







Xe tuto bel e bon, mi son anca par la conservaxion de la lengua veneta, ma no so se savè che dale nostre parti la xe...no voio dir, un poco in concorenza con le altre lengoe dela regiòn. Bon el Triestín xe come el Veneto de Venexia, savemo, ma el gà un poco de valensa politica, almeno dale nostre parti.
Sremo discutendo in región, se se devi insegnar Furlàn a scola, mi digo che sì, ma, se i Furlani i vol che se insegni la Marilenghe, el zorno dopo gavarà Triestini che i dirà che se devi insegnar Triestin in tela scola.
A sto punto mi penso che a Grado i vorà la scola in Graese, a Gurizze la scola en Isontino, a Sagrado la scola in Bisiaco, a Monfalcon la scola in teròn...
Mi no so, no me vorìa far nemici, ma penso che se el Veneto va fin a Pordenon, no ne fa mal, pero se el vien a Trieste... primo, la gramatica no la xe la stesa, po', come femo con i concitadini che no xe nè Veneti, nè tajani...?
Penseghe, muli!


scusa Mitte ma dov'è il problema?
io credo che ogni popolo e comunità,
abbiano il sacrosanto diritto di conservare
e imparare la propria lingua e koinè,
attraverso specifici programmi scolastici,
che prenderanno un determinato tempo
durante l'orario scolastico e che comunque,
non ostacoleranno gli altri programmi
previsti dal ministero.
io credo si tratti solamente di volontà politica,
oggi assolutamente contraria al diffondersi
di un attaccamento alle proprie radici.
problemi e obiezioni sollevate, servono solo
a nascondere il vero obiettivo di questa
indegna classe politica, completamente
prona ai desiderata dei soliti noti.
del resto, vedrai che non avranno nessuna remora,
quando si tratterà di ufficializzare altre lingue
di importazione, in aggiunta all'italiano...........
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Scusa se non sono daccordo: ma quello che dici sono tutte CAZZATE!!!
quello che dici di lingua contaminata ecc.. sono puttanate per il semplice motivo che essendo il veneto lingua viva e non morta come lo stato invasore italiano vuole far credere ha continuato ad evolversi e utilizza anche parole straniere come moltissime altre lingue europee! Alcuni esempi:
1) gli inglesi mouse, server, shopping ... usati dall'italiano, dal francese dallo spagnolo...
2) il venetissimo "CIAO" usato da una moltitudine di lingue al mondo che sarebbero troppe da elencare
...spero ti bastino questi


Belle cifre, non c'è che dire, quelle sui parlanti.
Però ha assolutamente ragione Apostata, nel senso che bisogna vedere cosa si parla.
Cosa ce ne può fregare a noi se anche il 100% dei veneti dovesse parlare questo veneto, una lingua cioè orrendamente italianizzata che è più giusto definire, come fa il forumista che citavo, italiano dialettale?
Voi che leggete questi dati e che abitando in altre zone vi potreste far prendere dall'entusiasmo, lo sapete che i veneti per poter parlare di tutto, e non solo di questioni specialistiche come la sociologia o l'ingegneria, utilizzano parole italiane e, tagliata la parte finale, credono di parlare veneto?
L'unico modo per difendere una lingua in pericolo, se veramente lo si vuole fare, è creare una lingua standard a partire dalle sue diverse varianti, e soprattutto creare neologismi per non essere costantemente debitori della lingua dell'occupante.
È la strada seguita dai romanci in Svizzera e dai ladini con il Rumantsch Grischun ed il Ladin Standard.
Queste sono lingue, quello che viene parlato dai veneti è invece, come dice Apostata, italiano dialettale.


La strada che hanno scelto romanci e ladini è quella giusta.
Sia nei Grigioni che in Ladinia nelle diverse valli continuano a parlare nelle loro diverse varianti, ma si sono resi conto che per avere qualche possibilità di salvare la loro lingua ce ne voleva una standard.
E prendendo termini da tutte le diverse varianti l'hanno creata, e adesso hanno una lingua vera e propria con la quale redarre atti amministrativi o legislativi che siano, opere letterarie, programmi televisivi e radiofonici.
Però gli istituti che si sono occupati di questo lavoro, con l'aiuto di linguisti esperti, si occupano anche della creazione di neologismi per supplire alla mancanza di termini adatti a descrivere la realtà odierna nelle due lingue delle quali parliamo.
In questi due siti potete trovare informazioni in merito:
http://www.liarumantscha.ch/
http://www.spell-termles.ladinia.net/
Certo comunque che se dovessimo trarre dalla parlata veneta attuale, vero e proprio italiano dialettale, le giustificazioni per le nostre sacrosante rivendicazioni indipendentistiche, saremmo costretti a tacere.
Per fortuna abbiamo origini, storia e cultura dalla nostra parte, in mancanza di una lingua.


Quello che dispiace è vedere come con la stragrande maggioranza dei veneti interessati a tematiche indipendentistiche certi discorsi non si possono fare.
O si rifiutano di prendere atto dell'amara realtà linguistica della nostra terra, e di rendersi conto quindi che non esiste più una lingua veneta ma solamente un italiano dialettale, perché si tratta di una realtà troppo dolorosa da sopportare.
Oppure sono consapevoli di questo ma si aggrappano in ogni caso all'italiano dialettale perché lo considerano comunque uno strumento da utilizzare per raggiungere certi obiettivi.
Ci potremmo anche mettere il cuore in pace e pensare che è il sangue quello che conta, e che la quasi totalità degli irlandesi e degli scozzesi parla inglese, ma non per questo questi popoli sono meno fieramente nazionalisti.


I veneti di oggi sono dal punto di vista del sangue il risultato della sovrapposizione di più popoli, in ogni caso sempre europei, e io li accetto tutti, dai nostri antenati paleoveneti che hanno dato il nome alla nostra terra, ai romani, ai longobardi.
Questo risultato abbiamo il dovere di difenderlo dagli attacchi portati dall'invasione allogena, incentivata da padroni, comunisti e chiese cristiane, per i loro sporchi interessi.
Difendere con i denti adesso in attesa di sviluppare poi quelle componenti che si dovessero ritenere più gradite, attraverso opportuni criteri di selezione.