ECOMAFIE: UN BUSINESS DA 23 MLD EURO. TRE REATI OGNI ORA
La criminalita' organizzata che nel nostro Paese fa affari ai danni della salute dei cittadini, del paesaggio, del territorio, dei beni artistici, della flora o della fauna, ha oggi un giro d'affari di 23 miliardi di euro, fa sparire nel nulla una montagna di rifiuti alta come il Gran Sasso (2.600 metri), traffica ogni anno animali selvatici per un valore di oltre 3 miliardi, costruisce migliaia di case abusive (30.000 solo nel 2006). E nella Campania sommersa dai rifiuti, teatro delle guerre di camorra, dove e' continua l'escalation di violenza, le violazioni delle leggi ambientali toccano il record, rappresentando ormai il 13,5% del totale nazionale. Storie e numeri aggiornati sul malaffare ambientale sono riportati in Ecomafia 2007, l'annuale rapporto di Legambiente.
Il bilancio dell'anno appena trascorso descritto nel Rapporto Ecomafia di Legambiente e' di tre reati contro l'ambiente ogni ora. Nel 2006 sono state accertate dalle forze dell'ordine 23.668 infrazioni (contro le 23.660 del 2005) e le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Sicilia, Calabria, Puglia e Campania sono stabilmente ai primi quattro posti della classifica con il 45,9% dei reati ambientali. Le notizie piu' preoccupanti arrivano dai rifiuti, soprattutto quelli speciali pericolosi e non, che alimentano sempre piu' i profitti delle organizzazioni criminali. Ma e' emergenza anche sul fronte del cemento illegale, del traffico e dello sfruttamento degli animali, dell'inquinamento. Sono infine in lieve aumento i furti di opere d'arte (1.212, contro i 1.202 del 2005) e la regione piu' colpita e' sempre il Piemonte, seguita da Lazio, Lombardia e Campania. ''L'Italia subisce l'ecocriminalita' piu' di altri Paesi europei - ha commentato il presidente di Legambiente Roberto Della Seta - anche perche' le mafie hanno introdotto stabilmente nei loro traffici il business ambientale. Per questo e' importante mettere le forze dell'ordine nelle migliori condizioni per continuare al meglio l'opera di repressione delle ecomafie. Per questo e' importante lavorare molto sulla prevenzione. Per questo e' fondamentale mettere in pratica anche strumenti normativi adeguati. Sono stati assunti impegni sicuramente positivi: gli stanziamenti, nell'ultima legge Finanziaria, per sostenere la demolizione delle costruzioni abusive e rendere piu' efficace la lotta all'ecomafia; l'istituzione, nell'agosto 2006, dell'Osservatorio sui crimini ambientali presso il ministero dell'Ambiente; l'annuncio, da parte del ministro della Cultura, di un deciso rafforzamento delle attivita' d'indagine e di repressione contro chi aggredisce i beni paesaggistici del nostro paese. Ma la reazione dello Stato resta drammaticamente al di sotto dell'asprezza della minaccia ecomafiosa. Servono nuovi e piu' decisi passi avanti, due sopra tutti: inserire a pieno titolo i reati ambientali nel codice penale, superare la gestione commissariale dei rifiuti nel Sud, che non ha sconfitto l'illegalita' e ha deresponsabilizzato le istituzioni regionali e locali''.
http://www.asca.it/ascanew/modfocus.php?idfocus=1180




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