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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Leggere lo Statuto Catalano

    Se ne parla spesso, in molti sanno di cosa si tratta nei tratti essenziali, ma forse in pochi l'hanno letto. Mi sembra utile postare in questi giorni un po' di articoli tra i più significativi, riguardanti sia le parti generali sia quelle specifiche di competenze et similia.

    Il nuovo Estatut della Comunidad Autonoma di Catalogna è stato approvato dal referendum popolare del 18 giugno del 2006 con il 75% dei voti favorevoli.

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    TITOLO PRELIMINARE


    Articolo 1. La Catalogna

    La Catalogna, come nazionalità, esercita il suo autogoverno costituita in comunità autonoma ai sensi della Costituzione e del presente Statuto, che è la sua norma istituzionale di base.


    Articolo 2. La Generalitat

    1. La Generalitat è il sistema istituzionale in cui si organizza politicamente l’autogoverno della Catalogna.

    2. La Generalitat è formata dal Parlamento, dalla Presidenza della Generalitat, dal Governo e dalle altre istituzioni che vengono stabilite nel capitolo V, del titolo II.

    3. I municipi, le vegueries, le contrade e gli altri enti locali che determinino le leggi formano altresì il sistema istituzionale della Generalitat, quali enti nei quali questa si organizza in forma territoriale, fermo restando la sua autonomia.

    4. I poteri della Generalitat emanano dal popolo della Catalogna e vengono esercitati ai sensi di quanto stabilito nel presente Statuto e nella Costituzione.

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Articolo 4. Diritti e principi reggenti

    1. I poteri pubblici della Catalogna devono promuovere il pieno esercizio delle libertà e dei diritti che vengono riconosciuti dal presente Statuto, dalla Costituzione, dall’Unione europea, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e da quanti altri trattati e accordi internazionali sottoscritti dalla Spagna che riconoscano e garantiscano i diritti e le libertà fondamentali.

    2. I poteri pubblici della Catalogna devono promuovere le condizioni affinché la libertà e l’uguaglianza degli individui e dei gruppi siano reali ed effettive; devono facilitare la partecipazione di tutte le persone alla vita pubblica, economica, culturale e sociale, e devono riconoscere il diritto dei popoli a conservare e sviluppare la loro identità.

    3. I poteri pubblici della Catalogna devono promuovere i valori della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, del pluralismo, della pace, della giustizia, della solidarietà, della coesione sociale, dell’equità di genere e dello sviluppo sostenibile.


    Articolo 5. I diritti storici

    L’autogoverno della Catalogna si fonda altresì sui diritti storici del popolo catalano, nelle sue istituzioni secolari e nella tradizione giuridica catalana, che il presente Statuto incorpora e aggiorna ai sensi dell’articolo 2, della seconda disposizione transitoria e di altri precetti della Costituzione, dai quali deriva il riconoscimento di una posizione singolare della Generalitat in relazione al diritto civile, alla lingua, alla cultura, alla proiezione di queste nell’ambito educativo e al sistema istituzionale in cui si organizza la Generalitat.


    Articolo 6. La lingua propria e le lingue ufficiali

    1. La lingua propria della Catalogna è il catalano. Come tale, il catalano è la lingua d’uso normale e di preferenza delle amministrazioni pubbliche e dei mezzi di comunicazione pubblici della Catalogna, ed è anche la lingua normalmente utilizzata come veicolare e di apprendimento nell’istruzione.

    2. Il catalano è la lingua ufficiale della Catalogna. Lo è anche lo spagnolo, che è la lingua ufficiale dello Stato spagnolo. Tutte le persone hanno diritto a utilizzare le due lingue ufficiali ed i cittadini della Catalogna hanno il diritto ed il dovere di conoscerle. I poteri pubblici della Catalogna devono stabilire le misure atte a facilitare l’esercizio di detti diritti ed il rispetto di detto dovere. Ai sensi di quanto disposto dall’articolo 32, non vi può essere discriminazione alcuna per l’uso di una o dell’altra lingua.

    3. La Generalitat e lo Stato devono intraprendere le azioni necessarie al riconoscimento dell’ufficialità della lingua catalana nell’Unione europea e la presenza e l’uso della lingua catalana negli organismi internazionali e nei trattati internazionali di contenuto culturale o linguistico.

