva, che oggi non esiste più.

    Cosa sia e cosa possa essere il ‘paganesimo’ oggi è un problema molto grande. Esso, a differenza del neoplatonismo il cui corpus è in gran parte intatto, ci è pervenuto in uno stato altamente frammentario. Se ci si pone nell’ottica neoplatonica, le attuali forme di ‘paganesimo’ sono – nelle loro migliori realizzazioni - un corollario.
    Si può essere pagani, in Occidente, senza essere neoplatonici? Non credo, o almeno non facilmente. Nel momento in cui ci si porta sul campo ‘teologico’, senza voler ricorrere ad altri culti ‘pagani’ esistenti in Oriente, solo platonismo e pitagorismo, rivisitati e compendiati in un poderoso sistema dagli ultimi filosofi pagani (quello che l’attuale storia della filosofia chiama ‘neoplatonismo’) possono ‘soccorrerci’. Questo per chi vuole portarsi oltre, per chi vuole andare al di là dell’insulto al ‘galileo’ e potersi confrontare con un teologo cristiano (anche modesto) senza vedersi smontato in cinque minuti.
    Qualcuno invece (non è il mio caso) potrebbe dirsi neoplatonico prendendo come riferimento le istituzioni pagane vive in illo tempore, dichiarando che il ‘paganesimo’, al giorno d’oggi, semplicemente non esiste più. E una posizione del genere sarebbe molto meno espugnabile rispetto a quella del ‘pagano’-non-neoplatonico…

    Questo, come già detto, a voler restare nel campo dei principi, e non entrando in considerazioni riguardo a coloro che se ne fanno portatori. Abbiamo stigmatizzato il «‘pagano’ che aderisce solo ad atti devozionali restando, de facto, uno gnostico».

    I problemi vanno quindi distinti.
    Se con religione ‘pagana’ si intende la religione (nel senso più eccelso del termine) antica, la completa partecipazione alle vedute neoplatoniche implica l’adesione (seppur fortemente problematica) all’orizzonte del ‘paganesimo’ che fu, variamente inteso.
    Qualora invece si passi a considerare il ‘paganesimo’ come l’espressione di singoli e gruppi operanti nei nostri giorni, intendendo con esso il tentativo più o meno riuscito di ricondursi alle antiche religioni precristiane, l’adesione per un neoplatonico a queste forme di ‘paganesimo’ diviene del tutto opinabile, per nulla vincolante, le distanze si accrescono e l’estraneità con essa.

  2. #2
    Antiokos
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS= Visualizza Messaggio
    Khaire Antioke!

    Senza dubbio.
    Ho infatti asserito che questa è una posizione problematica, non insostenibile.
    Infatti si finisce, tranne casi eccezionali, o per sconfinare nello gnosticismo o per subire lo smontaggio di cui sopra.

    Non dimentichiamo mai che i ‘neoplatonici’, però, a differenza degli stoici e di altri filosofi che potrebbero essere presi a modello, furono gli unici a vivere in condizioni analoghe alle nostre.
    E non dimentichiamo nemmeno che ‘neoplatonismo’ è solo un’etichetta, perché questi maestri compendiarono tutto il compendiabile, ivi incluso lo Stoicismo.
    Concordo pienamente con te.

    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS= Visualizza Messaggio
    Sono d’accordo sia con le tue argomentazioni (ho infatti parlato di ‘contributo’), sia con l’adeguata conclusione:
    Tuttavia, in mancanza di meglio, preferisco il Platonico de facto che ha capito tante cose, al ‘pagano’ che aderisce solo ad atti devozionali restando, de facto, uno gnostico.
    Non ho ben inteso l'aggettivo "gnostico" da te usato in questo contesto, ma dopo averci riflettuto, in linea generale, concordo con te sul "succo" della questione, si certo, meglio un platonico de facto, anche se nominalmente cristiano, come un Giovanni Reale, che un "pagano" che pratica solo ad un livello "devozionale", ma questo penso possa valere più che per i Gentili veri e propri, per i "neopagani" come i Wicca e simili. Non penso che per esempio un aderente al MTR o del YSEE aderisca solo ad "atti devozionali", almeno nelle "alte sfere" di quelle organizzazioni.

