Tempo fa Paolo chiedeva se ci fosse un limite allo squallore, riferendosi ad una copertina di Libero dove veniva rappresentato prodi in modo a mio parere abbastanza volgare e fine a sè stesso (o meglio, fine alla loro causa).
Adesso vorrei riproporre la domanda, legandomi a questo fatto:
tratto (guardacaso) proprio da Libero
Da qualche giorno circola per Arcore e in altri paesi della Brianza un manifestino di propaganda per il tesseramento al locale circolo Arci, detto Arciblob. Vi campeggia una immagine di Umberto Bossi, da cui risulta piuttosto evidente il suo attuale stato di salute e di sofferenza, accompagnata dallo slogan: «Basta soffrire. Eutanasia ora! Sostieni il progresso, tesserati!». Ne hanno dato notizia il Giornale di Vimercate e La Padania. Salvo intempestive smentite, si deve pensare che la cosa sia veramente farina del sacco dell'Arci, oppure di qualcuno che gliela voglia attribuire. In ogni caso non si può non restare sbalorditi di fronte a tali sublimi vette di imbecillità, a una così colossale manifestazione di cattivo gusto e di inciviltà. Come tutte le persone sofferenti, Bossi merita tutto l'affetto e la solidarietà che le persone normali (senza distinzione di colore o di fede) devono portare soprattutto a chi - come lui - non si arrende. Sul percorso politico di Bossi e della Lega sono state scritte montagne di articoli e di libri, spesso cattivi e duri, ma per trovare simili azimut di ignobiltà si deve tornare alle abnormi dichiarazioni personali di alcuni soggetti più o meno noti che ieri il quotidiano leghista ha opportunamente ricordato. Ma questo manifestino merita in assoluto il Guinness dell'infamia. Ci sono centinaia di motivi per condannare e criticare l'uomo Bossi. Lo possono legittimamente fare gli avversari politici e - per ragioni diverse e anche più sostanziose - quelli che hanno creduto e che credono nel federalismo e nell'indipendenza della Padania e che si sono sentiti traditi e ingannati. Se ha delle colpe politiche, il tribunale competente a giudicarlo e a condannarlo (come deve avvenire in tutti i paesi civili) è la "gabina" elettorale: ha già subito la dura sentenza di colpevolezza di tre quarti dei suoi elettori e altri li imiteranno. La religione comunista
Se invece ha commesso dei reati, se ne deve occupare la Magistratura, che è estremamente solerte e severa con chi non è sodale all'ideologia che professa una bella fetta dei suoi componenti. Se infine ha colpe morali d'altro genere, se la dovrà vedere - come tutti - con la sua coscienza e con il Buon Dio. È quasi alla giustizia divina che il manifesto di Arcore sembra voler fare capzioso riferimento, insinuando un legame diretto fra colpe e punizione, fra il comportamento in vita e le sciagure che si devono subire senza aspettare l'aldilà e che solo la morte (e perciò l'eutanasia) può alleviare: è un atteggiamento che la religione comunista (professata dagli "arcigni" sponsor di morte brianzoli) condivide con altri esagitati fondamentalisti e intolleranti fanatici. La falcidia purificatrice
Se davvero funzionasse così - come allucinati savonaroliani o trucidi Imam sostengono assieme a questi invasati - allora ci dovrebbe essere una sistematica relazione fra colpe e disgrazie. Se così fosse il mondo sarebbe pieno di monchi e sciancati che "se la sono cercata". In particolare, nel Parlamento italiano e nelle segreterie dei partiti, ma anche ai vertici della burocrazia statale, non ne resterebbe intero nessuno. Ma la falcidia purificatrice colpirebbe con particolare durezza proprio i comunisti: con tutti i crimini, le sofferenze procurate e le nefandezze che hanno sulla coscienza dovrebbero essere spariti da un pezzo dalla faccia della terra. Ma evidentemente non funziona così e ne sopravvivono ancora tanti che stampano manifestini.
L'UOMO LA CARRIERA Fondatore e leader della Lega Nord, Umberto Bossi è stato eletto per la prima volta al Senato nel 1987. Dal 2001 al 2004 è stato ministro delle Riforme
LA MALATTIA La mattina dell'11 marzo 2004 è stato ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato colpito da un ictus cerebrale
Libero 19/04/07
Ora, il mio pensiero su bossi penso che sia chiaro ai più, però di certo mai arriverei a questi livelli di bassezza morale. Posso condannare il politico, l'uomo (tra 1000 virgolette), ma mai prendermi gioco di una persona per il suo stato di salute.





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