La Maturità speciale di Fabrizio «Così ho vinto il tumore alle ossa»
LA STORIA / Diploma al «Conti». «Avevo dolori tremendi, studiare mi aiutava a vivere»
Era il marzo del 2005. Gita a Praga. Fabrizio aveva camminato per tutto il giorno, la gamba gli faceva male, che strano. «Sarà uno strappo», pensò lo studente dell' istituto tecnico Ettore Conti, 18 anni appena compiuti. Non era uno strappo. Ma un osteosarcoma, un grave tumore delle ossa che a Fabrizio ha portato via oltre un anno di scuola, di esperienze, di scoperte. I suoi diciotto anni. Da allora quel giovane sportivo e innamorato della vita ha subito un intervento di sostituzione del femore, svariati cicli di chemioterapia, è rimasto sei mesi a letto, ha visto decine di medici. La malattia non gli ha portato via la voglia di combattere, però. E di studiare: a giugno Fabrizio ha fatto la maturità. Con i suoi compagni di classe. E ora che riesce a fare qualche passo, a uscire di casa con le stampelle, dice: «Fate come me, cercate in voi la forza per andare avanti». Il coraggio di affrontare un anno di sofferenze e di non abbandonare gli studi. Nonostante «un male da piangere», il corpo «che si trasforma davanti ai tuoi occhi», la paura di non farcela. Voto d' esame, 70 centesimi. «Niente male», sorride il ragazzo, gli occhi grandi e sofferenti. Lui la forza l' ha trovata nella fede. Anche l' altra mattina, agli orali, le piaghe in bocca per gli effetti della chemioterapia, gli oppiacei per lenire il dolore, lo stimolatore per produrre globuli bianchi, ha pregato. «Anche se poteva fare la maturità in ospedale - sospira la mamma, Albertina - non ha voluto sentire ragioni. Mi ha detto: "Vado a scuola". E così è stato». Per la prima volta in classe dopo più di un anno. Un lungo applauso ad accogliere il suo rientro: «Mi sentivo su, davvero». Storia di un giovane cocciuto che ha combattuto e vinto la sua battaglia contro il tumore. «Quando arrivò la diagnosi, sentii la rabbia montare dentro di me. Una rabbia colossale». Poi il lungo cammino per curare il male. L' operazione al Gaetano Pini, eseguita da Sergio Mapelli e la sua equipe, il ricovero all' Istituto dei Tumori, seguito da Franca Fossati Bellani. La sorpresa: un diciottenne al reparto di pediatria. «Il mio tumore colpisce soprattutto bambini e ragazzi, è raro che ci ammali alla mia età. Ma mi hanno sempre trattato come un adulto». Le visite e le lezioni. E un' altra battaglia. Quella che con Fabrizio hanno combattuto i professori dell' istituto tecnico Ettore Conti: un progetto di scuola a distanza, con la lotta contro il tempo per ottenere il nulla osta dal ministero. Bruna Bonanni Scotti, insegnante di italiano, per un anno ha portato i compiti a casa di Fabrizio. «Pensavo di ritirarmi - confessa lui - non sapevo come continuare gli studi. Mi dissero: "Non ti preoccupare, ci pensiamo noi"». Spiegazioni via mail, l' incoraggiamento continuo dei docenti, la voglia di andare avanti. Forza Fabrizio. Dal suo appartamento, ora che gli esami sono finiti e la malattia è debellata («ma la chemio continua»), Fabrizio si concede, finalmente, qualche progetto. L' università, forse. C' è tempo per decidere. L' emozione dell' esame è ancora troppo vicina. «Sono maturo», dice contento. Ma la maturità, Fabrizio, se l' è conquistata sul campo.
Sacchi Annachiara