nn ho ancora visto aprire un 3d sui fatti di baghdad in una giornata simbolo visto la visita di Gates e l'ipotizzato passaggio di consegna della sicurezza all'esercito iracheno.
visto che nn ho tempo copio e incollo la fonte ansa
Su Baghdad si sono spalancate ieri le porte dell'inferno: una raffica di autobombe e' stata fatta esplodere in vari quartieri sciiti, e ha causato la morte di 191 persone e il ferimento di oltre 250, in una delle peggiori stragi registrata nella capitale irachena dall'intervento militare americano di quattro anni fa. ''La strada si e' trasformata in una piscina di sangue'', ha detto Ahmed Hamid, un negoziante che ha assistito all'esplosione piu' micidiale, quella che ha devastato un mercato del quartiere Sadriya, sulla riva Est del Tigri. E pensare che la giornata era cominciata con una cerimonia in cui il premier Nuri al Maliki aveva fatto sapere che le autorita' irachene intendono assumere la responsabilita' della sicurezza in tutto il Paese entro la fine dell'anno. Mentre ancora le agenzie stavano riferendo le sue parole, dopo una serie di attentati 'minori', c'e' stata la prima devastante esplosione, nel quartiere Karrada: un'autobomba che ha causato la morte di una ventina di persone e il ferimento di altre decine. Meno di un'ora dopo, e' stata la volta dell'immenso quartiere Sadr City, dove vivono oltre due milioni di sciiti: qui i morti sono stati piu' di 30, e i feriti due volte tanti. Poi, nelle prime ore del pomeriggio, l'apocalisse di Sadriya: all'inizio si parlava di otto morti ma e' stato subito chiaro che era appena una vaga indicazione. Col passare delle ore la polizia ha via via aggiornato il bilancio fino ad arrivare ad ''almeno 140 morti e 150 feriti''. Le emittenti Tv sul posto hanno mostrato scene terribili: nel fumo degli incendi, mescolato all'atmosfera pesante della tempesta di sabbia che sta raggiungendo la citta', un uomo ha raccontato di aver personalmente contribuito a recuperare ''almeno cinquanta di corpi. Gran parte di essi erano assolutamente irriconoscibili, mutilati, carbonizzati''. Nello stesso luogo, il 3 febbraio scorso e' stato segnato il macabro record del maggior numero di vittime in una singola esplosione dall'inizio della guerra: 135 morti e 300 feriti, con un camion-bomba imbottito con oltre una tonnellata di esplosivo. Meno di due settimane dopo e' poi cominciata a Baghdad l' operazione antiterrorismo Imporre la Legge, che, considerata un po' come una sorta di 'ultima spiaggia', e' ancora in corso e contempla l'utilizzo di circa 90 mila uomini tra iracheni e americani, tra cui gran parte dei rinforzi il cui invio in Iraq e' stato disposto dal presidente statunitense George W. Bush nell'ambito della sua nuova strategia annunciata all'inizio dell'anno. In un primo tempo gli omicidi di carattere interconfessionale erano sensibilmente diminuiti, ma nelle ultime settimane anche su questo fronte la tendenza e' tornata al rialzo. Oggi e' stato reso noto il ritrovamento di 25 cadaveri gettati nelle strade. E anche nel resto del Paese la situazione non e' molto incoraggiante. In mattinate le forze britanniche hanno consegnato ufficialmente alle autorita' irachene la responsabilita' della sicurezza nella provincia meridionale di Maysan e quindi mantengono ora il controllo solo della provincia di Bassora. Quel capoluogo vive da giorni una notevole tensione, espressa in ripetute manifestazioni popolari e sit-in per chiedere le dimissioni del governatore Mohammed al Waili accusato di corruzione. Dopo Al Muthanna, Dhi Qar e Najaf, Maysan e' la quarta delle 18 province del Paese che torna sotto il controllo delle autorita' di Baghdad. Il consigliere per la sicurezza nazionale Moaffaq al Rubei, presente alla cerimonia per il passaggio di consegne, ha detto oggi a nome del premier al Maliki che tra un mese sara' la volta delle tre province del Kurdistan a passare sotto la totale responsabilita' delle autorita' locali. Dopo tocchera' a quelle di Karbala e Wassit e entro la fine dell'anno tutte le province saranno sotto la responsabilita' irachena. Un'affermazione che potrebbe spianare la strada al ritiro delle forze straniere che, secondo quanto ha piu' volte detto al Maliki, se ne andranno quando le forze irachene saranno pronte ad assumere il controllo della sicurezza. Controllo che pero', questa sera non sembra molto a portata di mano.




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