La proposta dei Paesi Baltici
Falce e martello vietati in Europadi Elisa Borghi
Povera Angela Merkel! Due sole cose vorrebbe dall'Europa di cui è presidente di turno: il rilancio della Costituzione e l'approvazione di una legge che punisca chi nega l'Olocausto. Ma non c'è fronte su cui la Cancelliera la spunti. E passi per il Trattato, si sapeva che l'impresa sarebbe stata ardua e la presidente lo ha di certo messo in conto. Ma di rinunciare a punire i negazionisti proprio non le va. Sebbene le cose stiano prendendo esattamente questa piega. Colpa delle Repubbliche baltiche, che si mettono di traverso e dichiarano che questa legge la voteranno solo quando nel testo i crimini nazisti e quelli stalinisti verranno equiparati. Una bella gatta da pelare per Merkel, perché la questione (tanto per cambiare) divide l'Europa. Tutto il blocco ex comunista sostiene la proposta di Estonia, Lettonia e Lituania, e considera 20 milioni di vittime sufficienti non solo a condannare il regime comunista ma anche a pretendere che la falce e il martello, simbolo del potere rosso, vengano banditi, al pari della svastica. Alla frenetica ricerca di una mediazione, Berlino dovrà comunque scontentare gli ex satelliti russi su questo punto. Difficile proibire in tutta Europa un simbolo ancora usato da alcuni partiti comunisti, fra cui quello italiano. Ed esibito alle feste dal principe Enrico, terzo nella linea di successione al trono britannico. Oggi torna la parola ritorna al Consiglio europeo. Vedremo se il miracolo diplomatico riuscirà.
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