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Discussione: Un ordinario 25 aprile

  1. #1
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    Predefinito Un ordinario 25 aprile

    La Festa della Liberazione continua a dividere e diventa, ancora una volta, l' "occasione" per fischiare e contestare sindaci, amministratori e politici di un polo e dell'altro. Il sindaco di Genova Giuseppe Pericu e quello di Bologna Sergio Cofferati sono stati fischiati durante la manifestazione nel capoluogo ligure. A Milano è comparso uno striscione in solidarierà con i "compagni Br" arrestati il 12 febbraio e appena il sindaco Letizia Moratti (Fi) ha iniziato a parlare dal palco sono partiti i fischi da parte dei numerosi rappresentanti dei centri sociali che hanno preso parte alla manifestazione.

    Numerosi i centri sociali presenti che hanno scandito slogan contro Fausto Bertinotti e il sindaco di Milano. Molti cori a favore dei presunti brigatisti arrestati.

    "Penso che non ci sia nulla di più sbagliato che fischiare durante il 25 Aprile". Lo ha detto il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, al termine della manifestazione in Piazza del Duomo a Milano, durante la quale era stato contestato il discorso tenuto dal sindaco di Milano. "Se non avessi questo ruolo - ha proseguito Bertinotti - avrei preso il microfono per spiegare perché non si doveva fischiare. Perché il 25 Aprile è il luogo dell'accoglienza, perche' in quella data e' stata conquistata la democrazia in Italia e il modo per far vivere oggi la democrazia è il rispetto per tutti, quali che siano le differenze". Rispetto ai timori iniziali di una contestazione generalizzata, Bertinotti ha osservato: "Provate a vedere i timori di ieri, i titoli dei giornali e confrontateli con gli applausi al corteo e al comizio finale".

    Ma anche il presidente della Camera ha subito la sua piccola contestazione. I centri sociali intervenuti alla manifestazione milanese per il 25 aprile non hanno risparmiato Bertinotti e Oliviero Diliberto. Il più attivo è senza dubbio il Gramigna di Padova, che oltre a manifestare per la Liberazione dei brigatisti arrestati il 12 febbraio scorso se la prende contro il governo e contro il Presidente della Camera. Sia per lui che per Diliberto lo stesso slogan: "servo dei padroni prima scendi in piazza poi firmi le missioni". E anche "Bertinotti sei peggio dell'antrace".

    Applauditi i partigiani al passaggio nel corteo e Insulti e il canto "Assassini assassini" al passaggio della Brigata Ebraica, accolti invece da un lungo applauso i superstiti dei campi di concentramento tedeschi.

    Il centro sociale 'Gramigna' di Padova e numerosi altri, che hanno partecipato al corteo sono andati tutti insiene fuori dal carcere di San Vittore per manifestare la propria solidarietà ai brigatisti arrestati il 12 febbraio scorso.

    Fra i tanti striscioni colorati preparati ce n'era anche uno di solidarietà nei confronti dei brigatisti arrestati nell'ambito dell'inchiesta milanese sul terrorismo. Appeso alla facciata di un palazzo di corso Venezia, c'era infatti un lungo striscione con la scritta in rosso 'Libertà per i compagni', e l'immagine di una stella dietro le sbarre, la firma 'dai vostri compagni di lotta' e l'immancabile falce e martello. Lo striscione è stato poi tolto velocemente

    A ognuno dei brigatisti arrestati nell'inchiesta milanese i compagni hanno dedicato un cartello con su scritti i rispettivi nomi, da Amarilli, l'unica donna del gruppo, a Davide, Max, Bruno, Federico e Andrea, e sotto il nome la qualifica che varia da 'compagno infermiere', a 'compagno operaio e delegato', o semplicemente 'compagno'.

  2. #2
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    Quelli che difendono il 25 aprile...

  3. #3
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    Predefinito reazioni dalla cdl

    25 APRILE: CESA, giornata di liberta' contro ogni totalitarismo.Non si ignori la storia, il comunismo ha provocato lutti peggiori del fascismo Roma, 25 apr. - (Adnkronos) - "Il 25 aprile e' la giornata della liberta' e dunque di una unita' nazionale fondata sulla democrazia, contro ogni ipotesi di totalitarismo. Il comunismo ha provocato lutti e disastri peggiori del fascismo. Il fatto che la costituzione non lo sancisca non autorizza ad ignorare la storia. E' inaccettabile che oggi ci sia ancora qualcuno che si richiami contro l'evidenza della storia all'ideologia comunista". Lo ha dichiarato il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa.

