Oggi si legge di Telecom. Si legge di messaggi d'ammmmore da parte dell'Odiato Capo dei Cattivi (immediatamente corrisposti dal Buono Baffuto ed immediatamente disattesi dal Sacripante Malfidato) e di sforzi immani di quest'ultimo nell'introdursi in un nuovo businisse fruttuoso (ovviamente un sacrificio per amor patrio). E così si procede.
L'andazzo era già pietoso e disgustoso prima, dove dopo strida e strilla (O tempora! O mores! O maledicte Berluscone!) s'era formata la più classica quiete dopo la tempesta, zitti zitti si continuano ad insinuare aiutini spiacevoli e imbarazzanti pare inseriti a volte dai Traditori dei Buoni al soldo dell'Odiato Capo dei Cattivi, oltre che dai Suoi Acerrimi Nemici... quelli Senza Se e Senza Ma (per la felicità della base) che scambiano prigionieri non si sa bene per quale motivo (non vorremo mica malpensare dell'Integrità dei Buoni...) e che poi s'accordano per evitare linciaggi mediatici con nuove trovate che giungono nuove allo sprovveduto elettore che pensava che per evitare linciaggi bisognasse rendere l'informazione indipendente dalla politica.
Quindi ci si scanna, da una parte si fanno polveroni per la lascivia dell'Odiatissimo Cattivone - sempre più ipocrita, ma già si sapeva... - e dall'altra si lanciano continui j'accuse da parte della base, quella che sostiene i Buoni contro il Cattivo, perché di quel che avevano promesso non si vede manco l'ombra.
Si dice tanto che tra delinquenti, incompetenti e delinquenti incompetenti oramai è uno schifo da tutte le parti, che questa classe politica non si vuole rinnovare nemmeno a pedate nel posteriore, che bisogna disattenderla. Però tra brontolii, insulti e pentimenti abbiamo un'affluenza alle urne che è quantomeno anomala per la sua intensità, roba da record rispetto alle altre democrazie evolute (al che la domanda potrebbe sorgere spontanea...). Una sorta di legittimazione nel disgusto da parte di una consistente fetta di elettorato tutt'altro che equiripartita che si trova in posizione di stallo: accettare il siluro nel posteriore da parte della Jena Ridens senza averla votata, oppure accettarlo lo stesso da parte dei propri eletti. Finora, tendenzialmente, la scelta è stata (ed è ancora) la seconda, da parte dei disgustati pentiti del 2001, troppo grande (troppo fresco?) il patimento del quinquennio del Grande Male per scegliere altrimenti, ma al tempo stesso i nuovamente nauseati continuano a chiedere (inascoltati, figurarsi, finché votano... ed anche se non votano...) ricambio radicale: sia i Capi dei Buoni devono cambiare (a parte Il Più Buono, che pare scamparsela), che la loro linea di combattimento.
Al momento rivoluzioni dall'interno non se ne possono fare, o almeno non parrebbe.
Nel frattempo i Disgustati però che possono fare?
Teoricamente fondare un nuovo (l'ennesimo) partito potrebbe essere la soluzione. Solo che, misteriosamente, tutti si lamentano degli stessi partiti e della stessa dirigenza, ma è praticamente impossibile che vengano scelte le alternative: s'instaura una sorta di circolo vizioso in virtù del quale nessuno li vota in quanto suppone che nessun altro li voterebbe. Un Partito dei Duri e Puri Disgustati sarebbe con ogni probabilità un flop clamoroso, perché nemmeno i Duri e Puri Disgustati (che sono tanti) probabilmente lo voterebbero.
I Buoni lo sanno, e ci marciano, e trattano l'Odiato Capo dei Cattivi con i guanti di velluto, fregandosene della base che non comprenderebbe i miracoli della realpolitik.
E la base ancora a sopportare. E legittimare.
Altre idee?




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