Salve.
Sto tentando di ricostruire una biografia del Radeski/o Radewsky solo che non riesco a trovar nulla in rete...
qualcuno sa nulla?
data di nascita?luogo? nome completo?studi?ecc, ecc
saluti


Salve.
Sto tentando di ricostruire una biografia del Radeski/o Radewsky solo che non riesco a trovar nulla in rete...
qualcuno sa nulla?
data di nascita?luogo? nome completo?studi?ecc, ecc
saluti


Se lo scrivi così non lo troverai mai
http://it.wikipedia.org/wiki/Josef_Radetzky


come sono scemo!![]()
grazie fes


Mori' a Milano pochi mesi prima delle guerra del 59.Era in pensione, riverito e rispettato da tutti.Dicono che sia sepolto a Lodi ma a me fu anche detto sra sepolto nel parco di una Banchiere cui aveva venduto le sue ossa in cambio del pagamento dei suoi grossi debiti perche' gli piaceva gpdersio la vita.
Ebbe diversi figli da una donna di Monza che mi sembra facesse la lavandaia
e cucinava benissimo.
Un giorno il Parroco di San Raffaele schiaffeggio' ujn figlio di Radetsky che gli aveva mancato di rispetto.Radetsky mando' a chiamere quel Parroco che tremava nel'entrare dell'ufficio del Maresciallo. Questi gli avvicino' e gli disse:................CRAZIE !
Radetsky esercitò sempre e al 100% tutte le possibilita' dategli di concedere la grazia a condannati a morte. Per esempio potè graziare cinque dei condannati di Belfiore.


Un genio militare, un grande uomo.




Era tormentato dalle cambiali data la bella vita xche conduceva a Milano dove NON faceva neppure arrivare la moglie( la faceva arrivare al massimo a Palmanova che e' una lugubre fortezza tra Udine Trieste con la scusa che la situazione a Milano era pericolosa....................) e così vendette la sue ossa ad Un Banchiere di Vienna che alla morte di Radetsky ne inumo' la salma
nel parco della sua residenza. Aveva la ossa di una grande gloria dell'impero !
Ho sentito che pero' in pratica il contratto non andò a buon fine e che Radtsky sia stato sepolto nel cimitero dui Lodi o di Lodi vecchio.
Mi riprometto di vedere se e' vero.




Johann Josef Wenzel conte RADETZKY von Radetzl (1766 - 1858)
Nato nel castello avito di Trebnitz il 2 Novembre 1766, discendeva da un’antica famiglia della nobiltà minore boema, risalente almeno al XVI secolo, ma innalzata al rango comitale solo due anni prima. Orfano a dieci anni, studiò prima a Brünn poi a Vienna ed entrò, il primo agosto 1784, come cadetto, nel Reg Corazzieri «Caramelli» (DR2) di stanza in Ungheria. S.Ten nel 1786 e Tenente l’anno successivo, prese parte alla campagna contro i Turchi (1788-89). Come Ufficiale d’ordinanza del FM Lacy si mise in evidenza all’assedio di Belgrado e nella ritirata su Karánsebes. Nel 1793-94 combatté i francesi nei Paesi Bassi Austriaci sotto il FM Josias principe di Sassonia-Coburgo ottenendo sul campo la promozione a Cap. (giugno 1794). Nel 1796 fu in Italia e per il valore dimostrato a Voltri fu promosso Mag. ed ottenne il comando del ricostituito Corpo dei Pionieri. In quella veste curò i lavori di riattamento della fortezza di Gradisca. Il 5 aprile 1797 sposò la nobildonna friulana Francesca Romana dei Conti Strassoldo di Grafenbergo (molto influenti a Corte) dalla quale ebbe 8 figli (3 dei 5 maschi servirono nell’Esercito). Nel 1799, come Ten.Col, comandò i pionieri dell’Armata d’Italia e, come aiutante del Generale C.te, il suo contributo fu determinante per la vittoria degli austro-russi al Trebbia (17-19 giugno) e si distinse anche a Novi (15 agosto). La campagna gli valse il cavalierato del MMTO e la promozione a Col (5 novembre). Nel 1800 combatté a Marengo, in settembre passò all’Armata di Germania come C.te del Reg Corazzieri «Duca Albrecht di Sassonia – Teschen» (DR3) e venne ferito. Promosso GM nel 1805, ottenne il comando di una Brg. in Italia. Nel 1809 fu promosso FML (primo giugno), combatté a Wagram, divenne Inhaber del HR5, Commendatore del MMTO e, il 21 agosto, fu posto a capo dello SM generale. Nel 1813, sempre Capo dello SM, fu cooptato al HKR e suo fu il merito d’aver ricostituito, nell’aprile di quell’anno, un’armata forte di 311.000 uomini e 65.000 cavalli, come suo fu il piano per contenere le conseguenze dell’ultima vittoria di Bonaparte a Dresda e consentire agli alleati di trionfare a Lipsia. In quell’occasione si trovò in contrasto con il FM principe Karl von Schwarzenberg, comandante supremo delle armate alleate, ma la sua visione prevalse perché appoggiata dallo Zar che, da allora, lo ebbe sempre in alta considerazione. Questo rapporto privilegiato con la corte di Pietroburgo si mantenne anche dopo la morte di Alessandro I. Partecipò alla campagna del 1814 ed ai lavori del Congresso di Vienna, nel corso del quale venne nominato Consigliere Aulico ed ottenne la gran croce del LO. Con la restaurazione la sua carriera pareva conclusa, ció non lo distolse dai suoi studi e dalle sue riflessioni sull’arte della guerra. Promosso GdC nel 1829, l’anno successivo raggiunse l’Armata d’Italia, chiamatovi dal suo comandante FM Frimont von Palota, cui successe nel comando il 23 novembre 1831. Da quella posizione potè sperimentare le riflessioni teoriche dei tre lustri precedenti. Il 17 settembre 1836 fu promosso FM (a 70 anni d’età e 52 di servizio) e nel 1838 ottenne la I classe del EKO. A seguito delle sue vittorie, il 30 luglio 1848, fu insignito della gran croce dell’MMTO, il 3 aprile 1849 fu creato Cavaliere del Toson d’Oro e pochi giorni dopo Nicola I lo nominò Feldmaresciallo dell’Esercito Russo. Dal 1850 al 1856 fu Governatore Generale del L-V; il 28 febbraio 1857, contro la sua volontà, fu pensionato con 72 anni di servizio e 46 cavalierati di diverse nazioni europee. Il Sovrano gli mise a disposizione la Villa Reale di Milano dove morì il 5 gennaio 1858; fu solennemente sepolto a Vienna il 19 dello stesso mese.

