Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Processo Calipari: silenzio assordante

    Cari compagni

    mi sarei aspettato un trafiletto su tutti i giornali, sopratutto di destra, riguardo all'inizio del processo Calipari (poi già rinviato ndr.), per trovare finalmente il colpevole di quel barbaro omicidio (perchè di tale si tratta).
    Invece, a parte un trafiletto, timido, quasi ingenuo, su "Il Foglio", su resto degli altri giornali nulla. Deserto.
    Eppure è morto un serviotre dello Stato, come piace chiamarli ad una certa destra populista. E' dunque naturale che il mio disprezzo per tutto ciò che si erge a difesa dei servizi di sicurezza, forze dell'ordine etc, e poi se ne lava le mani quando la campagna pubblicitaria ha terminato il suo compito, aumenti esponenzialmente. Mi facevate ribrezzo prima, ed ora siete affossati nel vostro putridume intellettuale.

    Ma anche a sinistra non pensiate gli articoli giganteggino. Io non ho l'abbonamento on-line a Repubblica ( non è uscita oggi, ma potevano anticipare la notizia): mi auguro che chi ce l'abbia possa trovare un trafiletto. Anche minuscolo. Corriere idem

    Vi presento qui il primo articolo che ho trovato, da quel polpettone di quotidiano (L'Unità), ma questo passa per ora il convento

    Calipari, rinviato il processo al soldato Usa che sparò




    Come annunciato è iniziato ed è subito stato rinviato al 14 maggio il processo nell'aula bunker di Rebibbia ,a Roma, contro Mario Lozano, il soldato Usa che da un check point sulla Irish Route, a Baghdad, sparò, il 4 marzo 2005, sull'auto nella quale si trovava l'inviata del Manifesto Giuliana Sgrena, appena liberata, ed uccise il funzionario del Sismi Nicola Calipari violando «macroscopicamente - secondo la magistratura romana - le basilari regole di ingaggio».

    Il nuovo difensore dell'imputato, Alberto Biffani, ha chiesto e ottenuto il rinvio al 14 maggio per studiare l'intero incartamento sostenendo «che Lozano non ha mai avuto conoscenza dell' esistenza del procedimento in cui è imputato». «Si è tentato in tutti i modi - ha spiegato alla Corte il pm Franco Ionta - di notificare la richiesta di rinvio a giudizio, ma ciò è stato impossibile poichè l' unica risposta arrivata è che per gli Stati Uniti il caso è chiuso. È impensabile che Lozano non fosse a conoscenza del procedimento in cui è coinvolto, poichè i fatti in esame sono stati oggetto anche di interlocuzione tra i Governi italiano e americano». Comunque sia al rinvio al 14 maggio l'accusa non si è opposta.
    La terza corte di assise di Roma giudicherà l'ex soldato Usa per omicidio volontario e tentato duplice omicidio (oltre che della Sgrena anche dell'autista Andrea Carpani). Nel rinviare a giudizio Lozano, il gup Spinaci ha dichiarato che quello di Calipari fu «un delitto oggettivamente politico», ma soprattutto che l'Italia è competente a giudicare Lozano, a dispetto di quanto previsto dall' articolo 10 del codice penale (presenza in Italia dello straniero che abbia commesso reati all' estero ai danni di nostri connazionali), perché il reato a lui contestato, come sostenuto dai pm Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio, è aggravato dall' «offesa arrecata agli interessi dello Stato», circostanza che, di fatto, consente di superare i paletti posti dall'articolo 10 cp.

    Lozano è accusato di aver violato le regole di ingaggio e di aver aperto il fuoco «in contemporanea all'accensione della luce» sulla Toyota diretta all' aeroporto di Baghdad. «La condotta di Mario Lozano - scrisse il gup Spinaci nell'ordinanza di rinvio a giudizio del 7 febbraio scorso - appare sorretta da un dolo diretto finalizzato a raggiungere l'obiettivo di bloccare l'autovettura anche mediante il ferimento o la morte dei suoi occupanti quasi certamente previsti o, alternativamente, voluti».
    Accuse respinte dall'ex marine Usa che, in alcune recenti interviste a mezzo stampa (e tv), ha detto di aver rispettato le regole di ingaggio.

