Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 12
  1. #1
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito 50 - Morachici a Congresso

    MONARCHICI A CONGRESSO

    “Dal 13 al 15 aprile, a Peschiera del Garda, si aprirà per il Movimento monarchico italiano una fase decisiva. Con il VII° congresso nazionale, seguito anche dal principe di Piemonte e di Venezia Emanuele Filiberto di Savoia, volteremo pagina e daremo nuovo significato all’essere monarchici. Fedeli ai valori di sempre, ma decisamente proiettati verso il futuro. E disponibili al più aperto confronto sulle principali istanze politiche e sociali che attraversano il Paese”. Così il segretario nazionale Alberto Claut sintetizza la volontà di guardare avanti che già traspare dai documenti congressuali del Mmi e soprattutto dalla revisione della sua Carta fondamentale, la cui nuova stesura a ventitré anni dalla precedente verrà presentata e discussa proprio a Peschiera.

    “Negli ultimi anni il panorama è cambiato anche per noi”, precisa. “L’impegno contro l’esilio dei discendenti maschi di Casa Savoia è venuto meno, causa la cessazione degli effetti della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione. Il rientro delle salme dei nostri regnanti ancora sepolti in terra straniera è diventato motivo di confronto tra i familiari e il governo italiano, e ora si colloca in un dibattito non solo storico dove le voci contrarie si sono notevolmente ridotte: rimane più che un auspicio, ma non una richiesta svincolata dalla volontà dei parenti. Allo stesso modo, la battaglia per la modifica dell’articolo 139 ha trovato collocazione in un maggiore impegno per la tutela delle libertà fondamentali e dei diritti civili. Occorrono una mentalità e una metodologia d’azione del tutto nuove, anche per essere veramente presenti sulla scena politica nazionale. In caso contrario, i monarchici continueranno a essere portatori di voti, buoni per sostenere questo o quel candidato a ogni chiamata elettorale, ma sostanzialmente privi di un progetto in grado di qualificarli e distinguerli da tutti gli altri”.

    Claut spiega che “la presenza del principe Emanuele Filiberto all’assise di Peschiera sarà sostanziale, non formale. Dopo la prima Convenzione nazionale monarchica a Roma, si è cercato di ragionare insieme nel rispetto delle peculiarità di tutte le organizzazioni. Ne è uscito un quadro soddisfacente, in particolare per la consapevolezza raggiunta dai presenti che uniti si può contare di più. Logica conseguenza è stata una riflessione all’interno del Mmi, al cui Segretario nazionale è stato affidato il ruolo di coordinare i lavori del comitato per un disegno politico unitario, dal quale potrebbe anche sortire un’aggregazione con caratteristiche e finalità nuove”.

    Il segretario nazionale Alberto Claut precisa comunque che “il Movimento monarchico italiano non ha alcuna intenzione di ammainare il Tricolore con lo stemma sabaudo. Anzi, più che raddoppiati nell’ultimo quinquennio i suoi iscritti, si propone come motore di questo rinnovamento politico generale. E avanzerà proposte sempre più concrete, cercando la collaborazione di tutte quelle organizzazioni che considerano la prospettiva monarchica una libera scelta in seno a una democrazia matura. Tra i principali temi congressuali di dibattito, la difesa della famiglia e i profondi mutamenti in atto nella società italiana; la continuità del messaggio risorgimentale, alla base del nostro essere cittadini titolari di diritti e doveri; la trasmissione dei valori nazionali e la conservazione di quote di sovranità in seno all’Unione Europea, che deve proporsi come soggetto politico e non come una dittatura di burocrati e mercanti; i rapporti internazionali e il rilancio dell’Italia nel quadro delle relazioni euro-mediterranee, affinché i paesi che si affacciano su questo mare riscoprano i tratti comuni di una comune civiltà; il controllo e la gestione dei flussi migratori, le insidie della globalizzazione, la tutela del patrimonio artistico e ambientale, il turismo culturale inteso come risorsa economica e occupazionale, la reale competitività del sistema Italia e la qualità del “made in italy” che dovrà essere sempre più elemento di preferenza per i prodotti certificati e frutto delle capacità produttive delle maestranze artigiane e industriali italiane. Insomma, gli argomenti e la buona volontà non mancano.

