Molte comunità islamiche hanno aderito alla giornata del Family day a favore della Famiglia Naturale e contro l'istituzionalizzazione di famiglie di serie B, i DICO.
Anche qui a Perugia il dibattito si è subito infuocato tra l'ARCIGAY contro i rappresentanti della fede islamica e cattolica, giudicati come fondamentalisti; secondo l'ARCIGAY il clero islamico e cattolico sono contro i diritti umani, omofobici e non possono insegnare ai gay (?) il modello di famiglia. L'ARCIGAY critica inoltre l'operato della comunità islamica locale che non si interessa su come vengano trattati i gay e la donna in altri paesi islamici.
Il mio parere personale è che anche l'Islam, come la religione cristiana, ha una forte e lunga tradizione di concezione della Famiglia. Ora, tralasciando il discorso della poligamia e di come in certi stati islamici venga trattata la donna (non è questo l'argomento è ovvio), il concetto islamico di Famiglia non si allontana più di tanto da quella cristiana; essa è Sacra, Naturale, volta alla procreazione di figli e unita nel bene e nel male. Ci pare comunque molto strano che le posizioni "politiche" degli ARCIGAY stiano all'interno di maggioranze in cui larga parte accetta (o tollera) certi comportamenti di alcuni stati islamici nei confronti delle donne, comportamenti che lo stesso ARCIGAY in questo caso critica.
Ci chiediamo quindi ancora una volta come facciano a convivere all'interno della stessa maggioranza due schieramenti così diversi e contrapposti, se non giustificanodli per un mero fine elettorale.
In conclusione comunque ribadiamo l'importante e giusta scelta fatta dalle principali comunità islamiche d'Italia di aderire al Family day, e nel nostro caso personale quella di Perugia, visto che non è un CRISTIANO DAY, ma è un giorno per la lotta a favore di un VALORE che è talmente fondamentale per la nostra società e per il futuro di tutti i popoli che cristiani, islamici, ebrei e anche laici sentono il dovere di difendere.
Siamo sicuri di una cosa: al contrario di quanto successo per il GAY PRIDE o per la marcia a favore dei DICO, nessuno oserà sbeffeggiare i "capi" dell'ARCIGAY italiano come hanno fatto con il Papa dimostrando ancora una volta la loro rozzezza culturale.




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