CAGLIARI. Salvatore Cicu non ha dubbi: la legge regionale che istituisce la tassa sul lusso va sospesa. Neanche Michele Piras ne ha, di dubbi: il ricorso alla Consulta del governo nazionale è stato un errore politico. Insomma, il dibattito sulle norme emanate dalla Regione che l’esecutivo ha deciso di impugnare non si è per nulla sopito, e, oltre alle prese di posizione dell’ex sottosegretario forzista e del numero 1 di Rifondazione, altri, come il leader di Fortza Paris, Silvestro Ladu, e il sindaco di Castelsardo, Franco Cuccureddu, sono tornati sull’argomento. Quest’ultimo invita a non pagare neanche un euro.
Salvatore Cicu, dunque. Il parlamentare azzurro sostiene che «il consiglio regionale deve cautelare e tutelare da una parte l’economia sarda, d’altra parte, per prevenire effetti dannosi, s’imponga come obbligatoria la sospensione della cosiddetta tassa sul lusso, fin quando la Corte Costituzionale non emetterà la sentenza.
La Sardegna appartiene all’Italia ed a tutti gli italiani. Quindi, deve essere ammirata in tutta la sua bellezza e storicità. E’ compito di ogni italiano rispettarla e difenderla da ogni tipo di violenza. Il compito della Regione - sempre secondo Cicu - è di invogliare il turista a visitare l’Isola, incrementando lo sviluppo turistico importantissimo per i
sardi che vivono in prevalenza del settore. Si deve fare in modo di soddisfare il fabbisogno dei sardi. In caso contrario si rischia, come già sta succedendo, di aumentare i disagi e la disoccupazione».
Il Prc invece, al contrario di Cicu, è pronto a mobilitarsi per difendere l’autonomia della Sardegna, e il suo segretario regionale, Michele Piras, giudica «un grave errore politico l’impugnativa da parte del governo delle tasse sul lusso e confida nel giudizio della Corte Costituzionale perchè vengano riconosciute le prerogative dello Statuto regionale. La decisione dell’esecutivo determina un conflitto istituzionale del quale in questa fase non si avvertiva il bisogno. Peggio che mai - precisa il leader di Rifondazione - la lettura politica che può emergere dalla decisione del governo: da una parte si forza la mano sulla riforma delle pensioni, dall’altra non si ammette un principio di solidarietà redistributiva e tassazione del consumo di risorsa ambientale.
Un messaggio sbagliato che presuppone la possibilità per chi da sempre utilizza l’Isola come una sorta di colonia-bordello per le sue scorribande estive di continuare a farlo senza neppure assumersi l’onere della tutela ambientale». Rifondazione conclude «confidando nel giudizio della Consulta. Riteniamo la questione delle tasse sul lusso profondamente legata alle sorti stesse dell’autonomia regionale. Ed anche e soprattutto in difesa di questa che il Prc sardo è disponibile alla mobilitazione».
Sollevato per lo stop del governo guidato da Romano Prodi «alle velleità del presidente Renato Soru di imporre tributi regionali», il capogruppo di Fortza Paris, Silvestro Ladu, sottolinea che «lo scontro istituzionale provocato dal governatore della Sardegna, che non si arrende neppure di fronte all’evidenza, non porterà nessun beneficio ai sardi.
In tutto il mondo si perseguono politiche di sviluppo e di crescita economica attraverso l’alleggerimento della pressione fiscale. Soru invece - sottolinea Ladu - utilizza questa leva al solo fine di introdurre un perverso clima di invidia sociale che finisce per colpire la classe media e i turisti che costituiscono una importantissima realtà economica di questa regione. Nel caso in cui la Corte dovesse accogliere le riserve costituzionali sollevate dal Governo, - conclude il capogruppo di Fp - Soru sarà costretto a restituire il maltolto. Da quali capitoli verranno sottratte queste risorse per effettuare la necessaria variazione di bilancio?».
Il sindaco di Castelsardo, Franco Cuccureddu, infine, in un’intervista concessa all’agenzia Reuters, invita i contribuenti a non pagare «le imposte sulle seconde case al mare, sugli yacht e gli aerei privati che fanno scalo d’estate in Sardegna. Faremo tutto il possibile per eludere legalmente le tasse. A chi verrà nei nostri porti, diremo che siamo pronti ad aiutarli».
Nel frattempo il sindaco suggerisce di non pagare, almeno finchè la Corte costituzionale non si sarà pronunciata sul primo dei due ricorsi contro le imposte regionali sarde presentati dal governo, l’ultimo venerdì scorso.
«E se anche la Corte Costituzionale desse ragione a Soru, interverrebbe l’Unione europea», aggiunge Cuccureddu, sostenendo che le tasse sul lusso sono incompatibili con la normativa comunitaria, in quanto discriminano fra residenti e non.
Fra i contribuenti su cui grava l’imposta, la Reuters cita Silvio Berlusconi, proprietario della Certosa e ricorda che le tasse sul lusso sono malviste dal jet-set che frequenta la Costa Smeralda. «I vip dicono che queste imposte - riferisce l’agenzia di stampa - sono un attacco ideologico da parte del governatore di sinistra alla guida dell’isola, il quale è più ricco della maggior parte delle persone che sta tassando». (a.di.) La Nuova Sardegna