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  1. #1
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    Predefinito L'antifascismo in rifondazione è vivo

    Italia razzista e non per accidente
    di Alberto Burgio
    su Il Manifesto del 20/04/2007

    Le persecuzioni razziali poste a fondamento dell'organizzazione gerarchica della società. La «razza superiore» sperimentata in colonia
    Da dove nacque la legislazione antisemita per mezzo della quale, a partire dal 5 settembre 1938, lo Stato italiano incardinò nel proprio ordinamento misure normative tese alla sistematica discriminazione e persecuzione dei cittadini di «razza» e religione ebraica? Questa è una domanda cruciale - forse la domanda-chiave - nella querelle sui caratteri del fascismo e sul suo ruolo nella storia italiana. Chi vuole ridurlo a parentesi (a incidente della storia) e sotto sotto riabilitarlo, ha la risposta pronta: le nostre leggi «razziali» (che sarebbe buona norma di igiene linguistica chiamare semplicemente razziste) furono un tributo pagato obtorto collo all'alleato tedesco. O un «gesto d'amicizia verso la Germania e Hitler», come volle graziosamente definirle Renzo De Felice. Erano, di per sé, un corpo estraneo all'indole del Paese e dello stesso regime. La loro promulgazione fu un fulmine a ciel sereno che rovinò un idillio. Sicché, cancellata questa patologia, eradicato il corpo estraneo, nulla vieta di immaginarsi un fascismo bonario e mite, che - senza l'improvvida svista dell'alleanza col nazismo - avrebbe potuto traghettarci indenni al di là della catastrofe bellica.
    La mitologia dell'estraneità del razzismo è un architrave del revisionismo post e filo-fascista. Non va sottovalutata, andrebbe confutata in radice. Ma è un mito tenace, alimentato da quella tenerezza per noi stessi (noi, per natura «brava gente») che fonda il peculiare eccezionalismo italiano. A differenza degli altri, noi saremmo per grazia di dio refrattari al razzismo. Allora andiamo a vedere come stanno le cose, richiamando telegraficamente il contesto organico in cui il razzismo antiebraico dello Stato fascista prese forma e si sviluppò.
    La storia della nazione italiana non è affatto diversa da quella degli altri Paesi europei. Anche da noi la costruzione della nazione (della tradizione, dell'identità, dell'ordine politico) si è compiuta strutturando gerarchie. E anche da noi - come intuì tempo fa Léon Poliakov (per non parlare di Antonio Gramsci) e come una più giovane storiografia (Banti, Bonavita, Gabrielli, Labanca, Nani) viene da anni documentando - il razzismo ha costituito, a tal fine, una risorsa strategica. Tanto sul versante interno (inferiorizzando i soggetti marginali o più deboli: le donne e gli omosessuali, i meridionali, i malati e i «devianti», gli «zingari» e, appunto, gli ebrei), quanto sul versante esterno (teorizzando l'inferiorità fisica e psichica di africani e slavi). Tra tanti padri della patria celebrati dall'oleografia qualche considerazione meriterebbe anche un Cesare Lombroso, vista l'influenza esercitata sul discorso pubblico per tutta la seconda metà dell'Ottocento. E un posticino nel pantheon andrebbe riservato anche al generale Graziani, indomito eroe di tante epopee dalla Libia a Sidi-el-Barrani, passando per la Cirenaica e la Tripolitania.
