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Discussione: Terzo polo

  1. #1
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Question Terzo polo

    Il Sardegna, 25 aprile 2007


    L'alleanza. Risposta a Marracini

    Asse Udeur, Psd'Az e Maninchedda:
    nasce il terzo polo


    Apprezzamento di Trincas e Sardegna e Libertà alla proposta del Campanile

    A due giorni dall'appello di Sergio Marracini per un'alleanza programmatica con i sardisti e il movimento Sardegna e Libertà arriva la risposta all'Udeur di Efisio Trincas e Paolo Maninchedda che, di fatto, apre le danze per la costituzione del cosiddetto terzo polo.
    «Il Partito Sardo d’Azione e Sardegna e Libertà hanno particolarmente apprezzato la proposta, avanzata in sede congressuale dal tuo partito, di un rapporto più stringente sul piano programmatico e politico tra le tre forze che noi rappresentiamo», scrivono Trincas e Maninchedda a Marracini.
    «Ci pare una proposta strategica per la Sardegna e ti chiediamo di individuare una data, dopo il 5 maggio, per un incontro tra le tre delegazioni e la costituzione di un coordinamento regionale di consultazione e di azione permanente».
    Secondo Trincas e Maninchedda la “base programmatica” di un'eventuale alleanza dovrà essere sviluppata sul nuovo Statuto, sulla riforma della legge statutaria, sulla modifica del Ppr e delle politiche urbanistiche della Giunta, su politiche fiscali e di promozione dello sviluppo, sulle politiche dell’istruzione, della ricerca e della formazione professionale e su quelle della pianificazione linguistica e della tutela dei beni culturali.


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  2. #2
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    Predefinito

    E' una completa deriva ideologica.

    A Oristano indipendentisti e in politica regionale democristiani (e della peggior specie) dove pensa di andare il P.S.d'Az.

    Vi prego di chiarirmi le idee.

    Sardigna Natzione non farà da ruota di scorta a un simile pasticcio.

  3. #3
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito L’UNIONE SARDA, 26 aprile 2007

    Terzo polo, no degli indipendentisti
    Nasce l’alleanza di centro ma nel Psd’Az qualcuno non ci sta

    Accordo fra l’Udeur, Maninchedda e Trincas per l’alleanza di centro.
    No di Sardigna Natzione e Irs.


    Dentro e fuori. Il polo sardista di centro è un progetto targato Udeur, con i sardisti (d’azione) e Maninchedda che aprono la loro porta. Ma se i movimenti indipendentisti dicono «no», già prima di un incontro o una semplice chiacchierata, anche da un dirigente del Partito sardo arriva una secca smentita all’ipotesi di accordi politici: «Nella direzione nazionale del Psd’Az non ne sappiamo nulla, comunque mai con l’Udeur».
    Il dibattito si è acceso domenica scorsa, quando il leader sardo dell’Udeur, Sergio Marracini, ha annunciato l’avvio di un percorso comune con Paolo Maninchedda, fondatore di Sardegna e Libertà, ex compagno di viaggio di Renato Soru dentro Progetto Sardegna, ed Efisio Trincas, segretario nazionale del Psd’Az.
    «Nascerà un’aggregazione di centro, cattolica e radicata nel territorio, con forti valori autonomistici», l’invito di Marracini e Pietro Pittalis dal palco del congresso del Campanile è stato raccolto subito dai due interessati, presenti in prima fila. «Individua una data, dopo il 5 maggio, per un incontro tra le tre delegazioni e la costituzione di un coordinamento regionale di consultazione e di azione permanente », hanno scritto Trincas e Maninchedda a Marracini,due giorni fa.