    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS= Visualizza Messaggio
    Sì, francamente nemmeno io vedo dove risieda il ‘disaccordo’… (in effetti, non c’è)
    Finora però mi sembra che abbiamo parlato di ‘paganesimo’, non di ‘politeismo’.
    Anche a mio avviso, tuttavia, non ci si può dire Neoplatonici (diverso è essere studiosi del neoplatonismo) fino in fondo senza essere ‘pagani’ (o meglio ‘politeisti’), ma è molto più difficile per un pagano essere tale oggi senza fare agio sul neoplatonismo.
    Concordo anche su questo, per un Gentile moderno è molto più problematico esserlo senza essere un Neoplatonico, ma ovviamente questa non è, e non dovrebbe essere, una questione "utilitaristica" per controbattere meglio alle critiche galilee... ma non ti stò certo imputando questo pensiero buon Dadoukos, è semplicemente una considerazione en passant; il Neoplatonismo è un "compendio", una "sistematizzazione" di buona parte della Filosofia Antica Classica, e fornisce molte risposte e dà un quadro globale chiaro, non facilmente reperibili in molte singole filosofie, la filosofia antica era già di per sè strettamente collegata alla religione, non c'era separazione, almeno per buona parte di essa, ma il Neoplatonismo ha dato alla Religione Greco-Romana un "supporto teologico" unitario, che prima era "scomposto" nei vari Miti e Culti e nelle varie Filosofie, o meglio, era "collegato" in maniera più "larga", l'Unità divina sottostante è rintracciabile già da Omero, o anche prima, ma col Neoplatonismo si è avuta una vera e propria Teologia Gentile, spero di aver fatto capire cosa intendo, non vorrei essere frainteso, non ho inteso dire che prima del Neoplatonismo la Religione Greco-Romana fosse carente, tutt'altro, solo meno "sistematizzata".

    Invece sulla differenza tra "Paganesimo", io preferisco Gentilitas e Politeismo, francamente non ti seguo... cosa intendi? che si può essere politeisti senza essere Gentili? se intendi questo, credo che questa sia una posizione problematica, poichè credere in una pluralità di Dèi senza fare riferimento a nessuna delle Tradizioni antiche pone molti problemi, e di primo achito mi sento di dire che implicherebbe due cose:

    1) Finire tra le braccia di qualche movimento neopagano, la cui valenza, legittimità e operatività sono quantomeno dubbie...

    2) Si può credere che esistano tante Divinità, ma non avere, nè darsi, alcun supporto per indagarle e cercare di collegarsi in qualche maniera con loro, e non fidarsi degli Avi per farlo... o pensare che gli Dèi da loro adorati non siano veri Dèi etc... (fino a prova contraria se gli Dèi non si rimanifesteranno in maniera concreta dubito che si possa fare a meno delle antiche Tradizioni e comunque, non credo che gli Dèi siano in contrasto con esse...) significherebbe vederli secondo un'ottica post-cristiana... in cui gli Dèi entrano in un dato momento della Storia e squalificano ciò che è stato prima di tale avvento.

    Sul fatto poi che un Neoplatonico non possa che essere Politeista concordo. La differenziazione poi tra il cosiddetto Politeismo radicale e il Politeismo cosiddetto Monistico o Enoteismo, ho valutato da tempo non ha di fatto ragion d'essere visto che anche senza la teologia dell'Uno sin dalle epoche arcaiche (prima citavo Omero) si è sempre visto il Mondo Divino come un'Unità, la divinità che lega tutti gli Dèi, c'è sempre stata un Unità sottostante in tutte le Tradizioni.

    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS= Visualizza Messaggio
    Certo questo non costringe ad aderire a forme di ‘paganesimo’ organizzato, giacché qui abbiamo sempre parlato dei principii e non di coloro che ne sono i portatori. In tal caso il discorso sarebbe ben diverso, perché in questo paese il ‘paganesimo’ è troppo spesso fatto di nobili idee e piccolissimi uomini.
    Spero con ciò di aver soddisfatto anche la tua curiosità.

    Altri eventuali dubbi e domande potremo svolgerli magari in un’apposita discussione al mio ritorno…

    =D=
    Nessuno costringe alcun Gentile ad aderire ad alcuna organizzazione, per esempio al MTR, coi suoi Patres e la sua Curia, questo è un altro discorso, e capisco che certe valutazioni possano derivare dall'amarezza del confronto diretto con certe realtà del nostro ambito che possono non piacere, ma non bisogna fare l'errore di considerare la Gentilitas valutandola a seconda di chi oggi se ne fa, legittimamente o meno, portatore. Personalmente non ho nulla contro il MTR, anzì per fortuna esiste una realtà più organizzata e visibile, e poi persone come Del Ponte, uno dei Patres, sono davvero dei "fari", nonostante ciò il MTR non mi piace per come è organizzato e altre cose che tralascio, o almeno ad oggi non sento il bisogno di entrare in una specie di "Chiesa" tradizionale romana e francamente non mi interessa.