    Parteciperanno i rappresentanti dei Partiti Politici Italiani e delle maggiori organizzazioni monarchiche, invitate, ad un momento di dibattito e confronto che veramente dovrà rappresentare l’inizio di un nuovo e comune percorso. Ed è certo che per il Movimento monarchico italiano, da Peschiera si cambierà”.

    Appuntamento al Centro Congressi “ Al Fiore” di Peschiera del Garda il 15 aprile per la parte pubblica con inizio alle ore 10,30.

    www.monarchici.org

  2. #2
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Che bello poter avere il tempo (e quindi il denaro) per poter seguire queste ed altre inizitive Monarchiche...

    Purtroppo dovrò leggere a posteriori il risultato. Che cosa ne pensate ?

    saluti

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jan 2011
    Messaggi
    503
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Caro Conterio vedi tu se pubblicare quanto inserico

    senza in nulla mancare di rispetto a S. A. R. il Duca L' avv. Malnati ha scritto qualcosa di interessante in merito alla linea di successione
    riproduco
    +++
    ISTITUTO DELLA REALE CASA DI SAVOIA
    Centro Studi ( da Tricolore)
    PRO VERITATE

    Altre dimostrazioni dell’infondatezza delle tesi aostane
    Franco Malnati
    L’ufficio studi di una strana Real Casa ha diramato, in data 29 marzo 2007, una preoccupata “avvertenza”,
    denunciando una “opera di disinformazione” di talune “pubblicazioni di ispirazione monarchica”, le quali si
    permetterebbero di mettere in dubbio le solari verità proclamate da essa Real Casa sulla successione
    dinastica, facendo “uso improprio dei fatti e dei principi richiamabili nella materia”.
    Orbene, io sono proprio una delle cattive persone autrici di quelle pubblicazioni (“pacate riflessioni”,
    magari!) e me ne dispiace. O no? O forse non mi dispiace affatto, visto che so quello che ho scritto, e visto
    che in fatto di “campagne” la “Real Casa” è bene ammanigliata, fra Mondadori, Stampa di Torino, Corriere
    della Sera, Novella 2000 e compagnia bella…….
    Ho contestato fatti precisi. L’ufficio studi li nega, forse? Neanche per sogno, li ammette, e non potrebbe fare
    diversamente. Preferisce svicolare, intrattenendosi a lungo, pagina dopo pagina, su di un unico argomento,
    col quale vorrebbe esaurire la discussione.
    L’argomento è quello di un preteso automatismo, in forza del quale, una volta violate da un principe reale le
    regie patenti del 1780, costui verrebbe escluso “ope legis” dalla famiglia e da ogni diritto dinastico. Non
    sarebbe dunque possibile una qualsivoglia forma di sanatoria, e la questione potrebbe essere sollevata in
    qualunque momento.
    Tutta la dissertazione, letterariamente pregevole (una bella tesi di laurea, o magari una abile comparsa
    conclusionale), si può riassumere in questo concetto teorico.
    Che però urta inesorabilmente contro la realtà pratica di una assoluta impossibilità di applicazione.
    Infatti, in mancanza di una declaratoria, pubblica, definitiva ed incontestabile, dell’avvenuta violazione, chi
    stabilisce la validità delle rivendicazioni del terzo interessato che invocasse l’esclusione del “colpevole”?