  2. #2
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    Vi terrò informati su altri eventuali (e spero tanti) articoli.

    Primo fra tutti quello di Giuliana dal Manifesto.

  3. #3
    Fu fgc.adelfia
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    io ho il Corriere di oggi e non c'è niente...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da fgc.adelfia Visualizza Messaggio
    io ho il Corriere di oggi e non c'è niente...
    Bene.

    Ora provo su Giornali americani

  5. #5
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    Ho trovato questo per ora

    Italian Judge Orders US Soldier to Stand Trial for Killing of Italian Intelligence Agent Nicola Calipari

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    A U.S. soldier has been ordered to stand trial in Italy for the deadly shooting of Italian intelligence agent Nicola Calipari in Iraq nearly two years ago. Calipari was escorting the Italian reporter Giuliana Sgrena out of Iraq following her release from a month-long abduction. The soldier -- Mario Lozano of the 69th Infantry Regiment in New York -- is likely to be tried in absentia. Sgrena joins with her reaction. [includes rush transcript]
    In Italy, a U.S. soldier has been ordered to stand trial for the deadly shooting of Italian intelligence agent Nicola Calipari in Iraq nearly two years ago. Calipari was escorting the Italian reporter Giuliana Sgrena out of Iraq following her release from a month-long abduction. The soldier -- Mario Lozano of the 69th Infantry Regiment in New York -- is likely to be tried in absentia.

    On Thursday, the Italian Foreign Ministry urged the United States to cooperate on the case. U.S. authorities have so far refused to give more details about the soldier and have refused to share documents concerning the shooting.
    The Pentagon maintains Calipari’s killing was an accident and it considers the case closed. In a statement Mario Lozano said “My side of the story was accurately portrayed in the Army’s report. I simply thought it was the enemy.” Giuliana Sgrena joins us on the phone from Finland. She was in the car with Nicola Calipari and wrote about her experience in the book “Friendly Fire: The Remarkable Story of a Journalist Kidnapped in Iraq.”
    • Giuliana Sgrena. Veteran foreign correspondent for the Italian newspaper Il Manifesto. She was held hostage by the Iraqi resistance in Iraq and survived an ambush-style attack by US forces immediately after being freed. A Senior Italian intelligence official, Nicola Calipari, was killed in that attack. She wrote about the incident in her book “Friendly Fire: The Remarkable Story of a Journalist Kidnapped in Iraq.”
    RUSH TRANSCRIPT
    This transcript is available free of charge. However, donations help us provide closed captioning for the deaf and hard of hearing on our TV broadcast. Thank you for your generous contribution.
    Donate - $25, $50, $100, more...


    JUAN GONZALEZ: In Italy, a US soldier has been ordered to stand trial for the deadly shooting of Italian intelligence agent Nicola Calipari in Iraq nearly two years ago. Calipari was escorting the Italian reporter Giuliana Sgrena out of Iraq following her release from a month-long abduction. The soldier, Mario Lozano of the 69th Infantry Regiment in New York, is likely to be tried in absentia.
    AMY GOODMAN: We turn now to Giuliana Sgrena. On Thursday, the Italian Foreign Ministry urged the United States to cooperate on the case. US authorities have so far refused to give more details about the soldier and have refused to share documents concerning the shooting. Giuliana Sgrena joins us now from Finland, where she's visiting. Your response to this latest development?
    GIULIANA SGRENA: Sorry, I didn't hear very well. You can repeat the question?
    AMY GOODMAN: Your response to this latest development?
    GIULIANA SGRENA: The latest development for us, for me and for the family of Calipari are satisfying, of course, because the Italian justice showed the independence of their inquiry. And deciding to go to a trial for -- with the indictment of Mario Lozano shows that Italy wanted to remove the impunity of the United States soldier for what they do in other countries like Iraq. So we are satisfied, because we think that maybe through this trial we can get, if not all the truth, at least a part of the truth. Of course, we know that there will be no collaboration of the US authorities and Mario Lozano will not come to Italy, but we think, anyway, that it will be useful for going on and clarify some aspects of what -- AMY GOODMAN: Giuliana Sgrena, we'll have to leave it there, and I thank you very much being with us, veteran foreign correspondent for the Italian newspaper Il Manifesto. Her book is called Friendly Fire.