    LO SCENARIO. Il segretario dell’Udeur, con l’adesione dei quattro Mori, si è risentito a casa. Perché Sergio Marracini è figlio di Elìa, uno dei protagonisti della scena sardista nei momenti d’oro. Mettici quella forte identità di vedute politiche fra Maninchedda e Pittalis, e allora il polo di centro tutto sardo ha già gambe proprie per camminare. Ma quanto peserebbe, questo terzo polo, in termini numerici?
    Di sicuro, resteranno fuori da questa nascente aggregazione Mario Floris e la sua Uds. «È schierato con il centrodestra, a Cagliari e Oristano ha uomini nelle giunte comunali», dice Marracini, «il suo accordo sul piano nazionale con il nostro presidente Mastella fa a pugni con le suescelte locali». Noi, conclude Marracini, «siamo collocati fra i due poli, in uno scenario che cambia con velocità mai viste prima. Ma non teniamo la porta chiusa ai movimenti che si battono per l’indipententismo,abbiamo valori comuni».

    QUATTRO MORI. Nel Partito sardo, c’è chi non la pensa come il segretario: «Nella Direzione nazionale non si è discusso di nessuna prospettiva di collaborazione con l'Udeur e Sardegna e Libertà e, tanto meno, si è dato il via a un qualsiasi coordinamento conl'onorevole Maninchedda», dice Sergio Falconieri, della Direzione nazionale, «che non rappresenta il sardismo in nessun luogo e modo. Il Consiglio nazionale non ha mai discusso e deliberato dei progetti politici né di alleanze, nédi coordinamento politico».
    A stretto giro di posta, arriva la replica del segretario nazionale Trincas: «Falconieri non è autorizzato a parlare per conto del partito, stia zitto o lo faccio cacciare via dal partito. Il segretario decide con chi fare o non fare alleanze».

    NEANCHE PER IDA. Irs e Sardigna Natzione rifiutano anche solo l’ipotesi.
    «Un incontro non si nega a nessuno, ma non parliamo neanche per scherzo di alleanze», dice Gavino Sale, leader incontrastato dell’Irs, Indipendentzia Repubrica de Sardigna, «non deleghiamo nessuno per rappresentare le nostre istanze. Se si parte da una repubblica sarda indipendente, allora cominciamoa capirci».
    Bustianu Cumpostu, coordinatore di Sardigna Natzione, si dissocia: «Nessuna novità, questo progetto riaffiora di tanto in tanto, anche questa volta ci si propone come intermediari verso governo centrale. Trincas sta facendo liste con noi, ma come si fa ad allearsi con un partito dove il leader Mastella chiama e loro scattanoin piedi?».

    ENRICO PILIA

  4. #4
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Solo metamorfosi terminologiche?

    Quello che doveva essere il “polo nazionalitario” - stando alle indicazioni di linea politica emersa all’ultimo Congresso - sul quale sarebbero necessari ulteriori approfondimenti e distinguo, è diventato inizialmente un “polo autonomista”, ora un generico “terzo polo” i cui contenuti sono tutti da verificare.

    Non sarebbe il caso di ricordare, ogni tanto, che il PSd’Az è soprattutto indipendentista, avendo sepolto l’autonomismo nel 1981?

  5. #5
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    Predefinito

    nella posta di ieri..............

    COMUNICATO STAMPA DEL 24 APRILE 2007
    NUOVI VINCOLI SULLE “ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE”
    ABOLITA LA CACCIA NELLE ZONE DOVE PRIMA ERA PREVISTA.




    I nuovi vincoli previsti nelle ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE, nonché, l’introduzione di norme di salvaguardia previste nella Deliberazione della Giunta Regionale n. 9/17 del 07.03.2007 avente per oggetto “DESIGNAZIONE DI ZONE DI PROTEZIONE SPECIALE”, (dall’analisi della stessa è emerso che, benché venga confermata la perimetrazione esistente dal 1997, vengono introdotte, nelle more dell’approvazione dei relativi piani di gestione, le norme di salvaguardia che determinano modifiche radicali nell’uso del territorio); non fanno altro che affossare l’identità e la cultura del popolo sardo.
    L’attività venatoria prevista dalla nostra storia viene abolita, causando un grave danno identitario alla Sardegna. Tutto ciò, viene fatto senza nessun coinvolgimento delle comunità locali, a spregio dell’autonomia dei Comuni.
    Il federalismo interno, tanto auspicato da questa Giunta Regionale, ancora una volta si è dimostrato inesistente.