    Dadoukos ho riletto poi l'iter di questa discussione incominciata nell'altro topic, e un dubbio mi è sorto... stai forse teorizzando il fatto che i Neoplatonici sono dei Gentili a parte? o meglio non sono nemmeno Gentili, sono semplicemente, appunto, Neoplatonici? questa discussione un pò mi destabilizza... perchè come hai visto sostanzialmente concordiamo su molte cose, ma ci sono delle sfumature del tuo pensiero o dei significati più reconditi che non riesco ad afferrare, a decifrare.

    Pax Deorum Dadoukos!

  3. #3
    Amore vince la morte
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    Predefinito

    MTR YSEE WICCA???

    cosa indicano questi acronimi?

    che sigle sono?

    grazie

    ps. ho incontrato molti neoplatonici cattolici (nel senso di ADESIONE e PROFESSIONE di fede e non nel classico e banale senso di appartenenza), ma non mi è ancora capitato di incontrare un neoplatonico pienamente gentile o pagano.
    Intendo dire, chi oggi si dichiara pagano o gentile (quindi non può che sentirsi aderire al culto politeista, anche se magari spesso e volentieri è solo una moda alla signore degli anelli), non necessariamente si crede neoplatonico, ma di sicuro non si considera cattolico ne cristiano.
    Mentre chi si dichiara neoplatonico può anche considerarsi non pagano, che so, un cristiano o un buddhista o semplicemente un filosofo come lo era un schopenhauer o hegel e altri filosofi veramente neoplatonici ammiratori di porfirio o di proclo.



    Vi pare un ragionamento contorto il mo?

  4. #4
    Antiokos
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    MTR YSEE WICCA???

    cosa indicano questi acronimi?

    che sigle sono?

    grazie
    MTR = Movimento Tradizionale Romano.

    YSEE = Ύπατο Συμβούλιο των Ελλήνων Εθνικών, "Supremo Concilio dei Gentili (Ethnikoi) Elleni".

    Wicca, non è una sigla ma il nome di un movimento neopagano eterogeneo.
    L'origine del nome mi è oscura... penso sia collegato a "Witch" (Strega) o "Witchcraft" (Stregoneria).

    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    ma non mi è ancora capitato di incontrare un neoplatonico pienamente gentile o pagano.
    Ora hai incontrato Dadoukos e me.

    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Intendo dire, chi oggi si dichiara pagano o gentile (quindi non può che sentirsi aderire al culto politeista, anche se magari spesso e volentieri è solo una moda alla signore degli anelli), non necessariamente si crede neoplatonico, ma di sicuro non si considera cattolico ne cristiano.
    Infatti... la questione della "moda" ed altro attiene alla Wicca e a tutta quella massa di neopagani o pseudo-pagani, io li chiamo anche post-cristiani.


    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Mentre chi si dichiara neoplatonico può anche considerarsi non pagano, che so, un cristiano o un buddhista o semplicemente un filosofo come lo era un schopenhauer o hegel e altri filosofi veramente neoplatonici ammiratori di porfirio o di proclo.

    Vi pare un ragionamento contorto il mio?
    Io e Dadoukos siamo concordi nel dire che non si può essere Neoplatonici se non si è Gentili, anche se Dadoukos ha precisato che bisognerebbe intendersi su cosa si intende per Gentilitas o "Paganesimo", e ho visto preferisce parlare di Politeismo, quindi comunque per entrambi un vero Neoplatonico "in soldoni" crede negli Dèi su questo non ci piove... poi su alcune sfumature di pensiero di Dadoukos devo ancora capire cosa intende. Inoltre siamo concordi nello scindere lo studioso del Neoplatonismo, o il semplice ammiratore, da chi lo ha abbracciato nella sua totalità, senza servirsene ad usum delphini, o in altre parole, pro domo sua, quindi appunto il Neoplatonico è un Gentile, crede negli Dèi, e lo è indipendentemente se aderisce o meno a pratiche devozionali, riti etc. per esempio Thomas Taylor, era un vero Neoplatonico, perchè credeva negli Dèi, era un profondo amante della religiosità e della filosofia antica, indipendentemente dal fatto che praticasse o meno pratiche devozionali, o riti o pratiche su un piano più profondo di "operatività", era un Gentile, un Gentile Neoplatonico.