    Consentire una siffatta situazione di perenne dubbio (vera e propria spada di Damocle) significherebbe
    distruggere i princìpi di stabilità e di certezza del diritto che è uno dei pregi fondamentali dell’istituto
    monarchico.
    Questo è tanto evidente che mi riesce incomprensibile come il pensoso autore dello scritto amedeista non si
    sia accorto di essere smentito “per tabulas” proprio dalla lettera 25 gennaio 1960 prodotta con grande enfasi
    nel famoso libro di Aldo Mola.
    Ricordo che Re Umberto, nella lettera, avvertiva espressamente e formalmente il figlio (che rilasciò ricevuta
    della comunicazione) che ove la sua esclusione fosse stata decisa vi sarebbe stata appunto quella tale
    declaratoria.
    In altre parole, Re Umberto gli precisò in modo non equivoco che avrebbe troncato ogni dubbio dinastico
    informando, non solo le parti interessate e tutto l’universo principesco, ma anche il popolo italiano, del
    subentro del Duca d’Aosta in luogo di Vittorio Emanuele nei diritti dinastici alla successione sabauda sul
    trono dell’Italia unita. Ma, è pacifico, NON LO HA FATTO.
    Caro e dotto contradditore, i documenti non si possono usare secondo i propri comodi, citando quello che
    avvalora la nostra tesi e scaricando quello che la annienta. Bisogna leggerli e commentarli nella loro
    interezza. Se poi dànno fastidio, è preferibile lasciarli perdere piuttosto che andare incontro a clamorose
    autoreti, come questa.
    Ma, a proposito della pubblicazione in sè e per sè, io avevo posto un quesito non irrilevante, al quale si evita
    di rispondere dicendo che sarebbe “inutile” porre il problema di come lettere private siano divenute di
    pubblico dominio.
    E questo, francamente, non mi piace.
    Non perché mi disturbi il contenuto delle lettere. Ho appena dimostrato che sono una formidabile arma a
    favore della mia tesi, che è poi la tesi della legittimità monarchica, e non quella della tentata usurpazione. Mi
    disturba, invece, la indubbia constatazione che qui sotto vi è qualcosa di poco chiaro e di poco trasparente.
    Le lettere, risalenti agli Anni Sessanta, erano scambiate tra un padre e un figlio. Nessuno dei due ha mai
    inteso renderle di pubblica ragione. Il padre è deceduto un quarto di secolo fa. Il suo archivio privato è
    sparito, e la sparizione è tuttora avvolta nel mistero.
    CHI SI E’ PERMESSO DI CONSEGNARE QUESTI DOCUMENTI RISERVATI ALL’ARCHIVIO
    PRIVATO DI UNA TERZA PERSONA, COLLATERALE OLTRE IL SESTO GRADO DEGLI
    INTERESSATI E QUINDI LEGALMENTE NEPPURE PARENTE DEGLI STESSI? E IL
    RESPONSABILE DI QUESTO ABUSO, A SUA VOLTA, COME MAI AVEVA LA DISPONIBILITA’
    DEI DOCUMENTI?
    Io non credo che sia un problema inutile. Al contrario, mi sembra una questione delicata ed estremamente
    inquietante. Troppe cose non tornano, a cominciare dalle coincidenze che non mi sono stancato di denunciare
    nei miei modesti scritti.
    Giorni fa, tanto per fare un esempio, parlavo della distruzione delle memorie di Re Vittorio Emanuele III,
    voluta dal figlio, e dell’enigma del rapporto fra questi due sfortunati Sovrani (il “segreto di due Re”, titolo di
