Mentre qui si pontifica sul monumento ai caduti sovietici in Estonia un cimitero militare italiano in Ucraina sta per essere distrutto per fare spazio ad un centro commerciale!!! (quello che non riuscì a fare il moloch sovietico lo sta facendo il capitalismo )
Il governo russo difende i monumenti ai suoi caduti, anche se caddero per una causa sbagliata, i nostri "politici", di sinistra e di destra, se ne sbattono allegramente, come successe tempo fa per un caso analogo in Somalia...
PERCHE’ SI TACE SU CADUTI ITALIANI IN RUSSIA?
Il 27 marzo 2007 alcuni organi di stampa hanno riportato una notizia gravissima: il piccolo cimitero di Luhansk, in Ucraina sudorientale, che ospita i resti di 202 soldati italiani morti nella Seconda Guerra Mondiale, è stato profanato da macchine e ruspe per costruire le fondamenta di un centro commerciale di tre piani.
A denunciare la vicenda è stato Yury Yenchenko, Presidente del Centro per la Storia, la Solidarietà e i Diritti Umani di Luhansk che ha chiesto l’interruzione immediata dei lavori.
Allo stato attuale il cantiere è stato bloccato ma la situazione ha creato forti tensioni fra il Presidente del Centro, a cui è stato vietato l’accesso al cimitero, e la società incaricata dei lavori che, all’arrivo delle ruspe, ha iniziato a scavare, portando alla luce delle ossa e il Presidente Yenchenko ha tentato di spiegare ai rappresentanti della società Spetstekhnika quanto fosse irriguardoso il loro comportamento. In quel cimitero erano sepolti bersaglieri, fanti, alpini, Camice Nere e il reggimento Savoia Cavalleria che avevano combattuto eroicamente.
La vicenda è aggravata dal fatto che non si ha la minima idea dove saranno composte le spoglie dei nostri soldati, visto che non risulta nessuna catalogazione e secondo notizie del Commissariato Generale Onoranze ai Caduti di Guerra nel 2001 sono stati esumati i resti di 14 soldati noti e di un militare ignoto, mentre degli altri non si sa nulla.
Pare incredibile che di quanto avvenuto la Commissione cimiteriale di Luhansk abbia affermato di non esserne al corrente e di non poter impedire tale scempio.
E’ inconcepibile che un Paese civile come l’Ucraina non dimostri il minimo rispetto per la memoria di soldati caduti in guerra e permetta che, per puro interesse economico, si passi sopra a qualsiasi principio morale.
Situazione analoga pare si sia verificata già negli anni 70, quando era stato approvato un progetto che prevedeva di edificare, sullo stesso cimitero, un palazzo di dieci piani ma, la notizia aveva provocato immediata reazione delle autorità italiane che erano riuscite a bloccare l’iniziativa immobiliare con una nota di protesta. Come andrà a finire, per ora, non si sa, ci si augura che i nostri soldati possano avere quel rispetto che si deve a chi ha combattuto ed è morto in terra straniera ed ha diritto a degna sepoltura.
Oltre duecentomila furono i soldati italiani che combatterono in Russia e persero la vita. Della maggior parte non si è saputo mai nulla e solo dai contadini si venne a sapere che sotto quelle distese di grano ci fossero le tombe dei nostri soldati.
E’ vergognoso il disinteresse dei vari governi che si sono succeduti dalla fine della guerra verso chi ha dato la propria vita per una Patria così ingrata!
ERCOLINA MILANESI
15/04/2007




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