    Khaire!

  5. #5
    megaelleno
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    Proprio per la complessità e la delicatezza della questione, cercherò di schematizzare al massimo l’intervento precedente.

    Invece sulla differenza tra "Paganesimo", io preferisco Gentilitas e Politeismo, francamente non ti seguo...
    Definizione di ‘paganesimo’ e rilevazione dell’inadeguatezza del termine (assieme a quello di politeismo e gentilitas).

    Distinzione, molto importante, tra il ‘paganesimo’ che fu e quello che è e può essere oggi.

    cosa intendi? che si può essere politeisti senza essere Gentili? se intendi questo, credo che questa sia una posizione problematica, poichè credere in una pluralità di Dèi senza fare riferimento a nessuna delle Tradizioni antiche pone molti problemi, e di primo achito mi sento di dire che implicherebbe due cose:

    1) Finire tra le braccia di qualche movimento neopagano, la cui valenza, legittimità e operatività sono quantomeno dubbie...

    2) Si può credere che esistano tante Divinità, ma non avere, nè darsi, alcun supporto per indagarle e cercare di collegarsi in qualche maniera con loro, e non fidarsi degli Avi per farlo... o pensare che gli Dèi da loro adorati non siano veri Dèi etc... (fino a prova contraria se gli Dèi non si rimanifesteranno in maniera concreta dubito che si possa fare a meno delle antiche Tradizioni e comunque, non credo che gli Dèi siano in contrasto con esse...) significherebbe vederli secondo un'ottica post-cristiana... in cui gli Dèi entrano in un dato momento della Storia e squalificano ciò che è stato prima di tale avvento.
    Premesso che parliamo dei principî e non di coloro che se ne fanno portatori, come tu stesso rilevi:

    non bisogna fare l'errore di considerare la Gentilitas valutandola a seconda di chi oggi se ne fa, legittimamente o meno, portatore.
    Abbiamo detto che, per essere neoplatonici ‘fino in fondo’, non si può non aderire (adesione di cui abbiamo rilevato tutta la drammatica problematicità), almeno a livello ‘ideale’, alle Tradizioni del passato, con il necessario corredo ‘politeistico’.

    Ma altro sono le tradizioni del passato ed il ‘paganesimo istituzionale’ che fu, altro sono i tentativi di ricondursi ad esso. Non abbiamo in vista nessun gruppo o movimento in particolare: è il principio che ci interessa.
    Poiché dobbiamo escludere per forza, a meno di prove concrete, dal nostro discorso ‘filosofico’, le ipotesi di correnti sotterranee, di continuità rituali et cetera, di cui ben sappiamo, ogni tentativo di ricondursi a quel ‘paganesimo’ rimane, nel senso più largo del termine, un ‘neo’ paganesimo, nonostante alcune correnti rigettino con forza questa definizione. (Sarebbe forse più corretto definire ‘paganesimo’ quello post-cristiano, e ‘antica religione’ quello antico?).
    Il discorso dell’operatività ‘rituale’ è complesso e spinoso, come abbiamo visto interrogandoci sul tema con l’esimio Chaos. I gruppi o i singoli che praticano il ‘paganesimo’ oggi procedono per tentativi, basandosi quasi esclusivamente su dati storico-archeologici (questo sempre escludendo il discorso ‘sotterraneo’ di cui finora nessuno ci ha offerto efficace dimostrazione e che escludiamo qui), con procedimenti comparativi e filologici: la ricerca di una via è affidata in fin dei conti ad ognuno, ‘padre e sacerdote di sé stesso’.
    Queste forme di ‘paganesimo’ sono evidentemente, per un neoplatonico, accessorie.


