Nel 1871 un biologo tedesco, Ernst Haeckel, coniò la parola “ecologia”. Essa deriva dalla parola greca “oikos” che significa “casa” o “habitat” e può essere definita come lo studio dei rapporti tra gli organismi e il loro ambiente o habitat naturale.
Sotto l’attuale sistema economico la produzione non è innestata direttamente per andare incontro ai bisogni umani e alle necessità ambientali ma piuttosto per l’accumulazione di profitti. Di conseguenza, non solo i bisogni fondamentali sono lontani dall’essere soddisfatti ma anche buona parte di ciò che è prodotto è puro spreco. Per esempio, tutte le risorse coinvolte nel commercio e nella finanza, nella mera compravendita di cose e quelle impiegate negli armamenti. Inoltre nel capitalismo, gli stati, le industrie e perfino gli individui sono incoraggiati dalla competizione nel mercato a esternare i loro costi (“esternalità” come sono chiamati dagli economisti) gettando gli scarti della produzione nell’ambiente. L’intero sistema di produzione, dai metodi impiegati alle scelte riguardo a che cosa produrre, è distorto dall’imperativo ad accumulare senza considerazioni a più lungo termine e senza considerazione per i fattori globali che l’ecologia considera di vitale importanza. Il risultato complessivo è un sistema economico governato da cieche forze economiche che obbligano quelli che prendono le decisioni, scelti in qualsiasi modo e quali che siano i loro personali punti di vista o sentimenti, a saccheggiare, inquinare e sprecare.
Se vogliamo andare incontro ai nostri bisogni in un modo ecologicamente accettabile dobbiamo prima essere in grado di controllare la produzione – o, in altre parole, essere in grado di regolare coscientemente la nostra interazione con il resto della natura – e l’unica base su cui si può fare ciò è la proprietà comune e il controllo democratico dei mezzi di produzione, con produzione solamente per le necessità umane e ambientali.




Rispondi Citando