



1 ma cazzo, io so che solo 1 grande azienda aveva questi problemi nel vicentino,la FIAMM.
2 no, l'imprenditore che ha la sede dell'azienda in italia e che porta un valore aggiunto al nostro paese rilanciando un'impresa altrimenti fallita nel nostro paese. Chiaro che poi le eccellenze vanno mantenute. Ma infatti rimangono, guardate l'esempio della Luxottica: ha delocalizzato per poi tornare dove era xke in romania non c'erano operai specializzati e capaci come quelli bellunesi.
3 ignoro questi strani meccanismi di suicidio delle aziende. preferisco istruire i cittadini a fare altri lavori, tanto il futuro è il terziario, non l'industria. L'industria è da paesi in via di sviluppo. Vanno mantenute solo le imprese di qualità, mentre le imprese che non investono in qualità e competitività è meglio che delocalizzino o falliscano. E non credo che un'impresa gestita da operai funzioni bene, scusa ma non sono ne per le cooperative ne per le cogestioni o robe simili. Poi sempre liberi di farle è.
4 vabbè ho un'opinione diversa
5 galoppino no, ma un'intellettuale della destra PCI o del PSI anni 80 sicuramente.
6 non l'ho capita, sei troppo intelligente
7 io parlo di veneto, non di nord. Piemonte e Veneto hanno dei sistemi economici molto diversi
8 quale sezione? Quale partito? Io sono già ben oltre la città di Vicenza, anche se avendo ancora 19 anni molto umilmente tendo a puntare a capire prima i problemi locali, poi penserò al resto. Parto dal particolare e vado al generale. Detto questo, compagno Mat Kava, mi formerò seguendo Zapatero,Ricolfi e Morando, non di certo seguendo il socialismo reale riadattato che proponi. Saluti!![]()


Sistema Italia = Veneto = Vicenza.
Luxottica è una eccezione alla regole Enrico, una eccezione abbastanza grossa rispetto al sistema veneto.2 no, l'imprenditore che ha la sede dell'azienda in italia e che porta un valore aggiunto al nostro paese rilanciando un'impresa altrimenti fallita nel nostro paese. Chiaro che poi le eccellenze vanno mantenute. Ma infatti rimangono, guardate l'esempio della Luxottica: ha delocalizzato per poi tornare dove era xke in romania non c'erano operai specializzati e capaci come quelli bellunesi.
E' una impresa verticalmente integrata in quello che è fondamentalmente un sistema di distretti industriali (integr. orizz.)!
E' pure un'azienda riconosciuta per alti valori etici e impegno nel terzo mondo. Peccato che sia una rarità, rispetto all'Italia e al tuo stesso Veneto!
(FINE SPOT - COMPRATE COMPRATE COMPRATE)
Vai, gestiscilo un paese con solo terziario, poi ci divertiamo.3 ignoro questi strani meccanismi di suicidio delle aziende. preferisco istruire i cittadini a fare altri lavori, tanto il futuro è il terziario, non l'industria. L'industria è da paesi in via di sviluppo. Vanno mantenute solo le imprese di qualità, mentre le imprese che non investono in qualità e competitività è meglio che delocalizzino o falliscano. E non credo che un'impresa gestita da operai funzioni bene, scusa ma non sono ne per le cooperative ne per le cogestioni o robe simili. Poi sempre liberi di farle è.
Per carità, alto valore aggiunto.. Ma necessita di installarsi su un solido settore produttivo che ora come ora in Italia manca.
Dopodichè, se m'abbandoni pure la cogestione e/o la cooperativa (mica l'occupazione eh, la gestione LEGALE di uno stabilimento dismesso da parte degli operai!), credo davvero vi sia poco da discutere o altro.
Del resto è noto: l'operaio è sporco e puzza. Figurati se può gestire una azienda!
Come già ebbi a dire una volta a Lollo: son tutti riformisti con il culo degli altri.
Tralaltro credo fosse nuovamente riferito a te
Ti sprecasti a controbattere, veh?4 vabbè ho un'opinione diversa
5 galoppino no, ma un'intellettuale della destra PCI o del PSI anni 80 sicuramente.
6 non l'ho capita, sei troppo intelligente
Il mondo ridotto al Veneto...7 io parlo di veneto, non di nord. Piemonte e Veneto hanno dei sistemi economici molto diversi
Enrì, cu' cazz' che vai al generale orco cane.8 quale sezione? Quale partito? Io sono già ben oltre la città di Vicenza, anche se avendo ancora 19 anni molto umilmente tendo a puntare a capire prima i problemi locali, poi penserò al resto. Parto dal particolare e vado al generale.
Sei fermo tra Verona e Padova!
A. La parola compagno la riservo a persone con cui condivido un'ideale/un progetto politico.
Detto questo, compagno Mat Kava, mi formerò seguendo Zapatero,Ricolfi e Morando, non di certo seguendo il socialismo reale riadattato che proponi. Saluti!![]()
Si, la uso. Bella, vecchia, demodè. Non la sparo solo alle relazioni congressuali per fare bella figura e scaldare il cuore a qualche vecchio ex PCI.
B. Non sono io a proporre "l'uomo forte". Oserei dire "d'acciaio".