    Il Segretario Nazionale

    Efisio Trincas











    Non si può non riconoscere all'attuale Segretario Nazionale del Partito il merito, peraltro inconsueto nei dirigenti che l'hanno preceduto anche in tempi recentissimi, di utilizzare in modo deciso e metodico la comunicazione per informare rapidamente i Sardisti del Trincas-Pensiero in rapporto a tutti i temi che affronta.
    E' vero d'altra parte che le attuali tecnologie mediatiche, ed in particolare l'esistenza di Internet, favoriscono molto la comunicazione rispetto ad un passato che vedeva nella carta stampata e nella televisione gli unici veicoli di informazione, sempre ben controllati da chi deteneva il potere e difficilmente fruibili da un partito scomodo come il nostro.


    Chi oggi riceve nella sua casella e-mail i messaggi giornalieri del Gruppo Regionale e/o del Segretario non può che felicitarsi dell'essere tenuto costantemente al corrente della produzione di documenti politici, proposte di legge, o semplici documenti di protesta......
    Ritengo peraltro che tali documenti vengano postati, non solamente per leggerli ed archiviarli con un sorriso di compiacimento, ma soprattutto perchè vengano commentati e discussi.
    Così non avrà di che lamentarsi il Segretario se chi scrive ha trovato per lo meno intempestivo, anzi del tutto fuori luogo il comunicato stampa sulla caccia.
    Dopo lo spiacevole scivolone sulla questione dei DICO, il nostro Segretario avrebbe dovuto darsi una regolata riguardo ad esternazioni personali su importanti temi di attualità che sarebbe il caso di affrontare in Consiglio Nazionale.
    Mica per altro....
    E' possibile che sulla caccia la posizione del Segretario rifletta quella della maggioranza dei militanti.... è possibile.
    Ma non è certo, non è sicuro, non è dimostrato.
    Nel nostro partito infatti, come in tanti altri luoghi di discussione e di confronto, sono cambiati molti riferimenti, e molte certezze acquisite sono oggi assai meno certe.
    Nulla di straordinario.... anche la Chiesa ha dovuto ammettere che la terra gira intorno al sole, magari dopo 400 anni ( un segretario sardista, di norma, rimane in carica per assai meno tempo).
    Del resto, che questo tipo di esternazioni non siano semplici incidenti di percorso, lo dimostra la recentissima vicenda dell'On. Maninchedda, designato a furor... di.... di.... di Trincas Dr Efisio ad essere il prossimo presidente della Giunta regionale, e nuovo faro luminoso del pensiero e dell'azione Sardista..
    Piuttosto, non sarà il caso di procedere alla convocazione del Consiglio Nazionale? E dibattere certi temi nella sede deputata dal Congresso, piuttosto che aggiornare il popolo Sardista con una paginetta di affermazioni discutibili come:


    L’attività venatoria prevista dalla nostra storia viene abolita, causando un grave danno identitario alla Sardegna.?....”


    Prevista quando, prevista dove? E come?
    Perchè nella paginetta speditami, questi particolari insignificanti mancano....






  6. #6
    ghost dog
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    Predefinito Udeur?????

    Su Dott. Prof. Maninchedda est unu omine, creskidu e mannu , ki narat ki hamus a timer s'indipendhéntzia ca cando fimus indipendentes, in s'antiga etade, sa Sardigna fit una colunia de s'Africa....
    No iskiat nimancu ki "Sardegna e Libertà" est sa bortadura in italianu de su nomene 'e sa organissassyone indipendentista dae sa cale 'enit primma su PARIS e a pustis su PSIN ( e tando nois, SNI).