    un raro libro di Nino Bolla). Ora mi sento tirare in ballo, nella “memoria difensiva” del noto ufficio studi, il
    testamento di Re Umberto, nel quale manca la “quota privilegiata” a favore del figlio maschio erede
    potenziale al trono (argomento “della disperazione”, come usavano dire i grandi penalisti quando portavano
    avanti una tesi estrema, per salvare il salvabile).
    Ebbene, è il caso di ricordare che neppure Umberto II, per quanto già Re (sia pure esiliato) alla morte del
    padre che aveva in precedenza abdicato, ebbe la “quota privilegiata” del patrimonio paterno. Vittorio
    Emanuele III non fece neppure testamento, e così la successione “legittima” avvenne secondo quote paritarie
    fra i cinque figli.
    Questo significa, in tutta evidenza, che non vi è connessione fra la legittimità della successione dinastica e la
    attribuzione al successore legittimo di un trattamento patrimoniale preminente in sede ereditaria. La
    connessione sembra esistere, invece, fra tale trattamento e l’esercizio effettivo del potere monarchico
    nell’ordinamento giuridico statale. La “ratio” consiste probabilmente nel maggior prestigio di cui un
    monarca sul trono ha bisogno, e che gli può derivare da più larghe disponibilità economiche.
    Comunque, l’esperienza italiana è chiara. Le due ultime successioni sono avvenute, entrambe, senza
    trattamento privilegiato, e si sono verificate, entrambe, in periodo di forzato esilio dalla Patria, mentre in
    precedenza accadeva esattamente l’opposto.
    Detto questo, non è certo il caso di seguire ulteriormente l’interlocutore nella sua complicata polemica,
    mentre può essere utile apportare, per il lettore in buona fede, qualche altro elemento di valutazione.
    Lo traggo da una fonte insospettabile, cioè dal Duca d’Aosta. Qualcuno ricorderà che negli Anni Ottanta uscì
    un altro libro-intervista (simile a quello del 2002 con Fabio Torriero, del quale ho già parlato), scritto in
    collaborazione con Gigi Speroni e intitolato “In nome del Re”. La mia copia, edita dalla “Rusconi”, è del
    1986, e fu dunque pubblicata tre anni dopo la morte di Re Umberto, in un periodo nel quale Vittorio
    Emanuele si trovava alle prese col complotto Hamer (per richiamare le date, siamo otto anni dopo il fatto e
    sei prima del proscioglimento finale).
    Amedeo d’Aosta si confessa in modo apparentemente sincero ed onesto, esponendo ad un intervistatore
    amico come Speroni le sue emozioni passate e presenti.
    Di queste ultime, riferite in sostanza al 1986, non è il caso di occuparsi adesso, dato che si riferiscono a sue
    speranze successivamente deluse dall’esito del processo a Vittorio Emanuele (naturalmente, non erano
    speranze aperte e disinvolte, ma fra le righe non è difficile percepire un malcelato “mors tua, vita mea”,
    contornato da innumerevoli frasi di circostanza…..).
    Qui interessa molto di più la fase precedente, quando era ancora in vita Re Umberto, con particolare riguardo
    alla fine degli Anni Sessanta.
    Il racconto non è nuovo, ma va riletto attentamente alla luce delle discussioni che si stanno facendo oggi,
    spesso tra persone non informate.

