La Liberazione dell’Italia dal nazifascismo è memoria condivisa? A Spinea, come altrove, è causa di forte tensioni. Come quelle scoppiate ieri durante le celebrazioni del 25 aprile. Con il presidente dell’Anpi locale, Dino Veati, che ha duramente attaccato il centrosinistra per la partecipazione al corteo con le bandiere dei partiti di appartenenza.
La polemica è scoppiata di prima mattina, verso le 10.30, quando il corteo si è riunito in piazza Dante e tra le bandiere dei partigiani sono spuntate anche quelle di Ds, Margherita, Rifondazione comunista e Comunisti italiani. «Subito un carabiniere ci ha chiesto di farle sparire, se no il corteo non sarebbe partito: è ovvio che è stato qualcuno a sollecitarlo perché intervenisse», dice Alessandro Fontana, consigliere comunale di Rifondazione, che ha partecipato alla sfilata con Luana Parolari, consigliere dei Ds. Loro non si sono arresi, neppure quando un’auto delle forze dell’ordine ha cercato di spezzare in due il corteo interponendosi tra quello ufficiale e quello con le bandiere dei partiti. Ma è stato nella piazzetta del municipio, al termine del percorso che ha fatto tappa anche nel piazzale della chiesa, che il presidente Veati ha attaccato duramente i partiti presenti con le bandiere. «Ho dovuto cambiare il discorso che avevo preparato. Mi sono infuriato, perché avevo chiesto ai rappresentanti dei partiti di partecipare senza bandiere». Il sindaco di Spinea, Claudio Tessari, è dalla sua parte. «Una presenza decisamente inopportuna e strumentale - dice - perché Veati aveva consigliato ai partiti di non portare bandiere, ma questo suo appello è rimasto inascoltato. L’unica bandiera da sventolare in questi casi è quella italiana». Ma la polemica non finisce qui. Perché Rifondazione si preparara a portare il caso in consiglio comunale, e a scrivere al prefetto. «Non volevamo mancare di rispetto ma la Liberazione è la festa d’Italia e anche dei simboli che rappresentiamo. È stato incostituzionale cercare di impedirci di essere presenti, un atto che ha leso la nostra libertà di manifestare. Senza dimenticare che i partiti che rappresentiamo hanno partecipato in modo importante alla liberazione dell’Italia dal fascismo».
(Francesco Furlan)




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