    Insomma, il razzismo è stato un fattore costituente della nostra storia nazionale, e il fascismo (in Italia come, mutatis mutandis, in Germania) si colloca ovviamente in questo solco. Al tempo stesso però il fascismo innova. È coerente con i precedenti, ma determina anche un salto di qualità. Si può dire che, da corollario nella costruzione delle società, la gerarchia diviene, nel fascismo, l'essenza della relazione sociale e della sintassi politica interna e internazionale. Tutto - a cominciare dall'idea del sé individuale e collettivo - ruota intorno a rapporti gerarchici e si definisce per logiche di subordinazione. Per questo, lungi dall'essere un accidente, il razzismo è l'anima stessa della concezione fascista della politica. Per questo il fascismo produce, lungo tutto l'arco della sua esistenza, antropologie razziste. E per questo, finalmente, il fascismo trasforma il razzismo da semplice dato di fatto in cardine giuridico dell'ordine politico-sociale, conferendo forma di legge alle gerarchie antropologiche. Nasce così, per forza di cose, il razzismo di Stato, culmine e sanzione formale di quella «biopolitica» che rappresenta uno dei caratteri salienti della matura modernità occidentale.
    Torniamo così alla legislazione razzista promulgata dall'Italia fascista. Posto che essa non fu né frutto di errori né un tenero «gesto d'amicizia» nei confronti di alcuno, c'è un altro mito che va sfatato, non meno pernicioso di questo. Si parla in genere delle sole leggi antiebraiche, ma così si cancella un pezzo di storia e si rischia di portare nuova farina al mulino revisionista.
    La verità è che le leggi contro gli ebrei non furono un'infamia isolata né la prima espressione del razzismo ufficiale del regime. Oltre un anno prima del settembre del '38 - precisamente settant'anni fa, il 19 aprile 1937 - l'Italia aveva emanato il primo di tre provvedimenti (gli altri seguirono nel giugno del '39 e nel maggio del '40) che vietarono le mescolanze «razziali» tra italiani e africani e sancirono l'estraneità dei «meticci» alla nostra cittadinanza. Come emerge con sempre maggiore chiarezza dalla ricerca storica (Collotti, Maiocchi, Sarfatti), molte caratteristiche, a cominciare dal connotato biologico del razzismo fascista, accomunano l'insieme di queste leggi, che costituiscono un corpus unitario sia in relazione alla logica dei provvedimenti, sia riguardo alla loro finalità.
    Tra le leggi antiebraiche e quelle contro i popoli delle colonie si instaurò un nesso sinergico in forza del quale l'inferiorizzazione dei neri fornì modelli e giustificazioni alla discriminazione degli ebrei e questa a sua volta diede impulso alle pratiche persecutorie del razzismo coloniale. Si parlava contro i neri intendendo parlare degli ebrei e viceversa. E non fu certo un caso che dopo il '38 la pubblicistica del razzismo coloniale conobbe uno straordinario incremento quantitativo e qualitativo. Ma se questo è vero, allora dinanzi a noi si profila un compito, insieme culturale e politico, non più eludibile.
    Si tratta, per dirla nel modo più semplice e rapido, di por mano a una ricostruzione unitaria della storia del razzismo italiano. E alla sua collocazione - fuori da e contro ogni eccezionalismo autoassolutorio - nel più vasto mosaico della storia del razzismo europeo (occidentale). Dire che il '38 cominciò nel '37 e che il '37-38 affondava le radici nella costruzione razzista della nostra identità nazionale non è solo un obbligo di verità sul piano storico.
    È anche il presupposto necessario del risarcimento morale dovuto indistintamente a tutte le vittime del nostro razzismo nazionale.