    Dalla pagina 21 alla pagina 28 del libro troviamo l’esposizione dell’episodio centrale della storia, rivelato
    per la prima volta in quella sede.
    Siamo nel dicembre del 1969, ossia proprio nella stessa epoca in cui era all’apice il conflitto fra Umberto e
    Vittorio Emanuele per le nozze con Marina Doria (risalirebbe al 15 di quel mese la famosa “destituzione”).
    Amedeo narra dunque che una sera, a tarda ora, ricevette una telefonata del conte Rinaldo Rinaldi, reduce da
    Cascais dove si era intrattenuto per tre giorni con il Re. Questi gli disse di avere per lui un messaggio
    importante ed urgentissimo, tanto urgente da non consentire neppure un rinvio all’indomani. Egli salì in
    macchina a mezzanotte, e si precipitò a Milano, all’Hotel Gallia, dove si trovava il Rinaldi. Là rimase a
    colloquio dalle tre alle sei del mattino, ed apprese che Re Umberto lo voleva immediatamente a Cascais, in
    quanto aveva deciso “di passargli l’investitura e di nominarlo erede al trono”.
    Qui il Duca interrompe il racconto e passa a descrivere la sua reazione “tramortita” e “angosciata”. Afferma
    di avere pensato prima di tutto allo sconvolgimento della sua vita, di fronte alla prospettiva dell’esilio, alla
    quale non si sentiva preparato. Ricorda che in quel momento aveva ventisei anni, che aveva tre figli piccoli, e
    che stava avviando una attività agricola al Borro. Voleva restare in Italia, e si chiedeva se fosse possibile
    conciliare il suo nuovo ruolo con la drastica norma costituzionale esistente (forse, sperava, cedendo il titolo
    al piccolo figlio Aimone che, secondo lui, le generosa Repubblica non avrebbe osato mandare in esilio….).
    Ma comunque, continua, non gli passò neppure per la mente il pensiero del rifiuto. Alle sei e mezzo della
    stessa mattina prese in mano il telefono e chiamò il numero diretto di Cascais. Gli rispose il mattiniero conte
    Raimondo Olivieri, in quanto il Re dormiva, ed a lui comunicò di essere pronto a partire anche subito.
    Olivieri però non sapeva nulla, e si riservò di richiamare non appena Re Umberto si fosse svegliato.
    Poco dopo giunse la telefonata del collaboratore del Sovrano. Il messaggio era abbastanza laconico ed
    imprevisto. La cosa, secondo il Re, “non era poi così urgente”. Amedeo poteva andare anche due o tre giorni
    dopo.
    Impaziente, il giovane Duca partì al più presto possibile, e rimase a Cascais, ospitato con l’abituale squisita
    cortesia, per diversi giorni (dal testo del libro, non si capisce bene se cinque, sei o sette).
    La narrazione della visita è abbastanza dettagliata, quasi giorno per giorno, ed evidenzia - in modo patetico,
    molto credibile, e perfino un po’ comico - gli sforzi disperati dell’ospite per cercare di andare sull’argomento
    che gli stava a cuore, sforzi peraltro elusi con consumata abilità dal “Re Signore”, i cui silenzi esasperavano
    le ansie e le frustrazioni dell’interlocutore. In conclusione, Amedeo se ne ritornò in Italia senza avere avuto
    una parola di chiarimento. Quando riferì al conte Rinaldi, questi rimase “esterrefatto” e profondamente
    dispiaciuto.
    Nell’intervista, Speroni tenta di ottenere dal Duca una qualche ipotesi sulla singolare vicenda, ma invano.
    Una sola cosa emerge, ed Amedeo la riconosce senza ambagi: che il Re aveva avuto, nel giro di pochissimi
    giorni, un netto ripensamento. Non se lo spiega, ecco tutto!
    Noi, a distanza di vent’anni, possiamo però riflettere.
    La prima considerazione che viene in mente è la definitiva cancellazione della famosa tesi dell’automatismo.
    Re Umberto sapeva benissimo che il “cambio di investitura” (per così dire!) era affare delicato e complesso,
    che non poteva essere lasciato in balìa degli eventi, e anzi doveva essere attentamente pilotato da lui, solo da
    lui. E la mossa preliminare doveva essere, logicamente, il contatto col successore designato, sia per
    informarlo che per sentire le sue intenzioni. Di qui il messaggio inviato ad Amedeo, in un certo giorno del
    dicembre 1969, tramite il conte Rinaldi. E di qui pure la successiva “frenata”, quale che ne sia stata la
    motivazione.
    La seconda riguarda il seguito. Infatti, dopo di allora non vi fu più nulla che giustificasse le comprensibili
    ambizioni del Duca. Questi lo conferma nel libro, e alla domanda dell’intervistatore (pagina 11) sul perchè
    non avesse mai sollevato la questione, risponde come segue: “Quando il Re era vivo, per ovvii motivi; dopo
    la sua morte perchè non volevo aprire penose polemiche, dividere ancora di più la nostra famiglia. E anche
    adesso non rivendico nulla, almeno dal punto di vista strettamente giuridico”.
    Questo veniva detto, ripeto, nel 1986. E fu confermato nel 2002, per essere subito dopo ribaltato non appena
    Vittorio Emanuele ottenne di rientrare in Italia, ossia giusto nel momento in cui tutti i monarchici avrebbero
    potuto e dovuto unirsi per rivendicare le loro ragioni ingiustamente represse.
    Che cosa si deve pensare?
    +++++++++