    Pro s'Udeur (Deus bos salvet!) ite bos ap'a narrer?
    Ki no tenides irgonza, custu bos poto narrer frades meos.

    Iskidatebos frades. Ca est tempu, tempu mannu de isseperos.

    Salutos sardistas revolussionaryos sighende in su caminu istoriku.
    PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
    FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!

  7. #7
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Dal blog di Claudia Zuncheddu

    giovedì, 26 aprile 2007

    :: Comunicato Stampa

    In risposta all’articolo de L’Unione Sarda del 25/04/2007 pag. 5 “Il cartello sardista dice sì all’Udeur"


    Apprendo dalla stampa che il segretario del Psd’Az Trincas e il leader di Sardegna e Libertà on. Maninchedda, hanno “particolarmente apprezzato” la proposta di collaborazione dell’UDEUR, tanto da programmare “incontri fra le tre delegazioni per un coordinamento regionale di consultazione ed azione”.
    Come componente della Direzione Nazionale del Psd’Az, ritengo doveroso informare che nell’unica riunione della Direzione del 27/03/07 non si è discusso di nessuna prospettiva in tal senso, e tanto meno si è dato il via a un qualsiasi coordinamento né con l’on Maninchedda (che ritengo non rappresenti il sardismo in nessun luogo e modo), né con altri soggetti politici.
    Il Consiglio Nazionale, a tutt’oggi non ha mai discusso e deliberato di questi progetti politici, né di alleanze, né di coordinamento politico. Lo Statuto prevede che tali questioni siano da trattare in sede di Congresso per cui, ribadisco che nell’ultimo Congresso Nazionale del Partito (che si è concluso senza nessun ordine del giorno vincolante per la Direzione del Partito) non si è discusso di questi temi.
    Purtroppo devo constatare che è tutt’ora diffuso il vizio di alcuni dirigenti di decidere in solitudine ed in disprezzo a tutte le regole statutarie, che prevedono il necessario coinvolgimento di tutti gli organismi del Partito e dei militanti.
    Rivolgendomi invece ai militanti del Psd’Az, depositari della nostra gloriosa storia politica, chiedo quale progetto politico ci accomuna con l’UDEUR, partito italiano e personale del ministro Mastella, in cui militano deputati che hanno votato a favore dell’emendamento dell’Art. 12 della Costituzione Italiana, la quale introduce l’italiano come lingua ufficiale dello Stato, rendendo inapplicabile qualsiasi forma di bilinguismo perfetto nella nostra Patria.
    Mi chiedo quale contributo l’on. Maninchedda stia dando al dibattito sul percorso federalista e indipendentista. Non dimenticando che il percorso “autonomista” è stato ampiamente bocciato dalla storia e superato dalla nostra prassi e dal nostro progetto e cultura politica.
    Regna una grande confusione: un progetto di liberazione nazionale non può essere confuso e barattato con la cultura del “centrismo” e dell’anti-Soru, e con una pratica politica opportunista sempre pronta a salire su tutti i treni che portano alla propria elezione in Consiglio Regionale e in altre sedi di potere.
    I “re di Tavolata” non hanno capito che l’assolutismo è finito e che a decidere del nostro futuro politico siamo solo noi sardisti, padroni della propria storia e del proprio futuro.

    Sergio Falconieri
    Componente della Direzione Nazionale del Psd’Az
    Cagliari 25/04/07



    http://claudiazuncheddu.splinder.com/

  8. #8
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Dal sito di Sardegna & Libertà

    Siamo autonomisti e federalisti, non centristi

    27 Aprile, 2007

    di Paolo Maninchedda

    Non siamo centristi e non siamo terzo-polisti.
    Il centrismo esiste se esiste l’estremismo, cioè una Sinistra e una Destra radicali. Oggi, in Italia, Destra e Sinistra sono moderate e inglobano, annacquandole, le spinte interne più dure.
    Non c’è dunque lo spazio per il Centro, né per terzi poli di qualsiasi natura: la competizione elettorale sarà bipolare se non, addirittura, bipartitica e noi, a questa realtà, non ci sottrarremo.
    In questo quadro si inserisce il percorso di Sardegna e Libertà con e verso il Partito Sardo d’Azione e il confronto con l’Udeur. Esso consiste in primo luogo nel proporre una solida base programmatica. Faccio qualche esempio.
    Noi riteniamo che le leggi di riforma in atto stiano concentrando sulla Regione un potere eccessivo di gestione, ed invece stiano rinunciando a definire il potere di regolazione e al dovere dello stimolo dell’iniziativa privata e della solidarietà sociale. La Regione è troppo presente, troppo invadente nella vita dei sardi, e non sempre concludente ed efficiente.
    Noi giudichiamo la legge statutaria recentemente approvata una legge autoritaria, che fa del presidente della Giunta un uomo dotato di un potere fuori controllo, come già adesso esso si configura. Ne proponiamo una correzione in direzione democratica e legalitaria.
    Noi giudichiamo che nel Piano paesaggistico siano stati commessi molti errori e che il Piano debba essere corretto dal Consiglio regionale e non acconciato da circolari della Giunta regionale.
    Noi riteniamo che la costruzione del mega-inceneritore di Ottana, a cui le popolazioni sono contrarie, e il Piano dei rifiuti di cui è parte integrante, siano viziati da errori politici e sociali e intendiamo sviluppare altre ipotesi per lo smaltimento dei rifiuti.
    Noi riteniamo che la crisi Legler stia dimostrando che occorre distinguere nettamente le politiche d’impresa da quelle di welfare e che occorra dotarsi di nuove regole per il nostro stato sociale regionale. La Sardegna spende più delle altre regioni d’Italia ma ottiene meno risultati.
    Noi riteniamo che occorra dotarsi di una politica di sgravi fiscali che rendano il lavoro più redditizio e consentano l’accumulazione di capitale.
    Noi riteniamo che sia stato un grave errore mettere per strada centinaia di lavoratori della formazione professionale.
    Noi riteniamo che quanto sta emergendo dal caso Saatchi stia ponendo seriamente la questione legale all’attenzione delle forze politiche, ossia la questione di un potere regionale troppo forte, privo di adeguati contrappesi e controlli.
    Su questi temi noi cerchiamo il consenso e cercheremo il confronto con le altre forze politiche prima della competizione elettorale, costruendo ed entrando nell’alleanza possibile, cioè con quella che riconosce le nostre ragioni. Non poniamo veti personali a nessuno, ma siamo esigenti sul programma e sulla necessità di un profondo cambiamento di marcia e di prospettiva. Come pure riteniamo che l’alta concentrazione di potere che la legge pone in capo a chi esercita funzioni apicali, dovrebbe consigliare come opportuno un esercizio della funzione di governo limitato e non esteso ad una durata decennale. Ma su questo si deciderà laicamente in prossimità della competizione elettorale.
    Nel frattempo, noi riteniamo di avere tutto il diritto di costruire, con chi ci sta, una proposta di governo per la Sardegna e di costruirla in spirito competitivo con chi ne propugna una diversa.


    http://www.sardegnaeliberta.it/?p=530

  9. #9
    Cioffi88
    Ospite

    Predefinito

    Ho letto l'articolo sul terzo polo. ASSURDO!

  10. #10
    email non funzionante
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    Predefinito

    Quando nascerà il Partito Democratico, ci saranno parecchi centristi che vorranno continuare a pesare stando nel mezzo come ago della bilancia (il progetto di Casini).
    Maninchedda nel suo discorso non ha tenuto conto di questo, non è una questione di destra o sinistra radicali da fronteggiare.
    C'era da aspettarsi anche in Sardegna mire centriste di questo tipo, dubito andranno in porto con i Sardisti. Speriamo di nò.

 

 
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