    http://www.democracynow.org/article..../02/09/1614254

    Ma è un articolo vecchio, di febbraio

  6. #6
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    Sembra che all'estero se ne interessino molto più che da noi

    ROME, April 17, 2007 (AFP) - US marine Mario Lozano, accused of "voluntary homicide" in the March 2005 shooting death of Italian secret service agent Nicola Calipari, goes on trial in absentia Tuesday in a Rome court.

    The US military exonerated Lozano in the mysterious so-called "friendly fire" case, a finding that has never been accepted by the Italian government.

    The incident occurred near Baghdad airport shortly after Calipari -- who was number two in Italy's military intelligence hierarchy -- obtained the release of journalist Giuliana Sgrena after she spent a month in captivity in Iraq.

    Both sides agree that Lozano fired on the car carrying Calipari and Sgrena with Andrea Carpani, a fellow secret service officer, at the wheel. Calipari was killed, while Sgrena and Carpani were wounded.

    Calipari, who shielded Sgrena during the shooting, was hailed as a hero at home, awarded Italy's top bravery award and given a state funeral attended by tens of thousands.

    The United States insisted from the start that Lozano followed the rules of engagement and that the Italians' car was speeding towards the checkpoint when he opened fire.

    Italian ballistics experts concluded that Carpani was driving at a normal speed and that the US unit gave no warnings before opening fire. The Italian probe also found that there were no signposts warning of the checkpoint.

    The US side maintains that the Italian authorities had informed the US forces of the operation to free Sgrena and that there was a breakdown in their communications when the Italians' car was heading to the airport.

    Rome refused to sign a joint report, instead carrying out its own investigation, accepted by, among others, the pro-US then defence minister Antonio Martino.

    The Italians blame Calipari's death on the incompetence of tense and inexperienced US soldiers patrolling the airport road. The probe concluded that Lozano was probably frightened when he fired on the three Italians.

    He is charged with voluntary homicide in Calipari's death, as well as two counts of intent to kill Sgrena and Carpani.

    Sgrena insists that the maximum speed attained by the Toyota Corolla that the three Italians were riding in was 65 kilometres (40 miles) an hour, while the US report put the speed at 50 mph (80 kph).

    "Given the way they fired, it's difficult to think that anyone could come out alive," she told AFP last week.

    She said the Italian experts determined that 58 bullets hit the car, of which 57 were aimed at the passengers and only one -- the last one -- hit the engine.

    Sgrena told AFP on Monday that the prospect of the trial gives her hope as well as anguish.

    "I wanted the trial, and of course I'm happy that it's going to start and will take place," she said. "I have a lot of hope but also fear because in going back over all the details ... I have a lot of anguish."

    For his part, Lozano broke two years of public silence earlier this month when he told the New York Post that Sgrena's vehicle was moving at speed towards his checkpoint.

    "If you hesitate, you come home in a box -- and I didn't want to come home in a box. I did what any soldier would do in my position," Lozano told the newspaper last week.

    "You have a warning line, you have a danger line, and you have a kill line," he said. "Anyone inside 100 meters (yards) is already in the danger zone ... and you've got to take them out."


    http://www.france24.com/france24Publ...s-in-Rome.html

  7. #7
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    Vorrei rammentare a tutti (semmai ce ne fosse bisogno) che questo è l'uomo che gli Stati Uniti e Lozano hanno ucciso


  8. #8
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    ilsole24ore

    17 aprile 2007

    Roma, processo per l'uccisione di Calipari: subito rinviato al 14 maggio





    A Roma è stato rinviato al 14 maggio prossimo il processo a Mario Lozano per l'uccisione di Nicola Calipari. La corte presieduta da Angelo Gargani ha accolto l'istanza di rinvio fatta dal legale di Giuliana Sgrena al fine di verificare che sia stata notificata al dipartimento della difesa americana l'atto di citazione di responsabilità civile.Il rinvio è stato disposto dopo una breve camera di consiglio. Quando i giudici si sono ritirati per esaminare la richiesta, c'è stato uno scambio di battute tra Rosa Calipri, vedova del funzionario Sismi morto a Baghdad, e il difensore di Lozano «rispetto suo marito - ha detto il penalista alla parlamentare - voglio onorare la sua memoria».

    Dopo il rinvio a giudizio per omicidio volontario, il 7 febbraio scorso, davanti alla terza Corte d'Assise di Roma era cominciato stamattina il processo per la morte del funzionario del Sismi Nicola Calipari e per il contemporaneo ferimento della giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena, appena liberata dopo un mese di sequestro da parte di un gruppo di terroristi iracheni e dell'agente Andrea Carpani che era alla guida della Toyota diretta all'aeroporto della capitale irachena. Lozano sará infatti difeso dal legale Alberto Biffani, recentemente nominato. Calipari è morto il 4 marzo del 2005 a Baghdad, colpito dal fuoco americano al termine di una rischiosissima operazione per la liberazione di Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto rapita. Il funzionario del Sismi aveva giá condotto la trattativa che portò al rilascio di Simona Torretta e Simona Pari, a loro volta sequestrate in Iraq e liberate grazie alla mediazione dei nostri 007. Ma cosa avvenne quel maledetto giorno? È la sera del 4 marzo 2005: l'autovettura, una Toyota Corolla, sulla quale viaggiano Nicola Calipari, un altro agente dell'intelligence, Andrea Carpani e Giuliana Sgrena, si dirige verso l'aeroporto di Baghdad. La trattativa con i sequestratori è andata a buon fine, la giornalista italiana è stata liberata ed ora si tratta solo di predisporre il volo di rientro in Italia. All'improvviso, la tragedia: una pattuglia militare della guardia nazionale statunitense è in servizio di vigilanza sulla 'route Irish', la strada che collega il centro di Baghdad con l'aeroporto. Il posto di blocco è stato approntato in previsione del passaggio di un convoglio con a bordo l'ambasciatore americano. Arriva la macchina con a bordo Calipari e finisce sotto il fuoco dei soldati Usa: lo 007 italiano muore sotto i colpi dei militari, Giuliana Sgrena rimane ferita. In servizio al posto di blocco anche il militare Usa Mario Lozano, soldato speciale in servizio presso il 69esimo Reggimento di fanteria della Guardia Nazionale di New York, successivamente identificato dai carabinieri del Ros anche con indagini sul luogo della tragedia e rinviato a giudizio il 7 febbraio scorso dal Gup di Roma Sante Spinaci. Il 9 marzo successivo l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riferì sull'accaduto al Senato: «I nostri agenti, giunti a Baghdad, hanno innanzitutto assunto i necessari contatti con le autoritá militari americane che presiedevano l'aeroporto; hanno ottenuto il lasciapassare di libero movimento nello scalo aeroportuale e nelle zone limitrofe. Quindi - ricostruiva Berlusconi - si sono diretti verso il quartiere di Mansur, dove sono stati due ore di attesa circa, contattati da due persone che li hanno portati sul luogo dove vi era un rottame di automobile, al cui interno si trovava Giuliana Sgrena». «Con lei a bordo, i due agenti si sono diretti verso l'aeroporto. Durante il tragitto, il dottor Calipari ha telefonato al sottosegretario, dottor Gianni Letta, ed al direttore del Sismi, generale Pollari, comunicando loro la avvenuta liberazione. Il dottor Calipari ha, quindi,
