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    Predefinito Regionali 2010, caso per caso

    allora vediamo un po'.tra un mesetto si torna a votare per le regionali in diverse regioni, vediamo un po' quali sono le varie situazioni.


    AGI News On - REGIONALI: FEDERAZIONE SINISTRA TRA ACCORDO E CORSE 'SOLITARIE'
    AGI) - Roma, 17 feb. - Regionali a macchia di leopardo per la Federazione della Sinistra, la formazione che raggruppa Rifondazione comunista, Pdci e Socialismo 2000. Il simbolo con la falce e martello si ritrovera' sulle schede il 28 e 29 marzo in diverse combinazioni elettorali con le altre formazioni del centrosinistra.
    - ACCORDO PROGRAMMATICO, ovvero presenza nelle giunte di governo in caso di vittoria in 7 Regioni: Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Calabria, dove erano gia' presenti assessori della sinitra; Umbria, dove pero' permane un minimo di incertezza sul livello di accordo con la candidata uscita dalle primarie Pd, Catiuscia Marini, e dove Rifondazione e Pdci facevano parte della giunta uscente; Puglia, dove il Prc negli ultimi due anni era stato di fatto escluso dalla giunta Vendola; e Veneto, dove pero' il centrosinistra non ha praticamente possibilita' di vittoria
    - ACCORDO ELETTORALE, ovvero la sinistra sostiene il candidato presidente, ma non entrera' in giunta in caso di vittoria in 3 Regioni: Piemonte, Basilicata e Lazio, dove a guidare la lista della Federazione sara' l'astrofisica Margherita Hack.
    - ACCORDO CON SEL (Sinistra ecologia e liberta' di Vendola), una Regione: Marche, dove dopo la rottura con il Pd, che ha scelto l'alleanza con l'Udc, tutta la sinistra ha candidato alla presidenza Massimo Rossi, ex presidente della provincia di Ascoli Piceno, in alternativa al governatore uscente del centrosinistra, Gian Mario Spacca.
    - CORSA 'SOLITARIA', 2 Regioni: Campania, dove il candidato presidente - contro la scelta del Pd di candidare quello che la Federazione definisce un "uomo di destra", come Vincenzo De Luca - sara' il portavoce nazionale della Federazione della Sinistra e segretario del Prc, Paolo Ferrero; e Lombardia, dove a sostegno del candidato governatore, il leader no global, Vittorio Agnoletto, scendono in campo figure significative della cultura come il premio Nobel, Dario Fo, e l'attore Moni Ovadia. (AGI) .





    Propongo di aggiornare il thread con articoli inerenti ogni competizione elettorale
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  2. #2
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    Predefinito Rif: Regionali 2010, caso per caso

    Umbria/ Regionali, siglato accordo Pd e Rifondazione
    Il centrosinistra torna unito dopo la tentazione Udc


    Perugia, 21 feb. (Apcom) - Il Partito Democratico e Rifondazione Comunista - che si presenterà alle elezioni con il simbolo della Federazione della Sinistra - hanno siglato l'accordo politico per appoggiare il candidato presidente Catiuscia Marini. Il centrosinistra dunque torna compatto in Umbria grazie alla sigla dei segretari regionali Stefano Vinti (Prc) e di Lamberto Bottini (pd) che hanno trovato un accordo su una base programmatica di sette punti. Rifondazione incassa soprattutto l'istituzione del redditto sociale - cavallo di battaglia del partito umbro - e un modello di sviluppo che sia meno legato alle sorti del cemento e quindi dell'edilizia. Nel listino del candidato Marini finirà Roberto Carpinelli, consigliere regionale uscente e in quota Pdci. E' il prezzo imposto a Rifondazione e a Socialismo 2000 dai vertici nazionali per fare anche in Umbria la Federazione della Sinistra.
    http://notizie.virgilio.it/notizie/c...,23091456.html


    La Tribuna del Caffè, a tu per tu con Paolo Ferrero

    Caffè News Magazine continua il suo ciclo di interviste ai candidati per le elezioni regionali con la rubrica “La Tribuna del Caffè”. Abbiamo deciso di porre le stesse domande ai diversi candidati di ogni schieramento che si renderanno via via disponibili…

    Proseguiamo le nostre interviste con Paolo Ferrero (Segretario nazionale del Prc e portavoce nazionale della Federazione della Sinistra), candidato alla Presidenza della Regione Campania per il Partito della Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani.



