COMUNICATO STAMPA
TESORETTO ADDIO…
Reggio Emilia, 17 aprile 2007
Il recente rinnovo del contratto nazionale per 3,5 milioni di dipendenti pubblici, che costerà alle casse dello Stato 3,7 miliardi di euro, rappresenta il credito presentato all’incasso dagli statali, memori del tacito accordo e delle promesse fatte durante la campagna elettorale che ha consentito a Romano Prodi di salire a Palazzo Chigi. Questo scambio di favori è l’ennesima riprova della forza di ricatto dei sindacati nei confronti del governo di sinistra, con particolare rilievo della CGIL, all’interno della quale la categoria più potente tra gli iscritti è, guarda caso, quella del pubblico impiego. E’ sì vero che va sempre visto positivamente il fatto che qualche euro rientri nelle tasche di chi lavora, ma rimane necessario, soprattutto all’interno della pubblica amministrazione, una riforma che valorizzi elementi di meritocrazia e di valutazione individuale del personale nell’organizzazione delle amministrazioni statali e occorre inoltre non tacere il fatto che questo aumento giunge dopo anni in cui le retribuzioni del settore pubblico sono cresciute molto più che nel privato. Ma il governo Prodi, sospinto dal potere ricattatorio delle minacce di sciopero dei dipendenti pubblici e dall’imminenza delle elezioni amministrative, si compra così gli statali, senza considerare che questo ingente esborso impedisce così di finanziare e di intervenire in altri settori caratterizzati da impellenti esigenze tra cui i tagli all’Ici e gli sgravi sugli affitti; il che contraddice le annunciate intenzioni, rimaste mera demagogia, di interventi a favore delle famiglie più deboli.
Manuel Negri
Responsabile settore economia
Fiamma Tricolore




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