Cari compagni
mi sarei aspettato un trafiletto su tutti i giornali, sopratutto di destra, riguardo all'inizio del processo Calipari (poi già rinviato ndr.), per trovare finalmente il colpevole di quel barbaro omicidio (perchè di tale si tratta).
Invece, a parte un trafiletto, timido, quasi ingenuo, su "Il Foglio", su resto degli altri giornali nulla. Deserto.
Eppure è morto un serviotre dello Stato, come piace chiamarli ad una certa destra populista. E' dunque naturale che il mio disprezzo per tutto ciò che si erge a difesa dei servizi di sicurezza, forze dell'ordine etc, e poi se ne lava le mani quando la campagna pubblicitaria ha terminato il suo compito, aumenti esponenzialmente. Mi facevate ribrezzo prima, ed ora siete affossati nel vostro putridume intellettuale.
Ma anche a sinistra non pensiate gli articoli giganteggino. Io non ho l'abbonamento on-line a Repubblica ( non è uscita oggi, ma potevano anticipare la notizia): mi auguro che chi ce l'abbia possa trovare un trafiletto. Anche minuscolo. Corriere idem
Vi presento qui il primo articolo che ho trovato, da quel polpettone di quotidiano (L'Unità), ma questo passa per ora il convento
Calipari, rinviato il processo al soldato Usa che sparò
Come annunciato è iniziato ed è subito stato rinviato al 14 maggio il processo nell'aula bunker di Rebibbia ,a Roma, contro Mario Lozano, il soldato Usa che da un check point sulla Irish Route, a Baghdad, sparò, il 4 marzo 2005, sull'auto nella quale si trovava l'inviata del Manifesto Giuliana Sgrena, appena liberata, ed uccise il funzionario del Sismi Nicola Calipari violando «macroscopicamente - secondo la magistratura romana - le basilari regole di ingaggio».
Il nuovo difensore dell'imputato, Alberto Biffani, ha chiesto e ottenuto il rinvio al 14 maggio per studiare l'intero incartamento sostenendo «che Lozano non ha mai avuto conoscenza dell' esistenza del procedimento in cui è imputato». «Si è tentato in tutti i modi - ha spiegato alla Corte il pm Franco Ionta - di notificare la richiesta di rinvio a giudizio, ma ciò è stato impossibile poichè l' unica risposta arrivata è che per gli Stati Uniti il caso è chiuso. È impensabile che Lozano non fosse a conoscenza del procedimento in cui è coinvolto, poichè i fatti in esame sono stati oggetto anche di interlocuzione tra i Governi italiano e americano». Comunque sia al rinvio al 14 maggio l'accusa non si è opposta.
La terza corte di assise di Roma giudicherà l'ex soldato Usa per omicidio volontario e tentato duplice omicidio (oltre che della Sgrena anche dell'autista Andrea Carpani). Nel rinviare a giudizio Lozano, il gup Spinaci ha dichiarato che quello di Calipari fu «un delitto oggettivamente politico», ma soprattutto che l'Italia è competente a giudicare Lozano, a dispetto di quanto previsto dall' articolo 10 del codice penale (presenza in Italia dello straniero che abbia commesso reati all' estero ai danni di nostri connazionali), perché il reato a lui contestato, come sostenuto dai pm Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio, è aggravato dall' «offesa arrecata agli interessi dello Stato», circostanza che, di fatto, consente di superare i paletti posti dall'articolo 10 cp.
Lozano è accusato di aver violato le regole di ingaggio e di aver aperto il fuoco «in contemporanea all'accensione della luce» sulla Toyota diretta all' aeroporto di Baghdad. «La condotta di Mario Lozano - scrisse il gup Spinaci nell'ordinanza di rinvio a giudizio del 7 febbraio scorso - appare sorretta da un dolo diretto finalizzato a raggiungere l'obiettivo di bloccare l'autovettura anche mediante il ferimento o la morte dei suoi occupanti quasi certamente previsti o, alternativamente, voluti».
Accuse respinte dall'ex marine Usa che, in alcune recenti interviste a mezzo stampa (e tv), ha detto di aver rispettato le regole di ingaggio.



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