    Oggi una delle più grandi difficoltà in Campania è dare lavoro ai giovani, troppo spesso costretti a emigrare in altre regioni o all’estero. In che modo intende muoversi su questa problematica insieme al suo partito, se verrà eletto?
    -
    La Campania paga la distruzione delle partecipazioni statali e in più paga quel certo tipo di politica fondato sui contributi alle imprese. Sono ormai venti anni che questo liberismo ha prodotto un vero disastro. E in un contesto in cui non c’è lavoro la camorra si è fatta strada ed ha avuto sempre più rilevanza. La nostra idea è quella di riaprire una serie di politiche per il lavoro che prevedano un intervento pubblico. Da una parte è necessario preservare i posti di lavoro già esistenti e combattere la crisi del comparto metalmeccanico, basti pensare ad esempio al caso di Pomigliano d’Arco; dall’altra bisogna creare nuovi posti di lavoro muovendosi principalmente su due filoni: puntando sulla produzione di energia da fonti naturali e su un piano pubblico di ristrutturazione degli edifici pubblici dissestati per prevenire il ripetersi di tragedie. La stessa regione dovrebbe mettere insieme imprese in grado di agire su questi due versanti, il pubblico deve imparare ad avere un’idea di sviluppo!

    Secondo lei, cosa si deve fare per scongiurare una nuova emergenza rifiuti nel futuro della Campania?

    Sia chiaro, l’emergenza rifiuti è tuttora in corso! Il Governo ha solo spostato il problema nascondendolo in maniera egregia e nulla è stato fatto per introdurre in tutta la regione la raccolta differenziata. Ed è proprio sulla differenziata porta a porta che bisogna puntare, ciò porterebbe anche a un notevole risparmio economico.

    La politica campana, nei programmi elettorali, si schiera sempre apertamente contro la camorra. Ma non sempre, purtroppo, a queste intenzioni seguono fatti concreti e coerenti. Dal suo punto di vista, cosa intende fare per la lotta alla camorra in Campania, in caso di sua elezione?

    La camorra guadagna e si fa strada là dove si costituisce un mercato illegale, la risposta è quella di limitare la possibilità di fare affari per un sistema sempre più imperante. L’introduzione della raccolta differenziata è, ad esempio, anche un modo per limitare il potere della camorra, per evitare che continui in modo incontrastato a gestire i rifiuti in Campania.

    Secondo lei quali sono le direttrici su cui insistere per ripristinare nelle nostre città una cultura della legalità? Ritiene che i problemi della Campania siano legati a una distorta mentalità che porta una fetta dei cittadini a disconoscere lo Stato?
    -
    Per ripristinare una cultura della legalità è ovvio che bisogna partire dalle scuole, ma sono necessarie risposte concrete. Il degrado emerge laddove non c’è lavoro ed è proprio partendo dalle politiche per il lavoro che si può contribuire in modo decisivo alla battaglia per la legalità.
    -

    Napoli è stata presentata come la “Città delle contraddizioni” in quanto, nonostante i suoi numerosi problemi, continua a sfornare personaggi illustri, è tra i primi posti nel campo della ricerca e per le bellezze paesaggistiche e per la cultura può sfidare le più grandi città italiane. Come si spiega questa contrapposizione e che futuro vede per Napoli?

    Il futuro di Napoli e della Campania dipende da come si riusciranno a mettere in pratica questi interventi che sono assolutamente necessari. Napoli ha le carte in regola per rinascere, la sua forza sono i giovani ed è su loro che bisogna puntare. Bisogna iniziare a rendere consapevoli i campani dei propri diritti, perché è proprio quando il cittadino non si vede riconosciuto ciò che gli spetta che tende a prevalere una situazione di degrado.
    Caffè News Magazine La Tribuna del Caffè, a tu per tu con Paolo Ferrero




