Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    Fiamma dell'Occidente
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Nei cuori degli uomini liberi. ---------------------- Su POL dal 2005. Moderatore forum Liberalismo.
    Messaggi
    38,171
     Likes dati
    984
     Like avuti
    1,389
    Mentioned
    140 Post(s)
    Tagged
    48 Thread(s)

    Predefinito La barbarie della Progressività Elettorale Morale

    Ovvero il conflitto di Interessi

    Viviamo in un tempo buio

    In Italia il diritto di elettorato è minacciato, oggidì solamente spogliandosi delle proprietà si vorrebbe concedere il diritto di rappresentare qualcuno. Contro la vulgata moderata, stolida, e rinunciataria degli pseudo liberali assoggettati all'egemonia culturale della sinistra intendo levare una voce a sostegno del conflitto di interessi.

    La legge che alcuni vorrebbero votata anche in Italia, dopo che ha prodotto danni enormi in tutto il resto del mondo, con l'obbiettivo di aggredire la Libertà Politica e quella Economica tutte e due insieme minaccia di essere effettivamente prodotta a breve termine.


    I sostenitori del c.d. problema del conflitto di interessi abitualmente sostengono che la concentrazione di proprietà sia un problema, che la concentrazione di beni sia un male, che essa sia dannosa per lo Stato che venisse ad essere governato da un individuo con un grande patrimonio esterno allo Stato medesimo. I sostenitori di questo problema citano l'eventualità in cui leggi favorevoli al proprio patrimonio siano adottate solamente per favorire l'aspetto privato della vita del governante e non per sostenere quello pubblico.

    Questa sommaria critica a Berlusconi è l'esempio più lampante dell'odierna ed epidemica morte cerebrale diffusa tra gli strati del benpensare Italiano, sempre più simile al "buonpensare" di orwelliana memoria.


    Si sostiene sbagliando che vi sarebbero motivazioni per ritenere non desiderabile, da evitarsi, da proibirsi la proprietà a coloro i quali vogliano presentarsi nell'arena politica. I vizi di questo ragionamento sono molti:

    1- Si presuppone che un rappresentante eletto in un turno elettorale indiretto da parte di un parlamento sia un rappresentante di qualcosa che è definibile "interesse pubblico", eppure non si è chiarito affatto cosa questo tabù sia.

    2- Si presuppone che tra l'interesse privato e quello pubblico l'individuo scelga generalmente quello privato. Questo non è mai stato dimostrato da chicchessia, più esattamente non è mai stato nemmeno dimostrato che esista un interesse pubblico.

    3- Si presuppone che l'interesse privato preferito sia prevalentemente in contrasto con quello che si vuole chiamare, ma non si è dimostrato essere tale con una definizione logica, "interesse pubblico". Il caso in cui essi siano nello stesso senso è liquidato brevemente e con poca attenzione.

    4- Si presuppone che "l'interesse pubblico" sia conoscibile a tutti, evidente e lampante per tutti e che su di esso non vi sia contrasto. Quando nella realtà -se per assurdo ammettessimo di parlarne- esso come viene mediamente inteso è soggetto a variazioni anche totali a seconda dell'ideologia di chi ne parli. Una cosa non chiara vorrebbe essere presa a parametro non solo per un giudizio ma anche per una sanzione preventiva: un divieto.

    5- Si presuppone che l'interesse privato valga meno dell'interesse pubblico ove perseguito. Dunque si fa una graduatoria e su di essa si vorrebbe decidere, eppure non si spiega come, potendo un rappresentante -presupposto come voluto dal popolo- essere bravo o incapace nel suo lavoro, sia discernibile la differenza qualitativa tra qualcuno che "faccia male l'interesse pubblico" e qualcuno che "faccia bene l'interesse privato". Ammettendo che l'interesse privato per qualche strana ragione a me ignota sia diverso o peggiore dall'interesse pubblico, come sarebbe possibile fare una graduatoria tra "interesse pubblico perseguito male" e "interesse privato ma perseguito bene" ai fini del giudizio di valore su cui si vorrebbe fondare una restrizione di diritti?

    6- Si presuppone che la rappresentanza -pretesa presupposta in capo al popolo- sia buona non se genericamente "gradita al popolo" ma solo se "gradita al popolo" e "priva di interessi privati", con ciò sostituendo al popolo -unico possibile strumento di comprensione quantitativo rimastoci per quel colabrodo concettuale che sarebbe "l'interesse pubblico"- il metro qualitativo dell'opinione personale. Ne la fattoria degli animali George Orwell faceva belare le pecore "quattro gambe buono, due gambe cattivo", oggidì Travaglio fa belare il popolo "due canali buono, quattro canali cattivo" ma in tutto questo il popolo non c'entra niente, giacchè il suo voto [referendario e politico] è calpestato.

    7- Si presuppone -stante il ragionamento prima fatto- che la gradazione di accettabilità non sia funzione del giudizio popolare ma di quello di chi in quel momento parla, meglio se esso ha il Potere Normativo così da poter agire subito. Dunque la "bontà" o "cattiveria" presupposte del rappresentante si vogliono regolare su deliberazione di una assemblea politica restringendo prima della candidatura e dunque del voto del popolo il diritto di decidere quale sia il candidato "migliore o peggiore", ritirando tale valutazione dunque su nel palazzo e non esponendola al giudizio del popolo.