    Dadoukos ho riletto poi l'iter di questa discussione incominciata nell'altro topic, e un dubbio mi è sorto... stai forse teorizzando il fatto che i Neoplatonici sono dei Gentili a parte? o meglio non sono nemmeno Gentili, sono semplicemente, appunto, Neoplatonici? questa discussione un pò mi destabilizza... perchè come hai visto sostanzialmente concordiamo su molte cose, ma ci sono delle sfumature del tuo pensiero o dei significati più reconditi che non riesco ad afferrare, a decifrare.
    Come detto, mentre le ‘sistematizzazioni’ neoplatoniche ci sono pervenute pressoché intatte (e in parte ancora inesplorate), il corpus teologico-rituale della religione antica sopravvive in pochi frammenti.
    È ovvio che per i Neoplatonici antichi il problema nemmeno si pone, essi erano ‘gentili’ e ‘pagani’ nel senso che tu intendi.
    Diverso è il discorso per chi si sia definito (o sia stato definito) neoplatonico nei millenni seguenti la ‘cesura’ cristiana.
    I maggiori esponenti del pensiero neoplatonico (eccezion fatta per la corrente… ‘plotino-porfiriana’, e questo apre un altro problema) ritenevano l’atto cultuale e l’elemento ‘religioso’ irrinunciabile. Quindi chiunque partecipi pienamente delle dottrine neoplatoniche («nel senso di ADESIONE e PROFESSIONE di fede», come scrive Pfjodor) non può non interrogarsi sui modi di ricondursi a quelle Realtà Superiori che tale ‘sistema’ metafisico gli prospetta (e questo esclude subito Schopenauer ed Hegel dal novero dei neoplatonici, caro Pfjodor, però forse vi fa rientrare Tommaso ammiratore di Proclo… !).
    Questa ‘ricerca’, unita alla credenza , ‘fede’ (nel senso di pistis, che noi sappiamo differente da quella cristiana) negli Dei, può far giustamente parlare di ‘paganesimo’ (ad esempio, per un Thomas Taylor), anche se questa qualificazione appare alquanto riduttiva…
    Tale problematica ricerca ed adesione è tuttavia (spesso) distante dagli orizzonti del ‘paganesimo’ organizzato moderno, il quale, quando non è in tutt’altre faccende affaccendato, in gran parte non è nemmeno sfiorato da serî problemi metafisico-teologici.
    Ancora una volta, quindi, bisogna porre un deciso distinguo tra la (del tutto secondaria) adesione a gruppi ‘pagani’, e la condivisione di un’ottica ‘politeistica’ antica in connessione ad una problematica ricerca sul Sacro, la quale trova scarse consonanze con i primi .

  6. #6
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    Se capisco bene, sia tu che antiokos state affermando che uno che si proclama neoplatonico, per esserlo veramente ed autenticamente non può che rifarsi ai culti antichi politeisti?

    ps. ma allora cosa dire di un Goethe?
    non era forse un neoplatonico costui?

    il problema mi pare più complesso di quanto sembri.

  7. #7
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    Infatti... la questione della "moda" ed altro attiene alla Wicca e a tutta quella massa di neopagani o pseudo-pagani, io li chiamo anche post-cristiani.




    esatto, questo fenomeno anche io lo definirei post-cristianesimo, anche se il problema che subito si pone è qullo di inquadrare meglio gli inizi di tale fenomeno, e vi rendete conto anche voi che si tratta di una cosa assai problematica.
    Non credo che nell'epoca di ipazia ci fosse la percezione di un essere "post-cristiani".





    quindi comunque per entrambi un vero Neoplatonico "in soldoni" crede negli Dèi su questo non ci piove...


    questo "crede" è assai problematico mio caro.
    in che senso?
    atto devozionale?
    di appartenenza e poi di che tipo?
    filosofica, affettiva, cultuale.
    insomma, non mi pare che una "cosa" del genere vi esista oggi, ma potrei sbagliarmi.

  8. #8
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    ps. posso assicurarvi che vi sono molti davvero molti che si credono neoplatonici ma che non "credono" affatto nella reale esistenza degli antichi dei.

    e voi?
    ma sinceramente, credo che pure lo stesso Platone cominciasse a nutrire dei seri dubbi sulla reale concretezza dei culti dell'epoca in cui egli visse.
    interessante a questo proposito è il dialogo "eutifrone".

  9. #9
    Antiokos
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Se capisco bene, sia tu che antiokos state affermando che uno che si proclama neoplatonico, per esserlo veramente ed autenticamente non può che rifarsi ai culti antichi politeisti?[...]
    Il Neoplatonismo non è "qualcosa a parte" rispetto alla Gentilitas, nonostante i tentativi di appropriazione indebita operati dai cristiani, esso rappresenta la sistematizzazione più compiuta e organica della Tradizione classica, chi non accetta l'esistenza di una pluralità di enti divini non può essere neoplatonico, l'Uno non è YHWE.

    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    esatto, questo fenomeno anche io lo definirei post-cristianesimo, anche se il problema che subito si pone è quello di inquadrare meglio gli inizi di tale fenomeno, e vi rendete conto anche voi che si tratta di una cosa assai problematica.
    Infatti non è questo il topic adatto.