    L'«ALTRA CAMPAGNA» DELLA SINISTRA UNITA



    ilManifesto del 18/02/20109

    ANCONA - La sala dell'Anpi è ormai piena. Sono venuti in tanti per discutere con Massimo Rossi, in corsa per le regionali con Prc, Pdci e Sel. Una candidatura autonoma rosso-verde che fa seguito alla decisione del Pd nazionale e regionale di abbracciare l'alleanza con l'Udc a scapito della sinistra. Con un programma che sterza al centro e nel quale si può leggere, tra le tante perle, che lo schieramento pronto a sostenere il presidente uscente Gian Mario Spacca si prefigge l'obbiettivo di promuovere «ll senso di integrità del creato».
    Dunque parte una campagna elettorale difficile ma che può dar vita a un laboratorio davvero speciale, un'officina all'intemo della quale la sinistra politica e una parte dell'associazionismo, oggi piuttosto distanti, si relazionino a partire da una figura «eretica» come quella di Massimo Rossi. E la composizione della sala, come gli interventi, fotografano questa «fusione calda», così diversa da quella «a freddo» tra Pd e Udc. Militanti di partito siedono a fianco dei rappresentanti del mondo dei comitati, delle reti, dei gruppi di base. L'altra campagna parte da qui, dall'accostamento tra i percorsi diversi e le culture presenti.
    Dunque benvenuti nel «Laboratorio Marche» mentre a Massimo Rossi chiediamo come si è arrivati a questa decisione. «Questa candidatura un po' mi ha travolto», dichiara subito. «Avevo offerto la disponibilità a dare il mio contributo per affermare la necessità di un'altra politica, che mettesse al centro i contenuti, i progetti, i programmi rispetto ad un sistema che, sempre di più in maniera sfacciata, privilegia le alchimie elettorali e le logiche di potere. E siccome nelle Marche, come del resto altrove, queste logiche si sono esplicitate, ho ritenuto che fosse giusto dare il mio contributo. Poi si è determinata questa spinta che è venuta dal basso, che è catapultata sui tavoli delle segreterie dei partiti e che ha determinato questa candidatura».
    Una situazione che ricorda quella venutasi a creare nella primavera del 2009 in occasione delle provinciali di Ascoli Piceno, dove Massimo Rossi era presidente uscente, al primo mandato, per il centrosinistra. «La situazione in regione in effetti ricorda la vicenda delle provinciali ad Ascoli. Lì il Pd del tutto a prescindere dal lavoro svolto e dal consenso raccolto, aveva deciso con una operazione di potere di scaricate la mia persona, ma in realtà soprattutto quel modo di lavorare, quel progetto politico che vedeva nella partecipazione il metodo ispiratore della nostra azione di governo provinciale, con contenuti innovativi che valorizzavano le risorse invece di dissiparle e arginavano le pressioni sui territori».
    Alla fine la scellerata scelta del Pd ha portato alla vittoria del centrodestra ma anche a un risultato clamoroso di Rossi con il 20% di voti. «Ora in Regione il Pd vuole testare una possibile alleanza per il 2013, quindi i cittadini vengono utilizzati come cavie di cui bisogna verificare il comportamento per poi eventualmente sposare in maniera definitiva questa alleanza con Udc e ldv. Questo a prescindere dai problemi della nostra regione, dalla crisi molto grave che l'attraversa e dall'assenza di indicazioni sul come uscirne. Con l'Udc che proponè sostegno alla scuola privata e privatizzazione dei servizi pubblici, e che indica nella «Quadrilatero» la modalità di realizzare infrastrutture sul territorio: un mix micidiale che vede la presenza dei privati per realizzare opere che massacrano l'ambiente. E' proprio su questi punti programmatici che si è deciso di rompere con il centrosinistra».
    Ma ora bisogna pensare alla campagna che è piuttosto «compressa» visto che la spaccatura è arrivata proprio a ridosso della presentazione delle liste. «Auspico - sottolinea Massimo Rossi - che questa possa essere un'occasione per far crescere la partecipazione diffusa, per affermare un modo diverso di fare politica. Un laboratorio che può vedere in campo tante persone che avrebbero optato per il non voto e che da tempo non individuavano nelle stesse forze della sinistra dei punti di riferimento. Oggi invece c'è l'opportunità di fare un certo tipo di campagna e soprattutto la possibilità di vivere in un certo modo la rappresentanza».
    «Credo - conclude Rossi - che non abbia senso andare in consiglio regionale per rappresentare una sola forza politica. Bisogna necessariamente offiire una modalità diversa per dare voce a questa democrazia insorgente che sul territorio si esprime con i comitati, le reti e le più svariate forme di partecipazione che sono presenti anche nelle Marche e che devono trovare una forma di rappresentanza».
    http://www.controlacrisi.org/joomla/...&view=articlev
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Regionali 2010, caso per caso