    L'antifascismo non è fatto di volantini... ma di affermazioni come queste!

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Niccolò Visualizza Messaggio
    Si può dire che, da corollario nella costruzione delle società, la gerarchia diviene, nel fascismo, l'essenza della relazione sociale e della sintassi politica interna e internazionale. Tutto - a cominciare dall'idea del sé individuale e collettivo - ruota intorno a rapporti gerarchici e si definisce per logiche di subordinazione. Per questo, lungi dall'essere un accidente, il razzismo è l'anima stessa della concezione fascista della politica. Per questo il fascismo produce, lungo tutto l'arco della sua esistenza, antropologie razziste. E per questo, finalmente, il fascismo trasforma il razzismo da semplice dato di fatto in cardine giuridico dell'ordine politico-sociale, conferendo forma di legge alle gerarchie antropologiche.
    Mi sembra interessante tutta l'analisi nel complesso, e in particolare nel momento in cui mette in relazione razzismo con rapporti gerarchici e logiche di subordinazione.

  3. #3
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    il bla bla bla che un parlamentare "comunista" fa dalle colonne della Pravda letta si e no da 5000 lettori al giorno non vuol dire che l'antifascismo sia vivo nel partito.
    la parte di Burgio sta ancora lì a disquisire sull'antifascismo di 50-60 anni fa, e fa archeologia politica almeno quanto i Ferruccio che infestano il forum: mica l'hanno capito che se c'è una società in fascistizzazione ci sono rottami politici che inneggiano a mussolini utiliazzando temi e schemi(scimmiottati per carità) che noi non possiamo utilizzare in quanto al governo borghese e impossibilitati a stare nel conflitto sociale.
    la parte di Bertinotti è quella che l'antifascismo lo fa andando a complimentarsi con Fini alle feste dei giovani di AN e che "denuncia" la violenza a partire dalla resistenza(eh no, la violenza non è tollerata no no non o!)
    la parte che dovrebbe essere giovanile produce i manifesti "buone Feste"

    a me sembra chel'antifascismo in rifondazione sia un po' senza bussola tra il troppio serio e il troppo faceto... .

  4. #4
    are(a)zione
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    Citazione Originariamente Scritto da Marius Jacob Visualizza Messaggio
    il bla bla bla che un parlamentare "comunista" fa dalle colonne della Pravda letta si e no da 5000 lettori al giorno non vuol dire che l'antifascismo sia vivo nel partito.
    la parte di Burgio sta ancora lì a disquisire sull'antifascismo di 50-60 anni fa, e fa archeologia politica almeno quanto i Ferruccio che infestano il forum: mica l'hanno capito che se c'è una società in fascistizzazione ci sono rottami politici che inneggiano a mussolini utiliazzando temi e schemi(scimmiottati per carità) che noi non possiamo utilizzare in quanto al governo borghese e impossibilitati a stare nel conflitto sociale.
    la parte di Bertinotti è quella che l'antifascismo lo fa andando a complimentarsi con Fini alle feste dei giovani di AN e che "denuncia" la violenza a partire dalla resistenza(eh no, la violenza non è tollerata no no non o!)
    la parte che dovrebbe essere giovanile produce i manifesti "buone Feste"

    a me sembra chel'antifascismo in rifondazione sia un po' senza bussola tra il troppio serio e il troppo faceto... .

    Beh, non esageriamo. Rimangono degli antifascisti, forse non così attivi come una volta, e forse solo ai piani della segreteria nazionale. Ma l'elettorato è pur sempre geneticamente contro il fascismo.

    Sono curioso il 25 di vedere la mia ex sezione a torino.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    Beh, non esageriamo. Rimangono degli antifascisti, forse non così attivi come una volta, e forse solo ai piani della segreteria nazionale. Ma l'elettorato è pur sempre geneticamente contro il fascismo.

    Sono curioso il 25 di vedere la mia ex sezione a torino.

    appunto il guaio è che molti compagni, per PArtito Preso apsettano le direttive, se il 25 aprile diventa "buone feste" chi pensa ancora a "morte al fascismo" diventa "antipolitico"

    spero di essermi spiegato... .

  6. #6
    are(a)zione
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    Citazione Originariamente Scritto da Marius Jacob Visualizza Messaggio
    appunto il guaio è che molti compagni, per PArtito Preso apsettano le direttive, se il 25 aprile diventa "buone feste" chi pensa ancora a "morte al fascismo" diventa "antipolitico"

    spero di essermi spiegato... .

    Dovrei sentire cosa ne pensano i militanti di RC.

    Dall'esterno, conoscendo ancora molti compagni nelle file del partito, non mi sembra sia così.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Marius Jacob Visualizza Messaggio
    il bla bla bla che un parlamentare "comunista" fa dalle colonne della Pravda letta si e no da 5000 lettori al giorno non vuol dire che l'antifascismo sia vivo nel partito.
    la parte di Burgio sta ancora lì a disquisire sull'antifascismo di 50-60 anni fa, e fa archeologia politica almeno quanto i Ferruccio che infestano il forum: mica l'hanno capito che se c'è una società in fascistizzazione ci sono rottami politici che inneggiano a mussolini utiliazzando temi e schemi(scimmiottati per carità) che noi non possiamo utilizzare in quanto al governo borghese e impossibilitati a stare nel conflitto sociale.
    la parte di Bertinotti è quella che l'antifascismo lo fa andando a complimentarsi con Fini alle feste dei giovani di AN e che "denuncia" la violenza a partire dalla resistenza(eh no, la violenza non è tollerata no no non o!)
    la parte che dovrebbe essere giovanile produce i manifesti "buone Feste"