    25 aprile: non c'é niente da festeggiare
    Una nazione tanto più é unita e solidale, tanto più può aspirare ad un prospero futuro. E l'unità di destino e il senso della comunità di popolo passano attraverso valori e sentimenti che hanno appunto "accomunato"; certo non possono essere costruttivi per il futuro i "sentimenti" che ricordano, peggio evocano ed esaltano dolorose vicende, che hanno diviso la Nazione, che hanno visto una guerra fratricida e, in alcune parti d'Italia, cruenta, con noti -ormai non più smentibili-, episodi e terribili, tragici strascichi anche nel dopoguerra. In Italia non c'é ancora stato, a più di mezzo secolo dalla fine della Seconda Guerra mondiale, il riconoscimento che il 25 aprile fu la conclusione di una guerra civile, conclusa, fra l'altro, grazie all'ingerenza di forze straniere. Ecco perché oggi non c'é proprio niente da festeggiare.
    Luca Romagnoli

    25 aprile: nessuna festa!
    Oggi, 25 aprile, si lavora. L'On. Alessandra Mussolini, infatti, è a Starsburgo ad assolvere al proprio mandato di parlamentare europeo, lasciando a quella parte dell'Italia ancora in guerra la liturgia della festa di Liberazione. Anche l'Europa dimostra di snobbare apertamente la italica liberazione, calendarizzando una ordinaria sessione plenaria del Parlamento europeo. Insomma, 25 aprile, nessuna festa!


    Berlusconi: il 25 aprile non deve essere la festa di una parte contro l'altra
    "Non partecipo a feste in cui la realta’ storica viene stravolta e utilizzata da una parte contro l’altra". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, rispondendo ad una domanda di un ascoltatore nel corso della trasmissione RadioAnch’io. Il Presidente ha poi osservato:
    "Non sono mai andato alle manifestazioni pubbliche del 25 aprile perche’ erano tutte manifestazioni di parte", dove "non veniva considerata la festa della Liberazione ma la festa di una parte contro l’altra". Berlusconi ha sottolineato che "in occasione del 25 aprile noi tutti dovremmo ancora dire grazie agli Stati Uniti che con il sacrificio di tanti giovani ci hanno liberato dal nazi-fascismo. Non dimentichiamolo".

  4. #4
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    Un branco di imbecilli. Comunque, non fanno altro che aumentare il proprio isolamento dalla società civile, quindi non sarò certo io a fermarli.

  5. #5
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    E Napolitano ha detto che è la festa di tutti gli italiani.
    Evidentemente dalle sue parti in molti non la pensano così ed è per questo che io mi guardo bene dal partecipare a manifestazioni di piazza che ci sono in ogni città.
    Ad oggi questa non è la festa di tutti gli italiani ma solo il pretesto per una parte di riversare tutto il suo odio sull'altra, è una festa in cui non si fa altro che alimentare rancori e divisioni del passato invece di pensare di superarli.
    Era questo il senso del mio thread che ha ricevuto il lucchetto di Freeflag,accetto la sua decisione di chiuderlo ma come mostrano oggi i fischi alla Moratti(che sono il seguito di quelle scene vergognose dell'anno scorso in cui la insultarono mentre spingeva la carrozzella del padre) ,questa era e rimane solo una festa di parte e io dico purtroppo,perchè al di là dei giudizi storici sul fascismo,ritengo che sarebbe il caso di lasciarci alle spalle divisioni vecchie ormai di oltre 60 anni.

  6. #6
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    Io mi associo alle parole dell'ottimo sindaco di Milano, già eccellente ministro dell'Italia libera durante la scorsa, in parte sprecata legislatura, anche quest'anno contestato dagli estremisti della sinistretta più oltranzista- Parole di Letizia Moratti.... che rappresentano il sentimento comune della destra democratica liberalconservatrice più avanzata:

    «La Resistenza è stato il modo con cui il popolo ha conservato l'onore e il rispetto di se stesso. Il ricordo di quei giorni ci fa guardare con fiducia al nostro futuro, ci fa sentire la responsabilità di essere uniti nell'amore per il nostro Paese, uniti nell'impegno a contribuire al progresso e alla pace di tutti i popoli»
    e

    «Viva la Repubblica, viva la resistenza, viva l'Italia»

    per il resto mi associo alle parole del segretario dell'UDC sul fatto che, parafrasando LENIN, nel 2007 in EUROPA .....l'antifascismo, se non è parte integrante dell'antitotalitarismo, che comprende l'anticomunismo democratico....è una frase vuota e falsa.