    DISERTATE LE URNE!!! :sofico:
    Ultima modifica di Stalinator; 22-02-10 alle 22:18

  4. #4
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    Predefinito Rif: Regionali 2010, caso per caso

    Io mi asterrò dal votare, mi dispiace per i compagni toscani in buona fede ma mi sarei anche rotto le scatole degli scambi di poltrone tra il solito gruppetto.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Regionali 2010, caso per caso

    Utile questo thread riassuntivo

  6. #6
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    Predefinito Rif: Regionali 2010, caso per caso

    io consiglio di andare a votare(certo, dipende dalle regioni e dalle alleanze), ma non credo sia il caso in questo momento di potersi permettere l'astensione.
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Regionali 2010, caso per caso

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    io consiglio di andare a votare(certo, dipende dalle regioni e dalle alleanze), ma non credo sia il caso in questo momento di potersi permettere l'astensione.
    In Umbria la sinistra radicanale porta i voti alla massoneria edilizia.. permetti che non voglia andare a votare?

  8. #8
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    Predefinito Rif: Regionali 2010, caso per caso

    non credo la situazione sia proprio quella.
    in ogni modo, ognuno faccia quel che vuole, io posterò articoli per rimanere informati(visto come si viene oscurati sui media)
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  9. #9
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    Predefinito Rif: Regionali 2010, caso per caso

    FERRERO (FEDERA SINISTRA) SANITA’: DE LUCA DEMAGOGICO, BISOGNA INVECE STABILIZZARE I PRECARI, TAGLIARE GLI SPRECHI E ABOLIRE I PRIVILEGI 23/02/2010 19:16 | WELFARE - CAMPANIA

    Le sortite di De Luca sulla sanità in Campania dimostrano l’incapacità a fornire risposte di merito su uno settori più delicati e su cui bisogna uscire dalla demagogia e fare proposte concrete per migliorare la qualità dei servizi offerti. La regione Campania in questi anni, con una gestione dissennata, ha continuato a trasferire ingenti risorse dalle aziende sanitarie pubbliche al sistema di convenzionamento esterno gestito dai privati. Dalla diagnostica strumentale ai servizi di riabilitazione sono aumentati significativamente i profitti dei privati , portando il sistema sanitario pubblico al tracollo finanziario. De Luca oggi sembra un marziano passato per caso e ignaro di un sistema di potere di cui è parte integrante e che va scardinato con proposte concrete nell’interesse comune.
    FERRERO (FEDERA SINISTRA) SANITA?: DE LUCA DEMAGOGICO, BISOGNA INVECE STABILIZZARE I PRECARI, TAGLIARE GLI SPRECHI E ABOLIRE I PRIVILEGI - ControLaCrisi.org

    Ancona, 22 feb. - (Adnkronos) - ''Se c'e' qualcosa che qualifica il profilo di questa campagna elettorale e' certamente l'alto tasso di trasformismo all'interno della coalizione Pd-Udc-Idv di Gian Mario Spacca, che dovrebbe invitare gli elettori a una riflessione sulla serieta' e sull'affidabilita' di molti grandi elettori dell'attuale presidente''. Lo afferma Giuliano Brandoni, capogruppo in Consiglio regionale Marche di Rifondazione Comunista, partito che si presenta alle elezioni regionali in una lista congiunta con il Pdci dopo l'esclusione dalla coalizione elettorale di centrosinistra che sostiene il governatore uscente, Gian Mario Spacca.

    ''E' vero che, dopo aver imbarcato l'Udc di Luigi Viventi, una vita politica e professionale dalla parte del padrone (Antonio Merloni, ndr) - aggiunge Brandoni in una nota- tutto sembra possibile, ma unlimite deve esserci o no? Sembrerebbe di no, almeno a vedere la 'campagna acquisti' messa in atto dal piu' strenuo difensore degli italici valori, quel David Favia passato da Forza Italia all'Udeur e infine all'Idv, riuscendo a ogni passaggio a portare a casa qualcosa per se' e, cosa non da poco, a creare una vera e propria scuola del trasformismo che oggi annovera un nutrito gruppo di allievi, ai quali da buon ultima, in cambio di un posto da capolista (dal Pd, ndr), si e' aggiunta la signora Serenella Guarna, in arte Moroder''.

