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    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Scuola di Liberalismo - le lezioni!

    Sul sito www.legnostorto.com ogni settimana verranno pubblicate le recensioni delle lezioni. Per il momento sono on line le prime tre.

    SCUOLA DI LIBERALISMO 2002 a cura di Corrado Rajola

    La libertà è ansiosa ricerca - http://www.legnostorto.com/node.php?id=993

    Dialettica liberale: liberismo,mercato e diritti sociali - http://www.legnostorto.com/node.php?id=949

    Liberalismo e ordine internazionale - http://www.legnostorto.com/node.php?id=961

  2. #2
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    CENT’ANNI DALLA NASCITA
    Valitutti, l’etica che diventa azione politica

    «Salvatore Valitutti a cento anni dalla nascita 1907-2007». L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Salerno, si terrà domani alle 17 a Roma nella Sala Capitolare del Chiostro del convento di S. Maria sopra Minerva del Senato della Repubblica. Dopo gli indirizzi di saluto del presidente della Provincia di Salerno, Angelo Villanim e del direttore del Centro «Valitutti» Renato Cangiano, pronuncerà il discorso commemorativo il senatore Valerio Zanone. Sono previsti gli interventi dei senatori Antonio Martino e Gaetano Quagliariello e del professore Giuseppe Cacciatore, di cui anticipiamo un brano. Giuseppe Cacciatore È impresa ardua condensare in poche battute tutti gli aspetti di una personalità così complessa come quella di Salvatore Valitutti che fu non solo politico di rinomanza nazionale (senatore, sottosegretario, ministro, presidente del Partito liberale), ma anche uomo di grande e raffinata cultura, filosofo e, innanzitutto, pedagogista tra i più apprezzati del secolo scorso. Egli è certamente riconducibile alla dimensione etico-civile ed etico-politica della cultura filosofica italiana, che muovendo da Vico e Genovesi, è sfociata nell’illuminismo riformatore meridionale è si è poi sviluppata nel corso dell’Ottocento in figure come Cuoco, Cattaneo, Mazzini, De Sanctis, consolidandosi infine nel corso del Novecento, tanto nella sua versione liberale e democratica con Croce, Einaudi, Omodeo, fino a Bobbio, tanto nella sua versione socialista e riformista da Labriola a Salvemini a Gramsci. Insomma, la cifra unitaria che può servire a dare l’immagine fedele di Valitutti sta proprio nell’intreccio di cultura e politica, di cultura e vita morale. La forte connessione tra idea filosofica del liberalismo e politica liberale che innerva coerentemente l’intero itinerario intellettuale di Valitutti, può agevolmente scorgersi nel suo costante richiamo a due saldissimi punti di riferimento: il magistero innanzitutto morale, ma anche teoretico e politico di Giovanni Amendola e di Benedetto Croce. Valitutti esprime, perciò, un tratto comune che caratterizza l’intera tradizione del liberalismo democratico italiano: la coerente rivendicazione della tradizione risorgimentale e della stretta relazione che in essa nasce e si consolida tra unità dello Stato, nazionalità e democrazia. Forse non è male che, in questa tormentata e drammatica fase di convulsione e di crisi della politica e della fiducia in essa da parte dell’opinione pubblica, si torni a riflettere sugli insegnamenti di Valitutti. Il loro spirito e l'essenza dottrinale che li caratterizza possono servire a qualificare un dibattito che finora si è caratterizzato per il prevalere della «politica-spettacolo», per la riduzione della politica alla frase d’effetto e all’ingiuria. Non è male che i politici (e non solo essi, in verità) leggano qualche pagina del libro di Valitutti sullo Stato e i partiti, dove si argomenta la necessità di guardare alla funzione «nazionale» dei partiti, al loro insostituibile ruolo nella formazione della coscienza civile e del confronto democratico - quando ovviamente sappiano ponderare con equilibrio il rapporto tra l’interesse individuale e quello generale. Perciò, nella visione di Valitutti i partiti restano quali indispensabili luoghi di dialettica democratica, come insostituibili strumenti posti a base di un moderno e aperto sistema costituzionale, senza che ciò debba significare, per un verso, il fatalistico affidarsi ai mali e alle perversioni della partitocrazia e, per l’altro, il venir meno di quell’assoluto primato del dovere morale e della responsabilità individuale.

    tratto da http://www.ilmattino.it/mattino/view...e=PASTIERA.xml

 

 

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