    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Non credo che nell'epoca di ipazia ci fosse la percezione di un essere "post-cristiani".
    E' ovvio... 1700 anni di dominio cristiano non sono acqua...

    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    questo "crede" è assai problematico mio caro.
    in che senso?
    atto devozionale?
    di appartenenza e poi di che tipo?
    filosofica, affettiva, cultuale.
    insomma, non mi pare che una "cosa" del genere vi esista oggi, ma potrei sbagliarmi.
    Di che "cosa" parli? cosa non esisterebbe? e il "vi" per cosa stà? "vi" dove?
    Potrei fare il sarcastico e rigirarti la domanda e chiederti se puoi davvero credere che un galileo vissuto 2000 anni fa, di cui de facto non sai nulla di certo, sia morto e risorto per i "peccati" dell'umanità, e se credi che tali "peccati" siano stati cancellati tramite un sacrificio umano; potrei chiederti se davvero credi che costui possa essere l'Unico Dio Signore dell'Universo... potrei chiederti se credi davvero che Mosè abbia aperto le acque del Mar Rosso, o che Sodoma e Gomorra sono state distrutte dagli angeli di YHWE... etc.

    Cosa sarebbe "problematico"? credere negli Dèi, credere in una pluralità di enti o esseri divini sarebbe problematico? per quale motivo?

    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    ps. posso assicurarvi che vi sono molti davvero molti che si credono neoplatonici ma che non "credono" affatto nella reale esistenza degli antichi dei.
    Gli Dèi non sono antichi sono Eterni... che "neoplatonici" sarebbero coloro i quali conosci...?

    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    e voi?
    Puoi scommetterci che ci credo e pure che esistono...

    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    ma sinceramente, credo che pure lo stesso Platone cominciasse a nutrire dei seri dubbi sulla reale concretezza dei culti dell'epoca in cui egli visse.
    interessante a questo proposito è il dialogo "eutifrone".
    La solita solfa... Platone (ed altri filosofi) non era davvero un Gentile, non credeva negli Dèi bla bla bla, roba già letta, roba già sentita.

  10. #10
    Amore vince la morte
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    Predefinito

    ]Il Neoplatonismo non è "qualcosa a parte" rispetto alla Gentilitas, nonostante i tentativi di appropriazione indebita operati dai cristiani, esso rappresenta la sistematizzazione più compiuta e organica della Tradizione classica, chi non accetta l'esistenza di una pluralità di enti divini non può essere neoplatonico, l'Uno non è YHWE.


    se solo i cristiani ne fossero consapevoli, se solo se solo.
    senti antiokos, potresti farmi un favore, potresti dirlo tu pure a tutti i cattolici, ortodossi, copti ecc ecc insomma a tutti i cristiani del mondo questa semplice verità,
    UNO di Platone/Plotino non è YHWH e qundi non può essere il Dio Tri-uno il TEANTROPO!!!


    ti prego, mi daresti una mano a dirlo, a urlarlo a tutti?
    grazie







    Potrei fare il sarcastico e rigirarti la domanda e chiederti se puoi davvero credere che un galileo vissuto 2000 anni fa, di cui
    de facto non sai nulla di certo, sia morto e risorto per i "peccati" dell'umanità, e se credi che tali "peccati" siano stati cancellati tramite un sacrificio umano;

    SI


    potrei chiederti se davvero credi che costui possa essere l'Unico Dio Signore dell'Universo...

    SI

    potrei chiederti se credi davvero che Mosè ha aperto le acque del Mar Rosso, o che Sodoma e Gomorra sono state distrutte dagli angeli di YHWE... etc.

    simbolicamente SI (sai non appartengo alla scuola antiochena ma a quella alessandrina io).

    se questo è il tuo sarcasmo, te ne sono grato amico mio.



    Cosa sarebbe "problematico"? credere negli Dèi, credere in una pluralità di enti o esseri divini sarebbe problematico? per quale motivo?

    Puoi scommetterci che ci credo e pure che esistono...


    ma esistono come esiste il sole, o esistono come esiste l'aria?
    e poi, dove stanno?
    scusami per queste domande epicuree.



    La solita solfa... Platone (ed altri filosofi) non era davvero un Gentile, non credeva negli Dèi bla bla bla, roba già letta, roba già sentita.


    no no, era gentile eccome, ma il suo socrate è il padre del dubbio, il padre della dialettica..
    rileggiti eutifrone.

    shalom optime

 

 
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