BRUXELLES - Il previsto 'scudo spaziale' antimissile che gli Stati Uniti progettano di installare in Polonia e Repubblica Ceca garantirà anche la piena copertura dell'Italia. Washington fa chiarezza sull'effettiva potenza del suo previsto 'terzo sito' di difesa balistica e incassa l' appoggio degli altri paesi alleati della Nato sulla sua controversa proposta, ma, per il momento, non riesce a convincere la Russia.
Il tema dello 'scudo spaziale' è stato affrontato per la prima volta ad "alto livello" a Bruxelles, sia in sede di Consiglio Nordatlantico, sia di Consiglio Nato-Russia. Al termine dei lavori il Segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, ha espresso soddisfazione, ma è stato costretto a constatare la chiusura di Mosca.
"Tutti gli alleati concordano sul fatto che la proliferazione missilistica costituisce una minaccia ha detto Scheffer durante una conferenza stampa al quartier generale della Nato a Bruxelles -. Gli alleati sono convinti che il sistema Usa non avrà alcun impatto sull'equilibrio strategico dell'Europa".
Il sistema prevede l'installazione di un massimo di dieci intercettori in Polonia e l'installazione di una sofisticata base radar nella Repubblica Ceca. I 26 paesi della Nato, ha proseguito Scheffer, "sono convinti che dieci intercettori non costituiranno alcuna minaccia alla Russia".
Da parte sua, il direttore dell'Agenzia americana per la difesa anti-missilistica, Harry Trey Obering, ha voluto rassicurare quei paesi dell'Europa meridionale preoccupati di rimanere fuori dalla portata del previsto 'scudo'. "Il sito proposto in Polonia coprirà tutta l'Italia - ha detto il generale Obering rispondendo a chi gli chiedeva se il sistema garantirà anche la copertura del Paese -, coprirà gran parte dell'Europa del Sud, cominceremo a perdere copertura in paesi come la Grecia e ovviamente la Turchia".
Il generale americano ha quindi voluto ribadire la sua risposta: "Ma coprirà tutta l'Italia", sottolineando che proteggerà anche la Spagna.
Per la Russia, però, i problemi sono altri. "I russi pensano che ci sia un collegamento tra i missili in Polonia e la capacità strategica della Russia, ma questa percezione non è condivisa né da me, né dagli alleati della Nato ha spiegato Scheffer -. Inoltre, ci sono differenze nella percezione della minaccia della proliferazione dei missili balistici".
Se da una parte, infatti, "molti" alleati concordano sul fatto che la proliferazione missilistica (anche da parte dell' Iran) comporta una "minaccia crescente" per l Europa, Mosca non la pensa allo stesso modo.
La Russia, inoltre, guarda al futuro e si chiede se da dieci gli intercettori in Polonia (gli altri due siti interessati dal progetto sono l'Alaska e la California) non possano diventare 30, 50 o cento. Una preoccupazione, questa, alla quale Washington risponde sottolineando che comunque ci sarà sempre un sistema di controlli e verifiche.
In questo quadro, gli alleati Nato sono convinti della necessità di mantenere aperto il dialogo con la Russia e Scheffer ha assicurato che questo tema verrà approfondito anche a livello politico: a cominciare dalla riunione informale dei ministri della Difesa dei 26 che si terrà a Oslo la settimana prossima.
Ci dicessero anche DA CHI ci proteggerebbe 'sto scudo perchè mica l'abbiamo capito!![]()
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