    Brandoni sottolinea infine che i rappresentanti di Rc non sono ''cosi' arroganti da affermare di essere sempre nel giusto, ne' cosi' ipocriti da negare mediazioni sulla base del confronto con soggettivita' diverse dalla nostra. Ma la coerenza, quella che ti fa scegliere da che parte stare, e soprattutto i compagni di viaggio, la rivendichiamo. Ed e' un valore che opponiamo a queste figure opache e mediocri sempre pronte a cambiare giacchetta pur di accaparrarsi un posto al sole''
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  10. #10
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    Predefinito Rif: Regionali 2010, caso per caso

    FERRERO (FEDERA SINISTRA) SANITA’: DE LUCA DEMAGOGICO, BISOGNA INVECE STABILIZZARE I PRECARI, TAGLIARE GLI SPRECHI E ABOLIRE I PRIVILEGI 23/02/2010 19:16 | WELFARE - CAMPANIA

    Le sortite di De Luca sulla sanità in Campania dimostrano l’incapacità a fornire risposte di merito su uno settori più delicati e su cui bisogna uscire dalla demagogia e fare proposte concrete per migliorare la qualità dei servizi offerti. La regione Campania in questi anni, con una gestione dissennata, ha continuato a trasferire ingenti risorse dalle aziende sanitarie pubbliche al sistema di convenzionamento esterno gestito dai privati. Dalla diagnostica strumentale ai servizi di riabilitazione sono aumentati significativamente i profitti dei privati , portando il sistema sanitario pubblico al tracollo finanziario. De Luca oggi sembra un marziano passato per caso e ignaro di un sistema di potere di cui è parte integrante e che va scardinato con proposte concrete nell’interesse comune.
    FERRERO (FEDERA SINISTRA) SANITA?: DE LUCA DEMAGOGICO, BISOGNA INVECE STABILIZZARE I PRECARI, TAGLIARE GLI SPRECHI E ABOLIRE I PRIVILEGI - ControLaCrisi.org

    Ancona, 22 feb. - (Adnkronos) - ''Se c'e' qualcosa che qualifica il profilo di questa campagna elettorale e' certamente l'alto tasso di trasformismo all'interno della coalizione Pd-Udc-Idv di Gian Mario Spacca, che dovrebbe invitare gli elettori a una riflessione sulla serieta' e sull'affidabilita' di molti grandi elettori dell'attuale presidente''. Lo afferma Giuliano Brandoni, capogruppo in Consiglio regionale Marche di Rifondazione Comunista, partito che si presenta alle elezioni regionali in una lista congiunta con il Pdci dopo l'esclusione dalla coalizione elettorale di centrosinistra che sostiene il governatore uscente, Gian Mario Spacca.

    ''E' vero che, dopo aver imbarcato l'Udc di Luigi Viventi, una vita politica e professionale dalla parte del padrone (Antonio Merloni, ndr) - aggiunge Brandoni in una nota- tutto sembra possibile, ma unlimite deve esserci o no? Sembrerebbe di no, almeno a vedere la 'campagna acquisti' messa in atto dal piu' strenuo difensore degli italici valori, quel David Favia passato da Forza Italia all'Udeur e infine all'Idv, riuscendo a ogni passaggio a portare a casa qualcosa per se' e, cosa non da poco, a creare una vera e propria scuola del trasformismo che oggi annovera un nutrito gruppo di allievi, ai quali da buon ultima, in cambio di un posto da capolista (dal Pd, ndr), si e' aggiunta la signora Serenella Guarna, in arte Moroder''.

    Brandoni sottolinea infine che i rappresentanti di Rc non sono ''cosi' arroganti da affermare di essere sempre nel giusto, ne' cosi' ipocriti da negare mediazioni sulla base del confronto con soggettivita' diverse dalla nostra. Ma la coerenza, quella che ti fa scegliere da che parte stare, e soprattutto i compagni di viaggio, la rivendichiamo. Ed e' un valore che opponiamo a queste figure opache e mediocri sempre pronte a cambiare giacchetta pur di accaparrarsi un posto al sole''
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