Dai Enrì, qui siamo proprio al campanilismo...poi, scusa tanto ma uno dei pochissimi settori produttivi del Paese che funziona è proprio quello delle cooperative, e non mi riferisco solo alle COOP iperprotette, ma anche a esperimenti più piccoli, più locali, come le varie cooperative sociali o quelle di Libera. Se difendere la cooperazione e la partecipazione operaia agli utili e alle responsabilità è da comunisti, mi spieghi che roba sarebbe il Socialismo degli anni 2000?? E sopratutto, dove Zapatero sarebbe incompatibile con tutto ciò? Capisco che siano incompatibili Ricolfi e Morando, le cooperative non fanno Ammmmmerica....


Bah che le COOP funzionino è vero, che i lavoratori delle stesse non abbiano un cazzo di diritti, ma "siamo tutti uguali" è particolarmente vero...
Le cooperative sono affascinanti ma un po' vetuste come modelli di produzione. Utili se molto piccole nell'agricoltura, nell'artigianato ma assolutamente sbagliate a mio modo di vedere per grandi produzioni.
Zapatero fa una politica liberale di sinistra, si ispira al repubblicanesimo, e poi chiama il tutto socialismo. Non mi pare che si ispiri alle coop rosse, anzi proprio non si è mai ispirato al PCI italiano per far crescere la spagna del 3.7%![]()


Se si ispirava all'Austerità, decresceva del 3,7%Ma non mi pare manco che si ispiri agli IuEsEi o alla Thatcher, considerando che i contratti precari sono stati decisamente modificati (in senso giavazziano, oserei dire) dal suo governo.
Perchè le COOP per la grande produzione non funzionerebbero? Alla fine, sarebbero delle public companies dove, al posto di una inesistente assemblea di azionisti capitanata da un Provera che con lo 0,2% controlla tutto, c'è una REALE partecipazione dei soci (ovviamente sempre più ridotta man mano che sale la grandezza, ma questo è un problema molto più facilmente ovviabile che sradicare una raffica di scatole cinesi). I lavoratori delle COOP (quelle di grande distribuzione, nelle piccole è tutto anni-luce diverso) dubito abbiano poi MENO diritti di un lavoratore di una qualunque multinazionale: di solito, anche se precari con contratto di 3 mesi, vengono comunque pagati un pò di più.


Io sapevo che potevano essere licenziati senza giusta causa, che non hanno diritti, che sfruttano i lavoratori, che senza tessera DS li licenziavano, che la riforma di berlusconi concedeva a chi comandava le COOP enormi poteri... ecc ecc Magari mi sbaglio ma il modello delle cooperative solo in Italia nel mondo sviluppato esiste per grandi imprese. Ripeto, è ottimo per i caseifici, per aziende agricole, ecc. ma non per il resto.
Sicuramente Zapatero nn si ispira al liberismo sfrenato americano o inglese, ma non ha nemmeno le idee in economia tue o di mat, di corporativismi e da socialdemocrazie anni 70.


Il modello delle cooperative "all'Italiana" è molto forte e sviluppato anche nei paesi del Nord Europa e in Gran Bretagna, e credo ci siano in Germania catene di supermarket a gestione cooperativa. Che poi le nostre COOP siano intrecciate in maniera perversa coi DS è sicuro, ma questo non è colpa del sistema cooperativo!
E dov'è che sarei neocorporativo io??A me l'agenda Giavazzi per il lavoro e quella Ichino sui dipendenti pubblici vanno benissimo, così come la distruzione o il ridimensionamento degli ordini professionali: auspico semplicemente l'integrazione della legge 30 con ammortizzatori sociali come voleva Biagi e come si fa in tutta Europa. Essere a favore della partecipazione dei lavoratori alla direzione dell'azienda è corporativista?


Modello cooperativo diverso da modello corporativo diverso da
socialdemocrazia.
Anche solo perchè: il modello cooperativo è una forma di organizzazione della produzione.
Il modello corporativo è una forma di risoluzione dei conflitti sociali, di rappresentazione e di confronto tra gli interessi (e stupirà, ma per gli studiosi l'Italia negli anni '70 non era tra i paesi neocorporativi, ma tra quelli pluralisti).
La socialdemocrazia è un modello politico.