    8- Si presuppone che un rappresentante che non scelga tra il tot% del suo introito e il diritto di rappresentare il Popolo sia un rappresentante incapace, o cattivo, o viziato da interessi privati insindacabilmente e irrazionalmente definiti malevoli da chi -come abbiamo su visto- ha casualmente avuto allo stesso momento "intuizione e potere di applicazione" del fatidico problema del Conflitto di Interessi. Facendo questo si stabilisce un prezzo economico al diritto di candidatura, una prassi aspramente contestata quando taluni privati vendevano posti in lista per 45.000 euro eppure applicata senza tema del ridicolo -e tramite la Legge- perfino all'elezione del più alto Organo del Potere Esecutivo.

    9- Si presuppone che la "possibile malvagità individuale" del rappresentante -decisa lo ricordiamo non da chi ha diritto di voto- sia funzione vincolata della dimensione del patrimonio di egli medesimo. E dunque si sceglie -con il modello della proibizione- di correlare automaticamente il prezzo al danno economico, imponendo danni via via più gravi tanto più grande è l'azienda di cui il malcapitato cittadino desideroso di offrirsi alla prova del voto -presupposta "sacra" e definitiva di cose "buone" dai ferventi democratici- sia proprietario.

    10- Si presuppone che le persone entrate a coprire gli incarichi di rappresentanza senza un proprio patrimonio da curare siano meno incentivate a fare i propri interessi. Si presuppone che siano di caratura morale diversa da quelle ricche, una progressività elettorale di tipo Morale appunto, e che non abbiano interesse a fare come e più di chi è già ricco i propri interessi per divenire a loro volta ricche. Questa presupposizione è stupida, irrazionale, immotivata, pericolosissima perchè da ultimo chiarificatrice della totale assenza di interesse per la libertà -e volendo ammetterne l'esistenza di "interesse comune"- nell'animo di chi con la voglia di occupare posti rimasti vuoti decida di produrre una legge simile.

    Vi sembra abbastanza?

    la Undicesima è la più grave:

    Su un insieme infinito
    -come è qualsiasi ragionamento illogico- di presupposizioni, senza base logica di alcun tipo, senza una coerenza interna al ragionamento, senza dimostrazioni empiriche, si prendono e si stracciano diritti fondamentali quali

    - Proprietà
    - Diritto di elettorato

    E la ragione è la paura politica di un avversario ritenuto a torto più forte.

    La più grave presupposizione
    -quella che mostra il marcio nel cuore di chi crede a queste cose- è quella che i cittadini non siano in grado di scegliere consapevolmente e dunque che non debbano essere lasciati liberi. Si presuppone che la FRUSTA del danno economico sia un buon modo per dissuadere dalla candidatura, si presuppone che sia LEGITTIMO usarla, chi a quella candidatura "non deve arrivare", chi deve essere precluso alla scelta dei cittadini nel nome di un bene comune presupposto, indefinito, incomprensibile, incoerente e soprattutto arbitrario.

    AMMETTERLA COINCIDE COINCIDE CON LA MORTE DELLA DEMOCRAZIA, quella che passa per porre un prezzo al diritto della gente di votare qualcuno. La più odiosa forma di oppressione e indecenza passa tra gli applausi degli stolti, incoscienti.

    E la folla ride.



    Meglio che possa scegliere tra arricchirsi e fare il "bene comune" Napoleon, piuttosto che possa scegliere tra arricchirsi e fare "il bene comune" Palla di Neve...


    E perchè?? Non son forse maiali entrambi?


    Ma come perchè?
    lo dice il compagno Napoleon! Che domande!



    p.s. sul principale non piace che questo sia un 3d, e non un post in un altro 3d. questo non ha la natura di una risposta ma è una nuova discussione, quindi lo posto qui.
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    02 May 2003
    Località
    gallia cisalpina
    Messaggi
    4,702
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    quello che scrivi e qui non importa darti ragione, trova la causa nel dominio culturale delle sinistre che sono ormai la metastasi del pensiero in Italia,dall'asilo alle università.
    Non abbiamo una coscienza critica che esamini i fondamenti dei presunti valori della sinistra.
    La destra o il centro destra non sa pensare che in termini di sostituzione delle sinistre al governo ma non ha ancora saputo contrastarla sul piano delle idee che non siano solo economiche.
    Non abbiamo Nessuno che possa sembrare anche lontanamente un Sarkosy.
    Ma quel che è peggio è che il benessere materiale del centro destra è in pericolo perchè non poggia sul benessere dello spirito e dell'educazione.

  3. #3
    Fiamma dell'Occidente
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Nei cuori degli uomini liberi. ---------------------- Su POL dal 2005. Moderatore forum Liberalismo.
    Messaggi
    38,171
     Likes dati
    984
     Like avuti
    1,389
    Mentioned
    140 Post(s)
    Tagged
    48 Thread(s)

    Predefinito

    Tucidide quanto hai ragione... è la pura verità, non abbiamo le palle di massacrarli alla base: l'egemonia culturale.
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

 

 

Discussioni Simili

  1. Il giorno della barbarie
    Di Joseph Epomeo nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-04-09, 23:09
  2. le barbarie della resistenza irachena continuano..
    Di MazingaZ nel forum Politica Estera
    Risposte: 52
    Ultimo Messaggio: 01-01-07, 15:29
  3. I Guardiani della barbarie
    Di vlad84 nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 11-02-05, 14:13
  4. La barbarie della macellazione islamica
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 05-02-05, 17:57
  5. Il Trionfo Della Barbarie
    Di Rodolfo (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 02-04-03, 22:35

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito