Al convegno dei giovani di Destra il sindaco abbandona indignato
Formia (24/04/2007) - Al Convegno della Giovane Destra Formiana si doveva discutere dei "Formiani caduti prigionieri del silenzio". Era prevedibile e scontato che la discussione toccasse il tasto scottante della guerra, della resistenza, della Repubblica Sociale e del 25 Aprile. Non è facile misurarsi e confrontarsi su questi temi. La tanta invocata pacificazione nazionale non c'è mai stata sebbene gli storici a partire da Renzo De Felice - con la sua opera omnia sul fascismo - abbiano cercato in questi anni di dare un contributo critico alla discussione. Il convegno di Formia si avvaleva in sala della presenza dello storico Rutilio Sermonti - autore insieme a Pino Rauti dell'opera "La storia del fascismo" - e del giornalista-saggista Daniele Lembo. Tra i relatori figurava anche il prof. Michele Maddalena, autore di numerosi libri che hanno riguardato proprio il dramma della guerra a Formia.
Il tavolo di presidenza registrava anche la presenza dell'on. Gianfranco Conte e del sindaco di Formia Sandro Bartolomeo. Tra il pubblico si contavano numerosi consiglieri comunali: Picano, Giovanchelli, Tallerini, Francesco Carta, De Santis, Erminia Cicione, Aprea. Presente anche il commissario di Alleanza Nazionale Gianni Carpinelli.
Si partiva con l'inno d'Italia mentre su uno schermo gigante installato nella sala passavano le immagini dei soldati Formiani caduti dopo l'8 settembre, vittime dell'atrocità della guerra.
La presenza del sindaco - invitato dagli organizzatori - doveva rappresentare anche l'occasione per stemperare gli animi dopo la velenosa polemica sullo striscione contro i DICO in occasione dell'ultimo consiglio comunale.
Nelle premesse si scongiurava lo scontro ideologico. Lo scontro però alla fine c'è stato determinando l'uscita dall'aula del sindaco e dei consiglieri di sinistra. Il tutto mentre stava parlando lo storico Daniele Lembo.
Eppure l'inizio non era stato sconvolgente. Il responsabile della Giovane Destra, Stefano Zangrillo aveva svolto un intervento lucido sul revisionismo storico di Giampaolo Pansa, e finendo per rivendicare un riconoscimento alla memoria per i 162 caduti formiani dimenticati da parte dell'amministrazione di sinistra. Un atto di coraggio e di lealtà per ridare dignità e identità all'immane sacrificio umano.
Il sindaco Bartolomeo rispondeva con toni pacati: " Sono qui per ascoltare i relatori e per verificare la vostra ricerca storica. Formia ha pagato un prezzo elevato con oltre 1000 morti tra i civili, case distrutte, strade spazzate via, famiglie colpite. La guerra non è stato un caso della storia. Formia ha sofferto enormemente con la guerra. Sul 25 aprile c'è un giudizio storico consolidato. Dissento dalla ricostruzione storica che avete fatto sul 25 aprile. Questa data rappresenta un momento importante per il popolo italiano. L'hanno riconosciuto tutti compreso il presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. Io oggi sono qui - vi ringrazio per l'invito - perché sono intenzionato a stabilire con voi un dialogo vero, serio con atteggiamento di rispetto. Sono aperto a qualsiasi proposta con un minimo di idealità. Ma questo non può confondere la realtà storica del 25 aprile. Il Paese con quella data è ritornato libero, ha sancito la sua democrazia. Ho parlato con molto rispetto, mi piacerebbe che la celebrazione di questa data vedesse anche la vostra presenza. Noi questa sera stiamo parlando in una sala dedicata alla memoria di Ernesto Ribaud, un giovane tenente fucilato dai tedeschi dentro la galleria Formia-Gaeta. Auspico un confronto serio, interlocutori non avversari."
Il sindaco Bartolomeo aveva rivendicato il suo 25 aprile.
