"Il desiderio di libertà, l'istinto per la felicità e per le finezze del senso di libertà appartengono tanto necessariamente alla morale e alla moralità degli schiavi, quanto l'arte e l'entusiasmo della venerazione, della dedizione, sono il normale indizio di un'aristocratica maniera di pensare e di valutare."
"Esiste un istinto per il rango, che più di qualsiasi altra cosa è già segno di un rango elevato; esiste un piacere della venerazione, in tutte le sue nuances, che fa indovinare origini e abitudini aristocratiche. [...] La volgarità di molte nature sprizza fuori all'improvviso come acqua sudicia se un qualche sacro vaso, un qualche prezioso bene che esce da chiusi scrigni, un qualche libro coi segni del grande destino le vengono fatti passare dinanzi; mentre invece esiste un involontario ammutolirsi, un'esitazione allo sguardo, un comporsi del gesto, in cui si esprime il fatto che un'anima sente la vicinanza di quanto è massimamente degno di venerazione."
"Chi non vuole vedere l'altezza di un uomo tanto più acuisce lo sguardo verso quel che di lui è in basso e in evidenza e tradisce, con ciò, sé stesso."
25 aprile 2007
Tratto da www.cultrura.net




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