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    [Beppe Grillo] Novità dal blog

    Da oggi, cari compagni, in questo thread inserirò tutte le novità che provengono dal blog di Grillo. Spero di fare cosa gradita. Parliamo di piccole azioni dal basso. Vediamo un po' dove si va a finire...

    2 Aprile 2007

    Senza tetto nè legge



    Marco Travaglio ci scrive per difendere dei magistrati che fanno il loro dovere in un Paese ormai senza tetto nè legge. Firmiamo la petizione.

    "Caro Beppe, cari amici del blog,
    ancora una volta i magistrati che fanno esclusivamente il loro dovere e, facendolo, si imbattono in personaggi potenti e interessi forti, sono perseguitati dai soliti noti della politica e dell'informazione sottostante. In Basilicata, un gruppo di cittadini ha acquistato due pagine di un quotidiano locale per esprimere la propria solidarietà ai pm di Potenza Woodcock e Montemurro (quest'ultimo proposto dal Csm per il trasferimento senz'aver fatto null'altro che il proprio dovere) e al gip Iannuzzi.
    Invito tutti gli amici del blog a stringersi con le loro firme intorno a questi onesti e coraggiosi servitori dello Stato, firmando l'appello che riporto qui sotto e che si può trovare, insieme ad altre informazioni utili, sul sito www.noicittadinilucani.wordpress.com . Mi auguro che presto si muovano anche i cittadini della Calabria in difesa dell'onesto e coraggioso pm Luigi De Magistris, attaccato dai soliti noti, in difficoltà presso una parte del Csm e addirittura esautorato della sua inchiesta più delicata (vedi articolo di Gomez e Lillo sull'ultimo Espresso) da parte del suo procuratore capo. Non sono battaglie in favore di questo o quel magistrato. Sono battaglie per la Giustizia, o per quel che ne resta."
    Marco Travaglio

    "In questo particolare frangente della storia della Basilicata
    NOI CITTADINI LUCANI
    rivendichiamo il diritto alla giustizia e alla verità e pretendiamo che si faccia chiarezza. Esprimiamo pertanto stima e solidarietà senza riserve nei confronti di quanti si stanno impegnando nella lotta al crimine in tutte le sue forme ed estensioni ed in particolare approviamo e sosteniamo il lavoro dei Magistrati:

    Dott. Alberto IANNUZZI, Dott. Vincenzo MONTEMURRO e Dott. Henry John WOODCOCK,

    opponendoci con sdegno e con forza ad ogni gratuito attacco teso a delegittimare, con parole o con fatti, la loro azione. Noi Cittadini, volendo continuare ad alimentare le speranze di progresso, libertà e democrazia per questa nostra terra, riponiamo piena fiducia nell'operato della magistratura e nell'impegno di questi Magistrati che
    incondizionatamente e con equilibrio seguono l'ideale del proprio dovere istituzionale e morale."

    Tiziana Addesa - Gerardo Albano - Roberto Angilletta - Viviana Arcieri - Peppina Arlotto - Emanuele Armentano - Eliana Barbano - Rocco Bentivenga - Vincenzo Bochicchio - Domenico Antonio Buscicchio - Ezio Cafarelli -
    Giovanni Cafarelli - Tonia Cafarelli - Vincenzo Antonio Cantisani - Arcangela Capezio - Francesco Carbone - Salvatore Carbone - Maria E. Casillo - Costantino Cassotta - Enza Ciani - Maria Ciani - Lucrezia Cilumbriello - Prospero Civita - Vito Civita - M.Antonietta Collazzo - Mario Coppola - Franco Corbo - Luigi Coronato - Massimo Corvino - Lucia Coviello - Rosa Coviello - Sergio Coviello - Amalia Covino - Gina D'Amico - Franco D'Anzi - Giovanni Dapoto - Ivana De Carlo - Domenica Defina - Roberto De Rosa - Maria Antonietta Di Chiara - Angela Di Maggio - Filomena Di Maggio - Michele Di Noia - Vito Di Noia - Daniela Di Stefano - Antonio Donofrio - Maria Teresa Donnoli - Emanuela Dragonetti - Gianfranco Evangelista - Luigi Evangelista - Maria Pia Famiglietti - Giuseppe Fedota - Rocco Fellone - Vittorio Forte - Antonio Garambone - Bernardo Garriamone - Angelo Genovese - Giovanni Giarraffa - Daniela Gilio - Francesco Giuliano - Michele Grieco - Rosanna Iannuzzi - Asmaa Kourick - Giovanna Lacapra - Valeria Landolfi - Teresa Lavecchia - Eleonora Lemmo - Antonio Magrino - Mariano Margiotta - Giuseppina Massari - Paolo Mastroberti - Donato Matera - Raffaele Materi - Giovanna Matone - Serafina Matteo - Giuseppe Mautone - Nicola Mecca - Gianluigi Mingozzi - Giuseppina Mitolo - Giovanni Molinari - Nadia Monaco - Leonardo Mongelli - Marco Montagna - Rocchina Montano - Andrea Montesano - Giuseppe Morero - Michela Morlino - Marisa Moscato - Olga Muro - Rocco Mussuto - Donatella Pace - Vito Pace - Rocchina Pacella - Giuseppe Pascale - Antonio Marcello Perri - Pasquale Pettorruso - Ascanio Pica - Angela Pilogallo - Domingo Pisani - Natale Antonio Pisani - Raffaele Pisani - Simona Romano - Donato Antonio Potenza - Maria Rosa Potenza - Andrea Ravelli - Anna R.G.Rivelli - Rocco Romanelli - Graziantonio Romano - Michele Romano - Filomena Rosa - Ines Russo - Raffaele Rutilo - Ferdinando Sabia - Antonio Salvia - Floriana Salvia - Leonardo Santoro - Rosanna Santoro - Isabella Sarli - Margherita Sarli - Ugo Savastano - Antonia Scarano - Florinda Scocuzzo - Domenico Antonio Stigliani - Chiara Summo - Giuseppe Summo - Michele Summo - Rosaria Tamburrino - Agnese Telesca - Luigi Telesca - Raffaele Telesca - Umberto Tito - Selene Toma - Maria Tramutola - Lea Tunisi - Gianbattista Vaccaro - Leonardo Vaccaro - Teresa Velotti - Adolfo Vetronile. e tutti gli altri che nelle nostre parole si riconosceranno.

  2. #2
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    4 Aprile 2007

    Fidel e il futuro del mondo


    immagine di rikk_dn

    Il costo del mais sta aumentando. Il motivo: il mais serve a produrre etanolo, il nuovo petrolio verde. Il costo del combustibile diminuirà, quello del pane e della carne aumenterà. Questo nei Paesi ricchi, in quelli poveri aumenteranno solo i morti di fame e le esportazioni di etanolo.Il cibo deve essere energia per l’uomo non per le macchine.
    Fidel Castro ha fatto alcune riflessioni sul quotidiano Granma, dopo otto mesi di silenzio, sul lancio dell’era dell’etanolo da parte di George W. Bush. E’ preoccupato. In futuro non si toglierà più il petrolio di bocca ai Paesi in via di sviluppo, ma direttamente il pane.

    “Più di tre miliardi di persone nel mondo condannate ad una morte prematura. Non si tratta di una cifra esagerata ma prudente. Ho meditato molto su questo dopo la riunione tra il presidente Bush e i fabbricanti nordamericani d’automobili. Lunedì 26 marzo la sinistra idea di trasformare gli alimenti in combustibile è stata definitivamente fissata come linea economica della politica estera statunitense.Il Presidente ha sollecitato il Congresso ad avanzare rapidamente nell’introduzione di una legislazione proposta recentemente dal Governo per ordinare l’uso di 132 miliardi di litri di combustibile alternativi per il 2017 e per imporre parametri più esigenti di consumo del combustibile nelle automobili. Bush si è riunito con il presidente del consiglio e direttore generale della General Motors Corp., Rich Wagoner; con il direttore generale di Ford Motor Co., Alan Mulally e con il direttore generale del gruppo Chrysler di Daimler Chrysler AG, Tom LaSorda.
    Penso che ridurre e riciclare tutti i motori che consumano elettricità e combustibile sia una necessità elementare e urgente di tutta l’umanità. La tragedia non consiste nel ridurre questi costi energetici, ma nell’idea di trasformare gli alimenti in combustibile.
    Oggi si sa con precisione che una tonnellata di mais può produrre in media soltanto 413 litri di etanolo. Il prezzo medio del mais nei porti degli Stati Uniti è di 167 dollari la tonnellata. Sono necessari 320 milioni di tonnellate di mais per produrre 35 miliardi di galloni di etanolo. Il raccolto del mais negli USA nel 2005, secondo i dati della FAO, è arrivato a 280,2 milioni di tonnellate. ... Applicate questa ricetta ai paesi del Terzo Mondo e vedrete quante persone non consumeranno più mais tra le masse affamate del nostro pianeta. O peggio: concedete ai Paesi poveri prestiti per finanziare la produzione di etanolo dal mais o da qualsiasi altro tipo di alimento e non rimarrà in piedi nemmeno un albero per difendere l’umanità dal cambiamento climatico.
    Altri paesi della parte ricca del mondo hanno programmato di usare non solo mais, ma anche grano, semi di girasole, di colza ed altri alimenti per la produzione di combustibile. Per gli europei sarebbe redditizio importare tutta la soia del mondo allo scopo di ridurre il consumo di combustibile delle loro automobili ed alimentare i loro animali con i suoi residui, ricchi di tutti i tipi di aminoacidi essenziali. Tutti i Paesi del mondo, ricchi e poveri, senza eccezione alcuna, potrebbero risparmiare miliardi di dollari in investimenti e combustibile semplicemente sostituendo tutte le lampadine incandescenti con lampadine fluorescenti, cosa che Cuba ha fatto in tutti le case. ...
    Dall’agenzia ufficiale di notizie sui problemi economici e sociali del mondo: la TELAM. Cito testualmente:
    “Circa due miliardi di persone, da qui a 18 anni, abiteranno in Paesi e regioni dove l’acqua sarà un lontano ricordo. Due terzi della popolazione mondiale potrebbero vivere in luoghi dove questa scarsità potrebbe produrre tensioni sociali ed economiche di una tale portata da provocare guerre per il prezioso ‘oro azzurro’”.
    Secondo il Consiglio Mondiale dell’Acqua (WWC) nel 2015 il numero di abitanti colpiti da questa grave situazione aumenterà fino a raggiungere i 3 miliardi e 500 milioni di persone.”
    Fidel Castro.

    Articolo completo.

  3. #3
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    6 Aprile 2007

    McJob



    In onore della MacDonald è stato creato un neologismo: MacJob. Inserito nei dizionari inglesi. Il significato? “Attività sottopagata, senza stimoli, con pochi benefici. Richiede scarse competenze, è spesso temporanea e offre pochi o nulli benefici e opportunità di promozione.”
    La McDonald non è d’accordo, per lei il McJob è un lavoro ambito. Ma la globalizzazione dell’hamburger ha i suoi prezzi da pagare. E se tra questi ci sono lavori di m..da e la deforestazione globale non si può protestare con i dizionari.
    Se la parola McJob dà fastidio alla multinazionale dei macelli, cosa dovremmo dire noi per la parola precario o McBiagi? “Attività che non richiede nessuna competenza, comporta uno sfruttamento intensivo di breve durata, per la quale bisogna disporre di una laurea”. O per caduto sul lavoro? “Assassinio di un lavoratore per mancanza di sicurezza non punibile dalla legge”. O per Casa della Libertà? “Associazione di avvocati e imprenditori nata per depenalizzare reati ascrivibili ai suoi componenti”. E per finanziere (in alternativa tronchetto)? “Individuo ben introdotto, ben vestito, che ambisce all’arricchimento personale attraverso il debito altrui, sia di privati, che di aziende”.
    Bisognerebbe riscrivere il Dizionario della lingua italiana. Dare alle parole il loro significato. Termovalorizzatore? “Produttore di diossine ad alta dispersione termica con produzione tumorale su larga scala”. Partito? “Associazione di cittadini che ha lo scopo di svolgere una attività politica a proprio esclusivo vantaggio”. Scolorinare? “Eliminare con la scolorina i consiglieri indipendenti dalla lista per il consiglio di amministrazione”. Borsa Italiana? “Chicago degli anni Venti, capitalismo selvaggio dei Baroni Ladri nell’America del primo Novecento”(neologismi introdotti da Guido Rossi il 6/4/2007).
    Oggi camminavo sulle colline di Nervi. Una signora mi ha detto: “Buon giorno”. Le ho risposto: “Anche a lei, signora”. E’ bello quando le parole hanno il loro significato.

    Ps: Il libro "Schiavi Moderni" sarà disponibile a breve, prenotatelo.

  4. #4
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    7 Aprile 2007

    Il mercato


    foto di Guano

    Il mercato è il nuovo riferimento ideologico dei nostri dipendenti. Chiude un’azienda? E’ la legge del mercato. Qualche centinaio di famiglie viene messo in mezzo a un strada? E’ il mercato. Una società fondamentale per l’Italia come Telecom è depredata e venduta all’asta? E’ il mercato. Le Autostrade aumentano i pedaggi, non fanno i lavori stradali e distribuiscono i dividendi? E’ il mercato.
    Nessuno può opporsi al mercato, sarebbe contro il liberismo, contro la Boninochefalaspesa, contro Prodidagliocchichiusi. Contro la Comunità Europea che è sempre dalla parte del mercato, mai dei cittadini. Il mercato è la nuova divinità da celebrare con la Santa Pasqua. Un santino della Findomestic o dello psiconano nel portafoglio. Un dio senza ‘competitor’. Se Cristo ha dovuto risorgere, il mercato non è mai morto.
    Una discussione sull’acqua, sull’energia, sull’elettricità, sull’edilizia si spegne con la parola magica: mercato. Un'entità superiore che opera con regole sue, insondabili, ma giuste a priori, da non discutere. Vi ricordate gli applausi di Bertinotti e Fassino al tronchetto? Era il mercato. E tutti i fan di Coppola, Ricucci, Gnutti, Fiorani, Tanzi e Fazio della casa circondariale della libertà? Era il mercato. E l’indifferenza verso la condanna per bancarotta a Geronzi? E’ sempre il mercato. E la permanenza di Buora in Telecom dopo lo scandalo dello spionaggio? E’ ancora il mercato. Ma anche le intercettazioni erano (sono?) un mercato.
    Se il mercato con le sue scatole cinesi, il suo capitalismo straccione, i conflitti di interessi, la sua totale mancanza di regole, decide delle nostre vite. Se questo è vero, ed è vero, i nostri dipendenti non servono a nulla. Si possono fare assumere direttamente dalle concessionarie statali, dalle industrie assistite, dalle holding dei vampiri moderni. O forse sono già assunti? Il Parlamento, giusto per specularci un po’, si potrebbe quotare in Borsa.

  5. #5
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    9 Aprile 2007

    I nuovi mostri



    Romero non avrebbe potuto fare meglio. L’informazione italiana è decomposta. E’ il giornalismo dei nuovi mostri che divora i nostri cervelli. E ci riesce benissimo. E’ il trionfo della notizia dissepolta, postdatata. De Bortoli, ectoplasma che esce di tanto in tanto dalla bocca dei suoi editori, fa una ‘chiacchierata’, invece di un’inchiesta, con il tronchetto dell'infelicità sul Sole 24 ore. Un quotidiano che informa con puntualità, ma sempre 24 anni dopo.
    Sergio Romano, la mummia del Corriere, i cui editoriali sono pezzi eccellenti di contorsionismo dialettico, scrive che un comico non può fare il politico. Nel senso che non può esprimere un’opinione. Non si capisce perchè lui possa rispondere alla Posta dei lettori. Segua il consiglio di un comico: si trasferisca su Topolino.
    Ectoplasmi, mummie. Non mancano gli uomini lupo. Quelli che si trasformano al cambio della luna del padrone. E i fantasmi, uomini che c’erano e non ci sono più. Confinati dagli editori in programmi di fascia notturna o nelle redazioni con buonuscite milionarie per non dire più nulla. Ma tutti, ormai, sono i nuovi mostri, anche il grande vecchio della montagna, Eugenio Scalfari, che interviene su Telecom Italia sulla Repubblica di ieri con un articolo che avrebbe dovuto scrivere cinque anni fa. O non sapeva nulla prima che venisse spiato Carlo De Benedetti?
    L’informazione con i vermi non è un bello spettacolo. Puzza a tal punto che devono darla gratis, nessuno la compra più. Ma a pagarla siamo sempre noi con le nostre tasse. E’ ora di dire basta alla informazione assistita dallo Stato, ma a libro paga di politici e finanzieri.
    Chi vuole presentare una proposta di legge per abolire il finanziamento pubblico ai giornali si faccia vivo. Il blog è in ascolto.

  6. #6
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    10 Aprile 2007

    Il braccio violento della legge



    In Italia non c’è la dittatura, ma solo formalmente. Seguitemi: ci sono 350.000 leggi, nessuno sa quante sono veramente. La loro applicazione è spesso arbitraria. Però nessuno le conosce meglio della Pubblica amministrazione. Sono un’arma potente di gestione e di controllo.
    Il braccio violento della legge è la raccomandata A/R che ti arriva a casa e ti sanziona in base al comma X della legge regionale Y collegata al decreto legge Z e all’ordinanza comunale W. O concili o sei rovinato.
    Sotto una certa somma il commercialista e l’avvocato hanno un solo consiglio: pagare. Sopra una certa somma devi pagare loro e sperare. Se poi ti viene il dubbio: “Perchè io si e tutti gli altri no?”, non devi pensare male. E’ solo sfortuna. E la sfortuna della Pubblica amministrazione non è bendata. Ha sempre gli occhi bene aperti. Se paghi le tasse ti controlla i decimi di euro. Se fai fallire un’azienda (do you remember Parmalat?) evita spesso di infierire.
    E’ chiaro che con un numero così elevato di leggi tutti siamo colpevoli di qualcosa. E’ matematico. Quindi, di fronte a un controllo o a una multa, conviene dichiararsi colpevoli e patteggiare.
    Un mese fa il blog si era occupato della cementificazione della zona Fiera di Milano intervistando i responsabili delle associazioni dei cittadini. Da allora le cose sono peggiorate. Nella città più volantinata, più graffittata e tra le più sporche d’Italia. Lo posso testimoniare: sono passato ai Navigli vicino alla Darsena e mi è venuto da vomitare.
    In questa città vengono attaccati alcuni manifestini a dei pali. Per convocare una riunione aperta agli abitanti della zona Fiera sulla costruzione di 900.000 metri cubi di cemento che nessuno vuole. Un incontro che avrebbe dovuto fare il Comune tempo fa, prima di prendere ogni decisione. I manifestini 50x70 cm sono stati sanzionati con 43.672 euro. Una cifra enorme. Ora, una domanda alla Moratti e all’assessore per lo sviluppo del territorio Carlo Masseroli (mail) vorrei farla. I manifesti elettorali abusivi sono stati sanzionati? E chi ha pagato? E quanto ha pagato? E’ intervenuto anche in quel caso il braccio violento della legge?

  7. #7
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    11 Aprile 2007

    La Consob, Di Pietro e la share action


    foto di Razor

    Ricevo una lettera da Antonio Di Pietro che ha ricevuto dalla Consob una lettera informativa su di me e sulla share action. Non pensavo di essere così importante. Alla lettera della Consob risponderò nei prossimi giorni sul blog.
    Ah, mi raccomando: tutti a Rozzano il 16 aprile!

    Caro Beppe,
    come sai ho deciso di aderire alla tua iniziativa volta a dar voce ai piccoli azionisti di Telecom. Una battaglia molto importante in quanto emblematica: se avesse successo potrebbe essere replicata per ogni azienda presente in Borsa ed introdurre nella nostra economia principi di vera rappresentanza. La mia adesione ha provocato una immediata reazione da parte della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) con una lettera a firma del suo presidente Lamberto Cardia che allego. La comunicazione mi mette in guardia sulla non liceità della tua iniziativa. A questo toccherà a te rispondere, se lo vorrai.
    Io, anche attraverso il tuo blog, voglio dire alla Consob che una sua così puntuale attenzione andrebbe estesa ai conflitti di interesse che in Borsa sono la consuetudine. Come si possono altrimenti definire le presenze degli stessi consiglieri in società clienti e fornitrici, in società di controllo e controllate? Il meccanismo delle scatole cinesi va smontato, quella diavoleria che consente di controllare grandi aziende con un pacchetto di azioni irrisorio e a Olimpia di nominare la maggioranza dei consiglieri di amministrazione di Telecom pur disponendo del solo 18% delle azioni. Infine, la rappresentanza dei piccoli azionisti va facilitata e l’Italia dei Valori presenterà per questo un suo disegno di legge. Le regole attuali la rendono di fatto impraticabile.
    L’assemblea del 16 aprile di Telecom vedrà, forse per la prima volta in Italia, la presenza dell’azionariato popolare. Una manifestazione di democrazia che spero introduca finalmente il tema industriale, fino ad oggi trascurato, per la più grande impresa del Paese. Con Telecom è in gioco parte del futuro dell’Italia, ma purtroppo si parla solo di Olimpia e della sua necessità di fare cassa. Una storia che dura da mesi e che destabilizza la società. Prima si è cercato di vendere Tim, poi Tim Brasil infine è stata lanciata un’asta destinata al miglior offerente nell’indifferenza degli interessi del Paese. L’infrastruttura di rete va separata dai servizi, chi la compra deve ottenere una nuova autorizzazione dello Stato, che deve prima valutare i presupposti, e i voti si devono poter finalmente contare, non pesare”.
    Antonio Di Pietro.

  8. #8
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    13 Aprile 2007

    Il ghigno degli impuniti



    In Italia la popolazione residente si divide in due parti. Una impunita, l’altra normale. L’impunità è uno status symbol. Il motivo principale dell’attrazione che esercita il nostro Paese sulle masse di extracomunitari. Una condizione ambita. Chi la raggiunge si trova al più alto livello della scala sociale. Vale più della ricchezza. I ricchi possono finire in galera, gli impuniti mai. Le leggi non li sfiorano, gli avvocati o gli amici degli amici sistemano tutto.
    L’impunità ha diversi livelli, una struttura a piramide. Al vertice ci sono il salotto buono, poi i politici e quindi i loro servi. Più in basso, a strati sovrapposti, qualche milione di persone.
    E’ facile identificare gli impuniti. Hanno un ghignetto che li contraddistingue. Quella particolare espressione dell’impunito, di persona indifferente alla legge. Interi gruppi sono impuniti. Gruppi finanziari, politici, etnici, criminali. Sono club di impuniti extra-legali. Se lo Stato, per errore o per casualità, cerca di imporre la legge, gli impuniti si inc.....o. Strillano alla prevaricazione. Se possono cambiano le leggi, altrimenti cambiano i connotati alle forze dell’ordine. Interi quartieri possono scendere in strada a supporto degli impuniti.
    Un cittadino incensurato che paga le tasse e ha a cuore il bene pubblico non può intervenire contro le impunità. Passerebbe per razzista, oltranzista e un po’ fascista. Deve delegare le forze dell’ordine e alcuni impiegati di partito: i nostri dipendenti in Parlamento e al Governo. Cesare Beccaria sosteneva che la certezza della pena è necessaria in uno Stato di diritto. Noi siamo uno Stato di rovescio: abbiamo la certezza dell’impunità. C’è però la solita eccezione. Se infastidisci gli impuniti, allora sei punito a norma di legge. La punizione è certa e implacabile per chi denuncia il sistema. RESET!

  9. #9
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    17 Aprile 2007

    Chernobyl mon amour


    immagine da National Geographic

    La vera rivoluzione sovietica comincia ora. Aeroflot vuole l’Alitalia. Avremo hostess russe, e fin qui va bene, ma anche aerei Tupolev, e qui dobbiamo toccarci prima dell’atterraggio. L’Enel, per contraccambiare, investe in reattori nucleari sovietici più vecchi di quello di Chernobyl. L’innovazione quando arriva, arriva. E in Italia, lo sappiamo, non arriva mai. Ma il 30% dell’Enel è dello Stato e i cittadini italiani, dopo Chernobyl, hanno votato un referendum contro il nucleare.
    Ricordiamolo con la petizione di Greenpeace al dipendente Prodi al suo rientro dal Giappone. Non vorrei che passando per Hiroshima si sia montato la testa.

    Lettera di Greenpeace:

    “Doppia protesta di Greenpeace oggi contro la decisione dell' Enel di investire 1,8 miliardi di euro per il completamento di due reattori nucleari a Mochovce, in Slovacchia.
    Gli attivisti italiani hanno distribuito oggi di fronte alle sedi delle banche nelle principali città italiane degli ironici fac-simile della pubblicità dell'Enel in cui si mostra come in realtà anziché investire sull'innovazione, si investe in una centrale di tecnologia sovietica addirittura precedente al disastro di Cernobyl. “La vera rivoluzione è tornare al nucleare. Sovietico." si legge nel depliant distribuito oggi.
    In Europa Greenpeace ha protestato anche di fronte alle ambasciate italiane in Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria e Bulgaria.
    Nella lettera inviata al governo italiano si sottolinea come l'Italia, che ha chiuso le proprie centrali con un referendum non possa esportare all'estero il rischio atomico. Il governo è infatti l’azionista di riferimento di Enel, con una quota di circa il 30 per cento.
    Le critiche principali al progetto riguardano la scarsa sicurezza ma anche la discutibilità economica. A Mochovce verrebbero realizzati due reattori sovietici VVER-440/213, la cui progettazione risale alla fine degli anni Settanta. I reattori sono ben al di sotto degli attuali standard di sicurezza e difficilmente verrebbero autorizzati in gran parte degli stati europei. Per esempio non dispongono di un doppio guscio protettivo in caso di impatto con un aereo. Non solo, per Greenpeace c'è anche un problema di legittimità, perchè il progetto era stato autorizzato nel 1986 dall'allora governo comunista senza nessuna valutazione d’impatto ambientale, nè il coinvolgimento dell'opinione pubblica. Ancora oggi il ministero dell'ambiente slovacco si rifiuta di avviare una valutazione d'impatto ambientale...”
    “Il prossimo mese l'Enel dovrebbe prendere la decisione finale su Mochovce e Greenpeace ha lanciato una petizione via web per chiedere a Prodi di abbandonare subito questo progetto."

    Testo completo Greenpeace

 

 

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