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jan 2011
    Messaggi
    503
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    MI spiace che il Principe non abbia potuto essere presente. avete notizie in merito al congresso
    ogni bene vs Bizzzarrro

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Oct 2005
    Messaggi
    39
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Congresso Nazionale MMI

    Citazione Originariamente Scritto da bizzzarrro Visualizza Messaggio
    MI spiace che il Principe non abbia potuto essere presente. avete notizie in merito al congresso
    ogni bene vs Bizzzarrro
    Interessante il confronto tra le notizie ed i documenti oggi diffusi sul tema dal sito MMI ( www.monarchici.org ) e lo spettegolezzo dal sito di "Tricolore".

    Il TGRAI ieri sera ha diffuso da Peschiera la registrazione di una telefonata, durante il Congresso Mmi, del Principe Emanuele Filiberto; idem - verifica nel nordest - hanno fatto altre TV; erano (?) presenti parecchie organizzazioni....(lì si elencano); cosa non usuale nell'ambiente monarchico Alleanza Monarchica - alternativa al MMI - ha potuto prendere la parola; Il Presidente della Società Sala Storica di Peschiera pure......... e l'INGORTP; ecc...

    Una foto "significativa" diffusa da Tricolore ritrae una sala vuota: perchè - dove erano i delegati, quando - in pausa o durente i lavori, a che fine il dileggio - solita inviadia monarcheide, chissà...................

    Il delatore non ne era informato? Oppure aveva un preciso mandato dal folcloristico C.S. "gallico"?

    La cosa non è di mio interesse, ma alcune domande s'impongono: chi potrà avere interesse a mantenere attive le contrapposizioni associative; se l'MMI -oggi oggeto di attenzione - conterebbe poco - perchè dargli visibilità, qual'è l'intento di pubblicizzare le nuove iniziative di un principe "nipote di Umberto II" che non è Emanuele Filiberto ne Aimone di Savoia Aosta (Tricolore agenzia senza firma)?

    Si apra un dibattito !

  6. #6
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da super.partes Visualizza Messaggio
    ....

    La cosa non è di mio interesse, ma alcune domande s'impongono: chi potrà avere interesse a mantenere attive le contrapposizioni associative; se l'MMI -oggi oggeto di attenzione - conterebbe poco - perchè dargli visibilità, qual'è l'intento di pubblicizzare le nuove iniziative di un principe "nipote di Umberto II" che non è Emanuele Filiberto ne Aimone di Savoia Aosta (Tricolore agenzia senza firma)?

    Si apra un dibattito !
    Potete spiegarmi questa parte ? Non ho capito a chi ci stiamo riferendo !

    Grazie

  7. #7
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Oct 2005
    Messaggi
    39
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito i nipoti

    Citazione Originariamente Scritto da Conterio Visualizza Messaggio
    Potete spiegarmi questa parte ? Non ho capito a chi ci stiamo riferendo !

    Grazie
    Certo, caro amico,
    si nota che le "distinzioni" o "affezioni" inquesti ultimi tempi sembrano così ripartite - quali riferimenti - :
    UMI - FERT: Aimone di Savoia Aosta
    CMI - CS - TRICOLRE: Serge di Jugoslavia
    Altri: Emanuele Filiberto

    Tutti nipoti .....

    Quando i prossimi?

  8. #8
    Giuro di essere fedele al Re!
    Data Registrazione
    04 May 2003
    Località
    Luzern - Pesaro
    Messaggi
    5,826
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    11 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da super.partes Visualizza Messaggio
    Interessante il confronto tra le notizie ed i documenti oggi diffusi sul tema dal sito MMI ( www.monarchici.org ) e lo spettegolezzo dal sito di "Tricolore".

    Il TGRAI ieri sera ha diffuso da Peschiera la registrazione di una telefonata, durante il Congresso Mmi, del Principe Emanuele Filiberto; idem - verifica nel nordest - hanno fatto altre TV; erano (?) presenti parecchie organizzazioni....(lì si elencano); cosa non usuale nell'ambiente monarchico Alleanza Monarchica - alternativa al MMI - ha potuto prendere la parola; Il Presidente della Società Sala Storica di Peschiera pure......... e l'INGORTP; ecc...

    Una foto "significativa" diffusa da Tricolore ritrae una sala vuota: perchè - dove erano i delegati, quando - in pausa o durente i lavori, a che fine il dileggio - solita inviadia monarcheide, chissà...................

    Il delatore non ne era informato? Oppure aveva un preciso mandato dal folcloristico C.S. "gallico"?