    4. La Generalitat deve promuovere la comunicazione e la cooperazione con le altre comunità e gli altri territori che condividono il patrimonio linguistico con la Catalogna. A tali effetti, la Generalitat e lo Stato, ove sussista, possono sottoscrivere accordi, trattati ed altri meccanismi di collaborazione per la promozione e la diffusione esterna del catalano.

    5. La lingua occitana, denominata aranese in Aran, è la lingua propria di detto territorio ed è ufficiale nella Catalogna, ai sensi di quanto stabilito nel presente Statuto e nelle leggi di normalizzazione linguistica.

  4. #4
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Articolo 8. Simboli della Catalogna

    1. La Catalogna, definita come nazionalità nel primo articolo, ha come simboli nazionali la bandiera, la festività e l’inno.

    2. La bandiera della Catalogna è quella tradizionale a quattro bande rosse su sfondo giallo e deve essere presente negli edifici pubblici e agli atti ufficiali che abbiano luogo in Catalogna.

    3. La festività della Catalogna cade il giorno undici settembre.

    4. L’inno della Catalogna è Els segadors.

    5. Il Parlamento deve regolare le varie espressioni del quadro simbolico della Catalogna e ne deve stabilire l’ordine di protocollo.


    Articolo 10. La capitale

    La capitale della Catalogna è la città di Barcellona, che è la sede permanente del Parlamento, della Presidenza della Generalitat e del Governo, fermo restando che il Parlamento e il Governo possono riunirsi in altri luoghi della Catalogna, ai sensi di quanto disposto, rispettivamente, dal Regolamento del Parlamento e dalla legge.


    Articolo 11. Aran

    1. Il popolo aranese esercita l’autogoverno mediante il presente Statuto, il Consiglio generale d’Aran e le altre istituzioni proprie.

    2. I cittadini della Catalogna e le istituzioni politiche della medesima riconoscono Aran come una realtà occitana dotata d’identità culturale, storica, geografica e linguistica, difesa dagli aranesi nel corso dei secoli. Il presente Statuto riconosce, protegge e rispetta detta singolarità e riconosce Aran come un’identità territoriale singolare all’interno della Catalogna, che è oggetto di una particolare protezione per mezzo di un regime giuridico speciale.


    Articolo 13. Le comunità catalane all’estero

    La Generalitat, nei termini stabiliti dalla legge, deve promuovere i vincoli sociali, economici e culturali con le comunità catalane all’estero e deve prestar loro la necessaria assistenza. A tale effetto, la Generalitat, ove sussista, può formulare accordi di cooperazione con le istituzioni pubbliche e private dei territori e dei paesi nei quali si trovino le comunità catalane all’estero e può sollecitare allo Stato la sottoscrizione di trattati internazionali in merito a detta materia.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Articolo 11. Aran

    1. Il popolo aranese esercita l’autogoverno mediante il presente Statuto, il Consiglio generale d’Aran e le altre istituzioni proprie.

    2. I cittadini della Catalogna e le istituzioni politiche della medesima riconoscono Aran come una realtà occitana dotata d’identità culturale, storica, geografica e linguistica, difesa dagli aranesi nel corso dei secoli. Il presente Statuto riconosce, protegge e rispetta detta singolarità e riconosce Aran come un’identità territoriale singolare all’interno della Catalogna, che è oggetto di una particolare protezione per mezzo di un regime giuridico speciale.
    La Val d'Aran (nome ufficiale in occitano, nella sua variante aranese; in catalano: Vall d'Aran; in castigliano: Valle de Arán) è una delle 41 comarche della Catalogna, con una popolazione di 9.219 abitanti; suo capoluogo è Vielha e Mijaran.

    La Val d'Aran è l'unica comarca della Catalogna situata al di là dello spartiacque dei Pirenei: la valle è difatti segnata dall'alto corso della Garonna, tributaria dell'Atlantico, che nasce nella valle stessa. Fino al 1948, anno della costruzione della galleria di Vielha, la valle era accessibile dal resto della Spagna solo tramite il Port de la Bonaigua (2.072 m), mentre nei mesi invernali era raggiungibile solamente attraverso la Francia.