    Saluti liberali

  7. #7
    a.k.a. tolomeo
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    Figli della sinistra in cachemire


    di Mario Cervi - giovedì 26 aprile 2007, 07:00


    Quando uno li guarda e li ascolta, questi invasati dei centri sociali, avverte insieme inquietudine - non vorrei parlare di paura - e pena. Inquietudine per la proclamata solidarietà a chi è coinvolto in inchieste sul terrorismo, per gli odiosi fischi allo striscione della Brigata ebraica, per la contestazione a Letizia Moratti imperniata sulla vecchia, stucchevole, stupida invettiva «fascista!». Pena per la pappagallesca ostinazione con cui questi tardi epigoni dei vari ’68 e ’77 risfoderano anacronistiche sciocchezze, invocano miti screditati, si atteggiano a portatori di un pensiero e sono invece portatori del nulla, ma d’un nulla urlato. Sì, il minaccioso s’intreccia al grottesco nel loro sbraitare di dervisci impazziti.
    Eppure un briciolo di ragione credo si debba riconoscerlo a questi tipi e tipacci quando se la prendono con l’establishment della sinistra regolare e ufficiale, viziata dal cachemire e dai tappeti rossi, che si pavoneggia nei riti del 25 aprile. È una sinistra che s’è adoperata, durante decenni, per dare alle cerimonie celebranti la Liberazione un’impronta ideologica precisa e faziosa: e per rivendicarne l’esclusiva, pur tra ipocriti discorsi inneggianti all’unità nazionale. Via in malo modo dai cortei, dalle piazze, dai palchi i non appartenenti all’esclusivo club progressista: come accadde a Bossi nel 1994, quando era alleato di Berlusconi (l’anno successivo, essendosi da Berlusconi staccato, nel corteo milanese fu accolto festosamente). Gli oratori designati parlano, in questa ricorrenza, come se l’Italia fosse stata vincitrice d’una guerra che invece, spiace dirlo ma è la verità, ha perduta, e che fu decisa nelle pianure della mitteleuropa, non sulla linea gotica dove Kesselring era ancora attestato mentre l’Armata rossa già dilagava verso il bunker berlinese di Hitler.
    Nei comizi del 25 aprile, e ancor più nelle invocazioni della folla, risuonavano toni rivoluzionari. Piaceva ai puri e duri di avvertire negli accenti dei notabili di sinistra echi castristi, se non maoisti e staliniani. Non poteva essere un caso, supponevano gli ultra, che due partiti avessero mantenuto nella loro etichetta il termine comunista, ritenendolo credibile e affidabile. Erano stati loro, i capi della sinistra parlamentare ma affascinata dall’extraparlamentarismo, a allevare e coccolare gli ossessi antagonisti e disobbedienti e via dicendo. I quali si trovano adesso di fronte a notabili abituati agli stucchi e agli ori di Palazzo, alle comodità ministeriali, alle auto blu. Un giorno forse il comunismo sarà rifondato, ma intanto i suoi apostoli sprofondano in mollezze da basso impero. La rivoluzione si burocratizza, la rifondazione temporeggia, Diliberto attende l’ora X ma è ancora all’ora A. Per penuria di partigiani - l’anagrafe è implacabile - l’Anpi che li raccoglie e organizza ha aperto le porte a quarantenni o trentenni, benché privi d’un qualsiasi partigiano in famiglia, magari un terzo cugino. Partigiani per sentito dire. A questo punto, mantenendo ferma tutta la mia ripugnanza per il modo di essere e di comportarsi degli appartenenti ai centri sociali e affini, ripeto che un briciolo di ragione ce l’hanno.
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=173626
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    abbiamo capito che Cervi simpatizza per i filo BR pur di dar contro a Bertinotti.
    Non sono piu' i tempi del primo governo Prodi, allorche' Bertinotti venne portato in palmo di mano dai giullari, dai lacche' e dai tirapiedi del Grande Capo/Padrone di Mediaset.
    Ora e' costretto a sperare in turigliatto e affini perche' affondino il governo.
    Ma in qualche modo lo si puo' comprendere: per lui e il suo padrone sarebbe una manna un'opposizine a immagine dei contestatori di Bertinotti, di Cofferati e di Pericu.
    --------------------------------------------------------
    La comunità ebraica di Milano ringrazia «in modo particolare» Fausto Bertinotti per aver citato il contributo della Brigata ebraica alla Liberazione. «Quella del presidente della Camera è stata la miglior risposta possibile ai fischi ricevuti in piazza San Babila da alcuni barbari e mascalzoni di non so quale centro sociale che ci aspettavano con lo striscione "Sionisti assassini"», spiega il portavoce della comunità, Yasha Reibman. «Hanno iniziato a fischiarci e a dirci di tutto. Abbiamo risposto spiegando il loro paragone offendeva la memoria dei partigiani. Per fortuna, durante il resto del tragitto siamo stati sommersi dagli applausi, molto più numerosi di quei fischi». La Brigata ebraica, nel nostro Paese, era composta da cinquemila ebrei sionisti che si arruolarono da volontari e combatterono in Italia contro i nazisti.


    Quei " barbari e mascalzoni ( definizione che mi trova assolutamente d'accodo ) sono comunque figlioletti di Bertinotti

 

 

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