ROMAGNOLI: MA QUALE INTEGRAZIONE, ALL’ESQUILINO SONO SPARITI PURE I GATTI!
“Dalla Chinatown romana ancora una conferma: Noi Italiani siamo stranieri nella nostra Patria”. E’ quanto afferma il Segretario Nazionale della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli.
“Vessati, oltraggiati da chi qui, ha trovato casa, lavoro e ci ripaga con ingratitudine, prepotenza e malavita organizzata”. “A tutto questo si aggiunge la complice incapacità delle amministrazioni locali e la latitanza di chi è preposto al controllo delle regole – ha spiegato Romagnoli –, come del resto ha dimostrato la passeggiata fatta, con alcuni cittadini romani, per l’Esquilino”.
“Di fatti, incontestabilmente abbiamo riscontrato: negozi ai quali chiedi di acquistare un paio di scarpe – ha aggiunto – e sono nella sola possibilità di vendertene una”. ”Esercizi che all’apparenza vendono al dettaglio, ma di fatto sono veri e propri magazzini per l’accumulo all’ingrosso delle merci, con via vai continuo di cartoni caricati e scaricati. Autoveicoli in doppia fila, funzionali agli esercizi commerciali, ai quali nessuno contesta le infrazioni alla corretta circolazione. E nell’assenza facilmente riscontrabile della colonia felina, come ci ha fatto notare il signor Augusto, uno dei pochi emarginati superstiti dell’Italianità all’Esquilino.”
“Gli Italiani qui sono minoranza etnica, anche soggetti a qualche prepotenza – ha detto Luca Romagnoli –, unica vera rappresentanza nazionale è il tricolore che sventola dall’edificio della Federazione Romana della Fiamma CASA POUND, effettiva ambasciata italiana in territorio straniero. Tanto che il sindaco Veltroni e il presidente del primo municipio Lobefaro è ora che ne prendano atto, finendola con proclami all’integrazione, affiancati dalla complice ignoranza della legalità e delle regole della convivenza civile e facciano:
diano chiare direttive ai vigili preposti al commercio e all’annona perché operino i controlli di loro competenza; all’amministrazione comunale e municipale affinché in tempi brevissimi contestino i verbali e gli accertamenti di infrazione agli esercenti cinesi non in regola, in modo da evitare il reale caso dei velocissimi cambi di intestazioni societarie diano un delegato alla ormai minoranza etnica italiana dell’Esquilino per rappresentare gli interessi e soprattutto i diritti negati degli italiani del quartiere.
Roma, 16 aprile 2007




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