    a me sembra chel'antifascismo in rifondazione sia un po' senza bussola tra il troppio serio e il troppo faceto... .
    Io non capisco che antifascismo vuoi... vuoi quello populista del tipo "uccidere un fascista non è reato"?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Marius Jacob Visualizza Messaggio
    il bla bla bla che un parlamentare "comunista" fa dalle colonne della Pravda letta si e no da 5000 lettori al giorno non vuol dire che l'antifascismo sia vivo nel partito.
    la parte di Burgio sta ancora lì a disquisire sull'antifascismo di 50-60 anni fa, e fa archeologia politica almeno quanto i Ferruccio che infestano il forum: mica l'hanno capito che se c'è una società in fascistizzazione ci sono rottami politici che inneggiano a mussolini utiliazzando temi e schemi(scimmiottati per carità) che noi non possiamo utilizzare in quanto al governo borghese e impossibilitati a stare nel conflitto sociale.
    la parte di Bertinotti è quella che l'antifascismo lo fa andando a complimentarsi con Fini alle feste dei giovani di AN e che "denuncia" la violenza a partire dalla resistenza(eh no, la violenza non è tollerata no no non o!)
    la parte che dovrebbe essere giovanile produce i manifesti "buone Feste"

    a me sembra chel'antifascismo in rifondazione sia un po' senza bussola tra il troppio serio e il troppo faceto... .
    Ma tu fai parte del PRC oppure hai il fegato di rischiare quel chye dioci, senza capo ne coda, amio parere, con un partito "veramente" comunista?
    Mi sembrano polemiche fini a se stesse, se poi pensi di essere solo tu l'antifascista di turno, fai pure, peccato che un vero antifascista, come il compagno Giovanni Pesce sia, non a caso, della stessa area politica del PRC di Alberto Burgio, compagno e amico che stimo enormemente, e lui l'antifascismo l'ha fatto davvero, non come certi critici nati ieri.
    Myrddin

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Ma tu fai parte del PRC oppure hai il fegato di rischiare quel chye dioci, senza capo ne coda, amio parere, con un partito "veramente" comunista?
    Mi sembrano polemiche fini a se stesse, se poi pensi di essere solo tu l'antifascista di turno, fai pure, peccato che un vero antifascista, come il compagno Giovanni Pesce sia, non a caso, della stessa area politica del PRC di Alberto Burgio, compagno e amico che stimo enormemente, e lui l'antifascismo l'ha fatto davvero, non come certi critici nati ieri.

    Col massimo rispetto per il comandante Pesce, la contemporaneità ci impone di ripensare l'antifascismo, compagni come Burglio o Pesce vivono ancora ocn il mito della resistenza, l'antifascismo(quello buono, perchè, a parte la censura del forum, gli arditi del popolo furono cancellati) e non ci si accorge del fascismo autoritario che sopravanza nel sistema e di come vengono , per l'appunto, "creati" i giovini fascistelli che nelle strade a) fanno delle violenza politica un paradigma b) "si appropriano" di pratiche,idee nonchè -istanze sociali- che noi non si riesce "più" a portare avanti e torno a battere lì, specialmente la destra "sociale" c'è un perchè se dal 2000 al 2004 è stata realmente nell'ombra(o nella fogna)... .
    L'antifascismo non è un fazzoletto rosso al collo: l'antifascismo, in ASSENZA DI UN REGIME O DI UNA OCCUPAZIONE GERMANICA, è semplicemente la difesa delle lotte e dei presìdi sociali, se non si fa questo, si fa testimonianza, e penso che non ci si possa limitare a quello.
    arroccarsi su fatti di 60 anni fa, magari anche con la "presunzione" agiografica è partire già sconfitti.
    L'antifascismo è popolare e di massa se si radica nel vivo delle contraddizioni di sistema, nella difesa della nostra agibilità politica, che, in primo luogo, pone i "fascisti" nel dilemma "eliminare i cumunisti passando dalla parte della reazione o competere sul sociale"(ovviamente, in presenza di lotte sociali, possono propendere solo per la prima) sennò è pura archeologia politica, e mi fa male dirlo,mica lo dico con -leggerezza-.

    poi oh, non era nua critica a grassi, ma invece di un dibattito costruttivo su pratiche ed esperienze tu la devi sempre buttare in "ernesto difensore del comunismo" e SinistraCritica i troskisti da epurare; io ci tengo a rifondazione e le tue illazioni sono da comare, ma il PRC, che lo voglia ammettere o no, sta andando da un'altra parte, finchè sarà Rif.Com. ci starò dentro, poi vedrò.
    e intanto a Milano ci pensate voi a fare antifascismo "giusto".