    avvertito tramite il nostro ufficiale di collegamento le autoritá militari americane del rientro immediato nella zona dell'aeroporto». «Durante il tragitto -sottolineava Berlusconi intervenendo a Palazzo Madama- a circa metá di una curva ad angolo retto percorsa ad andatura molto bassa, l'auto è stata illuminata da un faro distante una decina di metri. Alla vista del segnale, il funzionario dei servizi alla guida dell'auto frenava immediatamente, bloccando così la vettura in pochi metri. In quel momento si verificava un'azione di fuoco della durata di circa 10-15 secondi. Alcuni colpi hanno raggiunto la vettura; un altro ha colpito alla testa mortalmente il dottor Calipari ed una scheggia ha ferito ad una spalla la signora Sgrena». Il tragico accaduto suscitò naturalmente polemiche e prese di posizione politiche molto dure, Italia e Stati Uniti manifestarono divergenze sulla ricostruzione del caso. La commissione d'inchiesta americana giunse alla conclusione che si era trattato di «un tragico incidente». Sull'accaduto venne aperta un'inchiesta giudiziaria della procura di Roma, approdata il 7 febbraio scorso al provvedimento di rinvio a giudizio, deciso dal gup Sante Spinaci, per Mario Lozano, accusato di aver fatto fuoco quella sera contro l'auto sulla quale
    viaggiavano il funzionario del servizio segreto militare e la giornalista del Manifesto.
    Il giudice dell'udienza preliminare rinviando a giudizio Lozano ha accolto la richiesta dei pm Franco Ionta, Erminio Amelio e Pietro Saviotti di processare il militare Usa con l'accusa di omicidio volontario. Nell'ordinanza si sottolinea come siano state individuate le fonti di prova su cui basare la decisione ed è stato sottolineato che si è trattato di un delitto politico proprio in considerazione dei motivi che avevano portato in Iraq Nicola Calipari e l'altro agente Andrea Carpani. In sostanza Calipari era in quel momento un funzionario che si trovava in Iraq per esercitare le sue funzioni e soprattutto per recuperare una persona che era finita nelle mani di un gruppo terroristico. «Un delitto - scrive il gup- oggettivamente politico che ha compromesso la sicurezza dello Stato italiano attraverso l'uccisione di un suo rappresentante». Inutili i tentativi della difesa di Lozano, rappresentata dall'avvocato d'ufficio Fabrizio Cardinali, di alleviarne le responsabilitá e sollecitarne il proscioglimento sostenendo la tesi che «se Nicola Calipari avesse avuto una scorta quel tragico incidente non si sarebbe verificato», ha detto Cardinali, secondo il quale il marines andava «prosciolto in quanto ha agito nell'adempimento di un dovere derivato dall'ordine legittimo impartitogli da un suo superiore». «Meschino l'attacco alla persona che mi ha liberato», ha commentato Giuliana Sgrena all'intervento dell'avvocato di Mario Lozano. «L'avvocato è andato oltre ogni decenza -ha aggiunto la Sgrena- ed è stato meschino quando ha ricordato Nicola Calipari». La giornalista del Manifesto ha chiesto e ottenuto la citazione, nel prossimo processo e in veste di responsabile civile, del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. La carriera in Polizia di Nicola Calipari era iniziata nel 1979 alla questura di Genova, e poi era proseguita su richiesta dell'allora questore di Cosenza Umberto Improta alla Squadra mobile della cittá calabrese. Prima del trasferimento al Sismi, Nicola Calipari aveva lavorato alla Questura di Roma. Nella capitale Calipari aveva prestato servizio in un primo momento alla sezione narcotici e poi come vice capo della Squadra Mobile. Successivamente Calipari era stato impegnato nella Criminalpol, allo Sco (Servizio centrale operativo) della Polizia di Stato e all'ufficio immigrazione del ministero dell'Interno. Nell'agosto del 2002 il passaggio al Sismi.

 

 

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