Care compagne e cari compagni,
nel mio intervento al Congresso ho detto che avrei atteso la conclusione delle assise dei Ds e della Margherita per trarre le mie conclusioni sulla nascita del nuovo partito. Con il dispositivo votato simultaneamente dai due Congressi, che è ciò che davvero conta, quello dei Ds e quello dei Dl, si "assume il Manifesto dei saggi di Orvieto come orizzonte ideale e punto di riferimento in relazione ai contenuti politici, culturali e programmatici".
Questo implica, come è scritto sul Manifesto, anche la non appartenenza del nuovo partito alla più grande casa del riformismo europeo, il Pse.
I punti fermi della nostra proposta politica erano: appartenenza al PSE, laicità, garanzia di una fase costituente aperta e non chiusa ai soli Ds e Margherita.
Il dibattito congressuale ed il dispositivo inclusivo non hanno dato alcuna risposta politica concreta.
Ho creduto profondamente in ciò che ho detto al Congresso e ho scritto nella Mozione.
Come ho rimarcato più volte non sono disponibile, e con me tanti altri compagni, ad uscire dal socialismo europeo e a rinunciare ai principi che abbiamo affermato in questa difficile battaglia congressuale. E' chiaro ed evidente come riportato dai più importanti organi di informazione che da sabato i Ds sono sciolti e la fase costituente è largamente predeterminata.
Questo mio dissenso non è compatibile con la mia partecipazione alla "fase costituente". Di consenguenza non parteciperò al Comitato promotore per il Pd votato dal nostro Congresso che avvia la nascita del nuovo partito.
E' una decisione per me sofferta e difficile. Ma coerente con ciò che penso e sento.
Non penso che tutti i riformisti italiani stiano nel Pd.
Credo nella necessità storica della presenza, oggi e domani, in Italia di una autonoma forza democratica e socialista, laica, riformista e parte integrante del Partito del Socialismo Europeo.
Resto convinto che l'esigenza politica essenziale non solo per noi era ed è la coesione politica dell'Unione, come condizione primaria per garantire al Governo Prodi l'efficacia e l'affidabilità della sua azione riformatrice, di cui l'Italia ha bisogno nel quadro del bipolarismo italiano che vedo apertamente messo in discussione.
Ringrazio tutte le compagne ed i compagni che hanno reso possibile il risultato ottenuto dalla mozione "Per un Partito nuovo, Democratico e Socialista" e auguro buon lavoro e buona fortuna a tutti, ne avremo bisogno.




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