Il sondaggio condotto da Ipr Marketing per Repubblica.it
D'Alema male, bene i Ds e lo Sdi
di MATTEO TONELLI
Massimo D'Alema
ROMA - Meno fiducia nel governo e più nei Ds, che a Firenze hanno dato l'addio alla Quercia puntando al Partito Democratico. Che, non ancora nato, raccoglie un indice di fiducia del 27%. Mentre Massimo D'Alema, pur restando il più gradito tra i ministri, fa segnare una decisa flessione. Sono questi i dati più interessanti del sondaggio condotto da Ipr Marketing per Repubblica.it. Una rilevazione che vede Romano Prodi ottenere lo stesso livello di fiducia di un mese fa (42%), ma che vede l'esecutivo guidato dal premier in calo del 4% (dal 46% al 42%).
La fiducia nel governo e in Prodi. Il calo c'è e si vede. Rispetto ad un mese fa il sondaggio attesta una flessione di 4 punti percentuali. Oggi la fiducia nell'esecutivo tocca quota 42%, nel luglio del 2006, ad inizio legislatura, era al 63%. In crescita sostenuta la percentuale di coloro che dico di avere poca o nessuna fiducia nell'esecutivo: dal 50% di un mese fa al 55% di oggi. Le cose vanno meglio per Romano Prodi. Il premier resta stazionario rispetto ad un mese fa (42%): la stessa percentuale del suo esecutivo. In leggere crescita coloro che dicono di avere poca o nessuna fiducia nel presidente del Consiglio: dal 54% di un mese fa al 55%.
D'Alema, meno sei. Il dato colpisce. Il titolare degli Esteri, pur restando il più gradito tra i ministri, vede scendere bruscamente le sue quotazioni. Una secca discesa dal 66% di un mese fa al 60% di oggi. Solo due punti percentuali in più di Giuliano Amato che mantiene il secondo posto (al 58%). E il collegamento tra le tensioni della politica estera e la discesa del quoziente di fiducia appare evidente. Crollo verticale anche per Rosy Bindi e Barbara Pollastrini. Le due ministre alle prese con la spinosa vicenda dei Dico pagano pegno perdendo ben 9 punti percentuali rispetto al sondaggio di marzo. Male anche Livia Turco (49%, -4%) e il ministro dello Sport Giovanna Melandri (55%, -5%). Quest'ultima sembra pagare l'intricata situazione del calcio italiano e la bocciatura dell'Italia per gli Europei del 2012. Male anche Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastutture e leader dell'Italia dei Valori: meno 4% per lui, che scende dal 54% di un mese fa al 50 di oggi. Segno più per Emma Bonino che sale dal 52% al 56%.
Ds e Sdi in salita. Proprio mentre a Firenze si celebra il congresso che decide lo scioglimento della Quercia in vista della nascita del Partito Democratico (che il sondaggio di oggi fotografa al 27%), l'indice della fiducia nel partito di Piero Fassino si impenna. Cinque punti percentuali in più rispetto ad un mese fa. La Quercia passa dal 43% al 48%, confermandosi il partito che riscuote maggiore fiducia. Alle spalle della Quercia si piazza Forza Italia in leggero calo (dal 42% al 41%). Stabile la Margherita che conserva la quarta posizione con il 40%. Va registrata, invece, l'impennata dello Sdi (in procinto di diventare Psi). La formazione di Enrico Boselli, infatti, passa dall'8% al 22%. Una cavalcata trionfale di ben 14 punti percentuali. Nel gradimento non va altrettanto bene all'Italia dei Valori (27%, -3%), a Rifondazione (26%, -4%), ai Verdi (26%, -5%). E neanche all'Udc di Pier Ferdinando Casini che lascia sul terreno due punti: dal 28% al 26%.
(23 aprile 2007)




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