    Buone Feste.

  10. #10
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    Predefinito Antifascismo di massa non settario

    Citazione Originariamente Scritto da Marius Jacob Visualizza Messaggio
    Col massimo rispetto per il comandante Pesce, la contemporaneità ci impone di ripensare l'antifascismo, compagni come Burglio o Pesce vivono ancora ocn il mito della resistenza, l'antifascismo(quello buono, perchè, a parte la censura del forum, gli arditi del popolo furono cancellati) e non ci si accorge del fascismo autoritario che sopravanza nel sistema e di come vengono , per l'appunto, "creati" i giovini fascistelli che nelle strade a) fanno delle violenza politica un paradigma b) "si appropriano" di pratiche,idee nonchè -istanze sociali- che noi non si riesce "più" a portare avanti e torno a battere lì, specialmente la destra "sociale" c'è un perchè se dal 2000 al 2004 è stata realmente nell'ombra(o nella fogna)... .
    L'antifascismo non è un fazzoletto rosso al collo: l'antifascismo, in ASSENZA DI UN REGIME O DI UNA OCCUPAZIONE GERMANICA, è semplicemente la difesa delle lotte e dei presìdi sociali, se non si fa questo, si fa testimonianza, e penso che non ci si possa limitare a quello.
    arroccarsi su fatti di 60 anni fa, magari anche con la "presunzione" agiografica è partire già sconfitti.
    L'antifascismo è popolare e di massa se si radica nel vivo delle contraddizioni di sistema, nella difesa della nostra agibilità politica, che, in primo luogo, pone i "fascisti" nel dilemma "eliminare i cumunisti passando dalla parte della reazione o competere sul sociale"(ovviamente, in presenza di lotte sociali, possono propendere solo per la prima) sennò è pura archeologia politica, e mi fa male dirlo,mica lo dico con -leggerezza-.

    poi oh, non era nua critica a grassi, ma invece di un dibattito costruttivo su pratiche ed esperienze tu la devi sempre buttare in "ernesto difensore del comunismo" e SinistraCritica i troskisti da epurare; io ci tengo a rifondazione e le tue illazioni sono da comare, ma il PRC, che lo voglia ammettere o no, sta andando da un'altra parte, finchè sarà Rif.Com. ci starò dentro, poi vedrò.
    e intanto a Milano ci pensate voi a fare antifascismo "giusto".

    Buone Feste.
    Guarda, io ho sempre avuto buoni rapporti con i compagni di Sinistra Critica, ma un certo impazzimento politico della Vopstra area è evidente a tutti, dentro il partito, da lla vicenda Turigliatto in poi.
    Potete avere tutte le ragioni del mondo, ma per coloro che prima di tutti dicevano di contrastare il culto della personalità, cadere nel culto della minipersonalità mi sembra esagerato e deletario.
    L'antifascismo poi non è un problema ne tuo ne mio, ne di sinistra critica, ne dell'ernesto, e neanche del prc.
    Se tu pensi che sia sufficiente la tua riflessione, e quelal dei pochi che la pensano come te, ma siamo pochi anche come rifondazione, l'antifascismo è spacciato.
    Inziamo ad iscriverci all'ANPI, tutti e in massa, e poi difendiamo i presidi democratici anche con l'Anpi, che farlo come sinistra critica o l'ernesto non serve a niente, come prc a poco, come anpi di più.
    E non a caso al Centro sociale Torchiera, anarchico, quando ci siamo riuniti per contrastare il centro fascista cuore nero (finito poi incendiato ed esploso a cura di ignoti), c'era anche l'anpi e un ampio arco di forze democratiche o antifasciste.
    La tua concezione elitaria dell'antifascismo esclude, e Pesce, come Burgio, possono insegnare molto su idee e concezione di massa dell'antifascismo.
    Myrddin

 

 
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