Stamattina, posto, tempo permettendo , un po' di spunti sulla differenziazione semantica e filosofica delle definizioni politiche( ricordando ovviamente che si tratta di una mia personale intrerpretazione e che non sono sufficientemente preparato in storia delle dottrine politiche per pretendere di aprire un dibattito dettagliato ).
Mi interessa intanto spiegare perché mi sento profondamente comunista, e non mi sento per nulla anarchico ( pur non considerando gli anarchici come miei opposti,ma anzi come ottimi elementi di convergenza).
Allora, dando un rapido sguardo alla storia della politica moderna, ci accorgiamo immediatamente che l'illuminismo ebbe il compito di rompere filosoficamente ( con l'ovvia ricaduta politica) l'ordine feudale e la sua giustificazione metafisica. L'illuminismo ( la parola è comprensiva di mille varianti anche opposte) diciamo, quello individualista, che si tradusse nella visione liberale del mondo, fu un pensiero che indusse a credere che la società umana dovesse essere plasmata attraverso un'azione decostruttrice dell'ordine esistente ( gerarchia, sacralità, doveri reciproci, servaggio) per forgiare l'uomo tabula rasa, cioé l'uomo non condizionato dall'ordine delle cose e in grado di forgiare sé stesso. Il liberalismo è sempre stato portatore di un'idea politica di "libertà da", intesa nel senso di essere liberi dai condizionamenti soggettivi posti da altri, nel nome del fatto che non vi è giudice migliore di sè stessi. Questa idea, doveva necessariamente procedere verso una volontà di togliere di mezzo ogni cosa che fosse preordinata per lasciare a ognuno la facoltà di farsi da sè , di conseguire il proprio piacere, di scegliere in definitiva liberamente tra il bene e il male.
L'anarchismo è l'evoluzione ( e allo stesso tempo il superamento ) del liberalismo. L'origine stessa della parola è "assenza di un principio cioé di un ordine". Questo non significa che gli anrchici credano nel caos ( questa è una lettura demagogica che spetta ai demonizzatori dei ribelli) , ma significa senza dubbio che nell'anarchismo si colitiva l'idea di creare una società in cui si azzeri completamente ogni struttura che preordini il comportamento umano. L'anarchismo compie il passo decisivo che il liberalismo lascia aperto , che è quello di negare la proprietà privata. Lo fa perché vede non solo nell'ostacolo soggettivo ( la volontà sovrana del signore ) un ostacolo alla libertà individuale, ma anche in quello oggettivo ( la proprietà come rapporto sociale). L'anarchismo propone cosi' l'estremizzazione di un mondo in cui gli uomini si forgiano da sè senza che vi sia un principio fondatore che li preceda ontologicamente e cronologicamente.
Ed ora arriviamo al comunismo ( ciò che mi rappresenta davvero nel profondo ) . A parte le disquisizione tra Stato o non Stato, tra Marx e Bakunin, la vera differenza tra anarchia e comunismo ( nel presupposto filosofico ) sta nel fatto che il comunismo non è estremizzazione e superamento del liberalismo, bensi' l'estrema e profonda reazione filosofica al liberalismo. Il comunismo rovescia il piano logico. Paradossalmente torna indietro nel tempo, si presenta come forza di reazione alla modernità liberale, esigendo che la comunità si fondi su un ordine riconosciuto e su un valore fondativo connatrato all'uomo : la comunità, l'essere in comune, la socialità, l'amore per il prossimo. Sto parlando di comunismo, non solo con riferimento al marxismo, ma anche come forma di pensiero trasversale alle epoche storiche che con marx non fa altro che ripresentarsi sotto una forma incisiva, storicamente reattiva e consequenziale alle trasformazioni dell'epoca in cui Karl Marx visse. Nel comunismo, al contrario che nell'anarchismo, si riconsoce filosoficamente la presenza di un'ordine essenziale delle cose e degli uomini, un parametro comune su cui tutti si possono e si devono misurare: quest'ordine si chiama comunalità. L'anarchismo azzerra l'ordine per riportare l'uomo alla naturalità ( che,secondo il tipo di anarchismo, può essere vista come socievole o non socievole ...ricordiamoci che esiste un filone anarchico estremamente individualista e persino filocapitalista ...anche se quest'ultimo profondamente snaturato dalla sua matrice filosofica originaria):
Il comunismo vuole farsi portavoce dell'unico ordine possibile per l'uomo e la sua vita: la comunalità.
Per questa ragione sono comunista e non anarchico. Perché filosoficamente sono affine a una visione che vede l'uomo comunitario come unico ordine vero e degno di essere perseguito nella vita. Non sono per nulla affine, invece,all'idea che, azzerando ogni ordine, l'uomo possa perseguire a posteriori la comunalità, senza che essa sia vista come un principio ordinatore strutturale ( cioé che si tramanda, si insegna, si vive, e si traccia come esempio).
Detto questo, so benissimo che l'anarchismo ha spessissimo sostenuto posizioni politiche affini se non identiche al comunismo, al meno un certo anarchismo. Infatti l'esito dell'anarchismo è incerto e può anche coincidere a posteriori con il migliore comunismo. Anzi alcune lotte tra le più eroiche e importanti della storia furono condotte da anarchici ( cui va tutto il mio rispetto e tributo di memoria ). Non per questo però, bisogna negare l'importanza della distinzione che ho sottolineato, che è importante nella visione della vita e ha implicazione anche politiche nel momento dell'azione, della decisione e della condivisione.




Rispondi Citando