    Proprio grazie al suo isolamento la Val d'Aran ha potuto conservare la propria lingua, l'aranese, che altro non è che una particolare variante del guascone, a sua volta un dialetto della lingua occitana. La situazione linguistica della valle costituisce un caso unico in Spagna, in quanto si trova in una posizione di trilinguismo ufficiale (spagnolo, catalano e aranese); inoltre la Val d'Aran è l'unico territorio in cui la lingua occitana - seppur nella sua variante locale - goda di riconoscimento ufficiale e tutela.

    I toponimi della comarca sono tutti ufficiali nella loro variante aranese (in catalano si parlerebbe difatti di Vall d'Aran), e il toponimo stesso "Val d'Aran" è frutto della fusione di più lingue, in quanto significa "Valle della valle" (haran è un sostrato linguistico basco che vuol dire "valle").

    http://www.aran.org/

  6. #6
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    TITOLO I

    Dei diritti, doveri e principi reggenti

    CAPITOLO I

    Diritti e doveri dell’ambito civile e sociale



    Articolo 15. Diritti delle persone

    1. I cittadini della Catalogna sono titolari dei diritti e dei doveri riconosciuti dalle norme alle quali si riferisce l’articolo 4.1.

    2. Tutte le persone hanno diritto a vivere con dignità, sicurezza ed autonomia, libere da qualsiasi sfruttamento, da maltrattamenti e da ogni genere di discriminazione, ed hanno il diritto al libero sviluppo della loro personalità e della loro capacità personale.


    Articolo 16. Diritti nell’ambito delle famiglie

    Ai sensi dei requisiti stabiliti dalla legge, tutte le persone hanno diritto a percepire prestazioni sociali ed aiuti pubblici atti a soddisfare gli oneri famigliari.


    Articolo 17. Diritti dei minori

    I minori hanno diritto a percepire l’attenzione integrale necessaria allo sviluppo della loro personalità e del loro benessere nell’ambito del contesto familiare e sociale.


    Articolo 18. Diritti delle persone anziane

    Le persone anziane hanno diritto a vivere con dignità, libere da qualsiasi sfruttamento e da maltrattamenti, e non potranno essere discriminate a causa della loro età.


    Articolo 19. Diritti delle donne

    1. Tutte le donne hanno diritto al libero sviluppo della loro personalità e della loro capacità personale, ed hanno diritto a vivere con dignità, sicurezza ed autonomia, libere da qualsiasi sfruttamento, da maltrattamenti e da ogni genere di discriminazione.


    Articolo 20. Diritto a vivere con dignità il processo della morte

    1. Tutte le persone hanno diritto a ricevere un adeguato trattamento del dolore e cure palliative integrali ed hanno diritto a vivere con dignità il processo della propria morte.

    2. Tutte le persone hanno diritto ad esprimere la propria volontà in forma anticipata, onde attestare per iscritto le istruzioni riguardanti gli interventi ed i trattamenti medici che possano percepire, che devono essere rispettate, nei termini stabiliti a norma di legge, in particolare da parte del personale sanitario, nei casi in cui dette persone non siano in grado di esprimere personalmente la loro propria volontà.


    Articolo 23. Diritti nell’ambito della salute

    1. Tutte le persone hanno il diritto di accedere in condizioni di pari opportunità e gratuitamente ai servizi sanitari di responsabilità pubblica, nei termini stabiliti a norma di legge.

    2. Gli utenti della sanità pubblica hanno diritto al rispetto delle loro preferenze per quanto si riferisce alla scelta del medico e del centro sanitario, nei termini e nelle condizioni stabilite a norma di legge.

    3. In relazione ai servizi sanitari pubblici e privati, tutte le persone hanno diritto ad essere informate in merito ai servizi dei quali possono usufruire e ai requisiti necessari per usufruire dei medesimi; in merito ai trattamenti medici ed ai rischi degli stessi, hanno diritto ad essere informate prima che vengano loro applicati; hanno diritto a prestare il loro consenso per qualsiasi intervento; hanno diritto ad avere accesso alla loro propria cartella clinica ed alla discrezionalità dei dati che siano relativi alla loro propria salute, nei termini stabiliti a norma di legge.


    Articolo 26. Diritti nell’ambito della casa

    Le persone che non dispongano delle sufficienti risorse hanno il diritto di accedere ad una casa degna, per la qual cosa i poteri pubblici devono stabilire per legge un sistema di misure che garantisca detto diritto, con le condizioni stabilite a norma di legge.


    Articolo 27. Diritti e doveri in relazione all’ambiente

    1. Tutte le persone hanno diritto a vivere in un ambiente equilibrato, sostenibile e rispettoso nei riguardi della salute, in base agli standard ed ai livelli di protezione che sono stabiliti dalle leggi. Hanno altresì diritto a godere delle risorse naturali e del paesaggio in condizioni di pari opportunità ed hanno il dovere di fare un uso responsabile dei medesimi e di evitarne il degrado.

    2. Tutte le persone hanno diritto alla protezione contro le varie forme d’inquinamento, in base agli standard ed ai livelli che vengano determinati dalla legge. Hanno altresì il dovere di collaborare alla conservazione del patrimonio naturale e agli interventi che tendano ad eliminare le varie forme di inquinamento, con il fine del mantenimento e la conservazione del medesimo per le generazioni a venire.

    3. Tutte le persone hanno diritto ad accedere alle informazioni ambientali di cui dispongono i poteri pubblici. Il diritto all’informazione può essere limitato solo da motivi di ordine pubblico giustificati, nei termini stabiliti a norma di legge.


    Articolo 28. Diritti dei consumatori ed utenti

    1. Le persone, nella loro condizione di consumatrici ed utenti dei beni e dei servizi, hanno diritto alla protezione della loro salute e della loro sicurezza. Hanno altresì diritto ad un’informazione verace e comprensibile riguardante le caratteristiche ed i prezzi dei prodotti e dei servizi, hanno diritto ad un regime di garanzie dei prodotti acquistati e delle forniture contrattate ed alla protezione dei loro interessi economici contro le condotte abusive, negligenti o fraudolenti.

    2. I consumatori e gli utenti hanno diritto ad essere informati ed a partecipare, in forma diretta o per mezzo dei loro rappresentanti, a quanto si riferisce alle amministrazioni pubbliche della Catalogna, nei termini stabiliti a norma di legge.

  7. #7
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    CAPITOLO III

    Diritti e doveri linguistici



    Articolo 32. Diritti e doveri di conoscenza e uso delle lingue

    Tutte le persone hanno diritto a non essere discriminate per ragioni linguistiche. Per quanto si riferisce alla lingua, gli atti giuridici realizzati in una qualsiasi delle due lingue ufficiali hanno piena validità ed efficacia.


    Articolo 33. Diritti linguistici dinnanzi alle amministrazioni pubbliche ed alle istituzioni statali

    1. I cittadini hanno il diritto di scelta linguistica. Nelle relazioni con le istituzioni, con le organizzazioni e con le amministrazioni pubbliche in Catalogna, tutte le persone hanno il diritto di utilizzare la lingua ufficiale che preferiscano. Detto diritto vincola le istituzioni, le organizzazioni e le amministrazioni pubbliche, ivi compresa l’Amministrazione elettorale in Catalogna, e, in generale, le entità private che dipendono dalle medesime quando esercitano delle funzioni pubbliche.

    2. Tutte le persone, nelle relazioni con l’Amministrazione della giustizia, il Pubblico ministero, il notariato ed i pubblici registri, hanno il diritto di utilizzare la lingua ufficiale che preferiscano in tutte le azioni giudiziali, notarili e di registro, ed hanno il diritto di ricevere tutta la documentazione ufficiale emessa in Catalogna nella lingua richiesta, laddove non possono subire vulnerabilità né ritardi irregolari a causa della lingua prescelta, né si potrà esigere loro alcun tipo di traduzione.

    3. Per garantire il diritto di scelta linguistica, i giudici ed i magistrati, i pubblici ministeri, i notai, i conservatori dei registri immobiliari e delle imprese, i conservatori dell’Anagrafe e il personale al servizio dell’amministrazione della giustizia, per prestare i loro servizi in Catalogna, devono attestare, nella forma stabilita dalle leggi, di essere in possesso di un livello di conoscenza adeguato e sufficiente delle lingue ufficiali, che li renda idonei all’esercizio delle funzioni proprie del loro incarico o del loro posto di lavoro.

    4. Per garantire il diritto di scelta linguistica, l’Amministrazione dello Stato situata in Catalogna deve attestare che il personale al suo servizio sia in possesso di un livello di conoscenza adeguato e sufficiente delle due lingue ufficiali, che lo renda idoneo ad esercitare le funzioni proprie del suo posto di lavoro.

    5. I cittadini della Catalogna hanno il diritto di rivolgersi per iscritto in catalano agli organi costituzionali e agli organi giurisdizionali d’ambito statale, ai sensi di quanto disposto dal procedimento stabilito dalla corrispondente legislazione. Dette istituzioni dovranno soddisfare e istruire i documenti scritti presentati in catalano che, in ogni caso, avranno piena efficacia giuridica.


    Articolo 35. Diritti linguistici nell’ambito dell’insegnamento

    1. Tutte le persone hanno diritto a ricevere l’insegnamento in catalano, ai sensi di quanto stabilito nel presente Statuto. Il catalano deve essere utilizzato normalmente come lingua veicolare e di apprendimento nell’istruzione universitaria e in quella non universitaria.

    2. Gli alunni hanno diritto a ricevere l’insegnamento in catalano nell’ambito dell’istruzione non universitaria. Hanno altresì il diritto ed il dovere di conoscere con sufficienza orale e scritta la lingua catalana e la lingua spagnola al termine del percorso dell’insegnamento obbligatorio, qualunque sia la loro lingua abituale al momento dell’immissione nell’istruzione. L’insegnamento del catalano e dello spagnolo deve avere una presenza adeguata nei piani di studio.

    3. Gli alunni hanno diritto a non essere divisi in centri né in gruppi di classe diversi in ragione della loro lingua abituale.

    4. Gli alunni che vengano immessi più tardi dell’età abituale al sistema scolastico della Catalogna godono del diritto di ricevere un appoggio linguistico speciale nel caso in cui la mancanza di comprensione rappresenti per loro una difficoltà a seguire con normalità l’insegnamento.

    5. Il corpo docente e gli alunni dei centri universitari hanno il diritto di esprimersi, oralmente e per iscritto, nella lingua ufficiale che vogliano scegliere.


    Articolo 36. Diritti in relazione all’aranese

    1. In Aran, tutte le persone hanno il diritto di conoscere e di utilizzare la lingua aranese e di essere trattate oralmente e per iscritto in aranese nelle loro relazioni con le amministrazioni pubbliche e con le entità pubbliche e private che dipendano dalle medesime.

    2. I cittadini di Aran hanno il diritto di utilizzare l’aranese nelle loro relazioni con la Generalitat.

    3. Gli altri diritti e doveri linguistici relativi all’aranese devono essere determinati per legge.

  8. #8
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    CAPITOLO VI

    Il governo locale

    SEZIONE PRIMA. ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE LOCALE



    Articolo 83. Organizzazione del governo locale della Catalogna

    1. La Catalogna struttura la sua organizzazione territoriale di base in municipi e vegueries.

    2. L’ambito sovramunicipale è costituito, in ogni caso, dalle contrade, che deve regolare una legge del Parlamento.

    3. Gli altri enti sovramunicipali creati dalla Generalitat si fondano sulla volontà di collaborazione e associazione dei municipi.


    Articolo 84. Competenze locali

    1. Il presente Statuto garantisce ai municipi un nucleo di competenze proprie che devono essere esercitate dai suddetti enti con piena autonomia, soggetta solo a controllo di costituzionalità e di legalità.

    2. I governi locali della Catalogna hanno in ogni caso competenze proprie in merito alle seguenti materie nei termini che determinino le leggi:

    a) L’ordinamento e la gestione del territorio, l’urbanesimo e la disciplina urbanistica e la conservazione e il mantenimento dei beni di dominio pubblico locale.
    b) La pianificazione, la programmazione e la gestione dell’edilizia pubblica e la partecipazione alla pianificazione su suolo municipale delle case di protezione ufficiale.
    c) L’ordinamento e la prestazione dei servizi di base alla comunità.
    d) La regolazione e la gestione degli equipaggiamenti municipali.
    e) La regolazione delle condizioni di sicurezza nelle attività organizzate negli spazi pubblici e nei locali di afflusso pubblico. Il coordinamento mediante la Giunta di sicurezza dei vari corpi e forze presenti nel municipio.
    f) La protezione civile e la prevenzione degli incendi.
    g) La pianificazione, l’ordinamento e la gestione dell’educazione infantile e la partecipazione al processo d’immatricolazione nei centri pubblici e parificati del territorio municipale, il mantenimento e l’uso, al di fuori dell’orario scolastico, dei centri pubblici e il calendario scolastico.
    h) La circolazione e i servizi di mobilità e la gestione del trasporto di viaggiatori municipale.
    i) La regolazione della concessione di autorizzazioni e delle promozioni di ogni genere di attività economiche, in particolare di quelle di carattere commerciale, artigianale e turistico e il fomento dell’occupazione.
    j) La formulazione e la gestione di politiche per la protezione dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile.
    k) La regolazione e la gestione degli equipaggiamenti sportici e di svago e la promozione di attività.
    l) La regolazione dell’installazione di infrastrutture di telecomunicazioni e la prestazione di servizi di telecomunicazioni.
    m) La regolazione e la prestazione dei servizi di attenzione alle persone, dei servizi sociali pubblici di assistenza primaria e il fomento delle politiche di accoglienza degli immigrati.
    n) La regolazione, la gestione e la vigilanza delle attività e degli usi che si portino a capo nelle spiagge, nei fiumi, nei laghi e nelle montagne.

    3. La distribuzione delle responsabilità amministrative nelle materie alle quali si riferisce il paragrafo 2 tra le varie amministrazioni locali deve tenere in conto la sua capacità di gestione e viene regolata dalle leggi approvate dal Parlamento, dal principio di sussidiarietà, in base a quanto stabilito nella Carta europea dell’autonomia locale, dal principio di differenziazione, in base alle caratteristiche che presenta la realtà municipale, e dal principio di sufficienza finanziaria.

    4. La Generalitat deve determinare e fissare i meccanismi per il finanziamento dei nuovi servizi derivati dall’allargamento dello spazio delle competenze dei governi locali.


    Articolo 85. Il Consiglio dei governi locali

    Il Consiglio dei governi locali è l’organo di rappresentazione dei municipi e delle vegueries nelle istituzioni della Generalitat. Il Consiglio deve essere ascoltato nell’iter parlamentare delle iniziative legislative che coinvolgano in maniera specifica le amministrazioni locali e nella presentazione di piani e di norme regolamentari di carattere identico. Una legge del Parlamento regola la composizione, l’organizzazione e le funzioni del Consiglio dei governi locali.


    SEZIONE SECONDA. IL MUNICIPIO


    Articolo 86. Il municipio e l’autonomia municipale

    1. Il municipio è l’ente locale di base dell’organizzazione territoriale della Catalogna e il mezzo essenziale di partecipazione della comunità locale alle questioni pubbliche.

    2. Il governo e l’amministrazione municipale corrispondono al comune, formato dal sindaco o e dagli assessori. Devono essere stabiliti per legge i requisiti che si devono rispettare per l’applicazione del regime di consiglio aperto.

    3. Il presente Statuto garantisce al municipio l’autonomia per l’esercizio delle competenze che gli sono state affidate e per la difesa degli interessi propri della collettività che rappresenta.

    4. Gli atti e gli accordi adottati dai municipi non possono essere oggetto di controllo d’opportunità da parte di nessun’altra amministrazione.

    5. Corrisponde alla Generalitat il controllo dell’adeguatezza all’ordinamento giuridico degli atti e degli accordi adottati dai municipi e, ove sussista, la corrispondente impugnazione dinanzi alla giurisdizione del contenzioso amministrativo, fermo restando le azioni che lo Stato possa intraprendere a difesa delle proprie competenze.

    6. Gli assessori vengono eletti dai residenti dei municipi per mezzo di suffragio universale, uguale, libero, diretto e segreto.

    7. Le concentrazioni di popolazione che nell’ambito di un municipio costituiscano dei nuclei separati possono costituirsi in entità municipali decentralizzate. La legge deve garantire loro la decentralizzazione e la sufficiente capacità per portare a capo le attività e per prestare i servizi di loro competenza.

  9. #9
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    CAPITOLO III

    Diritti e doveri linguistici



    Articolo 32. Diritti e doveri di conoscenza e uso delle lingue

    Tutte le persone hanno diritto a non essere discriminate per ragioni linguistiche. Per quanto si riferisce alla lingua, gli atti giuridici realizzati in una qualsiasi delle due lingue ufficiali hanno piena validità ed efficacia.


    Articolo 33. Diritti linguistici dinnanzi alle amministrazioni pubbliche ed alle istituzioni statali

    1. I cittadini hanno il diritto di scelta linguistica. Nelle relazioni con le istituzioni, con le organizzazioni e con le amministrazioni pubbliche in Catalogna, tutte le persone hanno il diritto di utilizzare la lingua ufficiale che preferiscano. Detto diritto vincola le istituzioni, le organizzazioni e le amministrazioni pubbliche, ivi compresa l’Amministrazione elettorale in Catalogna, e, in generale, le entità private che dipendono dalle medesime quando esercitano delle funzioni pubbliche.

    2. Tutte le persone, nelle relazioni con l’Amministrazione della giustizia, il Pubblico ministero, il notariato ed i pubblici registri, hanno il diritto di utilizzare la lingua ufficiale che preferiscano in tutte le azioni giudiziali, notarili e di registro, ed hanno il diritto di ricevere tutta la documentazione ufficiale emessa in Catalogna nella lingua richiesta, laddove non possono subire vulnerabilità né ritardi irregolari a causa della lingua prescelta, né si potrà esigere loro alcun tipo di traduzione.

    3. Per garantire il diritto di scelta linguistica, i giudici ed i magistrati, i pubblici ministeri, i notai, i conservatori dei registri immobiliari e delle imprese, i conservatori dell’Anagrafe e il personale al servizio dell’amministrazione della giustizia, per prestare i loro servizi in Catalogna, devono attestare, nella forma stabilita dalle leggi, di essere in possesso di un livello di conoscenza adeguato e sufficiente delle lingue ufficiali, che li renda idonei all’esercizio delle funzioni proprie del loro incarico o del loro posto di lavoro.

    4. Per garantire il diritto di scelta linguistica, l’Amministrazione dello Stato situata in Catalogna deve attestare che il personale al suo servizio sia in possesso di un livello di conoscenza adeguato e sufficiente delle due lingue ufficiali, che lo renda idoneo ad esercitare le funzioni proprie del suo posto di lavoro.

    5. I cittadini della Catalogna hanno il diritto di rivolgersi per iscritto in catalano agli organi costituzionali e agli organi giurisdizionali d’ambito statale, ai sensi di quanto disposto dal procedimento stabilito dalla corrispondente legislazione. Dette istituzioni dovranno soddisfare e istruire i documenti scritti presentati in catalano che, in ogni caso, avranno piena efficacia giuridica.


    Articolo 35. Diritti linguistici nell’ambito dell’insegnamento

    1. Tutte le persone hanno diritto a ricevere l’insegnamento in catalano, ai sensi di quanto stabilito nel presente Statuto. Il catalano deve essere utilizzato normalmente come lingua veicolare e di apprendimento nell’istruzione universitaria e in quella non universitaria.

    2. Gli alunni hanno diritto a ricevere l’insegnamento in catalano nell’ambito dell’istruzione non universitaria. Hanno altresì il diritto ed il dovere di conoscere con sufficienza orale e scritta la lingua catalana e la lingua spagnola al termine del percorso dell’insegnamento obbligatorio, qualunque sia la loro lingua abituale al momento dell’immissione nell’istruzione. L’insegnamento del catalano e dello spagnolo deve avere una presenza adeguata nei piani di studio.

    3. Gli alunni hanno diritto a non essere divisi in centri né in gruppi di classe diversi in ragione della loro lingua abituale.

    4. Gli alunni che vengano immessi più tardi dell’età abituale al sistema scolastico della Catalogna godono del diritto di ricevere un appoggio linguistico speciale nel caso in cui la mancanza di comprensione rappresenti per loro una difficoltà a seguire con normalità l’insegnamento.

    5. Il corpo docente e gli alunni dei centri universitari hanno il diritto di esprimersi, oralmente e per iscritto, nella lingua ufficiale che vogliano scegliere.


    Articolo 36. Diritti in relazione all’aranese

    1. In Aran, tutte le persone hanno il diritto di conoscere e di utilizzare la lingua aranese e di essere trattate oralmente e per iscritto in aranese nelle loro relazioni con le amministrazioni pubbliche e con le entità pubbliche e private che dipendano dalle medesime.

    2. I cittadini di Aran hanno il diritto di utilizzare l’aranese nelle loro relazioni con la Generalitat.

    3. Gli altri diritti e doveri linguistici relativi all’aranese devono essere determinati per legge.
    .

  10. #10
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    Bèrghem, se me lo mandi a [email protected] lo pubblico anche su Splinder. grazie!

 

 
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