Subito dopo il sindaco è toccato all'on.Gianfranco Conte: " Ai giovani rivolgo un particolare apprezzamento. In loro vedo tanta passione, molta idealità, un grande coraggio. C'è in questi giovani il senso dell'umanità, il valore della libertà, lo spirito patriottico nell'onorare i caduti. Nella loro buona fede avranno commesso anche una leggerezza nel portare uno striscione in consiglio comunale per esprimere in maniera civile una protesta ma cosa dire delle scritte apparse sui muri di fronte al comune. Credo che quelle scritte con tanto di falce e martello siano molto più gravi, offensive e pericolose rispetto al contenuto di uno striscione. La realtà - rivolto al sindaco - che non avete mai parlato di pacificazione nazionale in tutti questi anni. Avete sempre demonizzato l'avversario anche se al congresso dei DS oggi riconoscete che ci sono avversari e non nemici. La scuola dovrebbe insegnare a capire la storia tenendo fuori la politica, l'odio, il rancore ideologico".
Le parole del deputato di Forza Italia venivano accolte con un caloroso applauso. Ma la bufera era in agguato. Il clima si faceva più rovente nel momento in cui prendeva la parola il coordinatore provinciale di Forza Nuova, Ruggero Ricciardella.
" Il 25 aprile è una data che io non festeggerò mai, in quella data c'è la distorsione della storia, della verità. Quella data oggi per gli italiani equivale a un ponte di vacanza"Poi ritornando sullo striscione aggiunge " Avete permesso a un consigliere di presentare una mozione che offende la dignità delle famiglie, il senso cristiano del vivere civile"
Immediata la replica del sindaco: " Non conosci le regole del consiglio comunale, ogni consigliere è libero di presentare delle proposte, se volete che io resti vi prego di non utilizzare questi argomenti". Per poi aggiungere:
"Vorrei ricordarti le migliaia di morti nel campo di sterminio di Aushwitz, noi abbiamo visitato quel campo". Di rimando Zangrillo: "Noi abbiamo visitato le foibe di Basovizza".
Un botta e risposta che contribuiva ad appesantire il clima in sala. E la situazione degenerava nel momento in cui prendeva la parola lo storico Daniele Lembo.
" Vengo da fuori e pensavo di parlare in una sala dedicata a un noto cavallo / ndr. Ribot )ed invece ho scoperto solo adesso che si trattava di un martire". La battuta era un vero colpo basso per Bartolomeo. Ma era solo l'inizio:
" Per arrivare a parlare del 25 aprile bisognerebbe partire da lontano. Poniamoci la domanda, come è iniziata la seconda guerra mondiale ? Risposta, con l'invasione della Polonia ad opera dei tedeschi e russi. Nazisti e comunisti uniti contro un popolo e una nazione. I comunisti hanno massacrato 25 mila soldati polacchi nella foresta di Katin. I politici farebbero bene a non occuparsi di storia. Ci fanno paura quei politici che anziché di occuparsi di municipalizzate, prebende e affari si vestono dei panni degli storici". Dall'aula a questo punto esce Francesco Carta. Dal tavolo del convegno sbotta il sindaco " Lei sta offendendo le persone, il suo è un modo poco civile, non condivido. A questo punto la mia presenza qui non serve, lascio immediatamente l'aula".
" Non ho offeso nessuno - ribatte Lembo - chiedo scusa se ho toccato la sensibilità di qualcuno..." Ormai era troppo tardi, la frittata era fatta. Il sindaco abbandona accompagnato dalle proteste dei giovani: " ci hai offeso, hai chiamato i carabinieri e poi vieni a parlarci di confronto, siete rimasti i comunisti di sempre "
Il convegno è andato poi avanti con la ricostruzione storica di Michele Maddalena sulla morte di Ernesto Ribaud. Per Maddalena sulla fucilazione di Ribaud il sindaco avrebbe distorto la verità. Si finisce con Rutilio Semonti " cari camerati, ho 86 anni e il mio udito non è più allenato ad ascoltare le parole degli antifascisti. Vi leggerò alcune pagine di un mio scritto....." Inizia una lunga lettura a conclusione di un Convegno che avrebbe dovuto avere una sua precisa connotazione ideologica ed invece è servito ad innescare nuovi veleni e polemiche. Sull'abbandono del sindaco - il secondo in pochi giorni dalla stessa aula - avevamo scommesso e abbiamo vinto!...
Franco Matricardi




Poi ritornando sullo striscione aggiunge " Avete permesso a un consigliere di presentare una mozione che offende la dignità delle famiglie, il senso cristiano del vivere civile"
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