    La cosa non è di mio interesse, ma alcune domande s'impongono: chi potrà avere interesse a mantenere attive le contrapposizioni associative; se l'MMI -oggi oggeto di attenzione - conterebbe poco - perchè dargli visibilità, qual'è l'intento di pubblicizzare le nuove iniziative di un principe "nipote di Umberto II" che non è Emanuele Filiberto ne Aimone di Savoia Aosta (Tricolore agenzia senza firma)?

    Si apra un dibattito !
    A qual fine? Quello di trasformare questo forum in ulteriore pedina sullo scacchiere delle lotte tra quattro... beh, definiscili Tu!

    Dibattiamo di Monarchia e di repubblica. Questo si.

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jan 2011
    Messaggi
    503
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Caro Super partes

    Non condivido questa asserzione se permetti!
    sono recente a questo forum, ma non all' ambito monarchico!

    CMI - CS - TRICOLRE: Serge di Jugoslavia
    Altri: Emanuele Filiberto

    Tutti nipoti è verò e ti potrei dire anche di più! Ma sarebbero informazioni e notizie personali! Ma perchè volete contrapporre il principe Sergio che opera con il Regina Elena e Emanuele Filiberto? sapete quali le loro relazioni oltrecchè parentali amicali dall' infanzia!? Poi, mi sia perdoni ma S A R il P.pe Sergio ha mai creato problemi a S A R il Principe Emanuele?
    perchè creare altro malessere? la tua affermazione mi ferisce sinceramente!
    E non mi pare che Tricolore dia spazio solo a Ppe Sergio, anzi! e perdonami, ma credo sia un' ottimo sistema di informazioni e aggiornato, sempre!

    Posso presumere che la tua "tabella" che avrà pire delle motivazioni non dia felicità ai due Principi!
    Consentimi di dirti il mio povero grazie per la tua presenza e i tuoi ideali, non cogliere nessuna mia parola come critica ma ricevila benevolmente come sollecitazione al meglio per i Principi

  10. #10
    Monarchico da sempre !
    Data Registrazione
    15 Oct 2004
    Località
    Italia
    Messaggi
    10,884
     Likes dati
    6
     Like avuti
    51
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da bizzzarrro Visualizza Messaggio
    Non condivido questa asserzione se permetti!
    sono recente a questo forum, ma non all' ambito monarchico!

    CMI - CS - TRICOLRE: Serge di Jugoslavia
    Altri: Emanuele Filiberto

    Tutti nipoti è verò e ti potrei dire anche di più! Ma sarebbero informazioni e notizie personali! Ma perchè volete contrapporre il principe Sergio che opera con il Regina Elena e Emanuele Filiberto? sapete quali le loro relazioni oltrecchè parentali amicali dall' infanzia!? Poi, mi sia perdoni ma S A R il P.pe Sergio ha mai creato problemi a S A R il Principe Emanuele?
    perchè creare altro malessere? la tua affermazione mi ferisce sinceramente!
    E non mi pare che Tricolore dia spazio solo a Ppe Sergio, anzi! e perdonami, ma credo sia un' ottimo sistema di informazioni e aggiornato, sempre!

    Posso presumere che la tua "tabella" che avrà pire delle motivazioni non dia felicità ai due Principi!
    Consentimi di dirti il mio povero grazie per la tua presenza e i tuoi ideali, non cogliere nessuna mia parola come critica ma ricevila benevolmente come sollecitazione al meglio per i Principi
    Quoto convintamente... serve suddividere ulteriormente ed artificiosamente il nostro credo ?

    Vogliamo uscire dal circolo vizioso che ci vede pedine inconsapevoli di qualche grossa mente repubblicana ?

    Saluti

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 215
    Ultimo Messaggio: 28-11-08, 12:07
  2. Congresso vero, congresso subito
    Di Metapapero nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 51
    Ultimo Messaggio: 27-11-08, 21:16
  3. Pegolo: sul congresso e sul dopo-congresso
    Di markos nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 41
    Ultimo Messaggio: 10-07-08, 16:12
  4. Congresso Regionale Marche (congresso Provinciale)
    Di A.Gi.Re. nel forum Repubblicani
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 09-07-07, 16:40
  5. Risposte: 35
    Ultimo Messaggio: 29-10-04, 19:34

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito