Non vorrei essere equivocato: non intendo minimanente fare un panegirico dei Talebani. Non li ammiro nè come interpreti della religione, nè come nemici dei miei nemici (come invece fa l'estrema sinistra, la quale finisce per appogggiarsi a chiunque sia anti-americano e anti-sionista).
Detto questo, vorrei lanciare una riflessione:
è possibile vedere l'attuale scenario afghano come l'ultima frontiera della Tradizione, il fronte della Modernità occidentale stessa?
Mi spiego: è chiaro che la NATO (emanazione di washington) e gli USA vogliono giocare il tutto per tutto in quella regione. Si preparano a combattere furiosamente (se bombardare come dei vigliacchi si può definire "combattere") come se intendessero conficcare gli artigli in maniera definitiva in quelle terre.
Dall'altra parte ci sono gli afghani, non solo i talebani, ma i signori della guerra, i capitribù, e in definitiva chiunque non faccia parte del fortilizio impiantato artificialmente di Kharzai.
Gli americani e gli occidentalisti (quelli alla Bonino) vogliono il giro di vite perché hanno visto che la conquista sulla carta non basta ad occidentalizzare/modernistizzare quella regione: non basta cioè mettere su un fantoccio e un sistema parlamentare, e i suoi ammenicoli tentacolari sotto forma di organizzazioni 'umanitarie', per 'convertire' quell'orgogliosa popolazione alle "magnifiche sorti e progressive".
Gli afghani non sono mai stati sottomessi da nessuno in epoca moderna: non dagli inglesi, non dai sovietici - ovvero le due gambe della Sovversione moderna, quella liberale e quella socialista.
Ora ci riprova quella liberale, per mezzo del braccio di zio Sam.
Il fallimento di questa 'crociata' laicista è importante perché indicherà che l'avanzata della Modernità corrosiva occidentale ha raggiunto il suo apice, non avanza più.
Poco importa chi vi sia (certo sarei più contento se invece dei talebani prendesse il potere una fazione sciita iraniana ...), l'importante è che il mondo assista ad uno stallo dell'aggressione rabbiosa del cane modernista. E - seconda ironia della storia - per mano di una popolazione che secondo i canoni pregiudiziali dell'occidentalista è composta di poco più di 'straccioni'. Straccioni che però dai tempi delle migrazioni dei nomadi indoeuropei non hanno mai smesso di combattere, e soprattutto, hanno sempre tenuto testa a chiunque in casa loro.
Purtroppo i talebani - nel caso di una vittoria e di una rotta vietnam-style dei marines - è prevedibile che possano far strame di tutte le forme d'arte (e quindi anche delle opere d'arte antiche, di cui quel paese serba notevoli tracce); ma la soddisfazione di vedere buttata fuori a calci in culo la televisione occidentale, tutta la cultura mercantilistica, la retorica dei 'valori' massonici dell'89, e via dicendo, è troppo grande per non sopportare anche la distruzione di un po' di opere d'arte.




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ome già non lo fu per Galileo.
